
L'importanza del diritto alla sovranità digitale
30 gennaio 2019 alle ore 13:23•di Maurizio Benzi
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Da vent'anni il mio lavoro è aiutare le imprese a capire come utilizzare internet per avere successo nelle loro attività. La mia esperienza professionale mi ha portato a credere che il diritto dei cittadini alla sovranità digitale sia un diritto fondamentale. Le persone che, come me, hanno seguito internet dalle sue origini sapevano che la logica del web avrebbe portato al decentramento. Da una parte decentramento del controllo e del potere, e dall’altra, parità tra cittadini e i nodi che compongono la rete. Quello che è successo negli ultimi anni invece è una progressiva concentrazione.
Le grandi imprese hanno iniziato ad assumere sempre più controllo e sempre più potere. Lo vediamo con Amazon. Pensate che quasi il 50% degli ordini online negli Stati Uniti sono passati per Amazon e questo dato è in crescita. Probabilmente tra qualche anno Amazon avrà un potere totale nel mondo dell'e-commerce.
Pensate che le prime cinque compagnie americane quotate in borsa sono tutte digitali e il loro fatturato complessivo supera i 3mila miliardi di dollari ed è maggiore non di una nazione, ma del PIL dell’intero continente africano.
Nel futuro possiamo immaginarci che potremmo correre il rischio che, in una controversia giuridica tra uno stato e una compagnia, quest’ultima possa avere ottime possibilità di vincere.
Gianroberto Casaleggio ha sempre detto: “Internet consente di mettere le persone al centro”. In questo senso il diritto di sovranità digitale dei cittadini permette alle persone giustamente rappresentate di avere il controllo sia sulle personalità giuridiche (imprese, brand o software) sia sulla “relazione” tra stato e cittadini. Non può succedere che un'impresa abbia più potere della collettività e allo stesso modo che una nazione controlli i propri cittadini senza che essi ne siano al corrente.
In questo senso ho immaginato una piramide con al vertice i cittadini, poi un organismo sovranazionale che li rappresenti e che possa avere un controllo di garanzia sulle grandi imprese e scrivere le regole prima che siano le imprese a farlo, e ancora sotto gli stati e infine le diverse compagnie internazionali e nazionali.
La logica è che il futuro sia dettato dalla collettività dei cittadini e non da regole scritte da imprese che hanno come obiettivo il profitto. Perché se noi concediamo alle imprese di scrivere le regole c'è il rischio che queste non siano formulate nell’interesse della collettività.
Dunque la mia proposta è che ci sia un collettivo di cittadini, di persone animate da interessi pubblici che definisca quali sono gli standard etici per tutte le imprese. Non solo oggi, ma anche nei prossimi 10, 20, 50 anni. Perché l’evoluzione tecnologica sarà sempre più veloce del diritto. Dunque le zone grigie che oggi sono tantissime non potranno che aumentare. Ed è impossibile anticipare questi cambiamenti, dunque servono regole, standard e visioni etiche condivise.
Google, ad esempio, all’inizio ha adottato come motto (per poi utilizzarlo sempre meno): “Don’t be evil - Non essere malvagio”, per dire ai proprio utenti che loro saranno buoni, che loro utilizzano i dati in modo giusto. La domanda che viene spontanea porsi è: se Google dice di non essere malvagio, vuol dire che sa che avrebbe potuto o potrebbero esserlo in futuro. E questa non può essere una loro scelta.
Perché un’azienda digitale che produce un software, un algoritmo o un’intelligenza artificiale ha già un enorme potere: è l’unica che lo conosce, che sa come funziona e tutti gli altri non possono che subire, magari senza neanche saperlo.
Commenti (9)
fabio salamone
30 gennaio 2019 alle ore 13:33Volevo chiedervi, dato che Cottarelli è così ottimista, perché non troviamo i soldi per il campo volo, gli aerei ad idrogeno liquido costano poco. Per favore, date una regolata a Cottarelli che non ne prende una.
Roberto Girotti
30 gennaio 2019 alle ore 14:42Buongiorno a tutti Io voglio solo esprimere un mio pensiero Dopo anni di lotta Siamo al governo io ho condiviso tutte le nostre battaglie e ora è giusto secondo voi per un voto contro Salvini distruggere tutto?
hlvs
30 gennaio 2019 alle ore 16:05Ne vale la pena.... perché la coerenza tutto è non ci voterebbe più nessuno. Bè non voterei più 5 stelle neppure io. È da questa estate che Conte è gli altri stanno cercando di accomodare tutte le nefandezze di un uomo che usa il pistolone anziché il cervello (il cuore non lo nomino perché i fascisti non ne hanno). È giunta l'ora di staccare la spina. Ci sta portando verso il baratro con lui e all'ultimo ci tira di sotto
stefano
30 gennaio 2019 alle ore 17:04Siiiiiii ! le questioni di principio e il valori che hanno caratterizzato il movimento sono inallienabili e valgono di più che la presenza nel governo.Il movimento ha il dovere i essere diverso dai partiti
that's all folks! !but Frank
30 gennaio 2019 alle ore 14:45E come dare torto a questo post?
FATELO!!!
APPOGGIAMOLO!!!
E IN CULO ALLA BAYER (per dirne solo una)!!!
fabio salamone
30 gennaio 2019 alle ore 17:29Con osservanza, volevo segnalare che teoricamente basta inserire una molecola inerte, a base di carbonio e ossigeno qualsiasi tra l'ammina e il gruppo fosforico per diminuire l'effetto tossico del glifosato, poiché è la distanza che influisce sulla forza del legame.
http://elektron28703.000webhostapp.com/d4/glifosato.png
karl kraus
30 gennaio 2019 alle ore 15:22"Perché se noi concediamo alle imprese di scrivere le regole c’è il rischio che queste non siano formulate nell’interesse della collettività.La logica è che il futuro sia dettato dalla collettività dei cittadini e non da regole scritte da imprese che hanno come obiettivo il profitto.
... un collettivo di cittadini, di persone animate da interessi pubblici che definisca quali sono gli standard etici per tutte le imprese. Non solo oggi, ma anche nei prossimi 10, 20, 50 anni. Perché l’evoluzione tecnologica sarà sempre più veloce del diritto" (Maurizio Benzi).
Grazie Maurizio, spero che la consapevolezza del problema possa essere trasmessa a tutti grazie a questo semplice e bellissimo Post e che il nostro Paese non arrivi più ultimo "agli appuntamenti" e che non subisca più il futuro degli "altri" (termine generico qui con connotazione oligarchica e poco "altruistica") come un incidente mortale sulla propria pelle.
Se solo oggi, finalmente, riuscissimo a prevenire, con una visione a lungo termine ed impegnandosi da subito, i rischi che sempre incombono e sempre incomberanno su tutti noi, non arriveremmo più alla situazione in cui ogni volta ci troviamo: costretti a curare un malato cronico o terminale, con tutte le frustrazioni del caso.
Saremo invece gli artefici di un futuro degno di chi ha il cuore e la forza di immaginarlo e di crearlo. Ci troveremmo allora nella situazione di una mamma un po' spossata dall'impegno e dalla fatica, certo, ma che ha appena messo al mondo il proprio figlio... con tutte le soddisfazioni del caso.
Dionisio Mariano Magni
31 gennaio 2019 alle ore 09:56La lettura lucida dell'addensarsi di potere dal soggetto "umano" all'entità "impresa" rappresenta una visione inquietante del futuro.
Ritengo che la visione rovesciata del rapporto, rappresentata dalla piramide capovolta, sia un'immagine fortemente evocativa di quanto ci si deve impegnare a fare collettivamente: rovesciare la piramide!
Mi ritorna in mente un concetto che da molto tempo vado ripetendo: generare un "Nuovo Umanesimo".
Come far progredire questo dialogo?
Sto lavorando con la mia organizzazione, che si occupa di creatività, saperi e competenze, alla realizzazione di un evento il 12 marzo p.v. a Roma che ha come titolo: SottoSopra! può essere questo un momento di confronto e crescita?
Nisio Magni
Massimo Scipioni
6 febbraio 2019 alle ore 00:36Ciao, vorrei sapere perche' per accedere al nuovo portale reddito di cittadinanza sembra che si possa usare solo SPID e non anche CNS/TSN. Grazie.
