Anche durante il lavoro è sempre un piacere gustarsi una bella arancia siciliana, specialmente oggi che festeggiamo una grande vittoria del governo! Oggi infatti il ministero dell’Agricoltura ha firmato l’accordo sugli agrumi per la loro spedizione via aereo tra Italia e Cina. Prima, pensate, era vietato e potevano arrivare in Cina solo in nave, facendo perdere un sacco di soldi ai nostri imprenditori, che ora finalmente potranno portare il gusto delle nostre arance anche ai cittadini cinesi! Si tratta di una grande opportunità per i nostri agricoltori con i quali avevamo preso un impegno un anno fa. Una promessa che oggi diventa realtà. Un grazie a Federica Argentati, presidente del Consorzio agrumi di Sicilia, e al mio amico Giancarlo Cancelleri con cui abbiamo visitato centinaia di aziende agricole Siciliane in questi anni. Ci vediamo presto in Sicilia per salutare il primo volo di arance verso la Cina! Luigi Di Maio[embed]https://www.facebook.com/giancarlocanc/videos/308872363110316/[/embed] Incredibile! Ho appena sentito Federica Argentati, Presidente del Consorzio degli agrumi di Sicilia. Questo consorzio negli ultimi anni ha fatto una grandissima battaglia per il riconoscimento di questa nostra eccellenza. Federica Argentati è stata in prima linea e da più di 12 anni si batte affinchè queste nostre eccellenze trovino il giusto riscontro nel mercato mondiale. Ma riavvolgiamo il nastro, voglio raccontarvi questa storia, una storia bellissima, una storia di Politica con la P maiuscola, una storia di buona politica. Durante la campagna elettorale delle regionali ma anche delle nazionali, insieme a Luigi Di Maio abbiamo incontrato molti imprenditori del settore degli agrumi siciliani e abbiamo preso l’impegno di sbloccare un protocollo che consentiva l’esportazione degli agrumi in Cina solo con nave (quindi praticamente inutile per via dei tempi di trasporto). Quindi il Ministro Luigi Di Maio è andato in Cina e ha messo in moto il corpo diplomatico necessario per raggiungere un’intesa di modifica. Settimane fa l’annuncio che anche la Cina era d’accordo alla nostra proposta di trasportare gli agrumi siciliani (e italiani in generale) in aereo. Oggi finalmente il Governo Conte ha firmato il protocollo con la Cina e quindi finalmente è possibile esportare i nostri agrumi in Cina direttamente in aereo. Quindi una promessa del Movimento 5 Stelle, mantenuta dopo pochissimi mesi grazie al Governo Conte. Questo è un dato di fatto, un grande risultato, un fatto. Le parole possono essere convincenti, ma nessuno potrà mai dire che un fatto non è avvenuto. Questo è importante perché quando alle parole fai seguire i fatti allora davvero diventi credibile. Stamattina ero così felice che ho chiamato Luigi, per complimentarmi e per ringraziarlo a nome del Movimento siciliano e a nome di tutti i siciliani e agricoltori che ho incontrato in questi anni perché questo oltre ad essere un grande traguardo, è un’opportunità in più per lo sviluppo economico di questa terra. Questa storia si conclude con l’ennesima dimostrazione che questo Governo ha davvero a cuore la Sicilia e i siciliani. La Sicilia non è più sola. Il Governo Conte sta pensando alla Sicilia finalmente come una terra di opportunità e dalla quale ripartire. Ringrazio nuovamente Luigi, Federica e quanti hanno lavorato a questa piccola, ma importante vittoria che mette le ali agli agrumi che per noi siciliani rappresentano una vera eccellenza del territorio. Ci vediamo quando partirà il primo carico di arance per la Cina, e io, Federica Argentati e Luigi Di Maio ci saremo per festeggiare insieme ai produttori la nuova rotta degli agrumi siciliani!

Le arance siciliane finalmente possono andare in Cina
23 gennaio 2019 alle ore 17:00•di Giancarlo Cancelleri
Commenti (64)
MICHELE PALAZZOLO
23 gennaio 2019 alle ore 17:53spiegate meglio il perchè del precedente trasporto? Sembra una roba da Marco Polo
ionio
23 gennaio 2019 alle ore 18:09ma è impazzito?? ma come le arance col l aereo?? dimaio guarda che i lettori non sono tutti stupidi...
gianluca free
23 gennaio 2019 alle ore 19:19e te sai che un container su nave italia-cina o cina-italia impiega 3 settimane?
devo aggiungere altro?
Alessandro A., Trieste
23 gennaio 2019 alle ore 18:15Io sarei curioso di sapere quanto vengono pagati ai produttori gli agrumi, cosa comporti questo nuovo canale cinese in termini di prezzi e se sia possibile una forma societaria che faccia partecipare i coltivatori diretti anche ai guadagni della filiera, in termini di percentuale sul prezzo finale.
Alfio D'agosta
23 gennaio 2019 alle ore 18:32Considera che mi sono stati offerte per arance di primissima scelta "tarocchi" APPENA 35 CENTESIMI . ALLA GRANDE DISTRIBUZIONE LI VENDONO A € 2,50.
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23 gennaio 2019 alle ore 19:0120/30 centesimi al kg è il prezzo che un produttore di agrumi incassa, sempre che il prodotto sia di qualita eccellente,
Bene l'apertura di un nuovo canale di esportazione ma non vorrei che cio comportasse la reprocita e venissimo travolti dai prodotti agricoli cinesi, sarebbe il crollo totale della nostra agricoltura,
Cagliostro
Alfio D'agosta
23 gennaio 2019 alle ore 18:26IL VERO CAMBIAMENTO È IL M5S. GRAZIE RAGAZZI, HO ACQUISTATO DA POCO UN AGRUMETO , SPERO CHE QUESTO ACCORDO CON LA CINA CI DIA L'OPPORTUNITÀ DI LAVORARE E VENDERE NEL GIUSTO PROFITTO SENZA SFRUTTARE IL LAVORO AGRICOLO
Alessandro A., Trieste
23 gennaio 2019 alle ore 18:33Quanto ve le pagano le arance e quali sono le condizioni?
Manrico Zanella
23 gennaio 2019 alle ore 18:33Sono felice di questo risultato. Bravi, avanti così.
Colgo l'occasione per lanciare un'idea : sarebbe una bella cosa, secondo me, se per l'occasione delle elezioni europee, il Movimento organizzasse una grande protesta contro l'UE chiamando in piazza i militanti con gillet gialli e verdi. Così si manifesterebbe il dissenso per questa Europa antidemocratica e al tempo stesso il sostegno al governo del cambiamento.
Maria D
23 gennaio 2019 alle ore 19:42Scusa Manrico, ma come ti viene in mente che i gilet gialli (quelli verdi chi sarebbero?) debbano rispondere ad una chiamata di piazza contro la UE quando le responsabilità del rincaro dei carburanti e , quindi dei prezzi , sono del governo Macron?
Poi, per quale motivo il MoVimento dovrebbe attaccare la UE dopo che è stata varata una legge di bilancio che ci consente di fare quello che si voleva o quasi?
Non è che stai qui per trolleggiare?
antonio petruzziello
23 gennaio 2019 alle ore 18:56Bravissimi, continuate cosi' pure con tutte le altre nostre eccellenze.
Domenico Castelli
23 gennaio 2019 alle ore 19:08incredibile!!!!!!!!!!!!.......
e quelli di prima????? dormivano????
Gianni1960
23 gennaio 2019 alle ore 19:13quelli di prima avevano piu a cuore le banche
GC
23 gennaio 2019 alle ore 19:22Quelli di prima facevano l'accordo di cui i 5s adesso si prendono il merito. A proposito di onestah
https://www.lasicilia.it/news/economia/134244/raggiunto-l-accordo-con-la-cina-per-esportare-gli-agrumi-siciliani.html
m.c.
23 gennaio 2019 alle ore 22:44Secondo me è lei che dorme... legga con estrema attenzione e faccia 2 conti... https://www.nextquotidiano.it/di-maio-arance-cina/
Alessandro A., Trieste
23 gennaio 2019 alle ore 23:15Questa polemica, come al solito, tra chi si vuole intestare il merito dell'accordo e chi dice no tu no perde di vista il contenuto dello stesso.
L'iter per l'esportazione degli agrumi e dell'olio di oliva verso la Cina è iniziato nel gennaio 2016, con un documento d'intesa a tappe. Questo di Di Maio è l'ultimo atto formale per il via libera all'esportazione.
https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9673
Andreina Fontana
23 gennaio 2019 alle ore 19:18Carissimi ,
l'attacco e' sempre piu' stringente. E' talmente palese che viene da vomitare il reclutamento a sinistra con le parole d'ordine da reiterare in ogni momento, ogni situazione, ogni intervento.
Ma quale sinistra? ma ndo sta' sta sinistra ? Quella vera intendo.
C'e' rimasta quella che ha rinnegato Castro, Lenin, Mao ecc. ecc., abbracciando e sostenendo nel tempo il liberismo piu' bieco , cinico e sfrenato.
Renzi sinistra, ma ndove ????
Ipocriti e basta. Mezze calzette. Quinte colonne
Qui qualsiasi Movimento, Partito , Parrocchietta di qualsiasi colore e forma che intenda cambiare qualcosa diventa un nemico acerrimo della Sinistra e di questo nuovo sistema europeo ( a cui e' legata mani e piedi) che vuole solo mantenere se stesso e il privilegio di chi l'ha fondato e che non ha alcun rispetto, interesse , attenzione per l'UOMO.
Un'attenzione che ha fatto marcire la Grecia e che ora cerchera' di far marcire anche l'Italia con il solo scopo di affossare il Movimento e tutte le voci che si dimostreranno contrarie .
Buon lavoro
Andreina Fontana
Alessio
23 gennaio 2019 alle ore 19:43Allora... Non so bene, precisamente, di quanta produzione di arance stiamo parlando. 3 o 4 milioni??
Ora in Cina mi sembra che ci siano un miliardo e mezzo di persone.
Non vorrei sacrificare le nostre arance al dio commercio o dio denaro ed essere costretto a bere una spremuta di arancia marocchina in virtù della legge della domanda e dell'offerta.
iomio
23 gennaio 2019 alle ore 20:38stai tranq in cina non arriveranno mai arance italiane, ne in nave ne tantomeno in aereo...dimaio basta a sparare palle..
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23 gennaio 2019 alle ore 20:05Solo in una provincia della cina, e sono diverse a vocazione agrumi si è avuta una produzione di 178 000 tonnellate di arance varieta navellino,
Speriamo di non dover vedere i banconi dei negozzi pieni di arance cinesi
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23 gennaio 2019 alle ore 20:08X correttezza la cina secondo produttore mondiale con 38 milioni di tonnellate di arance.
Marco Bonacina
23 gennaio 2019 alle ore 20:17Ottima notizia. Il rischio è però che, per la partenza del primo aereo, si dovrà attendere parecchio. La Cina, infatti, con circa 17.000.000 di tonnellate è il terzo produttore al mondo di arance e ne è esportatore netto, rispetto ad un Italia che ne produce poco più di 3.300.000 tonnellate.
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23 gennaio 2019 alle ore 20:27Le stime del 2017/2018
Danno la produzione cinese a 38 000 000 di tonnellate e quella italiana a 2,5 milioni di tonnellate secondo italfruit.it
Non posso confermare la veridicità ma sembrano stime reali.
Seba
23 gennaio 2019 alle ore 20:53ma dai, ragionate un attimo, il 95% della popolazione cinese guadagna 100 euro al mese, quando va bene, e queste arance a quanto le dobbiamo vendere? a 5 centesimi? o sperate che le arance siciliane vengono comprate dai 50 miliardari cinesi e li pagano euro al Kilo?
Alessio
23 gennaio 2019 alle ore 21:01Seba hai molta confusione riguardo la "questione Cinese".
Ogni anno 150 milioni di persone escono dalla povertà e diventano classe media.
Il Barone Zazà
24 gennaio 2019 alle ore 05:11Caro seba,
i Cinesi "SONO TANTI, MILIONI DI MILIONI....." se ognuno di loro mangia anche solo un'arancia siciliana all'anno, sono milioni di milioni di arance vendute....
mi dia retta, non intraprenda attività commerciali, non è il mestiere giusto per lei.....
Franz
23 gennaio 2019 alle ore 21:36I gufi olandesi:
https://think.ing.com/articles/italy-still-looking-vulnerable/
Giulio Antonio
23 gennaio 2019 alle ore 21:39Speriamo solo che le arance di Sicilia non facciano la fine dei vitigni del Veneto, che per star dietro alle esportazioni all’estero dei vini hanno distrutto il territorio con agricoltura intensiva a suon di impoverimento del terreno, pesticidi, e sofisticazioni chimiche di ogni genere per produrre in senso indiscriminato. Insomma attenzione ai boomerang del profitto finanziario. Forse sarebbe più sano puntare a una produzione sana, ecosostenibile in ogni Paese (non so quali arance siano più buone tra quelle cinesi e quelle italiane, di sicuro è questione di gusti…ma un prodotto sano dovrebbe essere tale sempre e ovunque).
franco rosso
23 gennaio 2019 alle ore 21:50Questi trolletti NUMERARI mi stanno francamente scassando la minchia.
ALLORA 17.000.OOO T = 17.000.000.000 KG che diviso per 1.500.000.000
di cinesi fa 11,33 kg di arance pro cinese...che devono servire per tutto
consumo fresco, succhi, aranciate merendine ecc. ecc.
SAPETE CHE SUCCEDE CARI TROLLETTI CHE SE I CINESI SI MUOVONO
VOI DI ARANCE LE MANGERETE, ...QUELLE DI PLASTICA.... CINESE
Alcide Modanese
23 gennaio 2019 alle ore 21:55Il trasporto così lontano di arance comporta un notevole inquinamento ambientale e, secondo me, é un grande sbaglio, tutto grazie alla stupidità della gente che acquistano merce proveniente dall'estero anziché quella italiana e grazie alle multis...
Che senso ha vietare la libera circolazione dei cittadini che non si possono permettete un'auto nuova non inquinante se poi incentivi il passaggio degli aeri sopra le teste???
E poi ci lamentiamo...
lorenzo
23 gennaio 2019 alle ore 22:12Ottimo risultato!
Adesso lavoriamo per migliorare le esportazioni verso l'USA. Chiediamo all'USDA, attraverso l'ufficio agricolo presso l'Ambasciata americana a Roma, l'eliminazione del requisito legato all’indice di maturazione di 8.0, comunque più permissivo del 9.0 previsto dallo standard attuale passando ad un più semplice indice di livello zuccherino.
Poiché gli standard per le arance rosse elaborate in California hanno valenza federale, intravediamo oggi la possibilità di accedere al mercato statunitense avvalendosi del principio di reciprocità degli standard qualitativi per le stesse varietà di arance.
Facciamoci valere, magari, proponendo una petizione oppure facendoci sentire a questa email: agrome@fas.usda.gov
In lingua Inglese, ovviamente
Romano
23 gennaio 2019 alle ore 22:32Per primo vendiamo questa frutta in Italia, frenando le importazioni di arancie dal Marocco e dalla Spagna nei mercati e super mercati dopodiché esportiamo il restante.
franco rosso
23 gennaio 2019 alle ore 22:50Per quelli che stanno ironizzando come stupidi imbecilli
cercando ogni tipo di scusa per fare i bastian contrari
SAPETE QUANTO SI VENDE UN CASSETTA DI ARANCE DI RIBERA
DA 10 KG ALLA CIRCONVALLAZIONE DI PALERMO 4 EURO
40 CENTESIMI A CHILOGRAMMO
E L'OLIO D'OLIVA extravergine NEI FRANTOI 3 EURO AL CHILO
E IL LATTE DI PECORA 75 CENTESIMI AL LITRO
l'agricoltura siciliana è andata in frantumi
prima di scrivere minchiate ...per PARTITO POLITICO PRESO
O PER FACCIAMORETE...SAPPIATE CHE QUI
potete fare solo schifo
e tenete conto che noi siamo PENSIONATI DI CANTIERE
NON GUARDIAMO LA VOSTRA TV.
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24 gennaio 2019 alle ore 09:29Questo vuol dire che al produttore, quando gli va bene prende 20 centesimi al kg?
e la cina potrà essere un mercato interessato alle arance siciliane?
Io, credo che solo una frazione molto piccola di arance siciliane prenderanno il volo x il celeste impero, ma sicuramente interi container pieni di arance cinesi sbarcheranno sui nostri porti e da qui sui banchi dei supermercati,
franco rosso
24 gennaio 2019 alle ore 12:57ai tuoi numeretti ho risposto sotto.
se ne deduce che la cina non ha agrumi nemmeno per se stessa.
se mai, hanno una certa validita se non fossero
SOSPETTE DI FACCIAMORETISMO LE OBIEZIONI DI CARLO 1-
ma quelli che parlano cosi sono immemori di quello che
ha dovuto subire l'agrumicoltura siciliana,
POCHI RICORDANO I TEMPI DELLO SCAFAZZO
QUELLI ERANO I TEMPI D'RO DEL SINDACATO E DEL PC E E DELLA DC
CHE DIRIGEVANO LA BARACCA.
il mercato che piaccia o no è globale, quando riusciremo a cambiarlo
ne riparliamo....per il momento la strada è SOLO QUESTA.
per quanto riguarda i casi personali, ...io ho un SOLO albero di arance
che produce QUANTO BASTEREBBE PER 5 CINESI, ..ma questo cche centra....
Giuseppe Belotti
23 gennaio 2019 alle ore 23:25Se i siciliani saranno così bravi di vendere ai cinesi le loro arance, tanto di cappello.
Poi tutte le osservazioni in merito all'inquinamento del territorio per fare le coltivazioni intensive, l'assurdità di trasportare le nostre arance in un paese, tra i primi produttori al mondo dello stesso frutto ed all'altro capo della terra, la contropartita che dovremo riconoscere alla Cina per questa apertura al loro mercato delle nostre esportazioni che nel Post non viene indicata e la preoccupazione che per mantenere prezzi concorrenziali con il mercato cinese venga sfruttata la manodopera locale,
mi sembrano tutti rilievi legittimi.
Speriamo che non sia un affare solo per i grossi produttori/esportatori.
Il Barone Zazà
24 gennaio 2019 alle ore 03:06D'accordo, va bene così....
non sono ancora maturi i tempi per una economia agricola a kilometro zero.
Mi chiedo se rimarranno arance anche per noi Italiani, dato che come per l'olio e il vino, non ci basteranno mai i raccolti nostrani e siamo costretti a importare per esportare, Infatti, compriamo per extravergine e italiano un olio che non è né l'uno nè l'altro.
Ma se questo è utile al momento storico attuale, ben venga. Vorrà dire che noi mangeremo arance marocchine, i Cinesi mangeranno arance italiane e i Marocchini mangeranno arance cinesi....
così come nelle pizzerie a Napoli lavorano gli Egiziani e nei Pizza Hut a Londra ci lavorano i Napoletani!
A me pare una ''scemità''! ma se gli agricoltori sono contenti....
BENE COSI'
24 gennaio 2019 alle ore 07:37io ho mangiato arance israeliane anche prima dell'esportazione in cina. Questo accordo forse impedira' che ottime arance vadano distrutte per mantenere il prezzo sul mercato. Oramai è impossibile che non vi siano interscambi fra le varie nazioni , fa parte dei contratti internazionali.
Baglio Vito Giuseppe
24 gennaio 2019 alle ore 07:44Un apprezzamento per tale risultato. Nella nostra provincia le arance devono raggiungere gli aeroporti di Palermo e Catania con questo sistema viario: SS 640 bloccata, 189 nel tratto Agrigentino non c'è un progetto (oltre ai problemi che ci sono nel tratto palermitano) la tratta ferroviaria inesistente o inadeguata. Se consideriamo che la zona per eccellenza è quella di Ribera per raggiungere qualsivoglia destinazione bisogna attaversare la SS115, un disastro. Non Crede che una grande urgenza di questo Paese è mettere mano alle infrastrutture. Noi abbiamo necessità di completare la SS 640 e la SS189 oltre ad ammodernare le ferrovie.
A questo aggiungerei la SS 115 che da Castelvetrano arriva a Siracusa attaversando le provincie di Agrigento, Caltanissetta, Ragusa e forse anche comuni di Enna e Catania; tratto questo che potrebbe chiudere l'anello autostradale Siciliano e dare sviluppo in tutti i settori economici di questi territori.
antonio carbone
24 gennaio 2019 alle ore 09:54Evviva! Un altro punto importante è stato segnato! Alla faccia dei sinistroidi e i berluscoidi che non hanno fatto nulla per i cittadini onesti e lavoratori del paese. Anzi,si sono divertiti alle loro spalle con il bunga bunga e il magna magna. W il m5s.
Piero
24 gennaio 2019 alle ore 10:23Così per reciprocità noi mangeremo arance cinesi a bassissimo costo e il traffico aereo aumentato incrementerà l'inquinamento. Alla faccia del kilometro 0
Tommaso Cerroni
24 gennaio 2019 alle ore 10:50Reciprocità? io mangio arance italiane e continuerò a mangiarle, non capisco a quale reciprocità ti riferisci. Io non compro NULLA dai cinesi, sappiamo tutti ll loro inaffidabilità per cui...... Gli aerei volerebbero ugualmente anche senza arance e credo che anche gli scarichi delle navi mercantili sono inquinanti. Comunque in attesa di scoprire nuovi mezzi di trasporto questo è. No?
vincenzo a. vr.
24 gennaio 2019 alle ore 11:02Piero,
Il classico tipo a cui non va mai bene nulla.
W M 5 * * * * *
carlo1
24 gennaio 2019 alle ore 10:43non e' quello il problema, le arance siciliane in cina o no dal momento che sono cosi' buone che si vendono da sole, ma chi ci guadagna.
sono decenni ormai che i grossisti, facendo cartello tra di loro, si prendono la stragrande maggioranza dei guadagni dei prodotti della terra, soprattutto per le eccellenze italiane. cosi' ad esempio i pistacchi di bronte vanno a finire in giro per il mondo, i produttori vengono sottopagati e noi italiani ci mangiamo quelli turchi. e lo stesso per gli altri prodotti. dalle mie parti ormai trovare un ristorante che cucina veri funghi porcini (pur vendendoli come porcini) e' quasi impossibile, spacciano funghi rumeni per porcini. dove cacchio sono finiti i funghi porcini veri.
l'olio arriva dalla tunisia o dalla spagna e il nostro sparisce.
e naturalmente per i produttori (i coltivatori) rimangono le briciole del guadagno. chi sono i grossisti dei prodotti agricoli? e' li' che bisognerebbe guardare. ok le arance in cina come per tutti gli altri prodotti, ma con un guadagno giustamente distribuito tra addetti ai lavori.
carlo1
24 gennaio 2019 alle ore 10:48"ok le arance in cina come per tutti gli altri prodotti, ma con un guadagno giustamente distribuito tra addetti ai lavori."
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altrimenti diventa l'ennesimo favore ai grandi grossisti di dubbia origine che hanno monopolizzato il mercato dei prodotti agricoli, a danno dei produttori e dei cittadini italiani.
va fatta chiarezza e se serve pulizia nel mercato dell'agricoltura.
carlo1
24 gennaio 2019 alle ore 11:03si potrebbe anche dire che la produzione di arance siciliane non e' cosi' imponente da dover trovare mercati tanto ampi come quello cinese.
anzitutto stiamo parlando di arance di prima qualita', ottime, forse le migliori del mondo, cosi' come quelle calabresi, poi la produzione forse basterebbe per il solo mercato italiano. e se ne resta qualcuna, venderla in europa e' un attimo. come ogni made in italy doc, vero made in italy, non roba taroccata anche se casomai il marchio e' made in italy, si vende da solo.
se pero' la distribuzione fosse onesta. e molto probabilmente e' quello il problema.
chi detiene il mercato agrario (e non solo) punta al massimo profitto sempre. cosa che non va bene, perche' distorce il mercato. i grossisti che fanno cartello, malavita che si infila in quel mercato usando i suoi mezzi di dissuasione, gli agricoltori sottopagati, uso di chimica per aumentare la produzione, prodotti spacciati per altri etcetcetc.
questo comporta la ricerca del massimo guadagno.
e vendere le arance in cina non serve a risolvere il problema, che e' il vero problema che affligge la nostraagricoltura, ma anzi puo' essere che lo aumenti, perche' il produttore deve ancora piu' fare riferimento alla grande distribuzione per poter accedere a certi mercati.
unirsi in cooperative? ok, lo fanno gia', ma da chi sono gestite? chi se ne impossessa?
e' li' che bisogna fare pulizia. e non preoccuparsi di vendere i prodotti doc (come le arance siciliane) made in italy, si vende da solo.
Francesco
24 gennaio 2019 alle ore 12:43Qui al nord della Germania le arance siciliane non arrivano proprio... e sì che le comprerei, anche al doppio prezzo! Ma se non le vendono non le posso comprare!
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24 gennaio 2019 alle ore 13:12Come giustamente fa notare alessandro a trieste,
Anche lui comprerebbe arance siciliane o calabresi,
Ma non si riesce a trovarne, i nostri fruttivendoli sono distributori di agrumi spagnoli e marocchini, preferiti x il loro costo minore, (alla produzione), poco importa la qualita,
Una politica attenta dovrebbe favorire prima di tutto la produzione e la distribuzione di tutto l'agroalimentare sul territorio italiano, e dopo l'importazione di derrate estere,
Le nostre produzioni agricole fino a pochi anni fa coprivano appena il 70% del fabbisogno nazionale, oggi sicuramente molto meno in quanto l'agricoltura è stata pesantemente penalizzata da politiche dissennate dai precedenti governi. E se non verranno prese misure di salvaguardia presto sparira del tutto,
Pomodori cinesi ed olandesi marocchini e spagnoli, meloni ed angurie marochine, aranci clementini e mandarini marocchini e da adesso cinesi, patate francesi e tedesche, pere e mele ed uva dal cile, latte dalla germania, carne da francia e belgio, grano e mais da ucraina stati uniti e canada, arachidi da egitto e senegal, olio da tunisia marocco e turchia,
Una realta alquanto nera x i nostri agricoltori.
Cagliostro
Alessandro A., Trieste
24 gennaio 2019 alle ore 13:24Ti dirò di più.
Io quando acquisto qualsiasi prodotto agricolo, anche pasta riso o legumi vado a vedere l'origine della MATERIA PRIMA, che non necessariamente è italiana, anche se lo è l'azienda.
Faccio una fatica mostruosa a trovare queste informazioni sulle etichette. Mi piacerebbe che venisse spiegato il motivo per cui non è possibile far sapere al consumatore dove sono stati coltivati i prodotti che consuma!
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24 gennaio 2019 alle ore 14:39Alessandro
Io nel mio piccolo produco e commercio l'agroalimentare made in italy in francia,
E posso assicurarti che ho sempre maggiori difficolta a reperire prodotti genuini italiani, le mozzarelle sono prodotte con latte tedesco i prosciutti provengono da allevamenti esteri, e di difficile individuazione, i pomodori di pachino sono prodotti in marocco stessa cosa x i meloni, la pasta è prodotta con grano proveniente dalla cina, l'olio è extra vergine como lo puo essere una signora che ha esercitatato il mestiere di prostituta x 40 anni, i limoni arrivano dal cile come l'aglio dalla turchia e cina, gli aranci, anche quelli commercializzati da aziende catanesi arrivano da oltre mare, cosi il miele dalla romania, la passata di pomodoro dalla cina,
La ricetta? Non sono un politico,
Ma andrebbe tutelato il prodotto nazionale se non con dazi almeno con l'obbligo di acquistare innanzi tutto prodotti nazionali e rendere chiara la provenienza.
Capisco che il consumatore finale possa scegliere un prodotto meno caro ma che almeno sappia cosa mangia,
Comunque, l'agricoltura , checche se ne dica sta scomparendo in molte zone della toscana, gia nel 2018 migliaia di ettari sono rimasti incolti, l'industria segna il passo, le pmi stanno chiudendo a dei ritmi impressionanti, e se non verranno messe in atto iniziative serie, entro 10 massimo 20 anni ci ritroveremo come la romania anni 90,
Alessandro A., Trieste
24 gennaio 2019 alle ore 14:46Esistono consumatori (come me) che preferiscono pagare il doppio, magari acquistando la metà, ma non è detto, a patto di pagare SOLO per l'agroalimentare italiano. Basterebbe partire da questo principio e dare la POSSIBILITA' di specificare l'origine della materia prima dei prodotti.
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24 gennaio 2019 alle ore 15:02In effetti, la mia sfera di clienti cerca dei prodotti genuini e senza pesticidi coltivati od allevati in maniera sana e naturale, e poco importa il prezzo, non si possono paragonare pomodori italiani con i pomodori olandesi cosi come le uova di galline che giornalmente vengono lasciate in liberta di trovarsi semi erbe ed insetti,con uova prodotte in allevamenti intensivi dove grazie ad alimenti sofisticati producono piu di 2 uova nelle 24 ore.
Raffaele
24 gennaio 2019 alle ore 13:20Finalmente il ritorno della Società Civile.
Iride
24 gennaio 2019 alle ore 15:54Bravi???speriamo di non vedere più le ruspe che buttano le arance ma al contrario vengano tutte esportate.
Giuliana Arcidiacono
24 gennaio 2019 alle ore 16:20le vorremmo anche a Milano le aranche siciliane,
dove, non so perche', nei supermercati trovi solo le arance marocchine, di Jaffa, di Spagna. Si riescono a comprare quelle siciliane solo se sei fortunato e trovi un camion sulla tua strada che le viene a vendere direttamente dalla Sicilia
nicola costa
24 gennaio 2019 alle ore 16:32E fussi, fussi la vorta bbona!!!: come diceva il buon Nino Manfredi. Finalmente!, e che Martina sentisse bene, in qualità di ex ministro dell'agricoltura: "Le arance siciliane volano in Cina, non viceversa, ombra di Renzi", Lerc secondo. ......... Vabbè, saranno come al solito: parole nel vento, per lui che crede ancora alle streghe ed alle favole di Collodi. Comunque, una cosa è più che certa: il Made in Italy finalmente avrà la sua dignità ed il suo grande rispetto, visto che in questi ultimi decenni si è visto calpestare il suo buon nome, tra note, anzi arci note ditte che esportano il made in Italy nel mondo preda ghiotta degli imprenditori speculatori esteri, vedi: cinesi, russi, americani, eccetera, ecc. Tra delocalizzazioni silenziose autorizzate dallo Stato, ora con il decreto Dignità approvato dall'attuale governo: tutto questo è DEFINITIVAMENTE FINITO!!!!!. I prodotti italiani ritornano al centro del mondo!!!!!!!!!!! I prodotti italiani verranno esportati e non viceversa. W i prodotti siciliani W le arance che sono il cardine dell'economia agraria del nostro territorio, il simbolo della Sicilia che questo governo sta tentando di riportare ai vertici dell'export mondiale!: (lo dico da siciliano)
Daniele Montanari
24 gennaio 2019 alle ore 16:35Scusate ma adesso facciamo retromarcia anche sugli F-35 !!!! Sarebbe veramente il colmo!!! Qualcuno potrebbe smentire per favore questa notizia!!! Grazie.
Lucio Giardini
24 gennaio 2019 alle ore 16:49Alla faccia del KM zero ragazzi, ma non sarebbe maglio madare prodotto lavorato o semilavorato? Spero sia questo l'obbiettivo, ma spedire arance da un continente all'altro sarebbe da combattere, o no? così fan tutti, se da un lato non si importa dalla Tunisia o dal marocco, ok, e poi si mandano aerei di arance a Peckino?? Inoltre la lavorazione e semilavorazione creerebbe occupazione in loco e lavoro...dai ragazzi la notizia così come data è una stranezza nella politica del km zero...saluti
gian giul
24 gennaio 2019 alle ore 17:06Non so quante arance siciliane potranno essere esportate in Cina via aerea, considerato che il costo del viaggio dovrebbe avere una forte incidenza sul prezzo di vendita (le arance sono un prodotto "povero" e coltivate in molti paesi).
Cercare di risolvere la cappa che al sud sovrasta il commercio di prodotti agricoli (agli agricoltori vanno bruscolini) sarebbe davvero meritorio.
maria s., ancona
24 gennaio 2019 alle ore 17:43“ ARANCE VIAGGIATRICI…
ARANCIA Citrus sinensis
Originario della Cina e del sud-est asiatico...
Potenza di Di Maio! Esportiamo in Cina un frutto originario della Cina.
▪ Cina- produzione 2011 - 5. 835. 000 (tonnellate)
▪ Italia - produzione 2011 - 2. 469. 939 (tonnellate)
▪ Spagna produzione 2011 - 2. 818. 888 (tonnellate)
Ci sta che per 1 miliardo e mezzo di abitanti, ci sia bisogno di vitamina C aggiunta.
Ma in Italia, abbiamo bisogno delle arance spagnole e limoni di provenienza varia, anche d'oltre oceano?
Da diversi anni ci bombardano con arance spagnole dal sapore omeopatico (e presumo dipenda dai contenuti salutari annacquati). Per non parlare dei limoni di ogni provenienza. Dove sono state e dove sono ora le nostre meravigliose arance (e limoni) prima che vadano in Cina? Che succede in Sicilia? Potenza dei distributori francesi e tedeschi?
Di Maio, perché non ci dici anche questo? “
maria s., ancona 05.11.18 19:06
Nessuno dei dubbi che manifestavo scrivendo il suddetto com è stato nel frattempo rimosso. L’impressione è che la mano destra non sappia ciò che fa la sinistra generando confusione e scelte incomprensibili che permangono in chi è dotato di buon senso.
I dati di produzione riportati sono da aggiornare al 2016 qui:
http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/42705/la-categoria-del-mese/produzione-superfici-e-scambi-tutti-i-numeri-degli-agrumi-italiani
Stralcio
Al 24 gennaio 2019
L'import-export di agrumi italiani
Stando ai dati Eurostat, è in aumento l'export di agrumi italiani nel mondo, che supera la quota delle 300mila tonnellate nel 2016, crescendo del 20% rispetto all'anno precedente e del 39% rispetto al 2006. In calo invece le importazioni dall'estero (-24%), anche se rimangono comunque maggiori delle esportazioni e corrispondono a 358mila tonnellate...
segue
maria s., ancona
24 gennaio 2019 alle ore 17:49segue 2
"...corrispondono a 358mila tonnellate. Tra gli agrumi il prodotto più importato e anche quello più esportato sono le arance. Per quanto riguarda le importazioni al secondo posto troviamo limoni e lime, mentre per quanto riguarda l'export al secondo posto troviamo mandarini e clementine…"
Certo che esportare 300mila tonnellate ed importarne 358mila non solo è incomprensibile ma demenziale! Sembra il gioco delle tre carte! L'arancia siciliana dov'è???
“Ci vediamo quando partirà il primo carico di arance per la Cina, e io, Federica Argentati e Luigi Di Maio ci saremo per festeggiare insieme ai produttori la nuova rotta degli agrumi siciliani!”
Grazie tante! Così adesso ce le scordiamo del tutto.
Ma perché Cancelleri e Federica Argentati e Di Maio non ci espongono anche come mai in Italia i nostri agrumi sono da ricercare con il lanternino? Cosa succede in Sicilia e Calabria tra produttori e distributori ? C’è molto da pensare sapendo che I centri di distribuzione commerciale, in maggioranza sul territorio nazionale, sono francesi e tedeschi. E sono loro gli importatori!
Se operano in Italia la priorità per la concessione dovrebbe prevedere la distribuzione di prodotti italiani e non servire il circo degli interessi di scambio dei suddetti, giocato sulle nostre tavole e portafogli. Solo dopo si esportano le eccedenze.
Alberto Ragazzi
25 gennaio 2019 alle ore 11:19ma se non riesco a trovarle qua a Milano che ci mandano quelle della spagna o dalla california, che fanno schifo, e non le compro neanche, quanto costa a mandarle là in cina ?
saluti
Guido Caramia
29 gennaio 2019 alle ore 19:24Caro Di Maio, questo sia solo l'inizio di un lungo percorso di rivalutazione dei nostri prodotti nazionali. A seguire mi attendo un ulteriore impegno del Governo per far sì che siano rivalutati anche il settore oleo-vinicolo di cui l'Italia è grande produttrice. In particolare mi riferisco al settore produttivo delle olive in particolar modo in Puglia, mia regione di provenienza, angustiata dalla Xilella...ettari di uliveti devastati da questo virus infettivo...tanti agricoltori ridotti al lastrico...tanto bene storico-culturale di alberi secolari distrutti nel giro di pochi mesi...come se non bastasse l'olio importato dalla Tunisia! Mi vien da credere che questi "Virus" agiscano come quelli informatici che vengono diffusi da chi ti vende i computers e poi ti obbliga a comprare gli antivirus, solo che qui noi paghiamo il danno a nostre spese e non ci viene dato l'antivirus appropriato all'agricoltura...Possibile che la ricerca in Italia non riesca a trovare la soluzione a tanto scempio? O non si vuole!? E poi smettiamo con questa cosiddetta "Legge di mercato" , applichiamo il dazio all'olio tunisino come ad altri prodotti importati e rivenduti con profitto dei distributori, così come si è fatto con il riso che veniva importato dalla Cambogia e paesi orientali con rivalutazione del nostro riso nazionale...mi permetto di dire "SVEGLIA" facciamola finita con questa porcata del mercato truffaldino!! Grazie
Giuseppe
13 marzo 2019 alle ore 17:26Hai tutti torto su questa Cina-Italia
se credi in Cina, comprerai prodotti italiani
Ora parliamo anche di altri prodotti .....
Possibile all'inizio ma decodificheranno i prodotti e li costruiranno da soli per venderli ad altri ...
Se esportate prodotti italiani, dovete pensare agli Stati Uniti e ad altri dove ci sono così tante cose cinesi per mostrare alla gente la qualità italiana molto meglio. certo la gente comprerà la nostra.
Tutti lamentano dal cinese come sta facendo Super Power, quindi facciamolo per rallentarlo.
Non solo, ma anche se entrano e costruiscono qualcosa qui, porteranno la loro gente al lavoro o pensano di dare lavoro ai cittadini italiani? Non ci credo per almeno un secondo
è un enorme errore lasciarli entrare!
Non solo, ma stiamo anche perdendo la nostra identità! ma cosa vuoi? un'Italia cinese?
per favore non lasciarli entrare!
