
La Francia renda pubblici gli accordi di decolonizzazione dell'Africa!
26 gennaio 2019 alle ore 10:38•di Alessandro Di Battista
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Intervista di Alessandro Di Battista a Otto Bitjoka, fondatore dell’Unione delle Comunità Africane in Italia.
Di Battista
Otto innanzitutto grazie per questo incontro perché come avrai visto, noi vogliamo sempre di più approfondire e studiare la questione. Io ti dico che ho iniziato a interessarmi del Franco CFA quando ero in Costa Rica, dove ho conosciuto in un campo profughi alcuni cittadini africani provenienti da regioni francofone. Mi hanno parlato della questione e della problematica. Poi ho iniziato un po' a informarmi e ho parlato con alcuni professori universitari, poi dopo essere andato da Fazio sono arrivato a te, però non ti nego che dopo che ho lanciato questo tema da Fazio, mi è arrivato fango, valanghe di critiche, Repubblica e il Corriere della Sera che confutano quello che ho detto, esponenti politici di destra e di sinistra che mi attaccavano, l'ambasciatrice italiana richiamata in Francia dal Governo francese. Io mi sono evidentemente domandato: forse è un punto abbastanza centrato?
Otto Bitjoka
Hai toccato un punto centrale perché sono 60 anni che gli africani questa moneta non la vogliono più, la chiamano la “Monnaie de singe”, perciò hai toccato un punto essenziale nel dibattito africano. È ovvio che questo va contro certi tipi di interessi. Io credo che all'aristocrazia mondialista turbocapitalista interessa mantenere una moneta del genere, perché questa moneta crea tantissimi effetti perversi che bisogna analizzare. È anche ovvio che i giornali che si mettono contro magari lo fanno a ragion veduta, ma io non saprei la motivazione. Ma se si va ad analizzare non hanno ragione a mettersi contro di te. Come anche la sinistra non ha ragione a mettersi contro di te perchè è una verità. La sinistra che negli anni ‘60 quando i paesi africani lottavano per l'indipendenza, andavano ad aiutare i compagni, andavano ad aiutare nella Guerra per l’Indipendenza. In questo momento devono essere loro a battersi per togliere questi elementi simbolici della colonizzazione. A me stupisce il fatto che non lo facciano loro. E mi stupisce anche molto di più il fatto che si mettano contro una dichiarazione di questo genere. Indipendentemente che sia stata detta da una persona che non fa parte della sinistra, del fatto che sia una battaglia politica, bisogna cogliere l'occasione per sapere che quella è la verità. Come fare per rendere i popoli africani liberi? Questo è il punto. E quando sento dire che gli africani che arrivano qua non sono francofoni, questo è un discorso che non ha nessun senso, perché è chiaro che ogni essere umano che nasce è portatore, a volte anche a sua insaputa, di un progetto esistenziale che vorrebbe realizzare ove le condizioni sono favorevoli. Si sottintende che a casa propria le condizioni devono essere favorevoli. Purtroppo non è il nostro caso. Allora la gente è costretta a cercare dove può realizzarlo. Può capitare che venga in Occidente, ma ti posso garantire che la maggior parte della migrazione è interna all’Africa. Perché migrano all’interno? Perchè vanno a cercare fortuna altrove, là dove c’è maggior sviluppo. Ma là dove c'è maggior sviluppo non sono più paesi francofoni, vanno in Sudafrica, vanno in Nigeria a cercare questo. Vuol dire che se i francofoni avessero la possibilità di produrre sviluppo all'interno, attraverso la creazione delle imprese, ovvero se un’attrazione, un impulso per i nostri giovani a trovare un impiego, rimarrebbero lì a casa senza dover subire all'estero il fatto di essere chiamati “orangotango”, “scimmia”, “negri”. Nessuno ama sentire queste parole, anche se si fa finta di niente, nessuno. Perciò l'idea di dire che questo non ha nessun impatto sull’immigrazione, non è vero, ha un impatto eccome. Ma anche quando si pensa che la maggior parte di quelli che arrivano sono anglofoni, ma se la parte francofona fosse sviluppata, quelli che vengono dalla parte anglofona andrebbero a lavorare là, perché lì c'è una comunità di destino, siamo tutti neri, nessuno dice “negro” a un negro. Perciò il discorso proprio non lo capisco, ma credo quindi che forse lo dicono in maniera ideologica, perché magari voi fate parte un movimento, loro fanno parte dell'altro, ma credo che la sincerità dell'argomento dovrebbe prevalere sulle ragioni ideologiche, però vedo che non è così. Ma voi siete sulla buona strada, andate dritto su questo. Io dico che niente deve consentire agli africani di separarsi su una battaglia formidabile, anche se siamo diversi: gli altri sono di destra, di sinistra, di centro, ognuno vada dove gli pare, ma in nome della battaglia dobbiamo trovare l’unità. Questa presa di posizione è piaciuta molto all’Africa. Tutti i giornali africani ne hanno parlato. Non vi conoscevano però ne hanno parlato positivamente. Io stesso che non sono un grillino, vedo che questa cosa è giusta e bisogna supportarla, perché è la verità. E bisogna che la sinistra si renda conto che è la verità. E che è inutile che ieri ci difendevano per la Guerra della Liberazione, e oggi non lo fanno più perché si chiamano i progressisti, che sono i protettori dell'aristocrazia del turbocapitalismo mondialista. Capisco che non è più la loro battaglia di rilasciare agli altri la libertà, perché le materie prime non gli servono. Però serve un po' di onestà e per questo la sinistra dovrebbe essere molto più onesta.
Di Battista
Per questo io dico anche dall'altra parte. Per quanto mi riguarda, se Salvini fa il sovranista, allora ha l'obbligo di difendere la sovranità che non è roba ideologica, ma è qualcosa di concreto, la sovranità degli africani. Ma ti volevo chiedere una cosa, perché tu prima hai parlato del Franco CFA come simbolo ancora di un progetto coloniale. Oltre a questa valenza simbolica, e comunque lo sappiamo che buttare giù un simbolo libera le coscienze africane, quanto e come pregiudicano lo sviluppo in quelle aree? Ce lo puoi spiegare? Perché se lo spiego io mi danno del cazzaro, forse se lo spieghi tu ti danno più retta.
Otto Bitjoka
Pregiudica lo sviluppo. Prima di tutto perché questa moneta qua, il Franco CFA, è una moneta che non è stampata da noi, è stampata altrove e usata in Africa. Però, per produrre lo sviluppo bisogna investire, e investire in macchinari, e per comprare macchinari serve la valuta perciò c'è la riserva valutaria presso la Banca Centrale, il problema è lì. Tutto ciò che serve per gli investimenti in valuta deve costituire il 50% del valore di quell’investimento presso le riserve valutarie però che sono domiciliati nel compte d'opération, come si chiama, ma presso il tesoro francese.
Di Battista
Allora facciamo questo esempio: il Togo vende agli Stati Uniti d'America un miliardo di dollari in cacao. Che cosa succede?
Otto Bitjoka
Allora nell’incassare questo miliardo di dollari in valuta, deve, per motivi di accordi, lasciare il 50% di quel valore lì al Tesoro francese. Qualcuno dice che si mette nell’attivo ma non vuol dire niente nel patrimonio della banca nell’attivo. Nell’attivo significa solamente cosa ho fatto con il passivo. Quell’attivo può essere l'acquisto del titolo obbligazionario francese, qualsiasi titolo finanziario ma servono i nostri soldi però. E quando devi pagare, e devi pagare stampando moneta. Perciò è una parte di scrittura a volte, e non moneta fisica. Questo fa che ci manca e non abbiamo capacità di accumulare il capitale.
Di Battista
Non avete liquidità.
Otto Bitjoka
No. E non abbiamo tanta valuta per poter produrre sviluppo e questo manca. Se non produci sviluppo non c’è crescita da lavoro.
Di Battista
Cioè fate solo la fine di esportatori di materie prime e non c’è nessuna impresa di trasformazione alimentare all’interno del paese stesso.
Otto Bitjoka
Peggio ancora. La dove noi esportiamo le materie prime, non facciamo i prezzi. Gli altri ci impongono il prezzo e dobbiamo prenderlo così. Perciò non solamente se l'idea è di prendere le nostre materie prime a basso prezzo, ma anche quelle che vendiamo a basso prezzo, il 50% rimane nelle riserve valutarie che sono domiciliati nel Tesoro francese. Questo impedisce lo sviluppo. Voi pensate che noi abbiamo ad esempio 68% delle terre incolte del pianeta. Io sono del Camerun, piove sei mesi all'anno, abbiamo tre volte il raccolto all'anno, se usiamo il concime. Che siamo così fessi non vogliamo sviluppare la filiera agroalimentare? Io penso proprio di no, che non siamo così fessi. Ci sarà un problema.
Di Battista
Quanto è importante una battaglia che si può fare anche in seno al Parlamento Europeo per pretendere dalla Francia la pubblicazione di tutti quelli che sono i documenti rispetto al processo di decolonizzazione? Sapere, cioè, esattamente dalla Francia quali sono stati gli accordi di decolonizzazione, per conoscere se hanno e come hanno il controllo sulle materie prime, dei diritti di prelazione rispetto agli acquisti delle materie prime in Africa, tutta una serie di accordi che da De Gaulle in poi si sono fatti per - di facciata - dire “il processo di decolonizzazione è terminato” ma sostanzialmente continuare un processo di colonizzazione.
Otto Bitjoka
Questo è un punto molto importante, ovvero quello di rendere pubblici gli accordi di decolonizzazione, perché è dentro quegli accordi che andiamo a sapere come vive l’Africa, perché è così in ritardo. Perché gli accordi di decolonizzazione sono come un contratto. Un contratto tra un lavoratore e il suo padrone. Ma il continente africano non è un lavoratore e la Francia non è il nostro padrone. Perciò rendere pubblici questi accordi è molto importante. È trasparenza. Tutto sarà alla luce del sole, e ciò che è scritto dentro gli accordi si potrà discutere con coscienza e consapevolezza e far sì che l’Unione Europea se ne assuma la responsabilità di far fermare questi accordi. Io penso che è una buona cosa ed è una bella battaglia chiedere loro di rendere pubblici questi accordi. Non so se lo accetteranno volentieri perché i predatori veri si nascondono dietro questi accordi, che li negano di giorno e di notte li applicano. Renderli pubblici significa che tutti siano al corrente dei contenuti e, a volte, anche sapere quali sono i predatori.
Di Battista
A volte mi invitano ancora un po’ di televisioni, sono stato ospite da Fazio, domenica andrò dalla D'Urso. Se mi chiamasse Floris o altri, ci vieni con me a titolo del tutto indipendente per spiegare le tue idee e per far capire ai cittadini italiani l'importanza di battersi contro il Franco CFA?
Otto Bitjoka
Io vengo volentieri perché sono un panafricanista convinto. Però mi interesserebbe confrontarmi anche con gli altri fratelli africani. Vorrei confrontarmi con la Kyenge, del Partito Democratico, con Toni Iwobi, della Lega. Io sono indipendente e non ho nessuna tessera, però ho le mie idee, e vorrei confrontarmi con loro. Chiedere magari a Floris se può organizzare il dibattito fra la Kyenge, Iwobi e Bitjoka perché noi siamo gli afro-italiani. Siamo i tuoi concittadini, ma abbiamo una lettura diversa di ciò che accade. Ad esempio io sarei disponibile a chiedere all’amico Toni, che è leghista, perché non si tolgono dalla strada tutte le donne che si prostituiscono? Perché non si tolgono dalla strada tutti i mendicanti? Oggi, si dice che ci sia la “zingarizzazione” degli africani - con tutto il rispetto degli zingari - in quanto fanno tutto quello che facevano gli zingari. Perché non combatte la mafia nigeriana? Sono cose che danno senso alla sua presenza. Chiederei, ad esempio, alla Kyenge se è d’accordo con le dichiarazioni della Corte costituzionale del Congo, che è il suo paese d’origine, sulle elezioni di Tshisekedi. Oppure se condivide quelle del ministro degli Affari Esteri francese, che decide la Francia chi avrebbe dovuto vincere. Queste cose vorrei capire.
Di Battista
Perché quindi per te il Partito Democratico è del tutto appiattito sulle posizioni filo-francesi?
Otto Bitjoka
Questo non lo so, io non sono un politico, io sono un libero cittadino. Non so se è appiattito o meno. Dico solamente che il Partito Democratico - io sono culturalmente di sinistra - non può pensare che i suoi nemici possano essere i nemici dei neri. I neri devono imparare a tutelare i propri interessi con coloro che vogliono rendere alla luce del sole questi punti.
Di Battista
L'ultima cosa ti chiedo. Hai visto che abbiamo fatto questa battaglia per pretendere che il seggio permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che appartiene alla Francia passi alla Comunità europea intera. Come ritieni che la Francia abbia utilizzato quel potere di veto negli ultimi 60 anni?
Otto Bitjoka
Lo ha sempre utilizzato per chiedere di potere andare a intervenire per far fuori i capi di stato. Abbiamo visto, l’ultima volta, sono andati a portare l’ex-presidente della Costa D’Avorio nel tribunale penale internazionale, che non aveva fatto niente. E hanno messo lì il loro proconsole. Hanno usato lo stesso potere per andare a bombardare Gheddafi. Quel seggio è uno strumento nelle loro mani per dare libertà di azione e andare a distruggere tutti coloro che sono contro il loro interesse. Chiedere che questo posto venga assegnato all’Unione Europea è un atto di civiltà e darebbe anche un potere forte di rappresentanza e una voce unitaria all’Unione Europea. Quindi, se posso riassumere quello che abbiamo detto: primo, chiedere all’Unione Europea di chiedere alla Francia di rendere pubblici tutti gli accordi di decolonizzazione; secondo, che l’Unione Europea prenda quel seggio del Consiglio di Sicurezza e non la Francia; terzo, portare avanti questa battaglia per togliere il simbolo del Franco CFA, e che gli africani possano battere una loro moneta e finanziare l’economia, che possano avere una politica monetaria espansiva, tesa alla spesa pubblica che crei investimenti. Per il momento tutto questo non è possibile. L’unico vantaggio che ha questa moneta è il tasso di cambio fisso, ma forse è solo il Franco CFA che ha il tasso di cambio fisso, ma ognuno vorrebbe che quando fluttua una moneta fluttua anche l’altra, aggiustando con tutte le leve necessarie una politica monetaria espansiva. L’altra cosa che questo produce è il fatto che consente di controllare l’inflazione. Ma quello che serve è una politica monetaria espansiva per investire e creare lavoro.
Di Battista
L’ultimissima cosa perché lo hai citato tu. Tu ritieni - e io ho letto anche dei documenti di Wikileaks - che dietro l'intervento armato francese in Libia, purtroppo avallato anche dall'Italia, vi sia stato anche un progetto che aveva Gheddafi di contrastare il Franco CFA e di creare una moneta panafricana collegata al Dinar libico?
Otto Bitjoka
Sì, ma Gheddafi, come l’Unione Africana, ha deliberato su quello, cioè che dovevano fare il fondo monetario africano con sede in Camerun, a Yaoundé, come la Banca africana di investimento con sede a Tripoli. Era un progetto, ma non era tanto per contrastare il Franco CFA, ma per l’autonomia, per essere sovrani. Ma questo è normale: ogni popolo vuole essere sovrano. Qua sento la Lega dire “ognuno è padrone a casa sua”, ma perché gli africani non possono essere padroni a casa loro? Non capisco, davvero non capisco questo. Quando uno cerca di essere padrone, cercano di cacciarlo via.
Di Battista
Grazie Otto, ci vediamo presto.
Commenti (77)
enzo calderini
26 gennaio 2019 alle ore 10:55Signori a 5*****evitate di far giudicare Salvini,imartiri guadagnano voti e consensi e i giornaloni scrivano che cavolo gli pare.Per una buona volta giochiamo di sponda come si conviene a dei politici navigati.buon giorno.E.Calderini.
Pensiero ☆☆☆☆☆
26 gennaio 2019 alle ore 12:40Evidentemente non hai chiaro cosa sia il M5S, le leggi ad personam ed i vari salva-processi li fanno altre forze politiche. Che vada a processo non implica che si debba dimettere dal governo, se lo vuole fare è una scelta del cazzaro verde e ne pagherà le conseguenze.
enzo calderini
26 gennaio 2019 alle ore 14:23E perchè ho scritto"giochiamo di sponda"?? Proprio perche conosco come la pensa il Mio Movimento.Ciao.
Piero
26 gennaio 2019 alle ore 10:57Beh, cambio fisso e controllo dell'inflazione in quegli stati non mi pare poco. Quanto a Gheddafi da quanto scritto risulta che voleva averne vantaggi solo lui.
SonoCavoli
26 gennaio 2019 alle ore 11:29Dibba, i risultati del tuo magnifico lavoro si vedranno comunque tra 50 anni.
Va benissimo, però nel frattempo dai una mano a Salvini nel respingere i migranti.
Va bene che se li pigli tutti la Francia.
Franz
26 gennaio 2019 alle ore 11:33Un altro colonizzatore del mondo che va assolutamente fermato:
https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-01-24/warren-wealth-tax-would-cost-bezos-4-1-billion-in-first-year
fabio salamone
26 gennaio 2019 alle ore 12:16Il blog di Grillo censura.
Alessandro A., Trieste
26 gennaio 2019 alle ore 12:25A parte che questo NON è il blog di Grillo, ma se anche censurasse non è strano che non censuri chi dice che censura?!
Bruno fiumicelli
26 gennaio 2019 alle ore 14:28Prova a scrivere 3/4 posts che vadano contro il mainstream e vedi se non trovi i tuoi post cancellati e account disattivato... A me successo due volte e non erano certo posts offensivi... Si vede che vige la libertà di pensiero solo se sei allineato agli eletti...
fabio salamone
26 gennaio 2019 alle ore 17:10Cosa è una minaccia?
Maria Paola
26 gennaio 2019 alle ore 18:04ma dove sta il problema?
fabio salamone
26 gennaio 2019 alle ore 19:30Che non vi segnalo il prossimo terremoto.
randa
26 gennaio 2019 alle ore 12:33Vogliamo che parlate di lavoro economia crescita ambiante ....
non vi abbiamo votato r salvinizzarvi e fomentare l'odio come fa il vostro amico...
Pensiero ☆☆☆☆☆
26 gennaio 2019 alle ore 12:53Io e tutti gli italiani che hanno letto il programma del M5S invece li abbiamo votati anche per risolvere il problema immigrazione affrontando le cause e non come certi cazzari che pensano che tutto si risolva semplicemente girandosi dall'altra parte.
Ivan
26 gennaio 2019 alle ore 12:38Dibba, pensiamo alle cose serie (economia, occupazione, tasse, ecc.). Basta con le armi di distrazione di massa. Sono bufale di cui non frega niente a nessuno! Guardati i dati del IMF da cui risulta che i paesi CFA sono quelli con la maggiore crescita del PIL e la minore inflazione dell'area sub-sahariana.
Forse tornerei in vacanza...
Non siamo tutti tonti.
PS Bitjoka è un bufalaro che alcuni anni fa ha scritto un articolo, credo l'unica cosa che tu abbia letto in materia, che poi ha dovuto rettificare lui stesso
Pensiero ☆☆☆☆☆
26 gennaio 2019 alle ore 12:50Il PIL cresce perché le esportazioni delle materie prime sono superiori alle importazioni. Le importazioni sono frenate dalla moneta pesante. In pratica devono vivere per esportare la loro ricchezza al prezzo stabilito dalla Francia e non possono fare politiche espansive al proprio interno. E' l'ennesima prova che il PIL non è un parametro di valutazione dello sviluppo di un Paese.
Alessandro A., Trieste
26 gennaio 2019 alle ore 13:09Scusa Pensiero, ma ti correggo.
Le importazioni sono FAVORITE dalla moneta pesante, ma dipendono dalle esportazioni di materie prime.
Cosa esportano e chi decide il prezzo delle concessioni? Quali compagnie operano in quelle regioni?
Se ci fossero governi illuminati potrebbero usare la ricchezza prodotta dalle esportazioni per lo sviluppo, ma non mi pare sia questo il caso.
Serafino
26 gennaio 2019 alle ore 13:16Di sicuro non frega niente ai mentecatti come te.
Non siamo tutti tonti certo, esistono anche i masochisti e tu sei uno di questi, un mentecatto masochista.
carlo1
26 gennaio 2019 alle ore 13:54e non dimentichiamoci del mercato interno, che dovrebbe essere il primo fattore di creazione della ricchezza di un paese, anche perche' il 99% del mercato di una nazione e' interno alla nazione stessa.
un mercato interno florido e' indice di benessere. e' automatico, lapalissiano, vuol dire che si hanno soldi da spendere. buoni stipendi, equa spartizione della ricchezza etcetc.
Pensiero ☆☆☆☆☆
26 gennaio 2019 alle ore 15:09Alessandro, giusta correzione. Mancano gli investimenti nel territorio africano (non dico da parte degli altri continenti), ho letto di paesi africani con vincoli di spesa per acquistare beni unicamente da certi paesi europei, quando si è obbligati ad importare allora investire per produrre gli stessi beni sul proprio territorio potrebbe non essere vantaggioso per il ridotto (o nullo) spazio di mercato necessario per il proprio prodotto e non trovo improbabile che qualsiasi iniziativa del genere possa essere ostacolata, soprattutto politicamente.
luca bruno
26 gennaio 2019 alle ore 16:38Ivan , se permetti credo più a Otto Bitjoka che a dei sparaminkiate come , pdioti , e destra , da quello che ho capito , Otto dice anche che i vari governanti li mette la Francia al potere ( basta che siano sotto dittatura monetaria francese ) altrimenti li fanno cadere e di conseguenza ne mettono uno che sia dalla loro parte , non ha senso che un paese come dicono i dati sia " OK " però scappano rischiando la vita per venire in Europa , e se per caso sono pochi da chi scappa da questi 14 paesi sotto dittatura ( monetaria francese ) i paesi Africani confinanti invece di rischiare la vita per venire da noi , andrebbero sicuramente in questi paesi che come cultura si assomigliano molto ....Ivan ..qualche dubbio non ti viene ?....
carlo1
26 gennaio 2019 alle ore 13:07il problema non e' la moneta, che al massimo e' un simbolo e accanircisi sopra e' fuorviante, svia il problema vero, e' deleterio, ma gli accordi di decolonizzazione fatti con la francia.
quello e' il vero problema che hanno.
quegli stati africani potrebbero vendere la loro merce in euro, o dollari, ma o non possono farlo e devono per forza usare il franco francese passando quindi alla cessione del 50% del guadagno, oppure quel 50% dovranno darlo lo stesso. ma sono gli accordi fatti che glie lo impongono, non il tipo di moneta, non il fatto che non usano "moneta sovrana". sadddam hussein voleva vendere il suo petroljo in euro e nessuno gli avrebbe chiesto il 50%. cosi' come per gli arabi che lo vendono in dollari. o anche le nostre aziende potrebbero vendere in dollari e tante casomai prima dell'euro, nel mercato internazionale lo facevano.
che quegli stati africani non vedano bene la loro moneta e' capibile, e' il simbolo del legame che hanno con la francia e un mezzo per la francia di controllare il loro flusso economico, ma non e' il problema vero.
il tipico discorso "moneta sovrana" non c'entra niente. sono gli accordi fatti il loro cappio scorsoio. se avessero una moneta sovrana ma mantenessero gli stessi accordi il problema rimarrebbe. se invece mantenessero quella moneta cancellando quegli accordi avrebbero risolto il problema. casomai avere una moneta "francese" li aiuterebbe nelle esportazioni, non dovendo pagare commissioni bancarie per cambiare una loro moneta in dollari o euro nel mercato internazionale.
carlo1
26 gennaio 2019 alle ore 13:12se invece mantenessero quella moneta cancellando quegli accordi avrebbero risolto il problema. casomai avere una moneta “francese” li aiuterebbe nelle esportazioni, non dovendo pagare commissioni bancarie per cambiare una loro moneta in dollari o euro nel mercato internazionale.
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cosi' come e' per noi ora. oggi possiamo usare l'euro come moneta per scambi internazionali, comprare e/o vendere, mentre ai tempi della lira molto spesso si doveva usar il dollaro perche' in altri altri stati non accettavano pagamenti in lira. cosi', si dovevano pagare anche le commisisoni bancarie per comprare dollari.
l'euro invece e' accettato da tutto il mondo.
carlo1
26 gennaio 2019 alle ore 13:20poi, casomai, per emanciparsi completamente possono anche crearsi una loro moneta "africana". va bene. ripeto, non e' quello il problema, sia che lo facciano che non lo facciano.
Giuseppe Pasquali
26 gennaio 2019 alle ore 13:22La Francia non ha molto tempo a disposizione....i cinesi gli hanno fatto e gli stanno facendo le scarpe....
nerboni pietro
26 gennaio 2019 alle ore 13:30Scusate, rimando il commento inquanto quello precedente ha riscontrato errori di inserimento;
ottimo, autosufficienza di tutti i soggetti viventi e quindi di tutti i soggetti giuridici ai vari livelli: persona , Comunita' Municipale, Regione, Nazione, ..; l'autosufficienza stimola l'autoingegnarsi ai fini del progresso della vita in tutte le sue dimensioni senza apportare regressi sul proprio territorio; questo significa ridurre notevolmente i flussi logistici e pertanto il costo della vita; non aumentare i salari e le pensioni ma agire sulla riduzione dei costi in particolare sulle esigenze elementari per vivere come il cibo e il vestiario; crescere i prezzi vuol dire annichilire il risparmio(unica sicurezza della plebe per la propria vita nei casi di rischio) del 90% delle persone e favorire la ricchezza dei rimanenti 10% che hanno in mano i traffici: quando la banca europea proclama che necessita' di favorire l' aumento dell' inflazione e' da rabbrividire! andiamo avanti cosi' Alessandro: per oggettivita' e per logica con predicato decisionale: favorire il progresso della vita in tutta le sue dimensioni senza causare regressi: se la TAV favorisce il regresso perche' stimola solo i flussi dei materiali ed appiattisce le iniziative singolari non si fa inquanto si regredisce nel modo di vivere e nella salute e similmente si considerano le altre proposte ai fini pubblici: se si tratta di opera ai fini di nuove singolarita' allora si perseguono altrimeniti no inquanto il progresso si ottiene generando singolarita' e non monopolizzando e quindi propinando le stesse cose a tutti.
carlo1
26 gennaio 2019 alle ore 13:40poi pero' se fanno una moneta "africana" come si auspica otto bitjoca, c'e' il rischio che salta fuori qualcuno che si mette a sproloquiare di moneta sovrana per il suo singolo stato, che la moneta africana (stampata in camerun) e' un cappio al colo, che vuole la sua etcetc.
una moneta panafricana legata al dinar libico gheddafiano in effetti e' un po' inquietante.
Bruno fiumicelli
26 gennaio 2019 alle ore 14:22Boh... Proprio nn capisco questo tipo di informazione... I paesi che hanno il franco cfa sono quelli che hanno avuto la crescita maggiore(anche 5/6% annuo) e inflazione più bassa, sono liberi di uscire quando vogliono e infatti 2 lo hanno fatto(uno poi fatto retromarcia)... Ci sono paesi come lo zimbabwe che hanno moneta che non vale piu'niente, praticamente non ci sono migranti da quell'area(da noi 90% arrivano da tunisia, irak ed eritrea). La mia idea è che sia solo un espediente per togliere attenzione mediatica dall'imbarazzo di tenere barconi di disperati in mezzo al mare o rispedirli in lager libici e che faccia comodo attaccare la francia ora, un giorno i gilet gialli, un altro strasburgo, un altro ancora attacco al deficit(che rimane molto ma molto più basso del nostro con maggiore crescita e minor disoccupazione). Francia che poi è il nostro secondo partner commerciale. Cmq se invece di pensare ai problemi nostri conviene pensare a cosa fanno gli altri... Avanti così
paolob ferrara
26 gennaio 2019 alle ore 15:24Caro Bruno, forse i paraocchi non ti aiutano a capire una cosa semplicissima. Se, come dici, proprio quei paesi ex colonie francesi sono quelli con le migliori economie, cosa non vera, non capisco il perchè non possano stare meglio (o secondo te stare peggio) e gestire in proprio le loro disponibilità.
Quello che proprio non capisco, leggendo anche altri commenti, come si voglia in qualche modo condizionare un qualsiasi paese che voglia governarsi per proprio conto.
Presumo che se qualcuno di questi che commentano negativamente il post di DiBa vedesse un estraneo metter lingua sul come gestiscono i loro soldi personali sarebbero proprio quelli che protesterebbero maggiormente.
Bruno fiumicelli
26 gennaio 2019 alle ore 15:50Scusa ma quantomeno quando dici che non sono veri puoi pure citare le fonti(prendiamo pil di ogni paese e vediamo quelli che sono andati meglio)... Al di la di questo ci sono paesi come timor est o ecuador che usano il dollaro usa... Tanti altri come ad esempio cambogia o birmania dove pur avendo una moneta propria 99%delle transazioni sono in dollari, pure nella grande russia che non mi risulta essere un paese colonizzato se ti compri casa vogliono dollari e non rubli... Cmq guardati cosa succede allo zimbabwe o al venezuela o cosa successe in argentina alla moneta... Poi ti ho scritto che 2 paesi ne sono usciti dal franco, nessuno ha posto veto, si sono ripresi il loro fondo a garanzia e tanti saluti. Perché non discutiamo dei paesi africani sotto influenza olandese come il suriname, o belga come congo o di quelli a influenza americano o cinese ma soltanto la francia? Perché secondo te da quei paesi cfa c'è zero emigrazione o quasi? Avere una moneta forte ha vantaggi/svantaggi ovviamente ma questo è un altro discorso...
Perché non si solleva il problema dei curdi massacrati dai turchi? O di quello che fanno in russia agli ucraini? O delle minoranze massacrate in birmania?
Per come la vedo io ora ogni pretesto buono x attaccare i francesi... Intanto qua pil precipita, abbiamo spread al Doppio da 9 mesi, disoccupazione sale, borsa italiana ha perso 5mila punti da marzo... Etc etc
Maria Paola
26 gennaio 2019 alle ore 17:53direi che l'immigrazione dall'Africa sia un problema nostro
Rosa23 *****
26 gennaio 2019 alle ore 14:49Ne parlammo mesi fa del problema protettorati francesi, del franco africano, e di ciò che tutto questo pesava sull'immigrazione africana e della disfatta della Libia. Devo dire che ciò che si era ipotizzato trova riscontro in queste testimonianze. Bravo Alessandro, continua ad approfondire e a divulgare ciò che emerge scavando.
Sono d'accordo i confini vanno difesi, sia quelli italiani che quelli africani. E' un delitto che si professi ancora il colonialismo, anche se camuffato da questi trattati di decolonializzazione.
paolob ferrara
26 gennaio 2019 alle ore 15:08Bravo DiBa. Sei sulla strada giusta.
Sarebbe anche bello poter fare un elenco di tutte le porcate prodotte dalla Francia con decine, se non centinaia, di assassini di politici e capi di stato Africani (per finire con Gheddafi) che cercavano di svincolarsi dal ladrocinio esercitato con il Franco CFA, applicato con la forza e la violenza.
Chissà se la piddina Kyenge questa volta avrà il coraggio di dire quello che sicuramente sa su questo argomento, ma che fin'ora si è ben guardata dal dire pensando più ai propri comodi vantaggi di parlamentare piuttosto che agli interessi dei propri compaesani. Sarei felice di essere da lei smentito
Rosa23 *****
26 gennaio 2019 alle ore 15:24Ottima l'idea di Otto di un dibattito televisivo con la Kienge ecc. . Forse riusciremo a capire perché questa signora non si è mai occupata dei veri problemi del suo continente, utilizzando i mezzi a sua disposizione. Infatti è un esponente del pd a livello europeo. Mi auguro che la Rai raccolga l'idea del dibattito televisivo con la presenza di esponenti politici dell'opposizione, che ci hanno sepre mostrato il problema immigrazione sotto ben altri aspetti.
diogene
26 gennaio 2019 alle ore 16:26Cari signori politici del "vecchio mondo" dove siete stati per decenni, che non avete conosciuto questa visione delle problematiche sociali e collettive. Vi è rimasto difficile pensare che fare politica è affrontare i problemi gli altri e delle collettività ! Vi è rimasto più semplice costruire il vostro futuro approfittando dei problemi degli altri ! Avete inventato anche la falsa socialità: e si.... che fare chiasso per una massa sparuta che si vede ignorando le moltitudini che sono in condizioni peggiori.......non è socialità !!!!! Il vero senso dell'altruismo è guardare molto......ma molto oltre le proprie convenienze !! L'occhio dell'altruista non è l'occhio del calcolatore !!!! ED HA L'ENTUSIASMO NEL CUORE !!!!!
Alberto Ragazzi
26 gennaio 2019 alle ore 16:37non ci sono solo gli africani schiavi di una moneta che non è loro, ci sono i popoli europei sotto l'interesse dell'euro, e tanti altri, quelli meno evidenti sono proprio loro , gli americani schiavi del dollaro
saluti
Lucio Tranzocchi
26 gennaio 2019 alle ore 17:00Lucio tranzocchi
Ho l'impressione che Di Battista abbia centrato il motivo della piaga dell'immigrazione. E il punto dove incominciare a battere per risolvere il problema alla radice.
saedi
26 gennaio 2019 alle ore 17:09OT? intanto in francia...
Violences policières contre les gilets jaunes
https://www.youtube.com/watch?v=QD4ruYXL4Qs&t=01s
bruno landis
26 gennaio 2019 alle ore 17:15Bravo Di Battista.....eccellente intervista e chiara spiegazione del problema africano. Prossimo passo sia un dibattityo pubblico televisivo con la stampa
user 181123
26 gennaio 2019 alle ore 17:25Sarò Franco - SPECIALE FRANCO DELLE COLONIE
https://www.youtube.com/watch?v=5ddQgGkwlsA
Aldo, Milano
26 gennaio 2019 alle ore 17:30Quella del franco CFA che danneggia i paesi africani è una bufala per gonzi che gira su internet da qualche anno. Già smentita da qualunque economista e storico. Leggetevi qualcosa di serio per capire.
Scommetto che il prossimo blog sarà sulle scie chimiche o i marziani come causa dell'immigrazione... Chiederei un parere a Wanna Marchi, visto che uno vale uno...
??????????????????????????????
Maria Paola
26 gennaio 2019 alle ore 17:51non importa cercare vanna marchi, tu ne fai le veci
marco
26 gennaio 2019 alle ore 17:59Si, smentita dagli economisti del corriere e di repubblica. Vai a scrivere sui loro blog e non rompere i cogl1oni quì.
longo giorgio
26 gennaio 2019 alle ore 18:07Se mi dici cosa leggere... ben lieto.
Al momento ascolto le voci di africani che se non sbaglio sono direttamente toccati dal problema.
Qualche nome di economista-storico?
Aldo, Milano
26 gennaio 2019 alle ore 18:07Infatti il famoso esperto di politica estera, Dibba, era quello che inneggiava a Chavez e Maduro. Venezuela oggi: 90% sotto la soglia di povertà; inflazione al milione%; supermercati vuoti da anni; ospedali chiusi.
Bello fare i rivoluzionari con il c**o degli altri. Tanto la madre dei gonzi è sempre incinta.
Ma fatemi il piacere... Fidatevi di gente che abbia un minimo di competenza, non del primo ragazzotto che ne sa quanto il mio cane e che ritira fuori vecchie bufale (almeno fosse originale...)
Alberto Ragazzi
26 gennaio 2019 alle ore 18:42e molto facile finire confusi, se si leggono le statistiche fatte e volute da quelli che stampano la moneta, a cui i cittadini pagano gli interessi.
CARO SIGNORE DEVE TENER PRESENTE :
la statistica dice che abbiamo 2 polli, se li mangio tutti e 2 io
ABBIAMO MANGIATO UN POLLO A TESTA
saluti
Alessandro A., Trieste
26 gennaio 2019 alle ore 19:58Ma dai, non lo riconoscete? Ci cascate SEMPRE..
E' il solito Ivan Luigi Guido Lara Laura Livia Silvia Alessandra ecc ecc, il solito multialias.
Chi può pulisca, grazie!
saedi
26 gennaio 2019 alle ore 17:38OT? Place in the world without a national currency
https://bit.ly/2G3cnrC
https://qz.com/260980/
PATRIZIA V
26 gennaio 2019 alle ore 18:11Grande Di Battista e bellissima intervista, ti stimo molto.
Antonio Luchetta
26 gennaio 2019 alle ore 18:42caro diba non prenderla tanto per il fango che tutti hanno buttato per il semplice fatto di far afferrare il concetto di verita, come vedi siamo privi ,chiedo scusa,sono privo intellettualmente nel poter capire cio che esprimete sia tu che il nostro fratello Otto, cioe
, voi chiedete una libera e democratica gestione sia dei popoli in termini umanistici che ad una gestione interna delle proprie risorse senza intermediari, sorvolo sul conio della moneta perche e irrilevante, ma incamerare il 50% delle ricchezze di uno stato vuol dire vassallaggio, " Il termine feudatario (detto anche vassallo o signore) indicava il governatore di un feudo.Quando il feudatario è di alto rango ha alle sue dipendenze i vassalli." mi sembra di ritornare al medio evo, chi parla di scontro francia italia credo non abbia il buon gusto di approfondire cio da te postato ma si sa, alcune volte siamo superficiali per ignoranza o per accondiscendenza consapevolmente di rendere sudditi i propri cittadini. Non e sovranismo e nemmeno populismo, reputo l euro come il CFA o il dinar libico, la prima popolazione a cadere in europa e stata la grecia culla della civilta anche se appartenete alla comunita europea la hanno ridotta in rovina bella solidarieta concludo nel suggerirti di bisbigliare le verita sotto voce essere non sono accettate da politicanti di lungo corso, unica fonde della propria vita,solo personale e familiare,
m.c.
26 gennaio 2019 alle ore 20:41Nel suo pensiero... manca la punteggiatura...
Alberto Ragazzi
26 gennaio 2019 alle ore 18:47comunque i francesi c'entrano poco in questa storia, che ancora la solita storia del capitale internazionale
saluti
Corrado Femìa
26 gennaio 2019 alle ore 19:24Fuori Tema, ma lo stesso importante!!
INVECE DI SCUSARVI con video su facebook, CERCATE SOLUZIONI AL SISTEMA CHE NON FUNZIONA!
Perché si hanno lavoratori in Nero? Perché molto spesso non si pagano tutte le tasse? Ormai Nessuno lo fa per guadagnare di più, ma solo per SOPRAVVIVENZA, e tuo Padre e il Padre di Luigi sono solo una semplice dimostrazione, FATE QUALCOSA, SIETE AL GOVERNO!
Finalmente siete Obbligati a vivere personalmente questi Drammi, al posto di scusarvi FATE QUALCOSA CAZZO, adesso siete al GOVERNO!!!!!!!
Grazie a Dio vivete queste situazione perché arrivate dal basso, siete state persone comuni, e tuo lo sei ancora, e per questo sei un Grande!
Ogni Piccola media impresa in Italia dal 2008 ad oggi, PRIMA DI MORIRE PROVAVA A FARE DI TUTTO, per sopravvivere , come tuo Padre come il padre di Luigi.. come tutti in questo schifo di paese. Se un cliente non ti paga era un dramma anche allora, se ti appoggi alla giustizia sei ancora più Morto, minimo 10 anni per una sentenza, TI SEMBRA GIUSTO! E nel frattempo che Fai!!!!
DAL 2012 IN POI INVECE, SI CHIUDE PER LEGGE!!!
Io sono uno DEI POCHI che nel 2014 per non commettere illeciti, ho deciso di chiudere un azienda dopo 23 anni di attività con 30 dipendenti e 5ml di fatturato annui.. ma Perché?
Prima del 2012 se un cliente non ti pagava, si riusciva a mediare in qualche modo con il cliente, senza ricorrere alla giustizia, si faticava lo stesso ma non c’era ancora la crisi FINANZIARIA che conosciamo oggi.
Poi nel 2012 Arriva la Legge Monti sui concordati in continuità, ha fatto chiudere 10.000 piccole aziende in un solo anno e continua a farlo anche oggi. Una legge che corregge i fallimenti, PEGGIORANDO DRASTICAMENTE LA SITUAZIONE PER CHI LI SUBISCE, piccoli Imprenditori come me che hanno chiuso senza aver nessun Peccato! e NESSUNO NE PARLA!!!!! V E R G O G N A
FATE QUALCOSA CAZZO!!!!! SIETE AL GOVERNO !!!!
Maria Paola
27 gennaio 2019 alle ore 05:16ma non ti sei accorto che si stanno dando da fare come chiedi tu?
m.c.
26 gennaio 2019 alle ore 20:37Rendiamo pubblici i lavoratori in nero...che è lo stesso colore dell' Africa...
Domenico Castelli
26 gennaio 2019 alle ore 21:14GRANDE ALESSANDRO!!!!!!!
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26 gennaio 2019 alle ore 21:58grande alessandro, soprattutto sulla presa di posizione del felpa verde, in relazione al venezuela,
e conte farebbe bene a tacere,
STEFANO CAMUNCOLI
27 gennaio 2019 alle ore 00:30Dipende ! ...c'entrano poco i cittadini francesi del popolo (quelli che oggi in gran parte protestano con il gilet giallo contro Macron), quelli che tutte le mattine alle 5 o alle 8 devono alzarsi per aprire il negozietto o marcare il cartellino.
C'entrano ALLA GRANDE questi francesi qui: politici, funzionari, affaristi, grandi gruppi industriali, finanzieri ecc... che a partire da De Gaulle, quando si è installato questo falso "decolonialismo" che è in realtà un NEO-colonialismo, abilmente camuffato (ma diciamolo ...solo d'innanzi ai profani, agli ultimi) perchè gli "addetti ai lavori" sapevano, o intuivano, sanno e intuiscono, ci mettono poco a capire, quelli che sono nella stanza dei bottoni, pur non comandando, tacciono ...per salvare il loro posto, la loro carriera, i loro guadagni. I Francesi borghesi, e altolocati sono uno schifo di ipocrisia, (peggio anche degli inglesi e degli americani) quei privilegiati lì che oggi costituiscono l'entourage di Macron, ma prima lo erano di altri loschi figuri come Sarkozy.... si che sono: "veramente vomitevoli" ....non certo i Ministri del governo giallo/verde, come ha dichiarato pochi mesi fa l'odioso Macron.
Dino Barrera
27 gennaio 2019 alle ore 02:15Ho frequentato l'Africa come Geografo e posso confermare che tutto quanto detto corrisponde al vero. Agli inizi della sua fondazione ho partecipato alle riunioni di quella importante rivista. Purtroppo si cadeva nel tranello che la Francia bisognava lasciarla stare perchè di una potenza a protezione vi era necessità. E la Francia, libera e colta, Parigi sopratutto, pareva quella opportuna. Sosteneva i movimenti di liberazione, formava quadri e politici etc. Ovvio poi, che i suoi interessi non dovessero essere toccati ma solo spostati. Costa d'Avorio, Mali, e tanti altri esempi parlano da se. La Francia si pose come contraltare del colonialismo becero americano e portoghese. Le speranze dei movimenti di liberazione furono frustrate dalla Russia. Una moneta Africana potrebbe avere come garanzia una riserva aurea propria. Direttamente recuperta dalle estrazioni e lavorazioni locali. Potrebbe essere una moneta forte e autonoma.
Mi sembra buona l'idea di mettere insieme gli afro-italiani, per compiersi con gli afro-europei. Il democratico Macron non potrebbe far altro che benedire l'evento o scatenare una nuova guerra coloniale oggi impossibile. Tutto ciò è una grande indicazione per una nuova e rivoluzionaria politica estera europea che metta al centro il trasferimento delle tecnologie appropriate, lo sviluppo locale e internazionale tutto,
Buon lavoro!
Dino Barrera
27 gennaio 2019 alle ore 02:18La rivista, pardon si chiama Jeune Afrique ed è stata un punto di riferimento importante negli anni 70, Poi le cose si sono evolute e cambiate come capita..
Alessandro A., Trieste
27 gennaio 2019 alle ore 09:44https://www.jeuneafrique.com/
Si riconosce in questo sito, oppure è una cosa diversa, addomesticata?
Ivan Solinas
27 gennaio 2019 alle ore 06:47Scusate se sono un po' fuori tema ma vorrei più coraggio sul Venezuela da parte del Movimento 5 Stelle. Non si può accettare un simile livello di ingerenza. Libia, Siria, Iraq, etc non ci anno insengato nulla. Questa favoletta che siamo i buoni che esportano la democrazia guarda caso sempre dove ci sono interessi e questo maledetto petrolio può convincere solo chi non vuole vedere la verità, anche quando gli viene sbattuta in faccia così spudoratamente. Il fatto che anche tre importanti paese europei si siano aperti a questa maledetta corsa al neocolonialismo dal sapore antico mi fa sentire ancora meno europeo. Ma potrei alzare la mano destra e giurare come nuovo presidente dell'Unione Europea, magari non ci avevo pensato, la soluzione è semplice...
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27 gennaio 2019 alle ore 09:34Silenzio totale sulla, giustamente presa di pisizione di diba, alle dichiarazioni di salvini e conte,
Sul golpe venezuelano,
I problemi con l'alleato cominciano a sommarsi e diventano di giorno in giorno insostenibili,
Gabriele Giuseppe Favro
27 gennaio 2019 alle ore 09:41Voi in Africa ricevete soldi regalati dalla NORVEGIA...che da decenni, in quel modo, vi rendono liberi ed indipendenti dalle colonie e dalla chiesa!
https://www.aftenposten.no/norge/i/n1K5/Alle-far-norsk-bistand---men-kutt-gir-brak
ONESTA' ONESTA' ONESTA' ONESTA'!!!!
...se poi fate guerre o non lavorate a casa vostra, sono cavoli vostri!!!!!!!!
Gabbanelli-REPORT:
guardate come stanno bene in Africa
gli ''IMMIGRATI IMMAGINARI''
vadano prima a cercare lavoro negli altri stati africani
http://www.raiplay.it/video/2016/10/Report-aa0f5bac-3aff-4344-bf4e-eea1d769190c.html
Il punto è
che non riescono più a tenervi
giù
in Africa
perchè siete pieni di soldi
per andare dove volete!
30- 35 anni fa
non c'era un'invasione
come oggi. Come mai non venivate su...30 - 35 anni fa!?!
Non c'erano gli italo-africani, una volta.
Roberto
27 gennaio 2019 alle ore 09:55La determinazione al raggiungimento dell’obietrivo di scoperchiare i giganteschi soprusi perpetrati dalla Francia, ex-colonialista solo di facciata, nei confronti dei paesi africani e portare il dibattito in Europa ridarà smalto ai numeri di M5S. É un tema di tale importanza tale da ridurre al lumicino la sinistra italiana (PD) e pregiudicare anche i numeri della sinistra
in Europa. Mi auguro che M5S riesca a coinvolgere altre forze in tutto il mondo sul tema. Avanti tutta!
Il Barone Zazà
27 gennaio 2019 alle ore 10:22“I dati del Viminale dicono che sono pochi i migranti provenienti dai Paesi del franco coloniale….”
Ma che argomento idiota, degno di un Piddino!
sono pochi qui in Italia, ma sono molti in Spagna.
Poi chi stabilisce cosa è ”poco” e ”molto”?
Sapete quanti ne sono morti in mare?
Pensate che le nazioni non ‘francofone’ dell’Africa non siano sfruttate allo stesso modo?
E se il Niger e l’Algeria fossero paesi ricchi, i migranti non si fermerebbero lì invece di venire da noi?
–
–
Chiariamoci:
non è il popolo francese che sfrutta i popoli africani. Sono i poteri finanziari FRANCESI E INTERNAZIONALI che sfruttano i popoli del Mondo intero, compreso quello francese.
Che ci vuole a capirlo?
hanno voluto l’Euro e lo hanno fatto volutamente disfunzionale perché il loro scopo è COLONIZZARCI come fanno con l’Africa.
Si usano tre strumenti:
1- togliere la SOVRANITÀ MONETARIA, costringendoti a prendere in prestito i soldi e pagando pure gli interessi
2- USURA SUL DEBITO che aumenta con gli interessi
3- CORROMPENDO POLITICI (vedi Bilderberg)
Il CAMBIO FISSO ha schiavizzato l’Africa e distrutto l’Argentina. e E adesso grazie a Prodi e Ciampi (Bilderberg) sta distruggendo l’Europa.
Di Maio e DIBA stanno attaccando Micron che è il cameriere dei Rothchild (Bilderberg) e quindi anche la Merkel (Bilderberg)
Sono APOLIDI, i nostri nemici non hanno patria:
se Prodi avesse una patria dovrebbe essere fucilato per alto tradimento, ma per sua fortuna è solo un animale senza radici
P.S.
per capire meglio il passaggio in cui si parla di investimenti su titoli francesi, bisogna distinguere tra economia reale, liquidità per investimenti, da economia finanziaria che è virtuale soprattutto se la gestione è estrogena....
Flavio
27 gennaio 2019 alle ore 10:28Salve
Ho ascoltato, per capire chi fosse Otto, l'intervista rilasciata al termine del convegno" Il Rinascimento Economico AFRICANO" Lui dell'FCA non ne parla, vagheggia,- ... dobbiamo avere indipendenza economica ...- Nessuna denuncia diretta. Non so cosa pensare. DB, è stato lapidato come Luigi, la Francia convoca il nostro ambasciatore. Mi domando, siamo soli? e mi ridomando: perché lo facciamo se gli stessi attuali africani rimangono in poltrona? Grazie
luca bruno
27 gennaio 2019 alle ore 16:26ci sei o ci fai ? , è tutto connesso , ma a voi pdioti o destroidi del condannato (b) fa comodo pensare e dire che non hanno voglia di fare niente , non ti è mai passato per la testa che siano obbligati dai loro governanti messi li dai francesi ?, e di non protestare altrimenti diventi un " desaparecidos " ?...secondo me hai capito di " OTTO BITJOKA " quello che ho capito io nel leggere " La storia della teoria della Relatività " non avendo fatto neanche le " elementari " , ciao Flavio
pietro casula
27 gennaio 2019 alle ore 11:21grazie Dibba, continua così,
Bruno fiumicelli
27 gennaio 2019 alle ore 15:30Certo che andare dalla d'urso... Solo salotti buoni frequenta il dibba:)
pino
27 gennaio 2019 alle ore 17:00In pratica e' come se i protettori della prostituzione, i produttori di droghe ed i contrabbandieri di armi e petrolio emettessero una loro moneta di cui il 50 % sono i suoi ricavi. Ecco cos'e la monnaie de singe.
Il Nazionalimo Francese in Europa e' uguale al terrorismo jaidista.
La nostra Banca Nazionale del Lavoro e' stata regalata dai compagni Unipol del PDS~Ulivo alla banca BnpParibas grande presenza in africa e medioriente.
La BNP francese e Paribas Compagnia dei Paesi Bassi.
Questa Banca in Italia ora compra e vende molti miliardi di Bot e Cgt dei nostri titoli pubblici a garanzia e liquidita' dei nostri debiti. Forse un paio di centinaia di miliardi ! Meglio non scherzare col fuoco !
caral
27 gennaio 2019 alle ore 18:27Mi rivolgo a te, caro Di Battista, perchè ti stimo, e preciso di simpatizzare per il M5S che voto da anni, ma non sono assolutamente d'accordo: quella di Salvini, che tra l'altro non mi è particolarmente simpatico, è stata una scelta politica, ed il M5S non deve votare a favore dell'autorizzazione a procedere, soprattutto dopo che il governo ha fatto sua la scelta sulla Diciotti.
Ma stiamo scherzando? Un parlamentare non può essere perseguito per le sue IDEE POLITICHE, altrimenti c'è (in questo caso, veramente) il "fumus persecuzionis"!
Volete suicidarvi politicamente e perdere ancora voti? Fate pure!
BERNARDO MASSA
28 gennaio 2019 alle ore 08:18Come abbiamo visto la Francia blocca gli avanzamenti dei paesi africani decidendo prezzi e quantità di tutti i loro prodotti senza che questi vengano effettivamente pagati ben fatto Di Battista ottimo lavoro adesso abbiamo le idee più lucide, ma vorrei fare una critica ad alcuni Vs componenti del direttivo, l'altro giorno è stato riportato un articolo che diceva che il M5S avrebbe consentito il processo di Salvini per quanto riguarda l'immigrazione, che nessuno si permetta di fare una cosa del genere (ho Io per primis me ne vado con Lui). No io voglio restare è non è possibile che ancora si pensi che l'immigrazione dell'africa in Italia sia un bene, Io sono contentissimo di quello che state facendo assieme agli alleati e non voglio pensare che alcuni di Voi siano bugiardi e falsi come i Nostri vecchi politici rispettate le decisioni anche degli alleati, anche perchè sta facendo benissimo. distinti saluti
pino
28 gennaio 2019 alle ore 09:25Abbiamo, un debito ed i suoi interessi che e' il piu' elevato al mondo per PIL procapite solo di redditi reali e non parassitari che e' garantito con il nostro lavoro, tasse, risparmi e proprieta' pubbliche e private con quei titoli di stato, (accumulati fin d'ora, dai nostri partiti dalle origini popolari ora finanziati dagli scafisti jadisti e che ora e' ai minimi politici stanno diventando ONG. ), titoli pubblici venduti a quasi tutte le nazioni europee e visto le prossime euroelezioni che politicamente ha piu ' potere nei confronti dei governi francesi, inglesi ed altre, perche' ci dobbiamo interessare dello schiavismo colonialista finanziario e monetario internazionale francese radicata da 60 anni, proprio adesso ?
Buona parte dei nostri 73 euroseggi ci servono per andare avanti con le nostre 5 stelle.
DiBa torna a viaggiare e rientra dopo le euroelezioni. Grazie
Giuseppe Totaro
28 gennaio 2019 alle ore 10:47Ottima iniziativa di andare in TV con con gli afro-itialiani a confrontarsi su questi temi importantissimi.
marco montefreddo
30 gennaio 2019 alle ore 16:36hai trovato il bandolo della matassa madre di tutte le problematiche, non ultima quella inerente l'emigrazione, dei paesi africani, ora devi darne assoluto risalto costi quel che costi.
Una litania abusata " aiutiamoli a casa loro" oggi acquista una reale attualità, nulla di più concreto può essere attuato affinché le colonie possano realmente e definitivamente affrancarsi dalla Francia perseguendo quello sviluppo che possano meritare
antonio raniero
25 giugno 2022 alle ore 00:31Offriamo crediti da 5000 euro a 2.000.000 euro ad un tasso annuo del 3% con un periodo di rimborso da 1 a 25 anni. Sei interessato?
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