
La cultura per far ripartire L'Aquila
18 gennaio 2019 alle ore 15:57•di Gianluca Vacca
Ieri è stato un giorno importante per L’Aquila e l’intero #Abruzzo. Al Mibac, io, come sottosegretario con delega alla ricostruzione e alla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico colpito da eventi sismici, e il sindaco dell’#Aquila, Pierluigi Biondi, abbiamo firmato l’accordo per l’attuazione del programma di iniziative ed eventi culturali da tenersi quest’anno, in occasione del decennale del terremoto del 2009, a L’Aquila e nell'area del cratere. Un accordo che ho fortemente voluto e per il quale mi sono battuto con grande impegno, perché sono assolutamente convinto che la #cultura sia uno strumento fondamentale per la rinascita di un territorio, di una comunità.
Le celebrazioni prenderanno il via il 6 aprile - in ricordo del 6 aprile 2009, giorno in cui una scossa di magnitudo 6.3 distrusse L’Aquila e molti Comuni vicini provocando 309 morti – e si concluderanno il 31 dicembre. Abbiamo stanziato complessivamente oltre un milione e mezzo di euro: un milione è stato assicurato nell'ultima legge di Bilancio dal Mibac, circa 400mila euro sono quota residua dei fondi ReStart assegnati al comune dell’Aquila e altri 170mila euro sono stati appostati dall’amministrazione del capoluogo abruzzese.
Del milione stanziato del Mibac, 300mila euro saranno destinati alla realizzazione, in collaborazione con la Curia, di una rete di luoghi e di beni culturali denominato “L’Aquila città d’arte” per la valorizzazione delle opere recuperate. Istituzione responsabile sarà il polo museale dell’Abruzzo diretto dalla dottoressa Lucia Arbace. Gli altri 700mila euro saranno invece destinati all’organizzazione del Festival internazionale degli incontri, una rassegna teatrale di dimensione internazionale di cui sarà responsabile Il Teatro Stabile dell’Aquila guidato dalla presidente Annalisa De Simone.
Con questo programma vogliamo gettare un ponte tra passato e futuro. Perché abbiamo sicuramente il dovere della memoria, il dovere di ricordare quello che è successo e le vittime di quella tragedia, ma abbiamo anche il dovere di guardare avanti, di lanciare un segnale forte di rinascita, e in questo senso la cultura è uno strumento straordinario. Non basta infatti ricostruire case e strade, bisogna ricostruire anche l’identità dei territori e delle comunità colpite, occorre ricreare il senso di appartenenza messo a dura prova dal terremoto. Le celebrazioni del decennale devono servire proprio a questo.
Commenti (5)
Paolo deambrosis
18 gennaio 2019 alle ore 17:39Più che un commento vorrei fare una domanda:una famiglia di tre persone con un isee superiore a 10000 euro complessive ha diritto come reddito di cittadinanza a zero euro però ha 2 posti di lavoro da poter scegliere nell'arco di 2 anni? Grazie della risposta.
franco bazzani
18 gennaio 2019 alle ore 18:48sono pienamente d'accordo;é LA CULTURA CHE DISTINGUE L'UOMO DALLASCIMMIA,
Ciro
20 gennaio 2019 alle ore 21:32Vero la cultura è fondamentale per far crescere l'uomo. Ma per riempire la pancia tenetencire quindi gli uomini in vita ci vuole anche produzione agricola, servizi e quant'altro crea lavoro.
La cultura è sostenibile sopratutto dopo che i bisogni primari sono soddisfatti.
cinel Renato
19 gennaio 2019 alle ore 17:40L'Idea potrebbe essere di ristrutturare un grande edificio per farne un museo con tutte le Opere d'Arte nascoste nei Magazzini dei Musei del Centro Italia ,esporle al pubblico e con una pubblicità istituzionale internazionale farlo sapere a Tutto il Mondo ..che noi esporremo 200 mila nuove opere d'arte nel nuovo Museo dell'Aquila ......creando occupazione e pubblicità al Territorio.Questa cosa sarebbe da fare in parecchi altri siti nel Paese perche' le Opere d'Arte nei sotterranei dei Musei Italiani sono oltre ...6 MILIONI ! ! Quindi ora che i Cinque Stelle sono al Governo diamo Forza all'Italia....il Ministro della Cultura si rechi nei Magazzini dei MUSEI ITALIANI e con coraggio denunciamo questa stortura,attrezziamo i siti e apriamo le porte ai Turisti che Arriveranno per vedere " CAPOLAVORI NASCOSTI "la nuova energia che avanza.
Ciro
20 gennaio 2019 alle ore 21:42La cultura è fondamentale ma ci sono troppe iniziative farlocche tipo città della cultura che quando finisce raramente o mai lascia qualcosa dietro. Finita e festa finiti I soldi finito tutto, quindi fine a se stessa.
Un investimento one shot come un petardo. Si usa una sola volta fa il botto e tutto finisce li.
A L'Aquila serve lavoro, serve produrre salami e formaggi da esportare in Germania.
Poi organizziamo la saga del salame del formaggio ed attiriamo turisti Tedeschi a L'Aquila.
Ovviamente si possono anche organizzare in concomitanza eventi culturali.
