La cultura per far ripartire L’Aquila

Ieri è stato un giorno importante per L’Aquila e l’intero #Abruzzo. Al Mibac, io, come sottosegretario con delega alla ricostruzione e alla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico colpito da eventi sismici, e il sindaco dell’#Aquila, Pierluigi Biondi, abbiamo firmato l’accordo per l’attuazione del programma di iniziative ed eventi culturali da tenersi quest’anno, in occasione del decennale del terremoto del 2009, a L’Aquila e nell’area del cratere. Un accordo che ho fortemente voluto e per il quale mi sono battuto con grande impegno, perché sono assolutamente convinto che la #cultura sia uno strumento fondamentale per la rinascita di un territorio, di una comunità.

Le celebrazioni prenderanno il via il 6 aprile – in ricordo del 6 aprile 2009, giorno in cui una scossa di magnitudo 6.3 distrusse L’Aquila e molti Comuni vicini provocando 309 morti – e si concluderanno il 31 dicembre. Abbiamo stanziato complessivamente oltre un milione e mezzo di euro: un milione è stato assicurato nell’ultima legge di Bilancio dal Mibac, circa 400mila euro sono quota residua dei fondi ReStart assegnati al comune dell’Aquila e altri 170mila euro sono stati appostati dall’amministrazione del capoluogo abruzzese.
Del milione stanziato del Mibac, 300mila euro saranno destinati alla realizzazione, in collaborazione con la Curia, di una rete di luoghi e di beni culturali denominato “L’Aquila città d’arte” per la valorizzazione delle opere recuperate. Istituzione responsabile sarà il polo museale dell’Abruzzo diretto dalla dottoressa Lucia Arbace. Gli altri 700mila euro saranno invece destinati all’organizzazione del Festival internazionale degli incontri, una rassegna teatrale di dimensione internazionale di cui sarà responsabile Il Teatro Stabile dell’Aquila guidato dalla presidente Annalisa De Simone.

Con questo programma vogliamo gettare un ponte tra passato e futuro. Perché abbiamo sicuramente il dovere della memoria, il dovere di ricordare quello che è successo e le vittime di quella tragedia, ma abbiamo anche il dovere di guardare avanti, di lanciare un segnale forte di rinascita, e in questo senso la cultura è uno strumento straordinario. Non basta infatti ricostruire case e strade, bisogna ricostruire anche l’identità dei territori e delle comunità colpite, occorre ricreare il senso di appartenenza messo a dura prova dal terremoto. Le celebrazioni del decennale devono servire proprio a questo.


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