
In alcune zone dell’Artide il suolo non congela più, neanche d’inverno
17 gennaio 2019 alle ore 10:33•di MoVimento 5 Stelle
Smottamenti di terreno a Duvanny Yar, un’enorme voragine nel permafrost lungo il fiume Kolyma nella Siberia settentrionale. Una nuova ricerca suggerisce che in alcune regioni dell’Artide, sia in Alaska che in Russia, il suolo non si congela più nel periodo invernale. Queste frane continue, generate dall’erosione e accelerate dall’innalzamento della temperatura, rappresentano un importante sito di ricerca per gli scienziati, che le studiano per cercare di capire cosa succede quando dei terreni ricchi di carbonio che sono rimasti congelati per secoli cominciano a sciogliersi.
Cherskiy, Russia – Nikita Zimov stava insegnando ai suoi studenti di ecologia a fare ricerche sul campo nella Siberia del Nord quando "inciampò" su un inquietante indizio che il suolo ghiacciato potesse scongelarsi molto più velocemente del previsto.
Zimov, come suo padre Sergey Zimov, ha passato anni a gestire una stazione di ricerca che registra i cambiamenti climatici nell’Estremo Oriente Russo, una regione dove la temperatura sta aumentando velocemente. Così quando i suoi studenti sondarono il terreno e prelevarono campioni di suolo in mezzo alle collinette ricoperte di muschio ai boschi di larice vicino a casa sua, 370 chilometri a nord del Circolo Polare Artico, Nikita Simov sospettò che c’era qualcosa che non andava.
Per essere sicuro, in aprile inviò un gruppo di operai con le trivelle pesanti. Perforarono il suolo per circa un metro e trovarono una densa poltiglia di fango. Zimov disse che era impossibile. Cherskiy, la comunità di 3000 persone lungo il fiume Kolyma, è uno dei luoghi più freddi sulla Terra. Anche in primavera avanzata il terreno sotto la superficie dovrebbe essere completamente congelato. Solo che quest’anno non lo era.
Ogni inverno nell’Artide i centimetri superficiali del suolo e la ricca materia vegetale congelano per poi sciogliersi di nuovo l’estate successiva. Sotto questo strato di terreno attivo superficiale che si estende per uno spessore di decine o centinaia di metri, si trova la terra perennemente gelata chiamata permafrost che in alcuni posti è congelata da millenni.
Ma in una regione dove le temperature possono scendere fino a 40 gradi centigradi sottozero, gli Zimov sostengono che le nevicate eccezionalmente abbondanti di quest’anno hanno funzionato da "coperta", intrappolando il calore in eccesso nel terreno. Padre e figlio hanno trovato sezioni di terreno di 75 cm di profondità, suolo che normalmente congela prima di Natale, che erano rimaste umide e fangose tutto l’inverno. Per la prima volta a memoria d’uomo, il suolo che isola il permafrost dell’Artide semplicemente non si era congelato in inverno.
“Questo è davvero sbalorditivo” dice Max Holmes, uno scienziato che studia l’Artide al Woods Hole Research Institute nel Massachusetts.
La scoperta non è stata validata da altri ricercatori né pubblicata su una rivista scientifica e si basa su pochi dati provenienti da un’unica località per un solo anno. Ma con le misurazioni fatte da altri due ricercatori, uno nelle vicinanze e uno dall’altra parte dell’oceano, che sembrano supportare la scoperta degli Zimov, alcuni esperti dell’Artide si trovano di fronte a una considerazione preoccupante: è possibile che in alcune delle regioni più fredde e più ricche di carbonio dell’Artide il permafrost cominci a scongelarsi più velocemente di quanto molti si aspettino, rilasciando così gas a effetto serra, fino a ora intrappolati nel ghiaccio, che potrebbero accelerare il fenomeno dei cambiamenti climatici causato dall’uomo?
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Commenti (12)
Alessandro A., Trieste
17 gennaio 2019 alle ore 11:30Proposta: potreste anche accumulare le notizie di questo tipo in una sezione apposita...magari una per stella, dopo una certa permanenza nella pagina principale del blog.
E' difficile commentare questo argomento. Si può solo dire che la battaglia per l'ambiente deve essere fatta in sede europea, scorporando gli investimenti per l'efficienza energetica, rinnovabili e annessi dai vincoli di bilancio, così che lo sviluppo sostenibile sia l'unica scappatoia per la crescita.
luckys55
18 gennaio 2019 alle ore 05:30E' finita,l' Arabia non venderebbe piu' petrolio,la Germania non estrarrebbe piu' carbone , si continua a distruggere le foreste equatoriali per il legno, gli aerei non voleranno piu',petrolio che si riversa in mare dalle piattaforme petrolifiche i trasporti su gomma non trasporterebbero piu merce dal sud al nord e viceversa ,noi tutti non prenderemo piu' la propria auto per spostarci, e poi questo governo che prova a fermare almeno l'inquinamento gli danno tutti addosso,la fiat minaccia di licenziare gli operai perche' e' calata la produzione per le tasse (certo uno che compra un auto da 60000 euro si preoccupa di pagare 500 euro in piu'mha!) e poi l'inquinamento dovuto dalla plastica, mi fanno ridere quelli che comprano il pesce fresco ,tra mercurio,particelle di plastica ingerito , tutto questo e' sapere che ci coinvolge tutti ,ricchi e poveri , a Di Maio avevo suggerito anche per cominciare a fermare questa rovina di togliere il bollo auto e aumentare la benzina di 2/3 centesimi al litro cosi facendo se usi poco l'auto paghi poco ,perche' e' ingiusto pagare 200 euro l'anno di bollo se usi l'auto per 5000 km l'anno e inquini poco,mentre chi percorre 50000 km l'anno pagherebbe di piu', cosi facendo sensibilizzi la gente a non prendere l'auto per i piccoli spostamenti ,certo certe categorie dovranno essere tutelate ,e ricordatevi tutto questo dipendende da NOI!!!!
Gianluigi fallucchi
17 gennaio 2019 alle ore 12:49Bisogna assolutamente invertire con le fonti rinnovabili il processo produttivo e la mobilità in ogni settore, altrimenti siamo fottuti tutti è tutte.
Cagliostro
17 gennaio 2019 alle ore 13:43Anomala migrazione polo nord verso la siberia, con conseguente cambiamento dei sistemi climatici,
Ai voglia di cambiare dal petrolio alle fonti rinnovabili.
carlo crescente
17 gennaio 2019 alle ore 15:34Scioperiamo per i cambiamenti climatici!
mario van haneghem
17 gennaio 2019 alle ore 16:12oggi ho seguito la trasmissione di Augias e c'era una professoressa che molto onestamente ha elencato le vere rinnovabili sole vento acqua maree e parole testuali dette da lei fermiamoci quì grazie profesoressa per non aver messo le stramaledette masse legnose grazie poi ha anche detto che i politici devo educare la gente a comportamenti più consoni e quì caschiamo male in veneto per esempio siamo governati da gente che dell' aria e dell ' acqua pulite non gliene può fregar di meno non avete idea degli insulti che si prendono dal popolo del letame sono una casta iperprivilegiata loro possono tutto per esempio bruciare tralci è vietatissimo e invece lo fanno impuniti nessuno dice niente poi si beccano incentivi per ogni cosa soprattutto per quel vinaccio pestifero sono stracolmi di denaro e ancora gliene danno sempre a loro sempre vabbe meno male che qualcuno comincia a non mettere quel veleno masse legnose e pellets tra le rinnovabili il massimo del falso è quando si demonizza giustamente il carbone e si tralascia la legna ,che è peggiore ... il peggior carbone è la lignite, ma va ... il cippato di legna invece è teleriscaldamento il calore del caminetto assassino , il pellets certificato si dal demonio lo volete capire che la legna bruciata è un cancerogeno che sta nella stessa lista di glifosato e ddt non sono io , io sono cenere , non di legna ihihi ... è la ricerca airc oms , ci sono montagne di cadaveri per pm2,5 e i governanti veneti fanno una risatina e pensano a olimpiadi e altre cagate tipo compleanni di muli , inaugurazione di panevin , piste da sci senza neve strade inutili sul groppone di tutti i veneti , mose falliti vedi maratona di venezia .
luckys55
18 gennaio 2019 alle ore 05:07intanto questo e' un pianeta in via d'estinzione ,e' iniziato il processo di difesa della natura ,acqua, terremoti,vulcani ,si stanno ribellando, nel bacino del mediterraneo ci sono i vulcani,anche loro iniziano e, non e' vero di quello che dicono che non ce' relazione tra di loro..cazzate, in tutto questo mi permetto di dirti che sei l'unico rimasto a vedere quella trasmissione condotta da una persona antipatica ,autoritaria con i deboli ospiti ,,comunista ,io personalmente lo vedrei bene sotto l'etna quando erutta
mario van haneghem
18 gennaio 2019 alle ore 15:50EGREGIO signor luckys55 le rispondo ho visto due trasmissioni di augias quella sulle rinnovabili e quella sui rifiuti zero entrambe gli ospiti presentavano un libro che riguardava l' ambiente e proponevano delle soluzioni mi ha particolarmente colpito l' onesta di entrambe e la preparazione , il merito di augias e di aver portato dei veri esperti di ambiente al contrario di altre trasmissioni rai dove le masse legnose e inceneritori vengono presentati come biologici ecologici quando sono delle boiate pazzesche foraggiate con gli oneri di sistema le masse legnose in particolare inquinano più del carbone -lignite e milioni di volte più del gas io le toglierei dalle rinnovabili subito il merito della professoressa è stato quello di dire che è il politico che deve educare invece il veneto è governato da un contaballe goliardico che protegge una casta di vignaioli che fanno carne di porco del sano vivere e dell' ambiente , quanto ad augias io lo lascerei stare dovè e non condivido nessun tipo di insulto il cancro l 'infarto l' ictus la demenza precoce non sono ne di destra ne di sinistra sono provocate dalle polveri sottili che escono da queste famigerate masse merdose sponsorizzate da tutti noi con gli oneri di sistema wiwa augias che ha portato in televisione una persona che non ha messo quella gran cagata di masse legnose tra le rinnovabili gli alberi vanno piantati e lasciati li senza tagliarli ne bruciarli porta di un male bruciarli , sa perchè ? si muore prematuramente .
vincenzo a. vr.
17 gennaio 2019 alle ore 18:23E' un argomento talmente complicato che avrebbe bisogno di un approfondimento costante,
un'analisi approfondita , non basta un articolo ogni tanto, bisogna trattare l'argomento del Riscaldamento Globale in continuazione, solo così si può sensibilizzare l'opinione pubblica che già sente sulla propria pelle che qualche cosa non funziona e peggiora di anno in anno.
Non molliamo ne va del futuro dei nostri figli e nipoti,
W M 5 * * * * *
Pierpaolo Welponer
17 gennaio 2019 alle ore 19:08È la fine? o solo il suo inizio....?
Giuseppe C. Budetta
17 gennaio 2019 alle ore 19:39Nell'anno mille, i Vichinghi coltivavano la vite in Groenlandia, essendo il clima mite. Non capisco dove sia lo scandalo.
Michel Petracca
18 gennaio 2019 alle ore 11:21Non si parla mai di quelle enormi navi da croceria o di merce che inquinano molto di piu che le machine e aerei... Stop alle energie fossili subito...
