
Fermiamo la strage silenziosa dei guardrail killer
19 gennaio 2019 alle ore 10:46•di Michele Dell'Orco
Nel 2013, all’inizio dell’esperienza del MoVimento 5 Stelle in Parlamento, proposi una risoluzione, poi approvata all’unanimità, contro i guardrail killer. Ora che siamo al Governo, quella risoluzione si trasformerà in una norma che punta a porre fine a una strage silenziosa: quella di tanti, troppi, motociclisti che muoiono sulle nostre strade per un guardrail che dovrebbe, invece proteggerli. Morti assurde, ancora di più se pensiamo che sono dovute a una mancanza nelle norme attuali: perché non c'è una legge che obblighi chi gestisce le strade a installare una protezione adatta a scooteristi e motociclisti.
Il Governo si appresta invece ora a emanare un provvedimento, messo a punto l’ottobre scorso e attualmente in visione all’Unione europea, che obbligherà i gestori delle nostre strade ad installare alla base dei guardrail i DSM (Dispositivi Salva Motociclisti) nei tratti più pericolosi e con un’alta incidentalità accertata.
L'Unione Europea ha tempo fino al 28 febbraio per fare le sue osservazioni, dopo di che il decreto ministeriale che abbiamo predisposto potrà essere adottato e la norma sui guardrail salva motociclisti sarà realtà.
La necessità di adottare una norma italiana per l’istallazione dei dispositivi di sicurezza per motociclisti è stata particolarmente caldeggiata dall’Associazione Motociclisti Incolumi e dalla Associazione italiana Familiari e Vittime della Strada. Si tratta, in poche parole, di sistemi che puntano a mitigare gli effetti dell’urto di un motociclista che, dopo essere caduto, scivola verso la barriera stradale discontinua.
Di preciso, la norma che abbiamo preparato prevede l’installazione di questi dispositivi su tutte le curve circolari caratterizzate da un raggio minore di 250 metri nei casi di interventi di nuova costruzione, di adeguamento di tratti stradali esistenti che comportano varianti di tracciato e/o rinnovo delle barriere di sicurezza stradali su tratti significativi. Sarà obbligatoria l'installazione dei dispositivi salva motociclisti anche su quelle strade già esistenti in cui siano avvenuti negli ultimi tre anni almeno cinque incidenti con morti e/o feriti, con il coinvolgimento di moto o scooter.
Non appena arriverà l'ok dall'Europa, adotteremo il decreto per far entrare in vigore subito questa norma di civiltà, per cui ci spendiamo da anni. Proteggere chi si sposta su due ruote è una battaglia storica del MoVimento 5 Stelle, che a breve sará realtá e metterà finalmente l’Italia all’avanguardia in Unione europea in tema di sicurezza stradale.
Commenti (13)
Giulio Bornacin
19 gennaio 2019 alle ore 11:58Ottimo. Cose utili e concrete (ovviamente sono un motocilista).
Luciano Doati
19 gennaio 2019 alle ore 17:46Ahhh ma allora sei di parte, ecco spiegato il motivo per cui sei d’accordo ahahahaha
Io lo sono stato quando ero giovane, quando ancora il casco non era obbligatorio, e non ti dico i drammi.
Sono felice per tutti voi per ogni miglioria che venga fatta per la vs sicurezza, ciao Giulio.
E' ORA DI FARLA FINITA
19 gennaio 2019 alle ore 14:14io non sono un motociclista ma approvo questi importantissimi dispositivi salva vita.
Luca Pellegrini
19 gennaio 2019 alle ore 18:33Se un governante avesse a cuore la salute dei suoi cittadini, tratterebbe le moto come l'eroina.
Perchè uso una moto da strada? Divertimento. Come le droghe.
E come le droghe:
ci sono tanti che ci guadagnano ( dai costruttori, ai meccanici, ai venditori...)
il numero di handicappati causati da moto sono + dei morti causati sempre da uso di moto
i guidatori sono specialmente giovani/abbastanza giovani
Al che mi chiedo; perchè la vendita delle moto è in mano a delle persone rispettabili, e chi vende eroina è un criminale? Entrambi guadagnano e sanno che qualche suo cliente ci rimetterà la pelle, o in caso di moto, finirà in carrozzella.
NB non sono per fermare la vendita di moto; se uno vuol divertirsi...
Luca Pellegrini
19 gennaio 2019 alle ore 18:52Qualche dato
https://es-la.facebook.com/ambulatorigazzieri/photos/avete-paura-di-volarenon-dovreste-laereo-%C3%A8-il-mezzo-di-trasporto-pi%C3%B9-sicuro-i-da/1421904211252786/
“Avete paura di volare?
Non dovreste, l’aereo è il mezzo di trasporto più sicuro. I dati si riferiscono ai soli Stati Uniti, ma sono inequivocabili: gli incidenti provocherebbero 0,06 morti ogni miliardo di miglia percorsi. Gli autobus 0,14, la metropolitana 0,24, i treni 0,47, le auto 5,75 e le moto 217.”
E non si parla di quante persone vengono colpite in testa e nella colonna vertebrale; risultato delle botte in testa, esclusa la morte, un po' di cervello muore, come un ictus, ma gli ictus normalmente colpiscono la mobilità; la botta in testa ti dà qualsiasi possibilità in negativo.
Esempio: un ragazzo di 19 anni che è ritornato mentalmente preadolescente, e per sempre sarà così; era un marcantonio e arrossisce quando una donna gli parla.
Fabio Dal Pozzo
20 gennaio 2019 alle ore 10:12Una altissima percentuale di due ruote non viene utilizzata per svago ma per lavoro (scooter) perché spesso non ci si può permettere un'auto o perché lo scooter si muove più agevolmente nel traffico urbano.
Luca Pellegrini
20 gennaio 2019 alle ore 10:30Fabio Dal Pozzo
infatti ho parlato di moto da strada, non i cinquantini; quando un concessionario vende una Ducati / Yamaha ecc, dà il nome del compratore al servizio per estirpare gli organi. Scherzo, ma lo dovrebbero fare!
Alberto Ragazzi
19 gennaio 2019 alle ore 18:50sii, sicuramente serve, ma servirebbe anche che quei signori rispettassero le strade, perchè su quelle strade transitano anche altri italiani
IO SALVO DUE 2 MOTOCICLISTI OGNI GIORNO,
mi devo spostare o rallentare per non trovarmi la loro testa sul cruscotto, e sapete quanto mi dispiace se vengo a sapere che si sono schiantati, saluti
Mauro
19 gennaio 2019 alle ore 21:12Bene, la sicurezza stradale visti il numero di decessi e i moltissimi feriti all'anno è di primaria importanza.
Anche i pedoni soffrono di problematiche per certi versi simili a quelle dei motociclisti, quando attraversano la carreggiata sulla strisce pedonali.
Con l'omicidio stradale pure gli automobilisti rischiano molto concretamente di vedersi rovinata la propria vita oltre al fatto morale di aver causato ferite o peggio a chi voleva solo attraversare una strada.
Nei centri urbani è urgente una regolamentazione che eviti per quanto possibile queste tragedie.
Alcune proposte riguardo le strisce pedonali.
- non verniciate ma in conglomerato di lunga durata di 1 cm. di spessore di colore bianco per le strisce vere e proprie e di colore rosso nell'area limitrofa e nell'intersezione tra le varie strisce (almeno 2 metri prima e dopo).
- illuminazione notturna a led dall'alto con luce del faretto fortemente orientata sulle sole strisce,
- illuminazione delle strisce a richiesta del passante con pulsante sui due pali dell'illuminazione dedicata (l'automobilista vedendo le strisce illuminate sa che un passante sta per attraversarle).
Il pedone che si accinge all'attraversamento in troppi casi non viene visto o visto in grave ritardo perchè all'automobilista è impedita la visione.
Alcune proposte:
- divieto assoluto di parcheggio nei 2/4 metri prima e dopo le strisce,
- per i seguenti 10 metri, parcheggio consentito ai soli motocicli con posteggio in senso longitudinale alla strada,
- solo dopo parcheggi alle auto, furgoni, ecc.
Infine, limite di velocità di 30 km/h, con tutor prima e dopo il passaggio del veicolo posto sulla sommità dei pali d'illuminazione delle strisce.
Con accorgimenti siffatti, secondo Voi, quanti ferimenti e decessi all'anno in meno?
pino
19 gennaio 2019 alle ore 22:50Aumentare le multe e le condanne a tutti quelli che, con moto e scooter non solo scorazzano ad alta velocita' e che in mezzo al traffico, usano le piste ciclabili, specie se delimitate solo da una striscia di vernice ! Li, i Comuni, non inseriscono le telecamere anche se incassano dal fondo europeo i soldi di tutti noi contribuenti italiani piu' di 150 euro al metro !
Salveremo alcuni motociclisti da morte certa ma, non da gravi invalidita' con aggravi dei costi inps, inail, ospedalieri, sanitari, terapeutici, ma non salveremo i ciclisti dalle invasioni delle loro piste ! E' bene prevenire chiarendo bene in sedi legislative le responsabilita' giuridiche dei motoscooteristi, installando appositi controlli elettronici degli illeciti di guida delle due ruote motorizzate.
Introduzione di polizze obbligatorie in rapporto alla capacita' storica di chi guida!
I ciclisti negli ospedali aumentano sempre piu', come i costi ospedalieri e lutti!
Pianificare coordinando preventivamente, tutte le casistiche dei sinistri nel loro complesso.
Le giunte comunali non sono e si sentono direttamente coinvolti in queste problematiche, costi anche legali e ritorni elettorali.
L'obbligo dell RC di guida sulle patenti, tutt'uno al tesserino fiscale e sanitario elettronico a spese e gestione delle Sigg.re Compagnie assicurative con Isvass che, traccia la storicita' del guidatore, (km, multe, sinistri, infortuni subiti e infortuni e morti procurate, manutenzioni ordinarie e straordinarie effettuate e mancanti, officine che hanno provveduto, quando e come, estremi ed origini delle polizze emesse, casellario giudiziario) in un'unica banca dati e' auspicabile! Non sono gli autoveicoli che da soli producono danni, invalidanze e lutti ma, chi li usa, li vende, li assicura e li fa circolare ! Siamo ancora ai sensori di parcheggio, ai navigatori con elusori dei fotored, tutor, telecamere ! E' una vergogna civile! Ne gioveremmo felicemente e affettivamente tutti ! Non Vi pare?
nicola costa
20 gennaio 2019 alle ore 17:53fermare più i pirati della strada che i guardarail. Quelli ci vorrebbero i kalshickov
zato nero
22 gennaio 2019 alle ore 09:55Magari costruiti con plastica e gomma riciclata
così si comincia a costruire l'industria del riciclo spinto
Paolo Cona
11 maggio 2019 alle ore 15:29Purtroppo la morte non ha recupero di sorta. Ma un ferito grave o gravissimo alla comunità costa tantissimo. Perciò introdurrei i DSM su gran parte se non su tutte le strade italiane. Anche i genitori e gli studenti dovrebbero essere coinvolti in questo sacrosanto diritto a cadere senza sbattere su guardrail killer e morire a 15 o 16 anni. Auspico il coinvolgimento del MIUR da parte del Movimento e dei portavoce e di tutti gli eletti che possono in tal senso dare voce a queste richieste.
