
Due giorni per dire il nostro NO alla Camorra!
19 gennaio 2019 alle ore 16:23•di Iolanda Di Stasio
Voglio raccontarvi queste giornate, come quelle vissute da cittadina di Afragola che vede la sua città, unita, in marcia contro la camorra.
Questa mattina molti quotidiani hanno deciso di riassumere tutto quello che sta succedendo qui, riducendolo al gesto del baciamano al Ministro Salvini, ma un siparietto di pochi secondi non può oscurare tutto ciò che di serio si sta facendo e non può sminuire e ridicolizzare la paura e l’indignazione degli afragolesi, facendoli passare per quelli che vivono nella città dei baciamano. Piuttosto, questo è il luogo dove vivono tante persone, la maggioranza, che hanno il coraggio di scendere per strada mettendoci volto e voce, degli studenti che danno speranza al futuro così come di tutte le associazioni che hanno voluto metterci il nome.
Ieri ho partecipato al tavolo istituzionale con il Ministro degli interni, i sottosegretari, il Questore, il Prefetto, il Sindaco, comandanti di reparti delle Forze dell’Ordine e altri colleghi deputati. A quel tavolo abbiamo tutti assunto la volontà e la responsabilità - ognuno per ciò che gli compete - di voler dare risposta ad una città che non è solo camorra. Inoltre, il Governo del Cambiamento ha nominato il nuovo Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura. Sarà un mio impegno ben preciso continuare a seguire l’ottimo lavoro che stanno svolgendo gli inquirenti, e dare ossigeno e tranquillità ai nostri commercianti, troppo a lungo rappresentati come quella categoria debole, che non reagisce alla violenza messa in campo dalla criminalità.
Non è affatto così, siamo riusciti a non far vincere la paura e sono felice di sapere che i negozi della mia città siano vivi, e che Afragola continui a vivere la sua normalità.
Noi non abbandoneremo mai questo territorio, io non lo farò perché è qui che vivo, qui compro il pane la domenica mattina, qui vado a bere il caffè prima di prendere il treno che ogni settimana mi riporta a Roma.
La mia città è Bellezza e sarà ancora più bella quando si consacrerà la sua rinascita.
Commenti (19)
carlo1
19 gennaio 2019 alle ore 17:14guerra dura alla camorra, fategli il mazzo.
Michele C.
19 gennaio 2019 alle ore 17:51Se i cittadini di ogni appartenenza si sentiranno protetti co la P maiuscola, vedrete che tutta l' Italia sarà con voi. È qualcuno potrebbe smetterla do fare vetrina. Ma cusì ubielloemamma.
Dario Castellaneta
4 marzo 2019 alle ore 02:29occhio, si tratta di sempre di nostri concittadini, non sono talebani di marte, non sono insetti, attenzione al diritto ragazzuoli... per favore non parlate tanto per dire. Sono cose serie!
Maria D
19 gennaio 2019 alle ore 17:40La camorra fa paura. I pochi commenti ne sono un sintomo evidente.
Gianni1960
19 febbraio 2019 alle ore 15:38le parole non servono a niente contro la mafia , ci vogliono i fatti
Giulio Bornacin
19 gennaio 2019 alle ore 18:18Tutti sono contro la criminalità a parole. Ma essere in prima linea è un'altra cosa.
Stimo ed ammiro tutte le persone che conducono questa battaglia consapevole che la loro lotta è vitale per tutti noi.
Grazie.
Luca Conti
19 gennaio 2019 alle ore 18:32Non succedera' niente, se il pugno duro che usa questo governo x i profughi lo usasse x la camorra sarebbe un bene!
Dario Castellaneta
4 marzo 2019 alle ore 02:26chissa come mai? forse perché i migranti non votano?
Alessandro A., Trieste
19 gennaio 2019 alle ore 18:37Servono strumenti nuovi per poter denunciare gli affiliati, senza la possibilità che questi possano in qualche modo risalire a chi fa la denuncia.
Mettete in campo Rousseau, la rete, date delle linee guida per poter raccogliere le prove e poter procedere d'ufficio! La gente dice che tutti sanno chi sono e che se si volesse si potrebbe andarli a prendere in qualsiasi momento.
Implementiamo una funzione apposita su Rousseau, per far convergere video e testimonianze!
Maria D
19 gennaio 2019 alle ore 19:27Non esistono strumenti nuovi. Se tutti sanno è perché queste persone delinquono tranquillamente davanti a tutti, forti di vivere in uno Stato debole. Certo a mettere le bombe lo fanno di notte e incappucciati, ma quando entrano negli esercizi commerciali la strafottenza e l'arroganza a sollecitare l'estorsione avviene con parole decifrabili. I video sorveglianza sonora ci sono in tutti gli esercizi commerciali o quasi. Le prove ci sono ma anche la Polizia ha paura e la Magistratura pure.
giovanni papa
19 gennaio 2019 alle ore 19:46sbrighiamoci ad assumere agenti per l'ordine pubblico,accelerando l'esito di concorsi già espletati; è una priorità assoluta
ANNA MARIA Curradi
20 gennaio 2019 alle ore 00:48Brava.Complimenti! una bella notizia di giovani che si ribellano e cittadini che hanno il coraggio di uscire dalle proprie case e marciare uniti. Forza e coraggio, l'unione fa la forza! Buon 2019
Giovanni ,Russo
20 gennaio 2019 alle ore 06:50Ripeto
Tutto inutile se non si cambiano le leggi per realmente massacrare i delinquenti e spogliarli di tutti gli averi a loro e alla loro progenie
Oggi denunciare è molto pericoloso e spesso inutile perché dopo poco sono a piede libero e tracotanti continuano a spadroneggiare!
Il Barone Zazà
20 gennaio 2019 alle ore 08:44Non possiamo sperare che i cittadini comuni si comportino da eroi
Usate agenti in borghese, fateli aprire negozi e aspettate che arrivino a chiedere il pizzo: ''COMMERCIANTI'' sotto copertura
oppure mandate giovani agenti a lavorare in veri negozi senza informare neanche i proprietari: ''COMMESSI'' e ''GARZONI'' sotto copertura!
-- meglio ancora resuscitate Charles Bronson e fategli fare il Giustiziere per l'ultima volta....
ciro r. napoli
20 gennaio 2019 alle ore 15:54io da napoletano verace la penso così : la vera grande palla al piede del sud si chiama criminalità organizzata ( camorra, ndrangheta, sacra corona unita, mafia) . I politici corrotti fanno affari con loro in cambio di voti da sempre, 70 anni . Le vittime sono i comuni cittadini , in particolare quelli onesti che vengono bastonati sia dallo stato corrotto e colluso che fa leggi solo a favore di chi delinque, e poi localmente dalla criminalità che presenzia capillarmente il territorio. per debellare questo cancro ormai infiltrato in tutti i gangli vitali dell'amministrazione del meridione bisogna agire a tappeto senza lasciare vie di fuga . Io propongo di andare nelle zone che tutti sanno , presiedute dalla camorra , per esempia a Napoli , quartieri spagnoli, sanità, scampia , e setacciare casa per casa , cittadino per cittadino , accertando il tenore di vita, il reddito , la provenienza, le proprietà . Gli strumenti informatici per controllare ci sono , se non risultano leciti allora devono essere indagati e processati.
gian e giul
20 gennaio 2019 alle ore 18:23La palla al piede è la criminalità organizzata ma chi la esercita questa criminalità se non i napoletani stessi? Perché in altre città italiane questa criminalità è assai meno diffusa?
Potrebbero sembrare domande da leghista ma se non partiamo dalla base e saltiamo alcuni passaggi non andiamo da nessuna parte. Io non sono in grado di dare risposte ma chi conosce direttamente il problema dovrebbe dirmelo e dircelo chiaramente.
Per le malattie si usa diagnosi, origine e rimedi : seguiamo questa ricetta.
Dario Castellaneta
4 marzo 2019 alle ore 02:24Carissimo Ciro, ci avranno già pensato immagino... ma quali sono i rischi che lo stato non vuole correre nell'intervenire manu militari, diciamo così, col pugno di ferro contro le mafie? Principalmente questi due: primo, moltissime persone VIVONO grazie alla criminalità, si fanno la macchina nuova e magari pure la casa, cose a cui non si rinuncia facilmente: se lo Stato toglie loro questa fonte di "reddito di criminalità" deve immediatamente - se non preventivamente - offrirne un'altra perlomeno equipollente, non penso che bastino 800€, servirebbero lavori dignitosi con un retribuzione più che dignitosa (e attualmente non ce ne sono molti da nessuna parte). Secondo, i pochi burattinai che tengono le fila si organizzerebbro come un sol uomo per rispondere MILITARMENTE a questo attacco, con i modi che sappiamo. Lo Stato lo sa, e quindi viene a patti. La trattativa stato-mafia
non è stata una bischerata di due generali dei ROS impazziti, è invece purtroppo l'unica possibilità dettata dalla debolezza e dalla paura, quando la cultura del diritto perde terreno. Si potrebbe chiamare real-politik... Ma anche miseria dell'Italia. Dario
Alessandra Pasqualetti
19 febbraio 2019 alle ore 14:00Andava messo nel contratto di governo a lettere cubitali: sconfiggere la criminalità organizzata, anche con leggi e poteri speciali per le forze dell'ordine. Da cittadina del Sud questa E' la priorità. Il lavoro verrà di conseguenza.
Dario Castellaneta
4 marzo 2019 alle ore 02:10Brava alessandra pasqualetti. La ricchezza sottratta allo stato ogni anno dalle mafie e dalla corruzione equivale a parecchie manovre finanziarie, altro che.
Utile guardare questa presentazione del magistrato Giuseppe Ayala, collega e amico dei giudici del Pool di Palermo: https://www.youtube.com/watch?v=0NJ5naplQ4o
Buona visione! (si fa per dire...)
Dario
