#AtacRinasce grazie al nuovo piano industriale

#AtacRinasce

Abbiamo lavorato per il risanamento di Atac e i creditori hanno dato fiducia al percorso che abbiamo scelto per rilanciare una delle aziende più grandi d’Europa: la maggioranza dei creditori ha votato per il “sì” al concordato preventivo in continuità. Anche loro ci hanno dato ragione. Stamani ho voluto condividere questa tappa con autisti e impiegati di Atac, nel loro luogo di lavoro, al deposito di Tor Vergata. Un sì che ha un grande significato per tutti, perché conferma la solidità del nuovo piano industriale della società. Un altro risultato da condividere insieme. L’azienda rimane pubblica. Non abbiamo svenduto al miglior offerente, consegnando la città ai privati con un servizio di serie A per il centro città e uno di serie B in periferia per le zone economicamente meno vantaggiose. Tutto questo non accadrà.Ricordo che abbiamo trovato un’azienda falcidiata dai debiti, che altri prima di noi hanno contribuito a spolpare. Con l’operazione del concordato abbiamo intrapreso l’unica via possibile per rimediare ad anni di mancati investimenti, danni sotto gli occhi di tutti, con una flotta di bus con un’età media di oltre 12 anni. Non abbiamo abbassato la guardia, ma lavorato per dare alla città il servizio che merita e per tutelare oltre 11mila posti di lavoro, famiglie intere. È un percorso lungo, non lo abbiamo mai nascosto. Ma invece di nascondere la testa sotto la sabbia stiamo compiendo scelte difficili, ma necessarie per avere più mezzi in strada con investimenti mirati: circa 167 milioni di euro per rinnovare la flotta di autobus nei prossimi tre anni, con l’arrivo di circa 600 mezzi, i primi 227 nuovi autobus arriveranno entro l’estate e due linee per il centro città saranno di nuove operative e servite da minibus elettrici. Così come abbiamo dato un’accelerazione alla cura dei trasporti investendo risorse per interventi capillari alle metropolitane, fondi che garantiranno un restyling delle linee e dei collegamenti tranviari: significa rifare le stazioni, investire in nuovi treni e fare manutenzione straordinaria sulle linee tranviarie e metropolitane. Puntare quindi alla “cura del ferro” con un programma finalmente strutturato e pensato per dare una risposta ai cittadini che ci chiedono maggiori servizi. Questa la strada tracciata: Atac continua la sua corsa. Andiamo avanti a testa alta.

Pubblicato da Virginia Raggi su Mercoledì 9 gennaio 2019

Abbiamo lavorato per il risanamento di Atac e i creditori hanno dato fiducia al percorso che abbiamo scelto per rilanciare una delle aziende più grandi d’Europa: la maggioranza dei creditori ha votato per il “sì” al concordato preventivo in continuità. Anche loro ci hanno dato ragione. Stamani ho voluto condividere questa tappa con autisti e impiegati di Atac, nel loro luogo di lavoro, al deposito di Tor Vergata. Un sì che ha un grande significato per tutti, perché conferma la solidità del nuovo piano industriale della società. Un altro risultato da condividere insieme.

L’azienda rimane pubblica. Non abbiamo svenduto al miglior offerente, consegnando la città ai privati con un servizio di serie A per il centro città e uno di serie B in periferia per le zone economicamente meno vantaggiose. Tutto questo non accadrà.

Ricordo che abbiamo trovato un’azienda falcidiata dai debiti, che altri prima di noi hanno contribuito a spolpare. Con l’operazione del concordato abbiamo intrapreso l’unica via possibile per rimediare ad anni di mancati investimenti, danni sotto gli occhi di tutti, con una flotta di bus con un’età media di oltre 12 anni. Non abbiamo abbassato la guardia, ma lavorato per dare alla città il servizio che merita e per tutelare oltre 11mila posti di lavoro, famiglie intere.

È un percorso lungo, non lo abbiamo mai nascosto. Ma invece di nascondere la testa sotto la sabbia stiamo compiendo scelte difficili, ma necessarie per avere più mezzi in strada con investimenti mirati: circa 167 milioni di euro per rinnovare la flotta di autobus nei prossimi tre anni, con l’arrivo di circa 600 mezzi, i primi 227 nuovi autobus arriveranno entro l’estate e due linee per il centro città saranno di nuove operative e servite da minibus elettrici.

Così come abbiamo dato un’accelerazione alla cura dei trasporti investendo risorse per interventi capillari alle metropolitane, fondi che garantiranno un restyling delle linee e dei collegamenti tranviari: significa rifare le stazioni, investire in nuovi treni e fare manutenzione straordinaria sulle linee tranviarie e metropolitane. Puntare quindi alla “cura del ferro” con un programma finalmente strutturato e pensato per dare una risposta ai cittadini che ci chiedono maggiori servizi.

Questa la strada tracciata: Atac continua la sua corsa. Andiamo avanti a testa alta.