Afragola, emergenza racket

Ad Afragola è emergenza racket: sette bombe in dieci giorni non sono solo un avvertimento, sono una rappresaglia, è la criminalità organizzata che usa le esplosioni per imporre il terrore nella città e dire “Qui adesso comandiamo noi”. A far esplodere gli ordigni sotto le serrande delle attività commerciali è stata la camorra. Dobbiamo combatterla.
Il 2 gennaio quindi ho consegnato al Prefetto di Napoli la richiesta di convocare il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza. La situazione è grave. I miei concittadini sono terrorizzati. Ormai hanno paura di vivere qui.

Afragola è una di quelle città dell’area nord di Napoli che subisce la presenza massiccia della criminalità organizzata. Vivere qui o nei paesi limitrofi significa combattere quotidianamente per la legalità. È quello che abbiamo sempre fatto, nonostante non sia facile: omicidi, ingenti affari su opere pubbliche e rifiuti, racket.

Il racket funziona così: l’affiliato di turno, del clan che in quel momento comanda nella zona, avvicina il commerciante e gli estorce denaro, in sostanza gli chiede il pizzo da pagare se vuole continuare a gestire la sua attività senza problemi. E cosa succede se non lo fa? Succede che esplodono le bombe, succede che le serrande volano per aria, nel cuore della notte.

E quando sei un onesto lavoratore e ti ritrovi di fronte al tuo negozio distrutto, vedi i tuoi sacrifici andati in frantumi, è devastante. Io stessa vidi le lacrime di una famiglia che mandava avanti la propria attività, con non pochi ostacoli, ma al servizio dell’intera comunità. Qui non parliamo di grandi catene, ma di piccoli negozi di alimentari, di giocattoli, di intimo e quant’altro, di quelli di un tempo – si potrebbe dire – con i commessi che ti aiutano a scegliere ciò di cui hai bisogno, con i quali scambiare qualche chiacchiera, e anche qualche confidenza: è la vita, normale e semplice, che scorre tutti i giorni nei paesi, nelle piccole città e nei quartieri, ecco perché queste vicende di cronaca non creano solo un danno materiale, ma minano la nostra unità, il nostro senso di comunità.

Non possiamo arrenderci a chi vuole minare la nostra comunità creando uno stato di emergenza. Per questo ho chiesto l’intervento della Prefettura di Napoli per presidiare al meglio il territorio di Afragola e garantire ai suoi commercianti, così come a tutti i cittadini, la sicurezza e la serenità che meritano. Qua c’è un’emergenza racket e non può essere ignorata. Il prima possibile, deve essere ufficializzata la nomina del commissario antiracket prevista nelle prossime settimane, affinché possa vigilare e intervenire sul problema quanto prima. Lo Stato deve essere presente e dimostrare di essere più forte della camorra.


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