
Acqua pubblica, noi andiamo avanti!
24 gennaio 2019 alle ore 09:46•di Francesco D'Uva
Si avvicina la discussione in Aula alla Camera della nostra proposta di legge sull’acqua pubblica e puntualmente si intensificano gli attacchi da parte di chi ha interesse a mantenere il modello di gestione così com’è, per garantire i dividendi ai privati a scapito degli interessi della collettività.
È riprovato che con la gestione privata e con le società quotate in borsa le bollette aumentano mentre non si fanno gli investimenti per ammodernare una rete vecchia e malandata, che butta via più del 40% dell'acqua che trasporta.
Ma che c'entra l'acqua con la finanza delle società quotate in borsa? Che c’entrano le multinazionali con un diritto da garantire a tutti? Con la legge a prima firma di Federica Daga, facciamo in modo che i capitali esteri non abbiano più accesso alle nostre risorse naturali. Ci è già capitato di dover scongiurare il tentativo di cedere ai privati le nostre fonti idriche e non vogliamo che sulla risorsa più preziosa si facciano altre speculazioni. Basta con i Comuni costretti a razionare l'acqua, basta con le multe dell’Europa per le fognature e i depuratori inesistenti o malandati!
Applichiamo la volontà espressa dal popolo con il referendum del 2011 e cambiamo radicalmente il sistema, con la gradualità e l’attenzione che merita un passaggio così importante.
Nessuno vuole chiudere le multiutility, che hanno altri servizi e mercati da coprire. E nessuno vuole tornare indietro: sta avvenendo in tutta Europa e avverrà presto anche in Italia, l’acqua tornerà nelle mani degli italiani.
Andiamo avanti!
Commenti (31)
Fabio Preganziol
24 gennaio 2019 alle ore 10:19Mi risulta che le società che gestiscono l'acqua e che sono quotate in borsa siano tutte a controllo pubblico, è vero?
https://www.lastampa.it/2017/07/07/scienza/le-quattro-sorelle-dellacqua-ecco-i-padroni-dei-rubinetti-italiani-IT6QgaAqBQ81mvga1ULv9K/pagina.html
Pechè quindi non si procede semplicemente a riprendere il controllo di queste società senza spendere cifre enormi (credo una decina di miliardi) per ricomprarsele tutte e quei miliardi si investono nel miglioramento della rete idrica?
Non è forse vero che laddove l'acqua è in mano ai comuni in realtà gli investimenti sono inferiori?
Credo che quello che interessi al popolo non sia se qualcuno guadagna un euro, ma che il servizio sia dato a prezzi convenienti e che la rete idrica sia manutenuta.
Fabio Preganziol
24 gennaio 2019 alle ore 10:20mi correggo, sono per la stragrande maggioranza a controllo pubblico, alcune private ci sono.
ccappai
24 gennaio 2019 alle ore 10:58In sostanza voi vorreste riportare i costi della manutenzione della rete idrica ai comuni, le regioni, le province, ecc..?? Lo stato della rete stradale statale in mano all'ANAS, lo stato della rete delle strade in mano ai comuni o il livello generale dei servizi a controllo interamente pubblico non vi hanno insegnato nulla? Auguri!!
carlo1
24 gennaio 2019 alle ore 11:22anche il controllo privato non e' che ha reso.
penso che alla base per un buon controllo pubblico ci sia l'onesta', che non e' un qualcosa di marziano ma e' semplicemente lo svolgere il proprio lavoro per cui si e' pagati e basta, e la capacita'.
anche il privato puo' essere onesto e capace, giusto, ma e' inevitabile aggiungerci il suo profitto, e questo vuol dire maggiori costi al cittadino. cosa che non va bene, trattandosi di un bene primario che deve costare il meno possibile.
oltretutto, il sistema idrico l'abbiamo pagato noi.
un'assurdita' la privatizzazione dell'acqua, cioe' della sua distribuzione.
giuseppe r.
24 gennaio 2019 alle ore 11:03La dignità e l'onore sono valori che non bisogna perdere per essere persone ONESTE E SERIE!
Si può perdere la dignità e l'onore per tanti svariati motivi distinguendoli fra quelli forse scusabili e meno gravi da quelli vergognosi e gravi!
Perdere questi importanti valori per un politico è facile, a volte in buonafede ed altre in malafede, più indecente e vomitevole!
Oramai la maggioranza dei vermi PD/dc-FI, con parassiti a delinquere e giornalai prestituiti, sono delle nullità non essendo più credibili ed affidabili, avendo svenduto dignità ed onore ai loro padroni dei poteri occulti mafiosi e massoni dell'"austerità" che hanno svenduto le ricchezze del paese, sia i tesori industriali che i cittadini onesti, disonorandoli e massacrandoli!!
L'acqua è un bene pubblico e tale deve rimanere!
I politicanti corrotti che l'hanno privatizzata, ricevendo tangenti e favori, sono la feccia e gli escrementi più schifosi della società!
L'altro importante problema delle trivelle!
In passato sono state date concessioni a go-go sia per l'aumento continuo di fabbisogno mondiale sia perchè non c'erano le fonti alternative che oggi esistono in grande numero e di tante nature!
L'Italia si trova in una posizione geografica vantaggiosa per il solare, per l'eolico oltre alle coste e montagne le cui sinergie già vengono utilizzate in tanti altri paesi!
Dare le concessioni per le trivelle oggi, sarebbe come sabotare e voler distruggere uno dei beni più preziosi, insieme all'acqua, che il nostro paese possiede, esponendolo a probabili disastri ambientali e contaminazione marina a danno della pesca, della salute, del turismo, ecc.., fonti economiche importanti per l'Italia!
Chi favorirà le trivelle e l'acqua privata, se ne assumerà la responsabilità nei confronti dei cittadini, dei loro figli e delle generazioni future!
Onore al merito al Ministro COSTA e chi lo sosterrà nel suo NO!
carlo1
24 gennaio 2019 alle ore 11:15sono perfettamente d'accordo.
Francesco
24 gennaio 2019 alle ore 11:14Stessa cosa bisogna fare con l'Energia elettrica e il gas con i balzelli dei costi di trasporto energia che dovrebbero basarsi sul reale consumo e non su quote fisse....il concetto deve ritornare come era una volta, se consumi di meno, paghi di meno...non si possono vedere queste bollette che a fronte di consumi di 1-2 KW, costi di 30-40 euro a bimestre....
ue3lla, ma
24 gennaio 2019 alle ore 11:37questi metodi vengono usati per ottenere il cosiddetto massimo profitto, cosa assurda e che grida vendetta quando si parla di beni primari.
quando entrano nel mercato dei beni primari i privati, il rischio di avere certi risultati e' altissimo.
meglio tenerli fuori da quei mercati. oltretutto, anche se fossero onesti e quindi pretendere solo un giusto (equilibrato, in linea col costo della vita dettato dalla ricchezza media dei cittadini) guadagno, sarebbe comunque una spesa in piu' per i cittadini che quando si tratta di beni primari e quindi costare costare il minimo possibile, e' da evitare.
ue3lla, ma
24 gennaio 2019 alle ore 11:30ai tempi del referendum sull'acqua pubblica, i politici che la volevano privatizzata come prima motivazione mettevano l'incapacita' del "pubblico" a gestirla.
l'assurdo, il ridicolo, e' che il "pubblico", cioe' gli amministratori pubblici sono loro, gli stessi politici che dichiaravano l'impotenza dello stato.
in parole povere, stavano dicendo: siccome siamo dei quacquaracqua' miracolati a volte ladri e senz'altro buoni a nulla, affidiamo la gestione della cosa pubblica (in questo caso l'acqua) ai privati.
un'assurdita'.
sarebbe stato giusto rispondere loro: la soluzione non e' quella, ma cambiare i politici (i gestori) ladri, venditori di fumo e buoni a nulla.
SiciliAnna
24 gennaio 2019 alle ore 11:42In Sardegna abbiamo Abbanoa, che, come dichiara sul proprio sito, è "interamente partecipata da Enti Pubblici, attualmente è costituita da 342 Comuni soci e dal socio Regione Sardegna" e si tira avanti fra autobotti per chiusure della rete di più Comuni causa rotture, perdite fin quasi il 50%, acqua non potabile per giorni e giorni in intere città, bollette mostruose ad intervalli di anni, manto stradale impraticabile per continui interventi (anche a distanza di qualche ora dalla fine dell'uno comincia l'altro) e simili amenità. Speriamo nel nuovo corso delle cose.
ue3lla, ma
24 gennaio 2019 alle ore 11:53purtroppo in italia abbiamo avuto il berlusconismo che ha inserito nella vita pubblica autentici virus malevoli e distruttivi che si sono insinuati profondamente nella subcultura italiota.
uno di questi e' il fare speculazione per i beni primari. abbiamo cosi' il pane che costa anche 5 euro al kilo (dalle mie parti costa cosi') e gli altri generi alimentari lo seguono a ruota.
il concetto del "massimo profitto" usato anche per i beni primari, che ha portato il costo della vita in italia a raddoppiare sconvolgendo tutta l'economia italiana.
anche lo stato ci ha marciato, ad esempio raddoppiando le multe e raddoppiandosi gli stipendi per manager e politici.
dove l'acqua e' stata privatizzata ha raggiunto prezzi completamente fuori senno e fuori da ogni logica e buon senso. grandi profitti hanno fatto le aziende che hanno im,posto le loro regole, ma che hanno aumentato la poverta' dei cittadini che non potevano evitare di esserne loro clienti.
povera italia, siamo stati trattati di merda (da nostri concittadini, non sto a farmela con merkel e triadi varie). siamo stati l'avanguardia della cialtronaggine e del capitalismo piu' scorretto, chissa' che non diventiamo l'avanguardia di un buon governo. questo ci si auspica dal m5s.
giuseppe belotti
24 gennaio 2019 alle ore 11:56Il termine inglese multiutility mi sa già di mezza fregatura, visto che alla maggioranza degli italiani è incomprensibile; così possono essere "intortati" meglio.
Poi uno-due-tre passi indietro si possono anche fare basta che:
- sia rispettato il referendum
- i comuni non vengano espropriati delle loro sorgenti e del loro "oro" del presente e soprattutto del futuro delle nostre generazioni,
- chi gestisce il bene comune, se sbaglia, abbia un sicuro posto a sedere (non ai domiciliari o nei paradisi fiscali) nelle patrie galere, a pane ed acqua...sporca.
Buon lavoro.
cab tar
24 gennaio 2019 alle ore 15:02Penso di essere d'accordo con te. Però c'è un problema di cui nessuno parla: perchè non esistono sanzioni per i pubblici amministratori inadempienti o che fanno male il proprio lavoro? Inizialmente le privatizzazioni erano cominciate proprio per l'inefficienza delle pubbliche amministrazioni. E' giusto che i beni primari ritornino pubblici, ma bisogna trovare anche dei sistemi per punire i pubblici amministratiori inadempienti.
ue3lla, ma
24 gennaio 2019 alle ore 12:10anni fa, quando c'e' stato il terremoto nel modenese, un fruttivendolo che aveva il negozio rimasto in piedi in un paese della zona si e' messo a vendere la sua merce a prezzi assurdi, 7-8 euro al kilo.
che c'e' di male, diceva...sto cercando di ottenere il "massimo guadagno", e' una legge di mercato.
chiaro che la cosa stride e sa di marcio, maligno, malsano, innaturale.
uno che abitava li' vicino (da cui ho saputo la notizia) gli ha detto che aveva perso un cliente. e bene e' stato che si e' mosso il comune, mandandogli due suoi poliziotti che gli hannod etto: non possiamo obbligarti a non vendere la tua merce a certi prezzi, pero' ricordati che da oggi ti staremo addosso e alla prima tua scorrettezza (uno scontrino non fatto o fatto male etcec.) ti facciamo il mazzo.
il negoziante ha abbassato i prezzi.
speculare sui beni di prima necessita' fa schifo.
UR
24 gennaio 2019 alle ore 13:05Buongiorno
Andate avanti così che va benissimo e non fatevi metter sotto dal Sistema!
Cose/servizi come acqua, energia, trasporti, linee di comunicazione principali, linee di telecomunicazioni devono essere riportate di appartenenza statale (tradotto di appartenenza di tutti noi cittadini) ed impedire per legge che il privato e le multinazionali possano appropriarsene.
Mettere le mani su queste cose essenziali è l'ultimo tassello del Sistema neo-liberista per poter reggere
(Sistema che ha dimostrato il suo fallimento e che per reggersi deve drogare il sistema economico pompandolo con incentivi vari (incentivi statali ovvio) per far sì che la gente continui a comperare cose inutili e buttarle via ancora funzionanti.
Ma non appena la gente non spende quanto calcolato il Sistema Finanziario entra in fibrillazione.
Mettere le mani sulle cose/servizi che tutti non possono rinunciare come acqua, energia elettrica, cibo ecc e poterne decidere quanto guadagnarci è ovvio che rappresenta il fine ultimo.
Aggiungo che sarebbe molto utile cancellare definitivamente la legge che impone la fine del mercato tutelato dell'energia elettrica!
Esiste il mercato libero per cui se il 60% di utenti ha preferito rimanere nel mercato tutelato (e ha fatto bene perché ha risparmiato un bel po rispetto al tanto sbandierato mercato libero) è giusto che possa rimanerci
SAREBBE OPPORTUNO NON FARE QUESTO ULTIMO REGALO ALLE LOBBY DELL'ENERGIA!
Buona giornata
Roberto
Raffaele
24 gennaio 2019 alle ore 13:19Finalmente il ritorno della Società Civile.
karl kraus
24 gennaio 2019 alle ore 13:46Splendido Francesco. La stella dell' "acqua pubblica" splenderà molto presto.
Un bell'articolo di marco Travagliohttps:
//infosannio.wordpress.com/2019/01/24/il-popolo-sono-me/
Cesare DE PROSPERIS
24 gennaio 2019 alle ore 14:05Un tempo si diceva che la sinistra era accanto al LAVORATORE! Strano a dirsi ma è stata proprio questa componente a non opporsi MAI al progetto dell'ACQUA PRIVATA. Ma perchè mai? Sarebbe il caso di approfondire anche questo aspetto e render pubblico l'elenco dei responsabili di questa scelta.
Fc
24 gennaio 2019 alle ore 14:52Oohh finalmente! Bravi
cab tar
24 gennaio 2019 alle ore 15:11L'ACQUA PUBBLICA E' UNA DELLE NOSTRE STELLE. Ma non basta ridare l'amministrazione dei beni comuni alle pubbliche amministrazioni. Ricordiamoci (come io mi ricordo molto bene !!) che quando la gestione dell'acqua era in mano agli Enti Pubblici, le perdite arano immani, il servizio pessimo e, appunto per questo, i costi alti. Adesso, qui, in provincia di Udine, la gestione è affidata ad una società mista pubblico-privata della quale non posso certo lamentarmi perchè i costi sono contenuti e non solo la gestione mi soddisfa, ma addirittura è compresa una "assicurazione" contro le perdite fortuite della quale anche io , come molti altri, ho goduto quando a valle del contatore ci sono state perdite occulte. Dunque, bisogna garantire gli utenti che anche la gestione pubblica sarà oculata e che non si ritornerà agli sprechi precedenti. Devono essere, di conseguenza, emanate leggi precise e severe sulla gestione e sulla efficienza degli impianti e devono essere costituiti corpi di polizia ispettiva, non solo ma comminate SANZIONI PERSONALI PER GLI AMMINISTRATORI che non svolgono con diligenza e correttezza il proprio lavoro. Senza queste legislazioni sanzionatorie si tornerà certamente nel caos di prima.
Fabio Preganziol
24 gennaio 2019 alle ore 16:22Carissimo, credevo oggi non ti presentassi stanco delle fatiche di scrivere innumerevoli post di insulti su di me (a cui ho risposto stamattina).
Ciò detto mi dispiace per te ma sono d'accordo anche io (il supremo mentitore ;-) )con la tuia risposta dato che, come ho scritto nella prima risposta al post, la stragrande maggioranza delle aziende dell'acqua in Italia è già sotto controllo pubblico, anche se si tratta (come per ACEA) di aziende quotate.
Quindi prima di spendere una decina di miliardi a ricomprarcele, sarebbe opportuno capire se si può migliorare la gestione e il controllo su queste aziende e magari destinare i soldi dell'acquisto a rinnovare la rete idrica.
Buona serata.
cab tar
24 gennaio 2019 alle ore 21:50Oh, guarda, . Adesso si capisce la comunella !!! Entrambi personaggi di Servola ! Qui se c'è qualcuno che soffre di fatica siete voi. Fatica per mentire,. per inventarsi appellativi offensivi, per fare illazioni, . ma forse non la fate, ... sono cose che vi vengono spontanee, in linea con il carattere e con la morale. Mentre maggior fatica certamente vi viene dal capire senza deduzioni avventate od illazioni. Come i discorsi a vanvera sui costi per l'acquisto che non c'entrano nulla con quanto ho scritto io (dislessia o proprio incapacità intellettiva?). Io infatti ho scritto di efficienze e controlli. Tu parli di costi di acquisto. Inoltre, da bravo conoscitore del solo tuo orticello (gli altri o i se sciavi, o bisiachi, o furlani, .... - per cui non sono più problemi tuoi) non hai idea nè delle mire delle multinazionali (la Evian in testa) nè dei problemi inerenti le concessioni delle sorgenti minerali, .... nè delle situazioni in molte realtà nelle quali l'acqua è già stata totalmente privatizzata. A te basta l'ACEA. Quanto ai costi, che le società siano private o partecipate, comunque per natura o politica mettono ( e devono mettere) il profitto che è un salasso del bene pubblico per interesse privato. Salasso totale nel caso delle private, pro quota nelle partecipate. Comunque sempre salasso!!! E non ti viene neppure in mente di renderti conto della bestialità che dici "mettere i miliardi per migliorare gestione e controllo" . ma che genio !!! la società è privata o partecipata, ha l'obbligo contrattuale e legale della buona gestione e controllo ed i soldi li dovrebbe mettere lo Stato ??? Secondo la tua testa!!!! Non per riappropriarsi del bene privatizzato ed eliminare la "cresta" del guadagno privato !!!! No !!! Per finanziare con i soldi pubblici i doveri che i privati devono adempiere ma non adempiono !!!! Tu si che sei un genio !!!!!
Antonio Santo Loforte
24 gennaio 2019 alle ore 15:20L'acqua è un bene di tutti e non può essere sottratta a nessuno. Il Padreterno non ha dato l'acqua alle multinazionali per somministrarla a loro discrezione per ricavarne grossi profitti.
Carlo P. TV
24 gennaio 2019 alle ore 17:45Grazie per quanto avete fatto e per quanto farete del moltissimo che ancora rimane.
L'acqua è essenziale per la vita, come la salute, il cibo, la casa. Punti che, proprio perchè essenziali ed irrinunciabili, vengono aggrediti dall'egoismo sfrenato di chi, privo di morale, utilizza ogni mezzo per monetizzarli, anche a danno di gran parte della collettività. Qui non si parla di comunismo o capitalismo, ma di umanità. E' inaccettabile che i politici dei governi trascorsi, ora oppositori, abbiano permesso che strutture e risorse essenziali, create con le tasse degli italiani vengano colpevolmente lasciate deperire, per poi le svenderle ai privati che immediatamente ne fanno lucro, sugli italiani stessi. I politici in primis, i dirigenti e gli altri responsabili di questi imbrogli dovrebbero essere rapidamente e pesantemente perseguiti e dovrebbe essere impedito con pene certe e severissime che ciò possa ancora avvenire.
linkbato
24 gennaio 2019 alle ore 17:50Acqua pubblica, reti pubbliche=infrastrutture=lavoro=investimenti =crescita=buona gestione =risparmio
bellesia claudio
24 gennaio 2019 alle ore 19:49Legittimo rispetto del referendum 2011 chiesto dal popolo Italiano,AVANTI !
Cantap
24 gennaio 2019 alle ore 21:16Finalmente, finisce la spartizione delle poltrone di amici degli amici .
Amico carbone tar,le perdite delle tubazioni ci sono ancora
Donatella D.
24 gennaio 2019 alle ore 23:46Avanti così ! L acqua é un bene inalienabile la cui gestione deve essere affidata ad amministratori pubblici , fuori da interessi privati. Amministratori pubblici che peró vano controllati ed in caso di mala gestione immediatamente licenziati .
Maria Luisa
25 gennaio 2019 alle ore 12:45L'acqua è un bene essenziale, perciò è giusto che sia pubblico!
paola
25 gennaio 2019 alle ore 22:37Sarebbe ora, è scandaloso che abbiano permesso privatizzazioni assurde con la scusa di migliorare, è stata una grande manipolazione, e ci parlano di garanti, ma dove sono questi garanti che hanno permesso di alzare i costi fissi fino a centuplicarli e continuano a prenderci in giro con la concorrenza fra aziende sui consumi, ma avete mai analizzato una bolletta? Con i costi fissi attuali i consumi sono ridicoli, diventa ininfluente cambiare operatore, quando i costi fissi rimangono inalterati, i costi che una volta erano annuali ora sono mensili...lo trovo ignobile e mi auguro che ci mettiate mano al più presto per rimediare agli enormi danni fatti fino ad ora a tutti i cittadini.
L'ACQUA, LA SANITA', L'ISTRUZIONE, L'ENERGIA DEVONO ESSERE PUBBLICHE, CON CONTROLLI E GARANZIE STATALI PER IL BENESSERE DI TUTTI.
Elena
27 gennaio 2019 alle ore 17:08Bravi. È importantissimo per tutti noi. Andate avanti così!
