
Una manovra del popolo anche per la cultura
14 dicembre 2018 alle ore 10:10•di Gianluca Vacca
Per un Paese come l’Italia, che ha un patrimonio artistico, architettonico e culturale unico al mondo, la cultura è un asset assolutamente strategico. Lo è per il grande impatto che ha sull’economia e sull’occupazione, lo è in quanto fondamentale vettore di crescita locale e di inclusione sociale, lo è perché cultura, custode dell’identità nazionale, rappresenta il ponte ideale che unisce il nostro passato e il nostro futuro.
Dunque investire sulla cultura non è solo giusto, è necessario. Il punto, però, è come investire, dal momento che le risorse a disposizione non sono illimitate e i soldi non possono essere spesi a pioggia ma vanno messi cominciando da dove c’è maggiore bisogno, dando dunque la precedenza alle risorse umane, alle necessità strutturali, ai giovani, alle classi sociali più deboli e ai settori più in difficoltà.
In questo senso, una delle priorità individuate al Mibac è stata intervenire per colmare gli enormi vuoti di organico ereditati da chi ci ha preceduto. Per una ragione molto semplice: senza personale è impossibile assicurare la necessaria protezione al nostro immenso patrimonio; senza personale è impossibile valorizzare, come meritano, i nostri tesori dell’arte; senza personale i musei e i siti sono inevitabilmente destinati a chiudere. Per questo abbiamo avviato un grande piano di assunzioni finalizzato non solo a integrare gli organici destinati via via a svuotarsi per effetto dei pensionamenti, cosa a cui i passati governi non hanno nemmeno pensato, ma anche a immettere risorse nuove, per rafforzare le strutture territoriali. Un piano che porterà circa 4000 nuovi assunti entro il 2021, mille dei quali extra turnover.
Nella Manovra del popolo abbiamo poi confermato il bonus cultura per chi compirà 18 anni nel 2019, dunque per i nati nel 2001, ma con opportuni correttivi. Renzi aveva voluto il bonus come misura prettamente propagandistica, e infatti ci teneva così tanto che l’ultimo governo Pd ha persino ‘dimenticato’ di fare una norma di rango primario che estendesse il bonus al 2018, con inevitabile bocciatura da parte del Consiglio di Stato. Se non fossimo intervenuti noi, i soldi sarebbero andati persi. Abbiamo quindi salvato il bonus per i nati nel 2000 e l’abbiamo esteso anche ai nati nel 2001, prevedendo però di privilegiare per il 2019 le fasce economicamente più deboli, perché non c’è nulla di più ingiusto che fare parti uguali tra disuguali. Il figlio di una famiglia benestante ha sicuramente meno bisogno del bonus del figlio di un disoccupato, per cui ai ragazzi del 2001 i 500 euro verranno erogati in base al reddito familiare e non a tutti indistintamente. Ci siamo attenuti a un elementare e sacrosanto principio di equità sociale, com’è giusto che sia.
Abbiamo ritenuto giusto anche ottimizzare le risorse complessivamente destinate al bonus, visto che nei primi due anni, gli unici sui cui ci sono dati definitivi, mai i ragazzi hanno speso il totale stanziato e la parte non spesa è stata restituita al bilancio dello Stato, senza essere investita in attività culturali. Per questo nella manovra abbiamo deciso di destinare al bonus 230 milioni di euro (i nati nel 1999, che hanno tempo fino al 31 dicembre, ne spenderanno al massimo 208), stanziando i soldi recuperati - 40 milioni di euro - a sostegno di altri settori della cultura che ne hanno più bisogno o dove il finanziamento ha un alto valore strategico, per il rilancio di territori o di realtà in difficoltà o, come nel caso della digitalizzazione, per la spinta offerta all’innovazione.
Più precisamente, per il 2019 i 40 milioni recuperati saranno così distribuiti: 8 milioni di euro in più al Fus, Fondo unico per lo spettacolo; 2 milioni per attività culturali in Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria, cioè le regioni colpite dal sisma del 2016; 12,5 milioni a sostegno delle fondazioni lirico-sinfoniche; un milione per sostenere il settore dei festival, cori e bande; 3,5 milioni per la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale delle arti applicate, in particolare moda, design e grafica; 2 milioni per interventi di riqualificazione e recupero delle periferie urbane; 4 milioni per la digitalizzazione del patrimonio culturale; 2 milioni per iniziative culturali e di spettacolo a Matera, designata capitale europea della cultura nel 2019; un milione per iniziative culturali a L’Aquila e nelle zone colpite dal terremoto del 2009, in occasione del decennale del sisma; 4 milioni per il settore del cinema e dell’audiovisivo.
In manovra abbiamo anche introdotto una norma sacrosanta per fermare il cosiddetto secondary ticketing, vale a dire quella sorta di odioso bagarinaggio online operato sugli eventi di maggior richiamo dai grandi compratori, che riescono ad assicurarsi grossi pacchetti di biglietti per poi rivenderli a prezzo maggiorato, spesso vergognosamente maggiorato. Chiunque abbia provato ad acquistare i biglietti per il concerto di un cantante o di una band famosa sa bene di cosa si tratta. Con l’emendamento presentato dal deputato del MoVimento 5 Stelle, Sergio Battelli abbiamo deciso di introdurre biglietti nominali – cioè con obbligo di nome e cognome - per gli eventi in impianti con capienza superiore ai 5000 spettatori, escludendo comunque gli spettacoli di lirica, balletto, sinfonica, cameristica, jazz, prosa, danza, circo contemporaneo, che vanno invece sostenuti, ed escludendo gli eventi sportivi.
Ancora, rimediando a un’altra inadempienza del precedente governo abbiamo salvato i fondi, ormai scaduti, destinati a Sulmona per la celebrazione del bimillenario della morte di Ovidio. Non fosse stato per il nostro governo, anche questi fondi sarebbero andati perduti.
A tutto questo, si aggiunga che abbiamo varato un grande piano per la sicurezza di dipendenti e visitatori dei luoghi della cultura senza precedenti nella storia del Mibac, con uno stanziamento di ben 109 milioni di euro, senza dimenticare le prime misure adottate e cioè l’aumento delle giornate a ingresso libero nei musei per tutti, il biglietto a soli 2 euro per i ragazzi dai 18 ai 25 anni, la conferma dell’ingresso gratuito per tutti gli under 18, l’accordo con le fondazioni lirico-sinfoniche per avvicinare i più giovani all’opera, al balletto, alla concertistica, con una quota di biglietti al prezzo simbolico di 2 euro destinata agli under 25 in alcune produzioni.
Insomma, in sei mesi abbiamo già fatto molto, individuando precise priorità su cui intervenire. Ma siamo solo all’inizio. Continueremo a lavorare per riconoscere sempre più alla cultura il ruolo che le è dovuto, per dare piena attuazione all’art. 9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Commenti (22)
Alessandro A., Trieste
14 dicembre 2018 alle ore 10:44"Il figlio di una famiglia benestante ha sicuramente meno bisogno del bonus del figlio di un disoccupato, per cui ai ragazzi del 2001 i 500 euro verranno erogati in base al reddito familiare e non a tutti indistintamente. Ci siamo attenuti a un elementare e sacrosanto principio di equità sociale, com’è giusto che sia."
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Vi siete attenuti a un elementare PRINCIPIO CLASSISTA.
Il benestante o il disoccupato non è il figlio, ma il genitore. Diversamente avreste potuto erogarlo ai genitori il bonus cultura nella forma di un sostegno al reddito.
TOGLIETELO il bonus concesso in questo modo, fate confluire i fondi altrove! L'Italia è il Paese degli imbrogli: l'erogazione di bonus e servizi sulla base del reddito autocertificato e puntualmente non controllato alimenta il solito bacino dei finti poveri. Al Nord invece saranno facilmente favoriti quasi esclusivamente i figli degli stranieri, alimentando così intolleranza e razzismo.
Aggiungo: la cronaca recente sui vari papà dimostra che non si ci si può mai fidare delle dichiarazioni dei redditi dei genitori.
Dionisio Mariano Magni
14 dicembre 2018 alle ore 12:23Nulla è perfetto, tutto è perfettibile.
Lo sarà anche l’attuazione pratica della norma e, c’è d’augurarselo, l’amara tua costatazione del costume comportamentale di taluni connazionali,
Nisio Magni
Alessandro A., Trieste
14 dicembre 2018 alle ore 12:40Il costume è favorito dall'accesso ai servizi in base al reddito autocertificato.
Se si ammette che il bonus cultura serve a favorire la fruizione e il consumo di prodotti culturali per i giovani, allora non ci dovrebbe essere distinzione per censo.
Se invece la norma è tesa alla riduzione dei fondi in un'ottica di risparmio o perchè non se ne riconosce l'utilità si abbia il coraggio di togliere il bonus, o lo si assegni sulla base dei risultati ai test Invalsi per esempio, non tarandolo sul patrimonio dei genitori.
Carla
14 dicembre 2018 alle ore 10:59L'aumento delle giornate ad ingresso libero per tutti secondo me è un'assurdità. C'e' bisogno di milioni di euro anche solo per mantenere il patrimonio artistico e buttiamo al vento i soldi che ci possono arrivare da turisti e visitatori. Per me è ok solo l'ingresso gratuito agli under 18.
Ferdinando russo
14 dicembre 2018 alle ore 11:10Grazie infinito non mollate
Dionisio Mariano Magni
14 dicembre 2018 alle ore 11:58C'e' da essere orgogliosi di appartenere a questa visione aperta, lungimirante e rivoluzionaria del valore della Cultura dettato nella Nostra Costituzione.
Un ottimo lavoro che fa risorgere, nella sua accezione più ampia la Cultura come struttura legale di fondamento dello Stato Italiano.
Un eccellente avvio di un cambiamento di paradigma : Cultura , economia, identità.
Grazie della notizia mi dona una bellissima giornata!
Nisio Magni
Giuseppe Gatto
14 dicembre 2018 alle ore 11:58Ottimo! Non era giusto che il figlio di professionisti ultrabenestanti prendesse 500...
maria s., ancona
14 dicembre 2018 alle ore 16:18@ Alessandro A,. Trieste
"Vi siete attenuti a un elementare PRINCIPIO CLASSISTA".
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Ale, classista è la nostra società occidentale.
Questa misura tenta, per quanto possibile, di equilibrare un divario innegabile. I giovani che vivono in famiglie la cui disponibilità economica impedisce di arrivare a fine mese e di accedere a ciò che Tremonti definì “non commestibile”, sono tantissimi e, diversamente da coloro che dispongono di mezzi familiari adeguati, rimangono INDIETRO.
In sé economicamente è poca cosa ma un grande segnale da parte di uno Stato amico che gli attribuisce importanza direttamente, oltre all’induzione ad attivare curiosità e partecipazione.
La tua preoccupazione per i figli degli stranieri al Nord che alimenterebbero intolleranza e razzismo è assurda, questa si preoccupante per me perché già insita o per lo meno accolta in ciò che scrivi. Favorire la formazione culturale è un principio fondamentale per l’integrazione e al tuo posto mi preoccuperei di sviluppare più cultura per il Nord in quella direzione…
La tua preoccupazione per le false dichiarazioni…
Ma quante preoccupazioni hai? Le ragioni di una scelta non escludono una percentuale di componenti negative che la stessa potrebbe favorire. Sui grandi numeri si opera sulla base della maggiore efficacia generale. Poi chi sgarra pagherà il suo prezzo. Dubito che questo governo non metterà in atto il principio del controllo su questo ed altri suoi provvedimenti.
Ciao
Alessandro A., Trieste
14 dicembre 2018 alle ore 17:23Aspettiamo di vedere cosa sarà scritto sul testo della norma (che non c'è ancora), poi verificheremo quale sarà il limite ISEE per definire qualcuno 'benestante' ed escludere tutti gli altri.
Immagino già quali saranno le reazioni dei 18enni dell'anno prossimo quando scopriranno sui banchi di scuola chi sono i 'benestanti' e chi tutti gli altri, o viceversa, che è uguale.
Non si vuole capire come mai la Lega fa il pieno di voti al Nord. Uno dei motivi è l'accesso ai servizi agevolati in base all'ISEE, che taglia fuori SISTEMATICAMENTE gli autoctoni, molti dei quali non lo richiedono nemmeno più l'isee.
Ti propongo delle letture verdi.
Qui sul perchè secondo il giornale il reddito di cittadinanza andrà a molti stranieri
http://www.ilgiornale.it/news/politica/beffa-reddito-grillino-soldi-15-milioni-stranieri-1589565.html
Qui sui documenti aggiuntivi oltre l'ISEE chiesti agli stranieri (che usufruiscono di tutti i bonus perchè a basso reddito)
http://www.trevisotoday.it/attualita/buono-libri-migranti-veneto-15-ottobre-2018.html
Qui sulla distribuzione territoriale delle medie ISEE
http://www.lavoro.gov.it/stampa-e-media/Comunicati/Pagine/Pubblicato-il-Rapporto-di-monitoraggio-ISEE-del-2016.aspx
Alessandro A., Trieste
14 dicembre 2018 alle ore 17:28Nella mia risposta sotto c'è una proposta che salverebbe capra e cavoli.
Assegnazione del bonus cultura sulla base dei risultati dei test Invalsi degli studenti. Anche questa sarebbe una misura discriminatoria, ma né sul reddito, né sulle origini.
Alessandro A., Trieste
14 dicembre 2018 alle ore 17:41Guarda anche quest'infodata, per capire il motivo che spinge gli amministratori leghisti a ridurre in qualche modo l'accesso alle agevolazioni scolastiche per gli stranieri. Attenzione che le richieste non vengono dall'alto, ma dal basso.
https://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/03/20/scuola-quanti-gli-studenti-stranieri-nelle-classi-naviga-la-mappa-provinciale/
Alessandro A., Trieste
14 dicembre 2018 alle ore 17:44Ti riporto un dato della Lombardia estrapolato dalla cartina sopra, anche per chi non riesca ad accedervi
Regione: Lombardia
Provincia: Cremona
Comune: Soresina
Istituto: Scuola primaria
Studenti: 401
Studenti stranieri: 206
Studenti extracomunitari: 181
% studenti stranieri: 51.4%
maria s., ancona
14 dicembre 2018 alle ore 18:29Fermo restando tutto quello che ho già scritto, su una cosa mi hai convinto, questa:
""Immagino già quali saranno le reazioni dei 18enni dell’anno prossimo quando scopriranno sui banchi di scuola chi sono i ‘benestanti’ e chi tutti gli altri, o viceversa, che è uguale""
Fermo restando il rapporto diretto tra Stato e ragazzo, come uscirne ? Urge un approfondimento.
A questo punto vorrei anche sapere quanti sono i 18enni nati nel 2000 e nel 2001.
maria s., ancona
14 dicembre 2018 alle ore 18:37La tua proposta salva capre e cavoli.
"Assegnazione del bonus cultura sulla base dei risultati dei test Invalsi degli studenti. "
E a chi lo dai il bonus, al migliore o al peggiore?
Alessandro A., Trieste
14 dicembre 2018 alle ore 20:08Per i nati nel 2000-2001 si dovrebbero guardare i dettagli qui sotto, la platea sarà su per giù 500 000 persone.
http://demo.istat.it/altridati/IscrittiNascita/index.html
La ratio dovrebbe essere stimolare i neo maggiorenni a spendere 500 euro in prodotti culturali, a comperare un libro che non si comprerebbero, a fare l'abbonamento a una rivista scientifica, ad andare a visitare i musei della propria città eccetera, magari a gruppi. La speranza sarebbe quella di inaugurare una buona abitudine. Non se ne esce Maria, bisogna investire quello che serve, a costo di riscuotere le tasse che non vengono riscosse o togliere l'accompagnamento ai finti invalidi o chiedere gli scontrini ai negozi sul lungomare durante la stagione estiva.
Il bonus sui libri scolastici c'è già ed è in base all'ISEE!
Ovviamente non lo toglierei a nessuno, se proprio non bastassero i fondi 250 fissi per tutti e fino a 250 in più scaglionati in base a soglie di risultato. Si ridurrebbe lo stesso la spesa in quanto non tutti raggiungerebbero il massimo previsto.
maria s., ancona
14 dicembre 2018 alle ore 20:56Ale,
I diciottenni nel 2019 sono 516.220 italiani +45.049 stranieri, dati Istat. (dati rilevati nel 2011).
Mi piace l'idea di una cifra ridotta ma a tutti.
https://it.wikipedia.org/wiki/Demografia_d%27Italia
Alessandro A., Trieste
14 dicembre 2018 alle ore 21:13Così com'è annunciato invece il bonus andrà solo a chi abbia genitori onesti e con i conti in regola, che richiederanno l'attestazione ISEE, e tra questi solo a chi non eccederà la soglia del benestantesimo.
Che si diceva giorni fa sui padri e sui figli?
maria s., ancona
14 dicembre 2018 alle ore 22:40Ale, cosa c'entra questo adesso? Niente. Ho finito col darti in parte ragione in base unicamente a
quanto credo ci sia di valido nel bonus: rapporto diretto tra stato e cittadino 18enne, induzione alla fruizione del mondo della cultura e attribuzione di valore formativo alla stessa, senza alcuna discriminazione tra i giovani cittadini. Resta irrisolto il problema della disponibilità familiare di alcuni rispetto ad altri e questo potrebbe essere risolto attribuendo il differenziale dell'emolumento…
…la pianto qui perchè credo che il nostro esercizio critico e migliorativo non avrà seguito...
Alessandro A., Trieste
14 dicembre 2018 alle ore 23:49Direi che ce ne siamo dette abbastanza, concordo.
antonio carbone
14 dicembre 2018 alle ore 16:45Bravi! !! Bisogna puntare tutto sulla bellezza dell'Italia e degli italiani. Cultura , arte , storia, ambiente, sono i tesori dell'Italia, che bisogna valorizzare tanto sia in Italia che all'estero. E non solo a parole, ma con fatti concreti, come avete iniziato a fare. W il m5s.
diana saverio
14 dicembre 2018 alle ore 19:34bisogna convincere i tantissimi visitatori stranieri a ritornare in Italia costruendo degli appositi tour di visita in cui rientrano anche le mete che non sono state incluse nelle precedenti visite. l'Italia è ricca di risorse ma quelle visitate sono solo una parte.I pacchetti devono comprendere alberghi ristoranti musei supercontrollati dallo Stato nei costi e nella qualità ad evitare fregature e disservizi e far si che gli stessi si facciano promotori tra i loro conterranei.La rete è uno strumento di diffusione veloce di notizie positive e negative in tutto il mondo ! Avete poi dimenticato la bellezza delle nostre coste e delle tradizioni popolari dei nostri paesi . Quindi turismo a 360 gradi per tutto l'anno.Detassiamo il turismo straniero ! Ed infine perchè non favoriamo la permanenza dei pensionati stranieri presso le nostre strutture ? Meditate gente, meditate !!!!
Rosaria Marsano
14 dicembre 2018 alle ore 22:21Che meraviglia che siete!!!W5S.
