
Le persone al centro di una Difesa moderna
4 dicembre 2018 alle ore 09:35•di Emanuela Corda
Cambiamo il settore della Difesa partendo dalle donne e dagli uomini che lavorano al servizio dello Stato nelle forze armate. Garantiamo loro maggiori diritti e nuove tutele, gli forniamo mezzi all’altezza delle sfide che devono affrontare. E soprattutto garantiamo a tutti cittadini che le Forze armate saranno sempre più vicine ai loro bisogni
In questa Legislatura il MoVimento 5 Stelle in Commissione Difesa ha deciso di partire dalle persone. Può sembrare un concetto lontano dall’approccio tipico della politica a questo settore. Noi vogliamo cambiare. Ci siamo impegnati quindi soprattutto per il personale militare, gli uomini e le donne che lavorano al servizio dello Stato nelle Forze armate. È un punto fondamentale del programma del MoVimento 5 Stelle, condiviso anche nel Contratto di governo, e sul quale sta lavorando il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta.
DIRITTI DEI MILITARI. Vogliamo dare ai militari la possibilità di costituirsi in associazioni professionali a carattere sindacale. L’impulso a intervenire su questo è arrivato da una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito sia impossibile vietarlo. Sentenza che ha trovato in una Circolare del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, un pronto recepimento. Abbiamo quindi depositato una proposta di legge per superare l’attuale normativa sulla Rappresentanza militare, ormai vecchia di 40 anni.
Abbiamo inoltre depositato in Senato un disegno di legge sul ricongiungimento familiare (presente anche nel contratto di Governo). Per quanto riguarda il personale civile, stiamo elaborando una proposta di legge che risolva le criticità che si sono accumulate negli anni, valorizzando il lavoro di coloro che consentono alla “macchina” della Difesa di essere sempre efficiente.
DISMISSIONI MILITARI. Crediamo che i beni dismessi della Difesa, se opportunamente gestiti, possano essere fonte di sviluppo sociale, culturale ed economico, quindi è necessario permetterne il riutilizzo nell'interesse della collettività.
GIUSTIZIA MILITARE. Abbiamo previsto di intervenire su un inquadramento razionale della giurisdizione militare, che, al momento, appare improntata su criteri di non organicità, rispondendo a esigenze di garanzia per il militare indagato e riconoscendo maggiore economicità ed efficienza al sistema.
LA CYBERSECURITY. Stiamo lavorando a delle proposte in tema di Cyber Security. Su questo abbiamo già proposto degli emendamenti alla legge di Bilancio. Puntando alla creazione di un fondo per il potenziamento degli interventi in materia di difesa cibernetica, nonché per il rafforzamento delle capacità di resilienza energetica nazionale. Daremo la possibilità ai nostri giovani di contribuire al progresso del Paese nel comparto della Difesa. L’evoluzione tecnologica in questo comparto, è fondamentale; non possiamo non tenerne conto. Forniremo ai nostri militari gli strumenti adatti per permettere loro di garantire la sicurezza nazionale.
GLI EQUILIBRI INTERNAZIONALI. Il nostro sguardo è rivolto con attenzione alla politica internazionale. L’osservazione strategica di tutti gli scenari, soprattutto i più complessi, ci può permettere di utilizzare le risorse a disposizione al meglio per rendere più incisivo ed efficiente lo strumento militare.
LA SICUREZZA NEI NOSTRI CONFINI. È d’obbligo uno sguardo attento e puntuale all’interno dei nostri confini nazionali. La sicurezza dei cittadini è un nostro valore irrinunciabile. Le Forze armate sono sempre più percepite come vicine ai cittadini e alle loro esigenze: sorvegliano gli obiettivi sensibili, garantiscono la sicurezza sulle nostre strade. È per questo che abbiamo avviato indagini conoscitive sulle missioni già avviate sul territorio nazionale. Puntiamo a migliorare l’operatività dei nostri uomini e donne in divisa, individuando i loro bisogni in base alle specifiche attività che sono chiamati a svolgere.
INDUSTRIE DELLA DIFESA. Miriamo ad implementare le capacità di ricerca e sviluppo nel settore della sicurezza e della difesa attraverso l'acquisizione di sistemi che possano portare un alto valore aggiunto con importanti ricadute in termini tecnologici al sistema Paese.
Commenti (5)
ldl
4 dicembre 2018 alle ore 12:03Il cambiamento nel settore Difesa parte dalla Costituzione, e si tratta di ricondurre il settore alla categoria costituzionale di diritto e dovere del cittadino.
Il militare non può essere visto come una professione, ma come una qualità del cittadino, altrimenti si corre il rischio del mercenario.
Le Forze armate debbono garantire la espressività ed il controllo democratico, bisogna da subito abbandonare i processi corporativi ed elitari nella partecipazione alle Forze Armate: riforma della sospensione della leva ed impiego sistematico dell'istituto della riserva, eliminazione dei privilegi corporativi nella progressione di carriera, accesso solo per concorso ai servizi d'informazione civili e militari.
Obbligatorietà della definizione politica e pubblicazione della missione delle forze armate.
Acquisizione di sistemi d'arma a totale controllo nazionale e conformi alla legislazione vigente sulla sicurezza dei lavoratori e tutela ambiente (questo vincolo risolve la revisione e l'efficientamento della spesa militare).
Presenza e vigilanza obbligatoria delle forze armate nazionali in qualsiasi installazione ed organismo militare straniero presente sul suolo nazionale, si tratta di un obbiettivo conseguibile da subito senza dovere contestare i trattati internazionali delle concessioni vigenti.
Firmato: Simplicissimus
cab tar
4 dicembre 2018 alle ore 12:09L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA. Io aspetto ancora risposte ....... Che ci fanno i nostri militari in Afganistan??? Che ci fanno i nostri aerei in Lituania ???
INOLTRE:
Che ci fanno le bombe atomiche ad Aviano????
IL CONTENUTO DI QUESTO POST, è lodevole, ma è MARGINALE. I problemi sono ben altri.
Ultima domandina, da nulla: Ma, la Costituzione Italiana è ancora in vigore o è un "optional"????
Giuseppe belotti
4 dicembre 2018 alle ore 23:54A parte qualche parola spesa nell'interesse del personale militare (che spero escluda gli ufficiali visto che sono già dei previlegiati) I fatti sono ancora tutti da realizzare.
Per il resto sembra che vogliate implementare l'armamento e le missioni estere: quindi evviva le carcasse F35, le missioni fuori dall'Italia e le conseguenti enormi spese a danno degli investimenti nel sociale e sul territorio.
Tutto ciò è contrario al programma del Movimento, Movimento che vi aveva eletto nella convinzione che non avreste mai tradito le idee più volte urlate nelle piazze di tutta Italia.
roberto falsaperla
5 dicembre 2018 alle ore 10:02dal punto di vista difesa a parer mio è stato fatto ancora troppo poco. ancora purtroppo si risente dell'influsso dei generali o ammiragli che cercano solo di mantenere le proprie posizioni di privilegio, posizionati nei punti chiave dalla vecchia politica.
Ancora di concreto si è visto poco, la strada è davvero lunga e le resistenze sono davvero tante.
In ordine i temi più sentiti dal personale ovviamente sono il riordino, i trasferimenti, una vera riorganizzazione delle forze operanti in mare, ancora ci troviamo con sovrapposizioni duplicazioni, e sconfinamento di competenze. ancora sono solo 6 mesi di governo... spero ci sia un'inversione di marcia sul piano di difesa..
Romano
7 dicembre 2018 alle ore 18:41Una nazione si fa rispettare se ha un esercito ben istruito e ben armato questo non vuol dire utilizzare le armi per attaccare, infatti facciamo parte di organizzazioni internazionali NATO /ONU ...e pertanto interveniamo se necessario. Pertanto ci vuole molta Ricerca e sviluppo (tecnologie) nei sistemi d'armi per l'esercito per l'aeronautica , per la marina, e per la ricerca spaziale : vedi AVIO, Leonardo, Fincantieri, MBDA, ASI (VEGA) ... La politica economica di un paese dipende anche della sua forza militare. Oggi non servono milioni di uomini serve una struttura molto piu piccola di professionisti specialisti ben addestrati e con molta technologia in tutti i suoi reparti. L'Italia é dopo la Francia seconda in Europa insieme all'UK (non tenendo conto della potenza nucleare che questi paesi detengono) per questo c'é rispetto nei confronti dell'Italia in tutte le riunioni internazionali .....
