
Inchiesta a puntate sull'austerity: l'Europa dei cittadini tifa Italia #CambiamolaInsieme
18 dicembre 2018 alle ore 10:12•di MoVimento 5 Stelle Europa
Per l'Europa si avvicina il momento del cambiamento. Le prossime elezioni europee sono l'occasione storica per archiviare questa lunga stagione di austerity che ha portato solo disoccupazione e povertà. Il cambiamento partirà dal basso così come è successo in Italia. Il voto dello scorso 4 marzo è stato l'avvio del motore di questo epocale cambiamento. I partiti dell'establishment perdono ovunque in Europa: in Baviera, Assia, Andalusia, Belgio, Lussemburgo.
I cittadini sono stanchi di scelte calate dall'alto figlie di politiche imposte e mai condivise o votate. Avete mai sentito parlare di Six pack o Two pack? Dietro queste sigle si nascondono regolamenti e direttive che condizionano la vita di tutti i giorni dei cittadini: hanno portato tagli a ospedali e piccoli tribunali, tagli ai fondi per le scuole e per rimettere in sesto il territorio. Non bisogna dimenticare che la riforma Fornero è arrivata in ossequio ai dogmi dell'austerity. Le politiche di PPE e S&D, in Italia rappresentati da Forza Italia e Partito Democratico, sono fallimentari e i cittadini si stanno ribellando.
Suona la campanella del cambiamento. Ecco perché il Movimento 5 Stelle Europa pubblica uno speciale che vi racconterà nei prossimi mesi tutto quello che si deve sapere sull'austerity e le sue politiche scellerate. Iniziamo con la storia dell'austerity.
LA STORIA DELL'AUSTERITY: DALLA CRISI ALLA RISPOSTA (SBAGLIATA) DELL'EUROPA (1)
L'austerity nasce come risposta alla crisi economica nata dieci anni fa. La crisi inizia nella seconda metà del 2006, quando comincia a sgonfiarsi la bolla immobiliare statunitense. A causa del rialzo dei tassi di interesse i mutui subprime diventano insolventi. Nel 2008, un banca dalle dimensioni colossali, la Lehman Brothers, dichiara il proprio default. Questo fallimento trascina con sé, in breve, un bel pezzo del sistema finanziario americano e mondiale. Colossi come Merrill Lynch, Aig, Freddie Mac, Fannie Mae, Hbos, Royal Bank of Scotland, Bradford & Bingley, Fortis, Hypo e Alliance & Leicester vengono salvati con piani di emergenza.
VIDEO. Laura Agea spiega perché l'austerity ha fatto solo danni
La crisi finanziaria contagia l'economia reale. Le aziende improvvisamente chiudono il rubinetto degli investimenti, la disoccupazione aumenta, le entrate fiscali diminuiscono, i cittadini sfiduciati non consumano più.
LA RISPOSTA CONTROPRODUCENTE DELL'EUROPA
Di fronte alla crisi l'Europa deve scegliere se rispondere con una politica di stampo neo liberale, basata sul rigore di bilancio e sulla fiducia nella capacità dei mercati di autoregolarsi e "risolvere" il problema - la cosiddetta "austerità" - o con quella di matrice keynesiana, che punta invece sugli investimenti pubblici per sostenere la domanda e uscire dalla crisi, assieme a riforme strutturali finalizzate ad eliminare le cause della crisi.
Sotto l'influenza tedesca, Bruxelles sceglie la prima opzione e impone la stessa ricetta a tutti gli Stati membri: contenimento alle spese pubbliche, spending review, stretta sulle pensioni, innalzamento del gettito fiscale al fine ultimo di ridurre il deficit pubblico. Questa risposta accentua la crisi stessa. Mentre gli Stati Uniti velocemente si risollevano dalla crisi, l'Europa scopre la deflazione salariale e la stagnazione.
La cosiddetta troika (composta da Commissione europea, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea) accetta di aiutare i paesi in difficoltà, come la Grecia, il Portogallo, l'Irlanda e Cipro, a condizione che essi approvino piani draconiani di austerità. Ma è un boomerang, queste politiche restrittive aggravano e prolungano la crisi. Il caso greco dimostra che gli indicatori macroeconomici, come la crescita, l'occupazione e il rapporto tra deficit/Pil, anziché migliorare si sono deteriorati nel tempo. Archiviare questa lunga stagione dell'austerity significa far crescere di nuovo l'Europa.
Commenti (36)
Alessandro A., Trieste
18 dicembre 2018 alle ore 10:36Questa è una visione parziale.
Nessuno ha imposto di tagliare le pensioni o tassare la classe media, è stata una scelta facile dettata dalla mancanza di fantasia e competenze, quando ormai non si poteva fare più nulla. L'Italia di Berlusconi durante la crisi dei subprime non è intervenuta su nessun settore dell'economia, come invece hanno fatto gli altri, approfittando della crisi per tagliare gli sprechi. Da noi invece TAGLI LINEARI per non scontentare nessuno più di altri, ma privilegi intatti! Un modo stupidissimo di procedere perché si sa che alcuni settori sono più importanti in momenti di crisi sistemica.
Il Portogallo ha fatto deficit del 11% nel 2011-12, l'Irlanda ha toccato il 32%. La Spagna ha fatto prima 8 e poi 9% per due anni di fila. La Germania stessa ha fatto un anno quasi al 7%.
Il punto è che tutto il deficit Italiano se n'è andato in spesa corrente, tagliando gli investimenti o vincolandoli a opere faraoniche di lunga e difficile realizzazioni e bloccando la spesa di TUTTI Comuni, senza distinzione.
Non è con uno stuolo di avvocati e di economisti che si manda avanti una nazione. O meglio lo si può fare in teoria, ma poi all'atto pratico ti devi togliere il vestito buono e andare a lavorare sul serio!
Alessandro A., Trieste
18 dicembre 2018 alle ore 10:42Ho scritto questo solo per chi non sa oppure non si ricorda.
Agli italiani dico che il nemico c'è l'hanno in casa e si chiama incompetenza, raccomandazione, parentopoli, promozione per anzianità e non per merito.
Alessandro A., Trieste
18 dicembre 2018 alle ore 10:47Al netto degli errori introdotti dal correttore automatico spero sia chiaro il concetto.
A un dirigente cretino non puoi dire di essere keynesiano, perché la qualità della spesa rifletterà il suo livello di competenza e genererà spreco.
carlo1
18 dicembre 2018 alle ore 11:33sono perfettamente d'accordo con te.
aggiungo che almeno dal 2000 la nostra (italiana) politica economica e industriale e' stata solo il calo di diritti e salari dei lavoratori, col drenaggio delle risorse portandole dal basso verso l'alto, politici e compagni di merenda compresi. in questo modo e' gia' un miracolo che non siamo saltati per aria socialmente e economicamente.
siamo stati governati da incompetenti, incoscienti e piduisti (e col termine "piduisti" ho detto tutto).
Massimo Bravi
18 dicembre 2018 alle ore 11:24Per chiarezza occorre dire che la scelta dell'austeriti è stata fatta per pagare un debito privato, fatto dalle banche, alla collettività. Pensiamo anche a questo alle prossime elezioni.
Amore a prima vista
18 dicembre 2018 alle ore 11:33Si, e forse ti sarai anche chiesto chi doveva controllare se ha controllato oppure ha chiuso gli occhi? Per tradimento oppure per favorire una certa politica studiata a tavolino? " Integrazione europea" ti dice niente? Volente o dolente. Do you see?
Franz
18 dicembre 2018 alle ore 11:28Avete mai sentito il il dire "due piccioni con una fava"?? É esattamente quello che ha fatto la Germania. Durante la famosa crisi il loro surplus é cresciuto spropositata mente e assieme ad altri amici si sono mangiati marchi e infrastrutture a basso prezzo. Basta chiedere ai Greci... Aereoporti, autostrade, porti.. Barilla, Ducati e così via..
Due piccioni con una fava..! Business is business!
carlo1
18 dicembre 2018 alle ore 11:44la storiella del porto di atene comprato dai tedeschi e' l'ennesima bufala, e' stato "affittato" ai cinesi.
la ducati era sulla strada del fallimento e i tedeschi che l'hanno comprata hanno fatto solo bene. lo stesso per la lamborghini. appena insediati alla lamborghini hanno aumentato i salari di 200 euro al mese per tutti.
si parla tanto di attirare capitali dall'estero, poi quando arrivano si chiamano approfittatori.
mettiamoci d'accordo.
se arrivano qui' per portarsi l'azienda chissa' dove, che restino a casa loro. ma se vengono qui' per fare bene, come sta succedendo alla ducati e alla lamborghini, ben vengano.
e mi auguro che anche la fiat se la compri qualche azienda (toyota, bmw, quello che vuoi) cosi' finiamo con 'sti parrassiti che sono decenni che fanno da punta di diamante delle politiche del lavoro devastanti e controriformiste. chissenefrega se la fiat non e' piu' degli agnelli. abbiamo gia' dato.
Rosa23 *****
18 dicembre 2018 alle ore 11:31Lo abbiamo scoperto del tutto solo ora, che l'Europa ci impone a chi dare i soldi, dove investirli, quando mandare in pensione i cittadini, il divieto di togliere burocrazia alle pmi. ecc.. Lo vediamo dalla pesante imposizione sulla nostra manovra.
In definitiva non ci permettono di governare la nostra economia, sulla base delle necessità dei cittadini. I precedenti governi hanno accettato fifti, fifti di farci perdere la nostra sovranità e autonomia.
Se da un lato l'Europa si intromette così pesantemente sulle scelte economiche, non fa nulla per quel che riguarda la corruzione, il malaffare, la criminalità e l'immigrazione, il clientelismo.
Quindi l'Europa così concepita è soltanto una direzione che punta a sfruttare i cittadini, i poveri in favore di pochi, senza realmente mettere in campo tutele che favoriscano la democrazia, l'ordine e la sicurezza delle persone.
I risultati li vediamo in Francia e in altre parti dell'ue, con le sommosse, gli scioperi delle piazze. Questa ue è solo un fallimento, altroché garanzia di pace e stabilità, come cercano di raccontarci.
PaoloCaruso
18 dicembre 2018 alle ore 12:27Sebbene sia trascorso abbastanza tempo dalla sua istituzione comunitaria, l' Europa dei popoli sembra ancora lontana anni luce. Poco è stato fatto per una costruzione di un Europa di stampo federalista che si occupi e legiferi in maniera unitaria dei cittadini europei, con regole e comportamenti sovrapponibili in qualsiasi paese U.E. Purtroppo la finanza, le banche, le lobby, hanno rappresentato e rappresentano il punto di massima fusione di questa Europa, che piu' che madre rappresenta per i suoi figli solo e soltanto una matrigna. Al contrario di quanto accaduto per l' Italia ottocentesca dove" fatta l' Italia bisognava fare gli italiani", ora piu' che mai bisogna ridisegnare e fare la vera Europa dei popoli che tanto fece sognare gli statisti piu' illuminati del novecento, padri fondatori della comune patria europea. Paolo Caruso (Palermo)
Il Barone Zazà
18 dicembre 2018 alle ore 12:33Non concordo con lei Alessandro, anche se riconosco la veridicità delle sue affermazioni.
A mio parere l'austerità è nei fondamentali dell'Europa monetaria perché è nel dna della visione economica tedesca e neoliberista. Il limite del 3% presente dal 1992 nel trattato di MARTIRIct è già di per sé in quei binari.
Il mondo intero è uscito dalla crisi nel giro di appena due anni stampando moneta. L'Europa invece è ancora al palo.
Il mio sospetto è che sia tutto voluto e la prego di non darmi del paranoico; il fatto è che non credo alle coincidenze e soprattutto non credo che l'Europa sia nelle mani di stupidi che perseverano nell'errore.
È TUTTO VOLUTO!
la Grecia si poteva salvare con appena 200 miliardi, la BCE col QE ha stampato più di 3000 miliardi; È TUTTO VOLUTO, per derubare gli Stati, cioè i cittadini. È la vecchia storia del privatizzare i profitti e socializzare le perdite. Le banche tedesche e francesi sono le uniche ad averci guadagnato.
È vero che Portogallo e Spagna e Irlanda hanno sforato il 3%, ma poi la Troika ha presentato il conto! Come con la Grecia, tutti sapevano che i bilanci erano falsi, ma finché faceva comodo hanno lasciato fare e poi hanno presentato il conto anche lì.
segue sotto
Il Barone Zazà
18 dicembre 2018 alle ore 12:36n. 2
È TUTTO VOLUTO
Ma i nodi vengono al pettine, i cittadini francesi e tedeschi non sono immuni dalle politiche di deflazione e riduzione dei salari..... i MINIJOBS in Germania cominciano a rodere il ceto medio basso, in Francia già sono in piazza..... Se qualcuno si è illuso che il SUPPOSTONE fosse riservato solo ai PIGS (maiali) presto conoscerà la ferocia del neoliberismo finanziario dove "non ci sono pasti gratis"!
Comunque io non ci vedo nessun futuro possibile in un sistema monetario privato e antidemocratico. Mi dia pure del 'paranoico', come hanno fatto alcuni simpaticoni l'altro giorno, ma se non fermiamo il disegno egemonico di questi criminali, faremo la fine del terzo mondo: "NIENTE DIRITTI, È IL MERCATO BELLEZZA!"
Saluti
Zazà
Alessandro A., Trieste
18 dicembre 2018 alle ore 12:49La Grecia è stato un clamoroso errore politico, si poteva salvare con molto meno di 200 miliardi, bastava infatti qualche dichiarazione intelligente da parte delle istituzioni europee.
NESSUNO però dei governi europei si è sollevato in difesa della Grecia, dunque la responsabilità è da spartire fra tutti gli attori.
Sarà pure come dice lei Barone, ma il 3% di 1700 miliardi di PIL sono 51 miliardi, e se non sei capace di combinare nulla con 51 miliardi all'anno è meglio che cambi mestiere o lasci la sedia.
Beppe A.
18 dicembre 2018 alle ore 13:01Chi dice che e' solo colpa degli italiani non ha ancora capito un belin..esiste un sola politica in europa x tutti, che avvantaggia gli azionisti di maggioranza (DE, LUX, BE, FR) a scapito degli altri, politica (rigorosamente neoliberista e marcantilista) che la commissione €uropea traccia e la bce difende..le politiche nazionali non esistono, sono ormai solo di facciata..tanto varrebbe eliminarle: difatti si avvalora l'idea delle casta e della eliminazione della spesa politica, come se eliminarla portasse chissa' quali vantaggi economici. In realta' una spogliazione della democrazia a favore di entita' (quelle sopraddette neoliberiste) che avrebbero tutto in mano
Alessandro A., Trieste
18 dicembre 2018 alle ore 14:22Appena ho un po' di tempo Beppe ti faccio un elenco delle soubrettes, personaggi televisivi e trombati senza arte né parte che abbiamo spedito al Parlamento europeo.
Se poi la Francia è un'economia neoliberista io sono Alessandro Magno.
Che io sappia tutt'ora i 2/3 del Parlamento ITALIANO non farebbe alcun reddito di cittadinanza e non taglierebbe le pensioni d'oro, alla faccia delle imposizioni europee.
Beppe A.
18 dicembre 2018 alle ore 14:55difatti sono inutili pure quelli. Il rdc e' n el programma comune del governo (di magigioranza) chi ne sta tagliando (deficit) le risorse chi e'?
Alessandro A., Trieste
18 dicembre 2018 alle ore 15:22Sempre il Governo italiano Beppe. Ogni percentile di PIL sono 17 miliardi, con la 'dotazione europea' ne facevi 3 di redditi da 7+2 miliardi e avanzavano soldi.
Si sarebbe potuto bellamente accettare l'aumento dell'IVA (12 miliardi) per esempio, ma nel solco della tradizione non si vuole scontentare nessuno. Sull'ecotassa uguale.
Sono tutti keynesiani finchè i soldi sono degli altri.
Beppe A.
18 dicembre 2018 alle ore 15:41francamente a voi 2 (te e carlo) non vi capisco..fautori del pareggio di bilancio, del taglio della spesa improduttiva (che non esiste, semmai a moltiplicatore <1) del taglio dei costi sociali, della decostituzionalizzazione italiana a favore di quella €uropea ecc ecc.. andate nel pd che persegue queste cose paro paro..
Beppe A.
18 dicembre 2018 alle ore 15:41ancora meglio +europa
Alessandro A., Trieste
18 dicembre 2018 alle ore 16:08Porca vacca Beppe, Giorgetti ha detto esplicitamente che il Reddito di Cittadinanza la Lega non lo vuole, e se anche lui fa parte del disegno europeo per ridurne le risorse è meglio che avverti Salvino.
Catania è ufficialmente in dissesto finanziario, con un buco di bilancio da 1.7 miliardi di euro.
Quest'estate è crollato un viadotto autostradale nella sesta più grande città d'Italia e il Ministero delle infrastrutture non ha colpa, andrà a finire che lo ricostruiremo a spese nostre.
La regione Puglia spende 600 euro per ognuna delle 1600 lampade della nuova sede.
Gli impiegati pubblici in certe regioni timbrano il cartellino e poi tornano a casa perché il primo a non andare a lavorare è il dirigente responsabile.
Tutto questo non fa PIL, fa solo schifo.
maria s., ancona
19 dicembre 2018 alle ore 00:02@Alessandro A.
Alessandro, in questo dibattito sembra che la tua posizione tenda ad indicare che tutti i mali che ci
attengono siano dovuti alla incompetenza di chi ci ha governato. Giusto in parte ma non basta e se ti fermi qui distorci la realtà. Quello che non va è come tu non veda il perché di tanta incompetenza e ti
accontenti di chiamare in causa una “mancata intelligenza operativa”. Così facendo pretendi di
sollevare la politica UE da altrettanta, se non maggiore responsabilità: l’affermazione a livello europeo della politica turbocapitalista, detta anche “liberista”, costi quel che costi.
La casta, le istituzioni, i politici e i poteri forti qui da noi erano e ancora sono, con l’esclusione del M5S,
i perfetti portavoce della politica Ue responsabile della devastazione che ha gia introdotto e introduce nel tessuto sociale ed economico. Qualunque cosa decida chi deve in UE si fa! (Escluso ciò che ha qulche ricaduta positiva). Perché in Italia brillano e vengono osannati pubblicamente politici con il mandato di plagiare e rincretinire le folle, alcuni con il solo “dono da show man per programmi taroccati ” ? Dal Nano di Arcore ai vertici di un partito dall’anima persa, dal Bocconiano a cui inchinarsi e ringraziare, al magnifico di Rignano, al Nobile decaduto che suda in silenzio e con classe per noi italiani…! Una sequenza esemplare per evidenziare la Teoria dei giochi applicata ! Ma andiamo con ordine.
"“La Grecia è stato un clamoroso errore politico, si poteva salvare con molto meno di 200 miliardi, bastava infatti qualche dichiarazione intelligente da parte delle istituzioni europee."”
▪ Intelligente per chi e rispetto a cosa? Credi che a Brux. non siano intelligenti? Per ciò che
è nel loro interesse sono intelligentissimi! Hanno persino dichiarato che in Grecia hanno fatto
un capolavoro! ( da leggere con attenzione il com di Giulio Bornacin sopra).
segue
maria s., ancona
19 dicembre 2018 alle ore 00:09segue 2.
"“NESSUNO però dei governi europei si è sollevato in difesa della Grecia, dunque la
responsabilità è da spartire fra tutti gli attori"”.
▪ E perché I governi europei ALLINEATI CON LA POLITICA UE avrebbero dovuto modificare il corso
dei loro mandati, se non addirittura delle loro convinzioni?
"“Sarà pure come dice lei Barone, ma il 3% di 1700 miliardi di PIL sono 51 miliardi, e se non sei
capace di combinare nulla con 51 miliardi all’anno è meglio che cambi mestiere o lasci la sedia"”.
▪ Complimenti per la sicurezza nella dichiarazione! E se ancora una volta fosse voluto e lasciare la sedia fosse soggetto alle stesse ragioni per cui ci si era seduti sopra?
"“Appena ho un po’ di tempo Beppe ti faccio un elenco delle soubrettes, personaggi televisivi
e trombati senza arte né parte che abbiamo spedito al Parlamento europeo"”.
▪ Abbiamo? Chi compilava le liste? Chi ha fatto una legge elettorale che dopo 8 anni la Consulta
si è degnata di stabilire incostituzionale? E del resto, al pensiero unico dominante, nazionale
e sovranazionale, cosa importava far eleggere soggetti “pensanti”?
"“Se poi la Francia è un’economia neoliberista io sono Alessandro Magno.
Che io sappia tutt’ora i 2/3 del Parlamento ITALIANO non farebbe alcun reddito di cittadinanza
e non taglierebbe le pensioni d’oro, alla faccia delle imposizioni europee"”.
▪ Idem come sopra. Pensiero dominante ben remunerato, sempre grazie a liste elettorali
e legge elettorale approvata dai suddetti (non si sa ancora se sia costituzionale o meno).
"“Sempre il Governo italiano Beppe. Ogni percentuale di PIL sono 17 miliardi, con la ‘dotazione
europea’ ne facevi 3 di redditi da 7+2 miliardi e avanzavano soldi"”.
▪ No comment.
segue
maria s., ancona
19 dicembre 2018 alle ore 00:19segue 3.
"“Si sarebbe potuto bellamente accettare l’aumento dell’IVA (12 miliardi) per esempio, ma nel
solco della tradizione non si vuole scontentare nessuno. Sull’ecotassa uguale"”.
▪ No Comment.
"“Sono tutti keynesiani finchè i soldi sono degli altri"”.
▪ Gli altri chi? Parli degli €uro che la Bce vende alle banche che a loro volta rivendono allo
Stato Italiano?
"“Porca vacca Beppe….
….Tutto questo non fa PIL, fa solo schifo."”
▪ Bravo. Questo è esatto. E come potrebbe accadere se non in un’ ottica di giochi fatti altrove
e a cui la casta politica, economica e dei media, fatti salvi i propri privilegi e interessi personali, deve solo “affiancarsi ” per consolidare un percorso verso l’esito distruttivo per gli italiani, vantaggioso per altri?
PER CONCLUDERE.
Se esiste, come è, il potere sovranazionale dell’UE che tu assolvi perché attribuisci l’unica
responsabilità alla cretineria dei governanti italiani, escludendo la loro colpevole contiguità con
la politica scientemente distruttiva di valori e riferimenti costituzionali, imprescindibili, imposta
della governance UE, forte oltretutto del controllo sull’euro, fai un grave errore di sottovalutazione.
A meno che tu non condivida interamente la politica globalista e “liberista”
(vedi commento di Rinaldo Alberico)
Al massimo ti concedo la somma cretineria e il torpore degli elettori italiani (e non è poco)
che si sono bevuto tutto ciò che le cosiddette Istituzioni nostrane gli hanno somministrato
per anni, fino all’arrivo del M5S ( il che ancora non basta). In ogni caso, la cretineria degli
italiani è un altro ordine di discorso che non è il caso di comprimere in questo.
segue
maria s., ancona
19 dicembre 2018 alle ore 00:22segue 4.
Voglio sperare che almeno tu, diversamente da ancora troppi italiani, possa guardare la luna
anziché il dito; che tu possa riconoscere ad altri fattori il motivo di azioni che attribuisci a
“scarsa intelligenza operativa” e che tu ti ricreda su come tale tua dichiarazione possa
soddisfare l’intelligenza altrui, tra cui la mia (oltretutto di modesta qualità).
Ciao
Alessandro A., Trieste
19 dicembre 2018 alle ore 09:20È un argomento che vi mette tutti d'accordo, non voglio contestare convinzione ataviche.
Rilevo 'in soldoni' solo che i politici italiani sono stati mediamente (ed evidentemente) più scemi dei colleghi europei.
In un consesso tecnico dove il tedesco è pagato per fare gli interessi tedeschi, il francese dei francesi il danese dei danesi e così via, l'italiano ha subito in quanto non idoneo, non in quanto italiano. Gli errori si contestano sul piano tecnico, non su quello psicologico.
Dopotutto la ripetuta elezione di Berlusconi è stata un'eccellenza tutta italiana, in molti si sono chiesti a suo tempo quanto idiota fosse il proprio vicino di casa.
All'epoca io sono rimasto 2 anni fra Germania e Olanda e con i giovanissimi colleghi, parlando di politica la domanda era sempre la stessa: perché l'avete votato??Io rispondevo che aveva promesso di tagliare le tasse e aumentare le pensioni.
Ovviamente alle europee voterò 5 Stelle a prescindere dalle idee esposte qui sopra, mi sono SUFFICIENTI i criteri di selezione.
Magari insistendo, fra 5-10-15 anni avremo una classe politica a livello degli altri.
Alessandro A., Trieste
19 dicembre 2018 alle ore 17:27A proposito di dito e luna.
La governance europea non impone di non controllare lo stato di usura dei ponti ai tecnici del Ministero o di non isolare le casette per i terremotati del Centro Italia.
In Italia il 12% del PIL è nero e costa 100 miliardi di tasse non pagate all'anno.
Ora si può anche dire che ognuno deve rimanere libero di stimolare l'economia sommersa quanto vuole e di fare lo sconto sull'IMU a chi vuole, ma non si può non tenere conto di queste cose quando ci si confronta con l'esterno.
Altro problema nostrano è che i politici italiani hanno firmato i trattati europei per poi infischiarsene.
Si tratta di disobbedienza civile oppure non capiamo cosa firmiamo, oppure ancora i nostri concedono favori ad alcuni in violazione del diritto europeo (che sarebbe anche italiano solo che da noi si chiude un occhio)?? La mia intelligenza mi impone il dubbio. Questo è un elenco di tutte le procedure d'infrazione aperte contro l'Italia. Ti invito Maria ad approfondire: a oggi sono 70, ma nel 2014 erano 120 circa, le più numerose costantemente sui temi ambientali.
http://www.politicheeuropee.gov.it/it/attivita/procedure-dinfrazione/stato-delle-infrazioni/
Te ne posto alcune recenti, tanto per dire che cosa controlla l'UE che noi non controlliamo, decidi se questo sia un bene o un male:
2018/2249 – Monitoraggio della qualità delle acque, designazione delle zone vulnerabili ai nitrati e contenuto dei programmi d'azione
2018/4002 - Aliquota ridotta di IVA sul carburante nella Regione Lombardia
2018/2054 - Esenzione dei prodotti energetici (accise) utilizzati da imbarcazioni da diporto per la navigazione nelle acque UE
Secondo l'UE la Regione Lombardia ha l'IVA ridotta sui carburanti (per chi? chi paga il mancato gettito?). Le imbarcazioni da diporto non pagano le accise sul carburante (come mai lo sconto barca?) e abbiamo un problema con le acque vulnerabili ai nitrati (quelli che causano eutrofizzazione).
Giuseppe belotti
18 dicembre 2018 alle ore 12:44Tutto bello, giusto e opportuno.
Ma quando vediamo post che raccontano di quello che fanno il governo ed i nostri ministri?
Esempio, per il terzo valico è stato dato il via? Qualcuno ha visto la relazione costo/benefici?
Per le concessioni demaniali ed altro cosa c è di nuovo?
Le TV sono state liberate dal PD, FI E COMPAGNI DELLE MERENDE? Secondo me assolutamente NO, è questo è un grave errore. Forse vogliamo dimostrare che noi siamo diversi? Non avete capito che abbiamo a che fare con dei BUGIARDI PATENTATI LEGA COMPRESA?
Ci stanno prendendo per il naso e noi, come masochisti, godiamo passare per fessi.
Mi sembra che i nostri delegati abbiano paura a fare/raccontare il programma del Movimento.
Non riesco a vedere cambiamenti decisivi, tutto viene sempre rinviato ad altra data e così ci viene cantata da mesi.
LA SPERANZA È L'ULTIMA A MORIRE.
UR
18 dicembre 2018 alle ore 12:56Buondì
Sarebbe bello credere che alle prossime votazioni UE il "vento del cambiamento" possa raggiungere la maggioranza ma non sarà così.
Il Sistema ha anticorpi forti e otterranno di mettere in minoranza "controllabile" chi chiede il cambiamento di rotta. Ogni paese ha il proprio partito "anti" UE (o poco a favore di questa Europa) che non è detto che in sede UE facciano forza comune ma sicuramente ognuno guarderà il proprio "orticello di casa" invece di avere una visione globale.
Non è vero che l'attuale Sistema economico (moneta unica, austerity, ecc) sia il risultato di un progetto incompleto (come ci propinano in TV), in realtà il progetto era questo sin dall'inizio! L'imposizione (c'è stato un referendum nei vari paesi europei per chiedere al popolo se volevano la moneta unica spiegandogli per bene le conseguenze?) di una moneta unica ai vari stati "deboli" od antagonisti (economicamente parlando, es. Italia vs Germania, che grazie a svalutazione della lira esportava a iosa) alla lunga avrebbe portato al loro indebolimento e possibilità di assoggettarlo e depredarli delle ricchezze utili,avete visto che fine ha fatto la Grecia? L'Italia doveva essere la seconda....in quanto paese con un tessuto produttivo/esportazione di buon livello e di fashion appeal nei mercati ricchi grazie al brand Made in Italy.
PS quanto sopra non è una visione di fantasia ma bensì il "piano B" della Germania nazi in caso non gli fosse riuscita la sottomissione militare, se andate a fare una ricerca storica troverete un po' di dati in merito.
Buona giornata a tutti e .... speriamo ben.... ed alle prossime votazioni UE ... mi raccomando di votare bene!
Roberto
Giuseppina marzi
18 dicembre 2018 alle ore 13:24Chi ha firmato gli accordi €uropei sono dei folli o dei corrotti (andrebbero perseguiti per crimini contro l'umanità) prima incongruenza:è possibile che la bc€ stampa i soldi e li vende?...questi guadagnano il100% spendendo zero!
Parlamento €uropeo:86 tedeschi,80 francesi,73italiani,14 greci,16portoghesi,57 spagnoli ecc....quando si vota qualcosa possono vincere i portoghesi o gli spagnoli?
Poi se la commissione €uropea boccia a piacere le manovre dei governi,a cosa servono i governi?
Potrei continuare,ma si è compreso il senso,l'Europa sociale è in mano all'€uropa finanziaria...che si sono comprati i governi(quello giallo verde no!) e la comunicazione ,loro sono pochi e ricchi la loro forza è la corruzione,noi siamo molti e poveri ,la nostra forza è il voto.
Mauro
18 dicembre 2018 alle ore 14:52Brava Giuseppina, in modo condensato hai trattato tutti i punti dirimenti in cui noi non siamo d'accordo con questa comunità che lo è solo di nome ma non di fatto. Se non cambia e velocemente meglio togliersi dai piedi, anche se in questo caso rimarrebbe un problema non secondario: l'attuale politica americana che agita dazi a go go.
Mi chiedo se l'ipotesi di una moneta fiscale, che avrai letto parecchi economisti italiani perorano, possa risultare risolutiva.
Buona giornata
Antonio Avenza Carrara
18 dicembre 2018 alle ore 15:00LORO, non hanno votato la legge finanziaria e sono ricorsi all'Esercizio Provvisorio, per ben 33 VOLTE.
Rinaldo Alberico
18 dicembre 2018 alle ore 15:47Prima di un commento di merito, debbo precisare che, a mio modesto avviso, il post contiene due imprecisioni non di poco conto. La prima: la Crisi non inizia nella seconda metà del 2006, bensì nella seconda metà del 2007, come testimonia l'unico grande economista che l'aveva prevista, N.Roubini, nel suo "La crisi non è finita" e come confermato, tra gli altri, dal docente di Finanza alla Bocconi, Marco Onado, nel suo "I nodi al pettine". La seconda: la politica "basata sul rigore di bilancio e sulla fiducia nella capacità dei mercati di autoregolarsi e “risolvere” il problema" non è di stampo "neo -liberale, ma semmai neo-liberista, come sa chiunque abbia studiato la genesi della distinzione tra "liberalismo" e liberismo" che risale in Italia alla disputa sul punto tra Benedetto Croce e Luigi Einaudi. Con il secondo soccombente di fronte al rifiuto di considerare equivalente la filosofia e politica liberale (Hume, Locke, Stuart Mill, ecc) e il "laissez faire, laissez passer" dei cultori del "mercato libero e della mano invisibile", oggi identificabili con i seguaci della scuola neoclassica e della scuola "monetarista" di Chicago, tuttora alla base del pensiero economico dominante. Obiettava Croce, a ragione, che il liberalismo non coincide con la visione utilitaristica dei mercatisti selvaggi, diremmo noi oggi, e per prendere le distanze da questi ultimi ha praticamente imposto loro la qualifica di "liberisti". Da allora ormai acquisita anche nel linguaggio accademico oltre che in quello giornalistico. Nel merito, in astratto una sana politica keynesiana prevede - è vero- una politica espansiva e non "austera", il contrario di quanto predicato dal pensiero economico ancora dominato dall'"orto liberismo" austro-tedesco. Ma questa sana impostazione anti-crisi deve fare i conti con situazioni locali ad elevato debito pregresso, come nel nostro Paese, aumentato anche negli anni dell'austerità.
Giulio Bornacin
18 dicembre 2018 alle ore 17:28Non condivido la lettura della crisi partita dalla bolla immobiliare e poi estesasi all'economia reale. Ritengo che la causa sia l'opposto. Europa ed USA non hanno compreso inizialmente gli effetti ed il pericolo della globalizzazione. Hanno contrastato invano l'aggrssività industriale di Cina, India, Corea ecc. con operazioni finanziarie atte ad indebolire le nuove economie. Il divario di competitività industriale si è poi rapidamente trasferito sulla bolla immobiliare e sulla finanza. Gli USA hanno compreso velocemente la nuova situazione ed hanno avviato una profonda trasformazione della loro economia. A questa hanno affiancato una nuova agressività sul piano internazionale ed una politica energetica centrata sul gas e sul petrolio con un ripensamento sul nucleare. L'Europa invece ha peccato di arroganza. Riteneva che i livelli tecnologici delle sue industrie fossero a lungo irragiungibili. Da sola, a livello globale, ha condotto una battaglia sulle tematiche energetiche ed ambientali che hanno accentuato il suo declino senza modificare la situazione. Il declino economico è stato inoltre scaricato prevalentemente sui paesi del sud europa accentuando le divisioni e la crisi di questa area del mondo. La globalizzazione è stata appresa solo negli ultimi anni ed a mio parere non completamente. Il contrasto alle politiche restrittive è pertanto fondamentale ma avrà effetti positivi solo se si lega ad una profonda riconversione del sistema industriale. In particolare in Italia. Va debellata l'economia criminale, l'economia assistita e clientelare. Serve a mio parere una rivoluzione culturale dell'intera società rimuovendo l'atteggiamento anti-industriale ed anti-scientifico. Serve un progetto globale che agganci il nostro paese alle opportunità del futuro. L'idea che l'Italia possa vivere di "prosecco" o di "San Daniele", di agricoltura biologica e di piccola e media impresa è, secondo me, sbagliata.
yezzy
19 dicembre 2018 alle ore 00:04è inconcepibile come un Paese sovrano, che è nell'unione Europea, non possa decidere autonomamente le politiche interne e commerciali......essere in UE cosa vuol dire? rispetto delle regole? bene, ma allora le "regole" ,debbono essere rimodulate anno per anno.......perche' i tempi oggi sono cambiati.....oggi si va ad una velocità di vita e di commercio doppia, rispetto a solo 5 anni prima.....
e se non si è veloci nello stare al passo con i cambiamenti , adeguando i propri investimenti ed indicando, attraverso la Manovra Economica , le vie e le direzioni che il popolo decide, si arriva sempre tardi su tutto......e si rischiano le speculazioni
inoltre, queste "regole UE", andrebbero ridiscusse comunque con il cambiare dei Governi di ogni Stato......
se "Unione....UE" si vuol definire.....altrimenti le regole sembrano dei dicktat decisi da qualche Stato
che ne vuole approfittare........e si usa lo spread come indicatore di speculazioni......
in questo va cambiata la UE......nelle "regole" e nella forma delle loro durata e ridiscussione.......
Giuseppe Gatto
19 dicembre 2018 alle ore 13:48Ottima iniziativa. Complimenti!
prigioniero politico
26 dicembre 2018 alle ore 21:37avete cancellato il ,post perchè non site d'accordo bravi. non ho mandato lo stesso commento in precedenza.
