
Il nostro impegno senza frontiere. Con l’Italia al centro
3 dicembre 2018 alle ore 10:34•di Sabrina De Carlo
La stabilità politica del Mediterraneo, i diritti umani, la cooperazione. E l’urgenza di rivedere il Regolamento di Dublino, che non riconosce l’Italia come frontiera dell’Europa. Le linee guida, e i risultati, di questo primo semestre di attività
Il MoVimento 5 Stelle in commissione Esteri guarda al mondo a partire dalla centralità del nostro Paese. La diplomazia, l’interesse a stabilire e mantenere rapporti positivi con gli altri Stati, la ratifica degli accordi internazionali sono le nostre principali attività e le linee guida di questo primo semestre di attività dei nostri portavoce in commissione Esteri.
LA CENTRALITÀ DEL MEDITERRANEO. Siamo vigili innanzitutto riguardo a ciò che avviene nel Mediterraneo: la stabilità politica è necessaria per avere un dialogo costruttivo con tutti. Per questo noi deputati partecipiamo a conferenze, incontri informali, audizioni con i rappresentanti dei vari Paesi.
ITALIA FRONTIERA D’EUROPA. Sui migranti, vogliamo superare il Regolamento di Dublino che ha contribuito a lasciare da sola l’Italia nella gestione dei flussi migratori in arrivo verso l’Europa. Su questo si è pronunciato anche il presidente del Consiglio Conte che sta portando avanti un lavoro diplomatico eccellente con le istituzioni europee. Le nostre coste sono una delle frontiere del continente. Per questo cercheremo di affermare a tutti i livelli la responsabilità condivisa di tutti i Paesi nel contrasto all’immigrazione irregolare e soprattutto a quei criminali che sfruttano la sofferenza delle persone per un indegno business.
DIRITTI UMANI, UNA NOSTRA PRIORITÀ. Portiamo avanti battaglie che il MoVimento ha sempre sostenuto: quella per i diritti umani, per esempio. Indagini conoscitive e risoluzioni come quelle su Asia Bibi, la donna pachistana cattolica condannata per blasfemia, sulle minoranze religiose in Nigeria, sul caso Regeni, solo per fare degli esempi.
PIÙ COOPERAZIONE, PIÙ PACE. E poi c’è tutto il mondo della cooperazione internazionale. Come parlamentari del MoVimento 5 Stelle abbiamo seguito alcuni progetti in cui l’Italia ha investito risorse e cercheremo di scongiurare che quanto fatto vada perduto. Ci riferiamo alla “Scuola di gomme”, per esempio, una speranza di crescita e tutela per gli abitanti di un villaggio beduino della Cisgiordania.
Sulla cooperazione il nostro impegno è evidente anche dagli emendamenti che abbiamo presentato alla legge di Bilancio. Vogliamo aumentare i fondi messi a disposizione di questa attività fondamentale, per sostenere alcune popolazioni in difficoltà con competenza. Vogliamo rifinanziare anche i corpi civili di pace, che possono risultare preziosi nello svolgimento di attività umanitarie come il sostegno a profughi, sfollati e migranti.
Commenti (35)
Alessandro A., Trieste
3 dicembre 2018 alle ore 11:30On. De Carlo,
mi rendo conto che la questione non ha la stessa rilevanza in tutta Italia, ma sono sicuro che Lei, da eletta in Friuli Venezia Giulia, ogni volta che da Roma fa ritorno a casa legga decine e decine di striscioni a fondo giallo con nome e cognome di un Suo corregionale, appesi alle finestre delle case, delle scuole e degli edifici pubblici di quasi tutti i Comuni del Friuli Venezia Giulia.
Dispiace leggere qui un articolo condivisibile (ancorché generico) a Sua firma, senza che ci sia riferimento alcuno alla cronaca recente, considerato che questo blog è organo ufficiale del Movimento 5 Stelle e che Lei siede in Commissione Affari Esteri e Comunitari.
maria s., ancona
3 dicembre 2018 alle ore 23:35Non si capisce di cosa parli. Puoi chiarire?
Grazie:
Alessandro A., Trieste
3 dicembre 2018 alle ore 23:53https://www.google.it/search?q=verit%C3%A0%20per%20giulio%20regeni%20striscioni%20Trieste&tbm=isch&tbs=rimg%3ACWgKBb4cwmbvIkB
Alessandro A., Trieste
3 dicembre 2018 alle ore 23:58https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/29/regeni-fico-sospende-i-rapporti-camera-egitto-conte-frena-non-conosco-le-ragione-della-scelta/4800931/
Alessandro A., Trieste
4 dicembre 2018 alle ore 00:04https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/02/leonardo-fincantieri-e-gli-interessi-in-egitto-parteciperanno-allesposizione-sulle-armi-patrocinata-da-al-sisi-al-cairo/4807630/amp/?espv=1
Alessandro A., Trieste
4 dicembre 2018 alle ore 00:12Vado avanti?
Se vuoi un ulteriore punto di vista googla 'ENI Noor'.
maria s., ancona
4 dicembre 2018 alle ore 02:28Ale, cos'è questa, una punizione?
Alessandro A., Trieste
4 dicembre 2018 alle ore 09:52Nessuna punizione, è la cronaca recente alla quale non si capiva l'allusione.
oreste✰ ✰ ★ ✰ ✰,sp
3 dicembre 2018 alle ore 12:04Gilet italiani? Sono ministri
Pubblicato su 3 Dic 2018 da INFOSANNIO 2 commenti
(Pietrangelo Buttafuoco) – Se la Francia piange con i lacrimogeni, l’Italia non ride. Ma almeno Roma non brucia come in queste ore Parigi con i gilet gialli perché la protesta qui, con i Gialloverdi – il M5S e la Lega – non è per strada. È al Governo.
La gente, lì, non ha altra tribuna che la barricata. L’élite, infatti, è salda all’Eliseo mentre qui – l’establishment – orchestrando il remake di “Benvenuti al Sud” con casa Di Maio, sta solo sperando di tornare a palazzo Chigi.
L’Italia – si sa – per via dei Gialloverdi è un problema per l’Europa, la Francia è invece un solido pilastro dell’Unione. E però ecco la situazione: un palazzo è dato alle fiamme all’Arco di Trionfo, a Parigi; negli ultimi due giorni si aggiungono quattrocento persone all’elenco degli arresti e altri centotrenta – raccolti sui marciapiedi di Francia – a quello dei feriti. È la scena che si vede dalle vetrate di casa Macron: agenti in tenuta antisommossa sono dappertutto per fermare sul nascere ogni manifestazione contro il rincaro dei carburanti; i disordini degli Champs Elysees dilagano fino alle periferie.
E non finisce. Quel che succede, lì – la scomparsa del ceto medio, proletarizzato – c’è anche in Italia. Le famiglie monoreddito impossibilitate a cavarsela oltre la terza settimana del mese sono perfino di più che in Francia. E i poveri, qui – la maggior parte padri di famiglia, che comunque non incendiano auto, non frantumano le vetrine e non si fanno spaccare le teste – sono in gran numero rispetto a lì.
...continua
oreste✰ ✰ ★ ✰ ✰,sp
3 dicembre 2018 alle ore 12:05E non succede il Quarantotto, qui, perché gli ultimi – quelli della nostra periferia, la grande provincia italiana – hanno trovato un esito politico. I cinque milioni di poveri stanno aspettando – magari saranno traditi, delusi – ma una forma, intanto, un qualcosa che diventi per loro una voce, un argomento e un progetto, in Italia c’è.
Il 4 marzo scorso, invece di astenersi, qui – i precari, i disoccupati e gli esodati – hanno avuto qualcuno da votare alle politiche, e le hanno pure vinte le elezioni. Ha perso la sinistra dell’élite in Italia e, il centrodestra, non ha vinto una beata mentula.
Basti pensare – ed è fondamentale ricordarlo, prima di vagheggiare ribaltoni – al voto del Sud. L’intero Mezzogiorno, per la prima volta nella storia repubblicana, s’è sottratto alle clientele e ai padrinati politici. E’ successo che le masse un tempo destinate ai granai elettorali del sistema, invece che incazzarsi a vuoto, si sono levate in una geometrica controffensiva di mobilitazione. Senza odio, senza violenza e senza strumentalizzazione. Senza destra, dunque, e senza sinistra manco a dirlo.
A differenza che in Francia, infatti, l’Italia non offre pretesti. La presenza di Marine Le Pen, per quanto sia prima nei sondaggi, assicura l’eternità allo status quo che potrà sempre contare sull’unità anti-fascista contro l’ex Front National, mentre in Italia, con il M5S – e con la Lega che non ha radice nelle ideologie – la favola bieca del radicalismo di destra fa cilecca.
Neppure buona è per far vendere a La Repubblica due copie in più.
da Il Tempo del 3 dicembre 2018
Bovio Pio
3 dicembre 2018 alle ore 15:13Però ragazzi ci risiamo, voi predicate la migrazione controllata, ma che è sempre migrazione. Non ci siamo con le vostre scelte, se fosse dipeso da voi, sareste andati anche a Marrachesc a firmare il Global compact. Se così stanno le cose, molti, tanti di noi con molta probabilità non vi voterà più. Ecco perché allora il Salvini è arrivato al 36% e noi siamo scesi al 27%. Noi questa gente non li vogliamo, allora devo dire grazie alla lega se si sono fermati gli sbarchi? Mi spiace, ragazzi pensavo di aver trovato un movimento con idee chiare, per la pulizia delle città e non assediati da cozzaglie. Sono deluso caro Di Maio io amo la mia Italia pulita e non un pisciatoio pubblico.
Biagio C.
3 dicembre 2018 alle ore 20:23Il global compact non è qualcosa per controllare, ma per censurare! TUTTI COMPATTI PER NON FIRMARE! Soros non aspetta che questo!
NON FIRMARE! NON FIRMARE! NON FIRMARE! NON FIRMARE! NON FIRMARE! NON FIRMARE!
Maria Grazia Michaud
3 dicembre 2018 alle ore 15:25Il primo impegno in questo momento è risolvere i problemi delle persone che vengono buttate per strada in pieno inverno dopo gli sgomberi, la situazione disumana. Le persone vanno ascoltate una per una e occorre trovare soluzioni e favorire i rimpatri volontari.
L'altra questione molto grave è il Global Compact for Migration che assolutamente è da NON FIRMARE perchè benchè non vincolante ha un suo peso attuale e futuro su ogni decisione e su ogni procedimento. NON POSSIAMO ACCOGLIERE TUTTI, non siamo in grado di dare loro istruzione, lavoro e una casa. Il nostro paese è in difficoltà e il livello dell'assistenza sociale è molto più basso di quello dei paesi europei fondatori.
Il nostro impegno all'estero deve essere incisivo e concreto, ma deve coinvolgere tutta l'Unione Europea. Occorre creare scuole tecniche, non solo università e studi teorici, ma portare tecnologie e sapere che inventivi il miglioramento delle strutture e dell'ambiente, favorendo la vita dei cittadini con progetti mirati. Non soldi dati in mano ai governanti corrotti, ma progetti seguiti dall'inizio alla fine,. garantendo che in fondi stanziati vadano a buon fine. Microcredito alle famiglie per progetti che creino impresa.
Pesanti pressioni sui regimi totalitari. Solo così possiamo sperare in risultati positivi. Grazie e buon lavoro
david iaschi
3 dicembre 2018 alle ore 16:01No al Global Compact! Grazie ad articoli già presenti nella ns. Costituzione, il Global Compact E' vincolante. Informatevi. Io come iscritto sono contro, e siamo in molti: Votazione su Rousseau su temi come questo!
Alessandro A., Trieste
3 dicembre 2018 alle ore 16:20Bravo, proposta intelligente! Votazione su Rousseau per decidere l'atteggiamento da tenere.
Biagio C.
3 dicembre 2018 alle ore 20:22Dillo a molti dei rappresentanti che si dicono "incerti" se firmare o meno! STA COSA NON SI DEVE FIRMARE! Aff4nculo questi nostalgici del PD!
Maria_Arrigo
3 dicembre 2018 alle ore 18:05Il fatto certo è che non possiamo accogliere immigrati irregolari quando c'è gente italiana che vive nelle auto e per strada. Bisogna rimpatriare chi non ha diritto di restare qui e non buttare ancora "invisibili" x strada, destinati magari a diventare manovalanza della criminalità organizzata!
Antonio Avenza
3 dicembre 2018 alle ore 18:46Aiutiamoli a casa loro.
L’Africa è ricchissima di materie prime (Petrolio, Gas, Uranio, Coltan, Oro, Diamanti, etc.), materie prime che sfruttiamo noi, (le nostre multinazionali), pagandole pochi spicci che vanno ai vari dittatori che noi insediamo in quei paesi.
Alle popolazioni, non arrivano neppure le briciole.
Paghiamo loro il giusto prezzo, fornendo loro attrezzature, TECNICI e tecnologie per coltivare e sfruttare i loro territori le loro risorse.
E magari, quei poveracci, rimarranno nel loro paese.
E magari, i nostri giovani, ed anche le nostre piccole medie industrie, troveranno occasione di lavoro in quei paesi, proprio per aiutarli a svilupparsi ed evolvere.
Maria D
3 dicembre 2018 alle ore 19:15" Tutto il dolore del mondo dipende dal fatto che nessuno vuole stare a casa sua" B. Pascal , Pensieri.
Ogni sforzo deve essere indirizzato a risollevare i Paesi africani in crisi, non ad indurre i popoli a lasciare le terre in cui sono nati. L'occidente è saturo. Servono politiche diverse e serie in materia di immigrazione; fate bene ad incontrare i portavoce di altri Paesi, a studiare insieme una nuova politica per i migranti, che non agevoli flussi migratori verso l'Occidente.
Rosa23 *****
3 dicembre 2018 alle ore 19:39Fate attenzione al Global Compact, raccontateci in modo preciso i suoi fini.
C’è chi si è informato e parrebbe che l’Onu (dovrebbe avere il compito di salvaguardare i diritti (?)), sia in realtà qualcosa di molto tremendo. Questo ente, ha poteri al di sopra degli stati, presenta dei progetti che tutti firmano senza essere chiaro il contenuto.
Con il Global Compact parrebbe vogliano rinnovare le popolazioni, per esempio dell’Europa, che si sono evolute, reclamano la democrazia, il libero pensiero, con popolazioni più malleabili e rigide, che non si ribellano e contestano (come i mussulmani, fedeli a occhi chiusi al loro Corano).
Tutto questo perché i grandi della terra, che hanno fatto investimenti, devono continuare a guadagnare ad ogni costo.
Se fosse così, sarebbe doveroso spiegarlo alla gente. Spiegare da dove deriva la scelta di accettare gli immigrati africani a tutti i costi con il coinvolgimento e il benestare dei nostri governi a cui è continuamento richiesto di firmare i trattati.
Biagio C.
3 dicembre 2018 alle ore 20:20Non fate gli str0nzi! NON FIRMATE il Global Compact! Pure quest'altra trappola ci vuole?
Che tra l'altro fareste un favore a Soros e al PD (che poi si gonfia e manco "grazie" vi direbbe: cioè, ve lo direbbe, ma con un "cogli0ni" sottinteso: o mica tanto sottinteso).
Enrico Finotto
3 dicembre 2018 alle ore 20:58Bisogna superare il regolamento di Dublino, l'Italia e i Paesi di primo accesso all'Europa non possono essere lasciati soli, una soluzione potrebbe essere quella di garantire vie legali di accesso all'Unione Europea dando la possibilità a chi a bisogno di protezione internazionale di rivolgersi alle ambasciate per ottenere un visto che dia la possibilità dopo un attenta e seria analisi di arrivare in un Paese Europeo potrebbe essere un modo per superare il Regolamento di Dublino.
E necessaria una stabilità politica nel Mediterraneo per avere un dialogo costruttivo con tutti sono d'accordo quindi si fate bene a Partecipare a conferenze e incontri informali portando il vostro prezioso contributo e ottimo il lavoro diplomatico che sta portando avanti il nostro Presidente del Consiglio Conte una gestione più ottimale dei Flussi migratori permetterebbe di superare business dell'immigrazione.
I diritti umani deve essere una priorità e si fa bene a portare avanti indagine conoscitive e risoluzioni.
saguaro
3 dicembre 2018 alle ore 21:30Nel mentre si cerca di rivedere il trattato di Dublino compare il Global Compact. Conte si dichiara favorevole. Questo trattato ci costringe a prendere tutti senza alcun distinguo.
No, non abbiamo capito un cazzo, non sappiamo fare esperienza degli errori del passato.
E nemmeno abbiamo capito che bisogna aiutare questa gente in casa loro invece di espropriarla del loro territorio.
saguaro
3 dicembre 2018 alle ore 21:24Conte afferma di essere favorevole al Global Compact, dice che ogni Stato può poi porre delle restrizioni.
Non vedo quale motivo ci sia di firmare un accordo già rifiutato da molti paesi e porre poi dei limiti, accordo che ricordo essere comunque vincolante, limitativo e sostitutivo di norme della nostra Costituzione.
Già rivedere il trattato di Dublino ha le sue difficoltà, perchè mai ripetere questo grave errore?
Si capirà mai che tutti i trattati finora sono diventati una catena al nostro benessere, limitativi della nostra sovranità, dipendenti degli altrui diktat?
Con il Global Compact, già nato male, basta leggerlo per capirlo, si firma e poi si chiedono modifiche?
Ma ci rendiamo conto della follia e della stupidità nel farlo?
Quando manderemo nel cestino (e mi contengo) questi trattati che rischiano di cedere totalmente il paese alle lobbies? e addirittura se ne firma una nuovo?
So che l'adesione sarà discussa in Parlamento, ma era proprio necessario visto che bastava rifiutarsi subito?
Anche il Trattato europeo veniva descritto come una cosa meravigliosa apportatrice di benessere e abbiamo visto le conseguenze, e purtroppo ora si tenta di mettere le toppe, questa esperienza dovrebbe essere utile a non cadere in altre trappole e invece Conte si dichiara, sia pure con dei limiti, favorevole.
Questa è follia, da suicidio!
maria s., ancona
3 dicembre 2018 alle ore 23:42Dopo le esperienze recenti e meno recenti, prima di firmare un trattato internazionale, mi taglio la mano.
Maria D
4 dicembre 2018 alle ore 07:22Intanto di Silvia Romano, cooperante italiana rapita in Kenia non si sa ancora nulla. Speriamo che finisca come il sequestro di Greta e Vanessa, con il pagamento di una (ingente?) somma di denaro e la restituzione in vita della ragazza. Queste ventenni, convinte da ideologie terzomondiste generose verso i Paesi in via di sviluppo, partono senza che nessuno le fermi. Poi, dopo che avviene il classico sequestro a scopo di rapina ammantato di integralismo religioso, viene chiamato in causa lo Stato italiano (mica l'ONU, le ONG, Soros, e tutte le anime belle del mondo). In pratica paghiamo noi italiani, con le nostre tasse, senza ricevere nulla in cambio se non ulteriore impoverimento.
enzo calderini
4 dicembre 2018 alle ore 08:25Appunto,chi va in Africa o in Medio oriente,(insomma un paese a rischio) ne sia responsabile.Per lavoro,vacanze o aiuti umanitari .O PAGA SEMPRE PANTALONE??
Alessandro A., Trieste
4 dicembre 2018 alle ore 10:17Maria D. si era detto...aiutiamoli a casa loro, e la ragazza ha evidentemente recepito la cosa...tra l'altro se va in una qualsiasi agenzia di viaggi le propongono anche il pacchetto turistico per il Kenia.
Lo sa inoltre che nel percorso di studio dei medici un periodo di 6 mesi di volontariato in Africa è più la regola che l'eccezione?
Maria D
4 dicembre 2018 alle ore 11:16Alessandro,
ovviamente ognuno può andare dove vuole, purché venga edotto dei rischi che corre, sottoscrivendo una dichiarazione di manleva che liberi lo Stato italiano delle eventuali conseguenze da atto terroristico, rapimento, lesioni ecc. Peraltro le agenzie di viaggio e i medici che fanno tirocinio in Africa avranno delle polizze assicurative, o no?
Alessandro A., Trieste
4 dicembre 2018 alle ore 12:13Non credo che le polizze assicurative rispondano di 'rapimento', piuttosto c'è da chiedersi come mai i connazionali siano oggetto di sequestri a scopo di riscatto, evidentemente 'facile'.
Occorre fare luce prima di tutto sui modi usati per gestire questi casi, se si concludono con il pagamento, la cosa diventa per forza di cose un'attrattiva.
Quello che critico io è certa incoerenza. Non vogliamo che vengano qui, ma attacchiamo i cooperanti (che partono con mezzi PROPRI). Predichiamo i rimpatrii, ma poi nessuno chiede conto a chi se ne dovrebbe occupare.
l'Italia esporta armi leggere in Paesi dove un giorno sì e uno no c'è la guerra civile e attraverso i colossi dell'energia (teoricamente controllati dallo Stato) paga mazzette ai governi corrotti a sud del Sahara (vedi Nigeria).
Personalmente sono abbastanza perplesso.
Non mi riferisco al suo commento, è una critica in generale.
enzo calderini
4 dicembre 2018 alle ore 08:31OT.Quando fate le votazioni per global compact non siano a voto segreto,vorrei sapere chi ringraziare.Teste a posto e i pidioti trasferiti con Noi,OCCHIO!!!
Alessandro A., Trieste
4 dicembre 2018 alle ore 10:26Io propongo in chiaro che se voto del Parlamento deve essere sul Global Compact for Migration sia necessario PRIMA un voto degli iscritti su Rousseau, corredato da traduzione in italiano (corretto - no quelli di Pandora) dei documenti in esame. Chi vorrà se li leggerà sulla piattaforma.
Diversamente, anche un ristretto dissenso verrebbe interpretato come spaccatura politica del Movimento. Le regole ci sono, è sufficiente metterle in pratica.
PS: se venisse proposta una traduzione bozza su Rousseau si potrebbe anche collaborare alla correzione di eventuali sviste.
Insomma...dal Movimento 5 Stelle ci si aspetta un coinvolgimento della base su questi temi!
giuseppe
4 dicembre 2018 alle ore 13:30Concordate con la Lega al Governo, con un'aggiunta al contratto di Governo attuale, la riduzione del "costo politico" delle "regioni Meridionali". Rispetto alle regioni del Centro e del Nord. Dall'avvio dei consigli regionali, in Italia, non ha dato qualità politiche migliorative nell'uso delle giunte regionali. Intervento della politica dei partiti piramidale che è fallita visti i costi benefici in tutti i sensi fallita.
Oltre alle riduzioni di Deputati e/o Senatori, date le circostanze finanziarie, economiche e sociali nel suo complesso in Italia e la situazione dei cittadini elettori contribur enti residenti nelle regioni del meridione è la creazione provvisoria di 10 anni di una Maxi Regiono-Cantone, senza consigli e giunte regionali ( con le caratteristiche di una gestione elettorale diretta per i cittadini come un cantone federalista, nelle decisioni ( sistema Svizzero !) con un vice ministro delegato di ogni Ministero del Governo Nazionale e degli EuroParlamentari Italiani presenti in ogni Commissione Europea dedicata ed una unica
"organizzazione operativa manageriale pratica e concreta con sede presso CONSIP
l'elettorato italiano è maturo, viste quante ne ha sofferte specie nel meridione, vedasi il disagio socio economico culturale scolastico universitario e di ricerca che le ultime generazioni stanno subendo con le conseguenze a livello nazionale.
Un sistema gestionale della politica verticistico ma in mano alle nuove generazioni del territorio meridionale. Alla fine di un programma organico delle politiche di 10 anni.
giuseppe
4 dicembre 2018 alle ore 14:26La coperta è corta ! e solo per noi cittadini elettori contribuenti.
Per le micro, piccole e medie aziende di artigiani, commercianti e professionisti in regola strettamente legati a produttività, fatturati, redditi che rinvestono e sviluppano prevalentemente economia circolare sul territorio, senza dlocalizzare oltre regione, oltre nazione, oltre europa con finalità parassitarie !
Le Regionalizzazioni delle Politiche nel Meridione hanno fallito nelle sostanze di bisogni di chi vi risiede, è nato, studia, investe, cerca lavoro, resta offeso nella dignità individuale e soci
Le conseguenze macroeconomiche e sociali sono metastasi come risposte di tutti i cittadini meridonali
Un Macrocantone ( sistema Svizzero con referendum propositivi periodiche) gestito politicamente a metà con manager è la soluzione.
Sostituendo i costosi, dispendiosi e fallite politiche attuate dai partiti ideologizzati che hanno prodotto negativamente nella cultura dei meridionali e delle loro dignità !
Sostituire i consigli regionali, le giunte e gli assessori con una Commissione Cantonale composta da vice Ministri di ogni Ministero Nazionale e da EuroDeputati di ogni Commissione Europea che guida la programmazione Politica decennale , eseguite da Manager Internazionali presso Consip !
Il PIL, produttività, formazione e occupazione dei cittadini elettori e contribuenti delle regioni meridionali inespresse, ( ma utilizzati come serbatoio elettorale alla fame !) è un giacimento di tutti gli Italiani.
Sono dell'Idea che solo con al Lega si potrebbe attuare per prima quest'obbiettivo come risorsa politica concreta a vantaggio delle Politiche Regionali del Centro Nord.
Ricordate che conle ricchezze del Regno delle due Sicilie, Il Governo Piemontese si salvò dal fallimento finanziario delle Guerre con le monarchie Europee che soggiogavano i loro territori e popolazioni Meridionali, (Alias le ricche terre agricole della pianura padana Lombardo Venete !
Leggete gente Leggete !
Alessandro A., Trieste
5 dicembre 2018 alle ore 10:49Non si capisce granché, a parte lo spot per la Lega.
Se lei è un piccolo o medio imprenditore del Nord sa benissimo che per riformare e rendere più efficiente un'azienda non bisogna AGGIUNGERE un'altra amministrazione intermedia che produce spese fisse, ma basta sostituire o trovare alcune figure chiave, che mancano o che lavorano male.
