
Gilet Gialli: quando una cosa a La Repubblica non piace, ecco che diventa fascista
3 dicembre 2018 alle ore 10:23•di Gianluigi Paragone
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Come sapete, in Francia è in corso la ribellione dei gilet gialli. Il gilet giallo è quel gilet che si tiene in automobile e lo si indossa per andare in strada per segnalare una situazione di emergenza o di pericolo. Rappresenta quindi un elemento di sicurezza, è un qualcosa a garanzia dell'automobilista, ed è diventato l’indumento simbolo di una protesta.
La protesta di chi, ad un certo punto, non riesce neanche a sopportare, nel bilancio familiare o nel bilancio di una piccola impresa, un rincaro del gasolio. Evidentemente da una piccola notizia scaturisce una grande ribellione. Perché? Perché il Governo Macron ne deve aver combinate talmente tante nel suo impianto neoliberista che anche il rincaro del gasolio diventa l'elemento scatenante di una protesta e di una ribellione che nasce dal basso.
Questa, infatti, è una protesta popolare. Una protesta che, ad un certo punto, sfocia in una ribellione, una forma di “violenza” che non è dissimile dalla violenza che il mondo finanziario rivolge, di contro, a queste stesse persone. Se, dunque, le persone arrivano a infiammare le strade, se arrivano attraverso delle manifestazioni dure a esprimere il proprio forte, fortissimo dissenso, ecco allora che per il quotidiano La Repubblica diventa una ribellione fascista.
Ecco cosa scrive La Repubblica:
“La rabbia anti-Macron brucia Parigi: i gilet gialli vogliono l'insurrezione. Battaglia a due passi dall'Eliseo, i violenti infiltrano il movimento, spuntano svastiche e saluti fascisti”.
Ecco, quando una cosa a La Repubblica non piace, ecco che diventa fascista, si marchia di infamia. Ed ecco che quindi, affidandosi a Ellekappa, la vignettista de La Repubblica, il quotidiano dipinge i gilet gialli come nient'altro che dei gilet neri, i gilet fascisti appunto.
La Repubblica sta commettendo un errore grave perché sottovaluta, con il suo solito punto di vista elitario e fighetta, una protesta che nasce dal basso. La Repubblica scrive la propria cronaca, e tutte le proprie cronache, con la “R” moscia, la “R” moscia dei salotti radical chic, dei salotti fighetti, di quei salotti che provano fastidio verso il popolo.
La Repubblica non può vedere la densità sociale di questa protesta dei gilet gialli, non può vedere la forza di questa ribellione. Perché? Perché è tifosa di Macron, è tifosa di quelle politiche neoliberiste. E questa è una cosa grave, perché se la protesta deve essere per forza raccontata in maniera falsa, come sta facendo La Repubblica, ecco che non si favorisce la libera stampa. Ecco dove, a mio avviso, si annida un problema di libertà editoriale, di libertà di pensiero giornalistico.
Perché ciò che magari c’è stato in piccola parte all’interno di questa protesta, ovvero qualche possibile imbecille che avrà esposto la svastica o che magari ha fatto il saluto fascista, ecco che per La Repubblica diventa la connotazione complessiva della rivolta e della ribellione dei gilet gialli. Ma su questo La Repubblica è falsa. È falsa perché sta piegando la realtà a seconda del suo volere editoriale.
Un’azione simile, in chiave più ridotta, la fa anche Il Corriere della Sera a proposito degli imprenditori. In “La solitudine dell'impresa” dedica due pagine all’inchiesta firmata da Dario di Vico, in cui si dice che il Governo lascerebbe soli gli imprenditori. Scrive: “Il paradosso di un Paese con tante aziende che non comprende il loro peso nell'economia. Aumentano le chiusure e calano le aperture, ma il tema non è centrale nel Contratto di Governo”.
Non è così. Dario di Vico dovrebbe dire che tale “solitudine” non è affatto nel Contratto di Governo. La solitudine dei piccoli imprenditori, quelli che rappresentano la rete economica di questo Paese, è invece provocata da quella Confindustria che ha dimenticato di vedere il popolo dei capannoni. L'imprenditore non è affatto abbandonato da questo Governo. Un Governo che, al contrario, sta attuando politiche per incentivare i consumi, aiutare i piccoli e medi imprenditori, e sostenere le famiglie.
E tutto sommato se in Italia non c'è una rivolta dei gilet gialli è perché il MoVimento 5 Stelle è al Governo.
Commenti (31)
Franz
3 dicembre 2018 alle ore 11:26I giornaletti italioti, come sappiamo sono occupati da coloro che hanno affossato il Paese. Quindi non bisogna meravigliarsi della loro lotta per i loro padroni. Purtroppo per loro l era della dittatura cartacea e FINITA. Hanno perso il controllo x sempre. Internet non perdona, ma loro fanno ancora molta fatica a capirlo. Godiamoci invece il loro strazio fino alla loro totale scomparsa:-)
Gianantonio Marino
3 dicembre 2018 alle ore 11:36E proprio questo il problema ci siete voi e non c'e' rivolta che servirebbe una volta per tutte,questo discorso lo fece anche Grillo nella passata legislatura.Possiamo dire che anche voi ci avete tolto la speranza di un vero cambiamento.Te lo dico Paragone se passa la firma del global compact i veri responsabili sarete solo voi e credimi non firmarlo non succederà nulla ma al contrario firmandolo aprirà le porte ai fedelissimi di Soros & C.
Giuseppe
3 dicembre 2018 alle ore 11:56Il problema per i piccoli imprenditore è e resta il rilancio dei consumi interni e la semplificazione burocratica.
Consiglio di semplificare con controlli ex post e far aprire o incominciare qualsiasi attività :commerciale,di costruzione edifici,ecc con una semplice dichiarazione di asseveramento di tecnico abilitato,si sono laureati per questo o per salire e scendere le scale degli uffici pubblici?
Consiglio inoltre per creare lavoro per i prossimi 30 anni di preparare un piano nazionale di rigenerazione del patrimonio immobiliare che deve garantire non solo antisismicita’ e recupero funzionale,ma efficienza energetica con trattamento delle acque nere e grigie reflue e degli scarti organici in modo da creare un circolo chiuso dell’energia e dell’acqua.
Il piano deve prevedere il rifacimento reti idriche e fognarie per far fronte ai cambiamenti climatici ed all’uso delle nuove tecnologie con impianti di illuminazione pubblica provvisti non solo di pannelli fotovoltaici ma anche di video controllo e trasmissione dati Wi-Fi,la mobilità pedonale deve essere realizzata ed incentivata mediante tappeti mobili che producono energia con il peso dei pedoni e la mettono in circolo.
Realizzazione su scala provinciale di laboratori Fab-Lab dove le esperienze di artigiani,esperti programmatori e progettisti devono diventare un unica unità produttiva mediante uso di stampanti 3D.
Tutto ciò si può realizzare perché i proprietari in Italia sono 80% e quindi un una pianificazione di valutazione dell’esistente che va dal 30% al 50% si può avviare un processo virtuoso se supportato dalle attuali leggi delle deduzioni fiscali ed apertura a compratori stranieri per imporri minimo di 200.000€ e garanzia della residenza all’atto di acquisto.
Se volete una consulenza gratis scrivetemi alla mia email.
Saluti
Giuseppe
Luciano C.
3 dicembre 2018 alle ore 12:02L'Europa sta sottovalutando il disagio economico che colpisce sempre piu' persone un po' in tutti gli Stati membri e l'Italia non si sottrae a questo andamento preoccupante. E cosi in un paese come la Francia l'aumento del gasolio fa da pretesto ad altri problemi della popolazione, riscontrabili anche inItalia.. All'aumento sistematico delle tariffe non fa riscontro un aumento di stipendi e pensioni, la gente si impoverisce sempre di piu' e il disagio cresce.
Alessandro A., Trieste
3 dicembre 2018 alle ore 12:10Per carità...la protesta nasce dal basso, ma chi spacca le vetrine non sono le casalinghe o gli operai, sono i soliti facinorosi, spesso infiltrati ad hoc per screditare la protesta stessa agli occhi dell'opinione pubblica.
Le svastiche e i saluti fascisti ci sono anche in Italia. Il 3 novembre a Trieste c'è stato il raduno nazionale di CasaPound, associazione culturale tutta nostrana, alleata con gli ambientalisti del Nord, di cui però nessuno si occupa. Ovviamente l'amministrazione di centro-destra e la giunta regionale a guida Fedriga sono riuscite nel difficile compito di attirare in città il raduno, vincendo la concorrenza certamente agguerrita di molte altre città italiane.
Allego un articolo per gli amici del blog interessati.
http://www.triesteprima.it/cronaca/corteo-casa-pound-antifascista-trieste-3-novembre-2018.html
Alessandro A., Trieste
3 dicembre 2018 alle ore 12:14PS: alzi la mano chi aveva letto l'articolo di Repubblica. Io sono sincero: incuriosito, l'ho cliccato ora...spero di non aver contribuito involontariamente a finanziare il sito!
Paola F
3 dicembre 2018 alle ore 12:45Gianluigi, ci spieghi cos'è il Global Compact e qual'è la posizione del Movimento? Dal poco che ne so non mi sentirei favorevole
Alessandro A., Trieste
3 dicembre 2018 alle ore 13:51Argomento spinoso. Tecnicamente non si chiama nemmeno così, si chiama Global Compact for Migration, è un'iniziativa ONU e deriva da una dichiarazione d'intenti, firmata a New York nel 2016 da 193 Paesi (anche dall'Italia), solo per dire quanto siamo informati. Se ne parla da giorni, ma noi boh...articolo su Repubblica...mah.
Io non dico nulla, aspetto di sapere la posizione ufficiale del MoVimento, possibilmente non da Salvini.
Ciao Paola, scusa per l'invadenza.
https://www.iom.int/global-compact-migration
viviana v.
3 dicembre 2018 alle ore 13:19I GIUBBOTTI GIALLI-Renato Ghittoni.
Non possiamo invidiare la Francia, noi almeno ci siamo liberati di Renzi, ma questi sono costretti ancora a stare con Macron, quel Macron che è stato eletto appena a giugno dell'anno scorso e che tutti i radical chic (e tutti i radical scioc) di casa nostra, avevano salutato come il nuovo faro d'Europa, mentre si estingueva la lampadina Merkel... ma, dopo un anno e mezzo, è già un notevole flop... con tutte le sue riforme "essenzialmente estetiche" (come gli 80 euro di renzi) che non riescono a rallentare il declino del paese. La crescita economica è prossima allo zero: ha raggiunto lo 0,2% nel secondo trimestre del 2018. Il tasso di disoccupazione 8,9% a luglio, rimane elevato. La spesa pubblica in percentuale del PIL francese è rimasta al 56,4%, la più elevato d’Europa. Il paese è spesso paralizzato dagli scioperi dei trasporti pubblici .
I francesi non conoscono gli ideali dei 5 stelle, ma si devono arrangiare con gli oppositori come la Le Pen o come Melénchon, tuttavia negli ultimi giorni dei gravissimi moti di piazza, per la prima volta, in un Paese estremamente polarizzato come la Francia, le due anime del Paese si sono unite contro un obiettivo comune: Emmanuel Macron.
L’attacco a tenaglia, da dx e sx, si è confermato anche nella serata di domenica, quando i due leader hanno chiesto quasi in contemporanea elezioni anticipate.
segue
viviana v.
3 dicembre 2018 alle ore 13:192
Entrambi ritengono che sia l’unica strada per uscire da un’impasse che i gilet gialli non hanno in realtà provocato quanto fatto affiorare in modo violento. Insomma i gilet gialli uniscono dx e sx radicale e questo preoccupa moltissimo l'establishment francese, tutti i poteri forti e - conseguentemente - la commissione UE... per cui è facile comprendere che tutto verrà bloccato a breve, proprio perché destre e sinistre non possono unirsi davvero e, dunque, essere efficaci contro l'establishment, fino a quando sarà assente in Francia un'idea vincente e libera come quella del M5S, che in Italia, senza soldi e senza altri mezzi di potere, è riuscito a vincere le elezioni, contro tutto e tutti.
Carlo
3 dicembre 2018 alle ore 14:28Sono d'accordo con Paragone su tutto, ma inviterei a concetrarci sul tema dei gilet gialli di gallia memoria: il rincaro del carburante che da noi è il più caro d'Europa. Il M5S e la lega hanno promesso di portare il prezzo sotto un'euro al litro, circa 0.72 o 0.65 al litro, in accordo anche con la diminuzione del CO2, abolizione del diesel versi poi le auto elettriche. A parte il commento sui media in Italia e sul loro disadattato modus operandi degli ultimi 20 anni, dico che i gilet gialli hanno aperto la grave questione dei costi e dell'euro in sè. Conviene questa moneta? 1500 euro sono 3000 di vecchio conio...vi ricordate cosa si faceva con 3000 milioni di lire?
Franco Ansaldi
3 dicembre 2018 alle ore 14:46Posso capire che tutto non può essere fatto subito, ma voi e la Lega vi dovete rendere conto che per la stragrande maggioranza delle piccole e medie imprese NON sono previsti benefici fiscali di alcun genere. Tutto come prima.
Ridicolo che Salvini esulti perchè la deduzione Imu sui capannoni passa dal 20 al 40%.
Si tratta di una deduzione e pertanto il beneficio marginale è molto, molto modesto. Altro che taglio delle tasse ! Siamo invece al ridicolo ! O, peggio, ad una presa in giro.
In sintesi: delusione. Amarezza. Tutto sostanzialmente come prima. Le piccole e medie imprese erano oberate di tasse e rimarranno oberate di tasse.
Giampaolo?????
3 dicembre 2018 alle ore 15:41Le politiche di austerità non funzionano, quello che sta succedendo in Francia è la spia rossa per l'europa.
PATRIZIA V
3 dicembre 2018 alle ore 17:53Sono d'accordo su tutto avanti tutta Gianlugi e grande stima.
Rosa23 *****
3 dicembre 2018 alle ore 19:21Il malessere non è solo italiano, non è solo dei milioni di poveri, dei pensionati, di coloro che sono emigrati per lavorare.
Ieri sera al tg2, spiegavano bene i malumori dei francesi che anche loro non riesco ad arrivare a fine mese.
Però i cittadini francesi non hanno un leader, che li rappresenti. Si trovano in strada a protestare, senza una guida. Per questo verso noi italiani, abbiamo già un percorso e siamo riusciti ad andare al governo con un leader che rappresenta i nostri bisogni , scritti nel programma di governo.
Quindi siamo fortunati e anni avanti agli altri. Forza m5s.
Vincenzo Foschini
3 dicembre 2018 alle ore 19:30Non perchè si è al governo, semplicemente perchè non siamo un popolo rivoluzionario.
Rosa23 *****
3 dicembre 2018 alle ore 19:34Sì parlateci di Global Compact, in modo preciso e dei suoi fini.
C'è chi si è informato e parrebbe che l'Onu (dovrebbe avere il compito di salvaguardare i diritti (?)), sia in realtà qualcosa di molto tremendo. Questo ente, ha poteri al di sopra degli stati, presenta dei progetti che tutti firmano senza essere chiaro il contenuto.
Con il Global Compact parrebbe vogliano rinnovare le popolazioni, per esempio dell'Europa, che si sono evolute, reclamano la democrazia, il libero pensiero, con popolazioni più malleabili e rigide, che non si ribellano e contestano (come i mussulmani, fedeli a occhi chiusi al loro Corano).
Tutto questo perché i grandi della terra che hanno fatto investimenti, devono continuare a guadagnare ad ogni costo.
Se fosse così, sarebbe doveroso spiegarlo alla gente. Spiegare da dove deriva la scelta di accettare gli immigrati africani a tutti i costi con il coinvolgimento e il benestare dei nostri governi a cui è continuamento richiesto di firmare i trattati.
Luciano C.
3 dicembre 2018 alle ore 19:39Sul Corriere della Sera l'esperto di pensioni e consulente della Lega Brambilla ipotizza l'ennesima riforma su quota 100 con minimo 64 anni, non piu' 62 e altre ipotesi che non.e'il caso di ripetere qui. Mi chiedo quando il governo si decidera' a dire qualcosa di concreto sull'argomento e non lasciare i lavoratori che possono usufruirne in questi balletti di ipotesi piu' o meno reali. E' un giochetto che puo' divertire solo gli esperti di ipotesi pensionistiche.
Gianluca
3 dicembre 2018 alle ore 22:32Articolo vergognoso, il problema non sono il pd o fi ma chi sta (ma non sa stare) al governo.
Siete un caso disperato e l'Italia ne sta pagando le conseguenze !
ARCH. Shir akbari
4 dicembre 2018 alle ore 10:57PREFERISCO I GILET GIALLI ALLE MAGLIETTE ROSSE
La frattura che si sta consumando in Francia tra una buona parte della popolazione è un fatto politico che ci costringe ad interrogare su cosa sia ad oggi un movimento sociale come "Gilets Jaune" nella UE. Così come avrebbe dovuto farci riflettere la mobilitazione per l’OXI in Grecia contro i diktat della Troika, o l'”autunno catalano”; e come delle forze politico-sociali possano interagire ed essere concepite come referenti, in grado di dare risposte e proposte “dentro” ma “oltre” un movimento di tale portata.
E' una dura reazione contro Macron che sta facendo in Francia quello che Monti ha fatto in Italia e quello che Europa prova a costringere il governo Conte a fare, cioè attaccare il potere d'acquisto per creare esercito di disoccupati disposti a fare tutto, a far scendere i salari, favorire il precariato permanente e smantellare le conquiste sociali e il welfare. I Gilet gialli lottano contro il dominio e il progetto della globalizzazione delle merci e delle persone e rappresentano il malessere tra la popolazione Europea.
LA FRATTURA IN FRANCIA RISPECCHIA IL MALESSERE DELLA POPOLAZIONE IN EUROPA
franco rosso
4 dicembre 2018 alle ore 14:01repubblica, repubblica. LA REPUBBLICA, ..PARAGONE E' VERO
ma intanto tu e i tuoi colleghi della commissione
PARLAMENTARE DI VIGILANZA SULLA RAI dei 5s
...POTREI FARE I NOMI UNO PER UNO----
DORMITE ALLA GRANDE, anzi vi fate
delle BELLISSIME DORMITE, altrimenti vi accorgereste
SE VI SVEGLIASTE UN PO PRIMA,
CHE COSA COMBINA ALLE OTTO E MEZZO SU RAI NEWS24
IL CONDUTTORE DELLA RASSEGNA STATMPA E
vi accorgereste di quello che combina
REPUBBLICA E I SUOI FRATELLI CON QUESTO DEFICIENTE DI
CONDUTTORE CHE QUESTA MATTINA DICE AN PASSANT
"sul fatto quotidinao un invito dei no tav per la manifestazione di sabato
poi ne parliamo "
totale 3 secondi
e poi "ce la manistazione blu bla" altri 3 secondi
totale 6 secondi e 29 minuti e 54 secondi a parlare di industriali
che minacciacciano il governo
che vogliono che il governo gli dia i
soldi COME AL SOLITO PER PORTARSELI NEI
PARADISI FISCLI O A FARE LA BELLA VITA
ALBERGHI CHEMPAGNE E LAMBORGHINI.
---------------
E CHIARO CHE I GILET GIALLI SONO
UN INCIDENTE DELLA STORIA
QUELLE COSE INPONDERABILI CHE NON TI ASPETTI.
CAZZO
DOVEVANO essere i mercati a dare una lezione all'ITALIA
E QUINDI AI SOVRANISTI, E INVECE
I GILET GIALLI danno una lezione a questa
merda di COMMISSIONE EU, e ai mercati....PERCHE
perche se in francia vince la le pen i
decimali di salvini fanno ridere.
ED E' PER QUESTO CHE ADESSO SONO DISPONIBILI A TRATTARE
PERCHE TUTTO SOMMATO IL GOVERNO ITALIANO
VIA INDUSTRIALI E REPUBBLICA ...SI PUO ADDOMESTICARE
I GILET FRANCESI NO.
E A QUEL PUNTO L'ITALIA E SALVINI E MEGLIO AVERLI
NEUTRI O ...ADDIRITTURA AMICI.
MEDITATE GENTE ....MEDITATE.
Gz
4 dicembre 2018 alle ore 15:396 secondi sono anche troppi per voi, spero che presto non se ne parli più!
franco rosso
4 dicembre 2018 alle ore 17:25attento GZ ...che qualche GILET GIALLO
TE LO POTRESTI RITROVARE IN QUEL POSTO (nel culo)
ssssssenza che te ne accorgi....
il governo e GIALLO- VERDE .....VERO
E QUELLI UN GILET GIALLO INDOSSANO AAAHHHHAAHHKKKKK
maria s., ancona
4 dicembre 2018 alle ore 18:021. @Paola F
Per cominciare:
https://translate.google.com/translate?hl=it&sl=en&u=https://www.iom.int/global-compact-migration&prev=search
Global Compact for Migration (GCM)
Il Global Compact per la migrazione sicura, ordinata e regolare dovrebbe essere il primo accordo negoziato intergovernativo, preparato sotto l'egida delle Nazioni Unite, per coprire tutte le dimensioni della migrazione internazionale in modo globale e completo. Rappresenta un'opportunità significativa per migliorare la governance della migrazione, affrontare le sfide associate alla migrazione odierna e rafforzare il contributo dei migranti e della migrazione allo sviluppo sostenibile. Il processo di sviluppo di questo Global Compact for Migration è iniziato nell'aprile 2017. L'assemblea generale terrà quindi una conferenza intergovernativa sulla migrazione internazionale nel dicembre 2018 in vista dell'adozione del Global Compact.
La dichiarazione di New York
Per la prima volta, il 19 settembre 2016, i capi di Stato e di governo si sono riuniti per discutere, a livello mondiale in seno all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, le questioni relative alla migrazione e ai rifugiati. Ciò ha inviato un importante messaggio politico sul fatto che le questioni relative alla migrazione e ai rifugiati sono diventate questioni importanti nell'agenda internazionale. Nell'adottare la Dichiarazione di New York per rifugiati e migranti , i 193 Stati membri delle Nazioni Unite hanno riconosciuto la necessità di un approccio globale alla mobilità umana e una cooperazione rafforzata a livello globale e si sono impegnati a:
segue
maria s., ancona
4 dicembre 2018 alle ore 18:03segue 2. Global Compact for Migration
• proteggere la sicurezza, la dignità, i diritti umani e le libertà fondamentali di tutti i migranti, indipendentemente dal loro status migratorio e in ogni momento;
• sostenere i paesi salvando, ricevendo e ospitando un gran numero di rifugiati e migranti;
• integrare i migranti - affrontando i loro bisogni e le loro capacità, nonché quelli delle comunità ospitanti - nei quadri e nella pianificazione dell'assistenza umanitaria e dello sviluppo;
• combattere la xenofobia, il razzismo e la discriminazione nei confronti di tutti i migranti;
• sviluppare, attraverso un processo guidato dallo stato, principi non vincolanti e linee guida volontarie sul trattamento dei migranti in situazioni vulnerabili; e
• rafforzare la governance globale della migrazione, anche portando l'IOM nella famiglia delle Nazioni Unite e attraverso lo sviluppo di un Global Compact per la migrazione sicura, ordinata e regolare
L'Allegato II della Dichiarazione di New York ha avviato un processo di consultazioni e negoziati intergovernativi che culmina con l'adozione pianificata del Global Compact for Migration in una conferenza intergovernativa sulla migrazione internazionale nel 2018.
Quali sono gli obiettivi del Global Compact for Migration?
Il Global Compact è inquadrato in coerenza con l'obiettivo 10.7 dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile in cui gli Stati membri si sono impegnati a cooperare a livello internazionale per facilitare una migrazione sicura, ordinata e regolare e il suo ambito è definito nell'Allegato II della Dichiarazione di New York. È destinato a:
• affrontare tutti gli aspetti della migrazione internazionale, compresi gli aspetti umanitari, inerenti allo sviluppo, ai diritti umani e ad altri aspetti;
• dare un contributo importante alla governance globale e rafforzare il coordinamento sulla migrazione internazionale;
segue
maria s., ancona
4 dicembre 2018 alle ore 18:46segue 3. Global Compact for Migration
• presentare un quadro per una cooperazione internazionale globale sui migranti e la mobilità umana;
• definire una serie di impegni attuabili, mezzi di attuazione e un quadro per il follow-up e la revisione tra gli Stati membri in materia di migrazione internazionale in tutte le sue dimensioni;
• essere guidato dall'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dall'agenda d'azione di Addis Abeba; e
• essere informato dalla dichiarazione del dialogo ad alto livello del 2013 sulla migrazione internazionale e lo sviluppo.
Lo sviluppo del Global Compact for Migration: un processo aperto, trasparente e inclusivo
La Risoluzione sulle modalità per i negoziati intergovernativi del Global Compact per la migrazione sicura, ordinata e regolare delinea gli elementi chiave e la tempistica del processo. Il Global Compact è in fase di sviluppo attraverso un processo aperto, trasparente e inclusivo di consultazioni e negoziazioni e l'effettiva partecipazione di tutte le parti interessate, inclusa la società civile, il settore privato, le istituzioni accademiche, i parlamenti, le comunità della diaspora e le organizzazioni di migranti sia in ambito intergovernativo conferenza e il suo processo preparatorio.
https://translate.google.com/translate?hl=it&sl=en&u=https://www.iom.int/global-compact-migration&prev=search
Ernesto - La Habana
5 dicembre 2018 alle ore 02:39O.T. - MIA OPINIONE PERSONALE CONFERMATA DAI FATTI?
POI LA PENSATE COME VI PARE!
Nel panorama attuale (e non in paradiso)
il global compact for migration garantisce semplicemente, sotto l’egida delle Nazioni Unite,
la feroce continuità in tutte le sue dimensioni per una migrazione sicura, ordinata e regolare
dovuta a conseguenza di guerre, sfruttamento indiscriminato di territori e popoli inermi
al fine di arricchire ancora più spudoratamente
gli organizzati sfruttatori capitalisti assassini del pianeta.
A buen tiempo
Gisella
5 dicembre 2018 alle ore 10:21Caro Paragone, noto con dispiacere che vengono svolti diversi temi qui sul blog , ma rigorosamente non si parla del “global migration compact” come mai? è una cosa della massima importanza almeno per me, non potrei assolutamente tollerare che venga ceduta ancora un altro pezzetto di sovranità. NON desidero che nessun organismo sovranazionale alzi il ditino per dirci cosa dobbiamo fare. Solo questo motivo sarebbe sufficiente per non votarlo. Il secondo motivo ovviamente è che la migrazione non deve essere regolata se non da ogni singolo stato secondo la propria capacità di accogliere . E in ogni caso ripeto possiamo delegare all’ONU giusto la nostra partecipazione a un programma di investimenti che aiuti le persone non a emigrare, ma a risollevare le sorti del proprio stato a casa loro punto! Grazie
MORENO LOI
5 dicembre 2018 alle ore 18:32Caro Gianluigi, non immagini quanto mi dispiace dover dare ragione al Corriere della Sera. State dimenticando i piccoli imprenditori. Dov' è finito il tanto annunciato abbassamento delle tasse? Dov' è finita la tanto annunciata pace fiscale? Dov' è finita la tanto annunciata semplificazione burocratica? La flat tax per chi fattura sotto i 65.000 euro è una barzelletta! Quanti pensate che potranno usufruirne? Prepariamoci ad altri cinque anni di sofferenza.......
alessandro cimino
11 dicembre 2018 alle ore 00:23A partire dalla Grande Rivoluzione del 1789, la Francia è stata centro propulsore di molte fasi rivoluzionarie europee: il 1830, il 1848 e, più recentemente, il maggio 1968. Considerato che l'Unione Europea è stata un'imposizione pluto-tecnocratica calata dall'alto, evitando accuratamente qualsiasi ratifica popolare, in conformità al ben definito obbiettivo di cancellare d'un sol colpo la sovranità sia nazionale che popolare, ci si augura che la rivolta francese contro un esemplare esponente della tecno-finanza UE-BCE, Macron, possa convertirsi in una rivoluzione europea.
Val la pena sottolinare che la UE-BCE:
1.è nata tramite trattati intergovernativi, scavalcando disinvoltamente Parlamenti e corpi elettorali, per volontà di segreterie di partito univocamente europeiste (la Grosse Koalition PPE-PSE)
2.Il Parlamento europeo nasce nel 1979 con meno poteri del Consiglio dei Baroni istituito dalla Magna Charta nel 1215
3 Ha prima destabilizzato finanziariamente poi umiliato ed affamato la Grecia, culla della democrazia
4. Qui in Italia ha sostenuto strenuamente e minacciosamente il golpe costituzionale Renzi-Boschi e opere di devastazione ambientale come TAV e TAP
5. Le politiche economiche neoliberiste hanno prodotto privatizzazioni e scardinamento del welfare sociale
Dunque speriamo che CE N'EST QU'UN DEBUT
stefano muzzarelli
1 gennaio 2019 alle ore 09:38IL PROBLEMA E' CHE LA PRESENZA DI UN EX DIRETTORE DELLA PADANIA STA PORTANDO SOLO VOTI FUTURI ALLA LEGA NON AL MOVIMENTO E POI MANDIAMO A CASA DE FALCO!!!!
