
Formazione 4.0: 250 milioni per le imprese che guardano al futuro
4 dicembre 2018 alle ore 15:36•di Mirella Liuzzi
La Commissione Bilancio ha dato il via libera oggi a un emendamento del MoVimento 5 Stelle a mia prima firma sul credito d’imposta per le imprese che investiranno in formazione del personale sulle nuove tecnologie e sul digitale. Un provvedimento che vale ben 250 milioni e che consideriamo strategico per dare un impulso decisivo alla trasformazione digitale e all’innovazione delle imprese del nostro paese.
Per la prima volta abbiamo dato priorità alle piccole imprese che rappresentano la spina dorsale del tessuto imprenditoriale del nostro paese e che potranno beneficiare di un credito d'imposta del 50% per adeguare le competenze del proprio personale alle sfide del cambiamento digitale.
Non ci siamo dimenticati però delle medie e grandi imprese per cui è previsto un credito d’imposta rispettivamente del 40% e del 30%.
Con questo provvedimento vogliamo aiutare le piccole imprese a diventare grandi e le grandi a diventare forti poiché in questo modo potranno investire nello sviluppo delle competenze dei propri dipendenti per favorire crescita e competitività a livello internazionale.
Siamo consapevoli che il futuro per le nostre imprese sarà sempre più sfidante e il credito d’imposta per la formazione 4.0 incoraggia quelle realtà che con lungimiranza e visione andranno nella direzione intrapresa dal Governo di puntare sullo sviluppo delle tecnologie emergenti.
Commenti (5)
cab tar
4 dicembre 2018 alle ore 19:13Brava Mirella. Si comincia da qui, ... A Udine i soldati di Attila costruirono una intera collina portando ciascuno un poca di terra nell'elmo, ... dice la leggenda, .... Sono convinto che molti altri seguiranno il tuo esempio e dall'alto di questa nuova collina di buoni interventi, ... vedremo ripartire l'Italia.
willy e
4 dicembre 2018 alle ore 22:31Per la manovra serve uno sforzo comune, non bisogna pretendere e prendere con forza dagli imprenditori italiani. non bisogna nemmeno schiavizzare e sfruttare lavoratori italiani, esteri ed extracomunitari.
Serve un sorzo per avere più contribuzione generale. Sia da parte degli imprenditori, sia da parte dei lavoratori. Una cena in meno, un paio di pacchetto di sigarette in meno, gestirsi questi soldi del fumo. Compri un libro e ti restano dieci euro e non vai in discoteca.. Cose del genere. Ristrutturare una barca o una casa, anziché farne una nuova.. Valutare.. usare prima il cervello della pancia.
Considerando che in natura dove non c'è l'uomo esiste solo bellezza. Non si va da nessuna parte, rendendo straccioni le persone presenti sul suolo italiano. Ma nemmeno, si può considerare, di fare l'elemosina per trecentosasantacinque giorni l'anno alle persone. Si finanziano le persone in pericolo, con il reddito di cittadinanza.
A pancia vuota non si ragiona. Non esistono prostitute, annullati, annichiliti o persi in natura. Ognuno, con il suo tempo, fa il proprio lavoro e coglie le proprie opportunità...
Gobbi Carla
5 dicembre 2018 alle ore 06:26Benissimo la legge, ma occorre promuovere la formazione delle aziende non solo per gli operatori interni che già hanno il lavoro, ma anche per i potenziali nuovi assunti! Capite che le aziende assumono soli esperti e la scuola non li forma?
Alessandro
6 dicembre 2018 alle ore 09:41Con il nuovo blog siete diventati illeggibili bó
Maurizio Gioia
6 dicembre 2018 alle ore 11:19Condivido pienamente...
