
Ecco perché i gilet gialli mettono in gioco la credibilità dell'Europa
13 dicembre 2018 alle ore 09:33•di Ignazio Corrao
Intervista a Ignazio Corrao, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa, rilasciata a Huffington post
Si può parlare già di un effetto 'gilèt gialli' sulla trattativa tra il governo Conte e l'Europa sulla manovra economica?
Questo è un momento in cui la commissione europea si gioca la credibilità. Se Macron dovrà espandere la sua manovra economica e chiedere di sforare il limite del 3 per cento e la commissione gli porge la mano, a quel punto diventa ingiustificabile un atteggiamento rigido nei confronti dell'Italia.
La Francia però è a soqquadro, con un livello di radicalità e violenza che non si vedeva da tempo: non vi preoccupa?
Non abbiamo niente contro i francesi, il popolo francese: ben venga una manovra espansiva che possa aiutare un popolo che è nostro fratello. Però lo stesso tipo di atteggiamento ci aspettiamo di vederlo nei confronti dell'Italia. Anche se penso che la trattativa sia già su un canale di soluzione.
Vuol dire che secondo lei riuscirete a evitare la procedura di infrazione?
Siamo sul percorso di un accordo che eviti la procedura. Certo bisogna portarla avanti smussare gli angoli ma penso ci siano tutte le possibilità. Il fatto che la commissione dovrà portare avanti un ragionamento più complicato col governo francese, dovrebbe portarla a ripensare gli atteggiamenti troppo rigidi con noi. Il tutto sicuramente può avere degli effetti positivi.
Trovate delle affinità tra la protesta francese e il Movimento cinquestelle, a parte il colore dei gilet?
Per noi tutto è iniziato con il V-day del 2007-8, fu l'antefatto del Movimento cinquestelle: migliaia di persone che scendono in piazza. In quel momento Beppe era un personaggio noto che aveva fatto battaglie, ma da comico, e che riuscì a raggruppare delle persone in piazza sulla base di battaglie che erano sentite da molti e non potevano più essere lasciate fuori dalla politica.
Però nel vostro caso tutto iniziò con dei punti di riferimento alla leadership: da Grillo a Casaleggio.
Il V-day fu il momento in cui Beppe Grillo o meglio Gianroberto Casaleggio, che è stato quello che è riuscito a organizzare il M5s, capiscono che al di fuori della divisione tra tanti piccoli capi e capetti e partiti politici che avrebbero voluto capitalizzare quella protesta, si sarebbe potuto creare un soggetto nuovo e diverso che avrebbe dato voce a tutte queste persone che avevano bisogno di portare questa voce dentro le istituzioni. La cosa è riuscita meno in Spagna perché lì ha capitalizzato soprattutto Podemos: non c'era un personaggio così esterno alla politica e noto che potesse fungere da collettore. E infatti nelle 'acampandas' spagnole dopo la crisi economica, i collettori della protesta sono state persone che erano già vicine alla politica come Pablo Iglesias che veniva da partiti di sinistra e che ha rinnovato in qualche modo riuscendo a portare dentro persone che non sarebbero mai entrate in partiti di sinistra. Ma Iglesias ha riposizionato Podemos sempre verso quella direzione politica, tenendo fuori un mondo che all'interno di una catalogazione politica non è voluta andare.
Vi aspettate che nasca un Movimento cinquestelle francese? Magari vi aiuterebbe a trovare una 'casa' al Parlamento europeo dopo le elezioni...
Ora in Francia la vera grande domanda è questa: cosa ne sarà dei gilet gialli? Sono la dimostrazione che questa suddivisione tra partiti sovranisti di destra, da una parte, e, dall'altra, le forze di establishment, cioè i liberali, i popolari e i socialisti, che hanno governato l'Europa negli ultimi decenni, non assorbe tutto quello che si muove nella società.
In che senso?
La grande protesta dei gilet gialli dimostra che questi modelli non funzionano entrambi e sono fallimentari. La Francia è l'esempio migliore: anni fa Macron ha vinto con un ballottaggio contro Le Pen, questo era il racconto polarizzato. Ma ora né Le Pen, né Macron bastano per assorbire la protesta dei gilet gialli. Le Pen non è l'alternativa a Macron e Macron è il fallimento totale di quel tipo di proposta politica che mi sembra non abbia più chance di uscirne indenne, è un uomo politicamente finito. In Francia quindi c'è un vuoto politico enorme che dovrà essere colmato da qualcuno o qualcosa che non è né un partito centrista dell'establishment e non è nemmeno la Le Pen, né può esserlo Melenchon. Insomma non è né destra, né sinistra. Questo è molto interessante perché da qui secondo me nasce quello che può essere il futuro e il rilancio dell'Unione Europea.
Avete già sviluppato contatti con i gilet gialli?
In questo momento non sono canalizzati in una forza politica, impossibile avere un rappresentante che parli per tutti, ora parlano con tante teste. C'è da capire se riusciranno a organizzarsi con una via alternativa a quei due blocchi: il blocco estremista e quello centrista. Questo è molto interessante perché è quello che in Italia abbiamo fatto noi, alternativa diversa rispetto ai partiti dell'establishment Pd e Forza Italia e estremisti come la Lega.
Commenti (15)
ARCH. Shir akbari
13 dicembre 2018 alle ore 09:54PREFERISCO I GILET GIALLI ALLE MAGLIETTE ROSSE
E' una dura reazione contro Macron che sta facendo in Francia quello che Monti ha fatto in Italia e quello che Europa prova a costringere il governo Conte a fare, cioè attaccare il potere d'acquisto e creare esercito di disoccupati disposti a fare tutto, a far scendere i salari, favorire il precariato permanente e smantellare le conquiste sociali e il welfare. I Gilet gialli lottano contro il dominio e il progetto della globalizzazione delle merci e delle persone e rappresentano il malessere tra la popolazione Europea.
La frattura che si sta consumando in Francia tra una buona parte della popolazione è un fatto politico che ci costringe ad interrogare su cosa sia ad oggi un movimento sociale come "Gilets Jaune" nella UE. Così come avrebbe dovuto farci riflettere la mobilitazione per l’OXI in Grecia contro i diktat della Troika, o l'”autunno catalano”; e come delle forze politico-sociali possano interagire ed essere concepite come referenti, in grado di dare risposte e proposte “dentro” ma “oltre” un movimento di tale portata.
LA FRATTURA IN FRANCIA RISPECCHIA IL MALESSERE DELLA POPOLAZIONE IN EUROPA, OCCORRE GRANDE CAMBIAMENTO DELLA COMUNITÀ EUROPEA
Stefano M.Roma
13 dicembre 2018 alle ore 10:40Non capisco perché, quando l’€uropa per l’ennesima volta dimostra due pesi e due misure, favorendo i paesi amici, quelli con una estrazione alla Rothschild, e bastonando quelli che ritiene ostili, eletti dai popoli,noi bisogna scendere a compromessi.
Prova provata sono le parole del commissario francese Moscovici, quello che quando era ministro sognava una €uropa del popolo e da €urocrate gestisce una €uropa dei banchieri, che sullo sforamento di macron, l’amico banchiere, del deficit/pil oltre al 3% (dal 2,8 al 3,4%) lo giustifica tranquillamente mentre uno sforamento italiano del 2,4% lo ritiene inaccettabile frutto di incompetenza e approssimazione.
Ma questa gente pensa che abbiamo tutti l’anello al naso? cosa vogliono gilet gialli incazzati in tutte le piazze d’€uropa?
Giuseppina marzi
13 dicembre 2018 alle ore 13:15Bravo Stefano M.di Roma che scrivi "€uropa" (sono contenta che hai copiato il mio neologismo) bisogna che tutti capiscano che l'Europa non esiste,ma esiste l'€uropa!
Antonio CUNO
13 dicembre 2018 alle ore 11:11Deluso delle cifre della Manovra Italiana 2,04!.....State mettendo alla prova la nostra pazienza, tenete bene Salvini nel suo territorio del Ministro dell'Interno, che basta ed avanza!
Giuseppe Gatto
13 dicembre 2018 alle ore 11:42E però non abbassiamo la testa! Non cediamo al 2,4, visto che poi ai francesi è concesso sforare!
Il Barone Zazà
13 dicembre 2018 alle ore 13:06Bravissimo Corrao!
I Francesi (gialli) devono capire 2 cose:
1) la violenza è inutile e controproducente, dà l'alibi al potere per reprimere con la forza qualsiasi ragione (vedi il G8 di Genova)
2) lo scontro non è più tra destra e sinistra, ma tra oligarchia e democrazia, ossia tra elite finanziaria e e popoli.
Se non faranno questo salto schematico dirigeranno la loro rabbia su binari morti; avrebbero bisogno di un Beppe Grillo in versione 'R moscia'.....
A proposito cosa fa il Movimento per farsi capire all'estero?
questo blog è fruibile in altre lingue?
Il Barone Zazà
13 dicembre 2018 alle ore 13:13IL METODO ZAZÀ (II atto)
Ditegli sempre di sì.
I pazzi vanno sempre assecondati, ''Ditegli Sempre Di Sì'' come recita il titolo di una tragicommedia di Eduardo. La Commissione europea vuole il 2% e Conte la accontenta. Volevamo fare le cose in modo serio, ma la politica, come la vita, è un grande teatro:
Conte si presentava seriamente e ragionevolmente col deficit al 2,4 %, ma la Commissione gli dice che non c'è motivo di essere persone serie, nessuno in Europa lo è mai stato, nessuno prima ha mai fatto niente che avesse senso. Per dimostrarglielo esibisce una bella tabella in cui risulta che Padovan l'anno scorso propose il deficit al 2,2 %, ma poi sforò fino al 6,5 % c.a.; non solo ma l'anno prima ancora, lo stesso Padovan, propose il 2,5 % e poi sforò oltre il 5,8.
Conte capisce il teatrino e si adegua, quindi risponde: "SÌ, ripensandoci, il 2 % va benissimo!"
Vi ricordate il Metodo Zazà?
immaginate di giocare a Monopoli con gli amici e, alla fine della partita, il vincitore pretendesse di essere pagato con soldi veri: cosa fareste?
- opzione A. - chiamate un medico e lo fate ricoverare (cambiare i trattati)
- opzione B. - sgattaiolate via (uscire dall’Euro)
- opzione C. - metodo Zazà…..”ti pago domani……” (assecondare i pazzi)
È la Commedia Dell'Arte signori!
e i mercati?
sono il pubblico che paga il biglietto, staranno al gioco e applaudiranno
La vita è un grande teatro, mettetevi comodi e godetevi lo spettacolo.....
.....e alla fine non dimenticate di applaudire!
Saluti
Zazà
Fabio Bagnoli
13 dicembre 2018 alle ore 13:33un infinito grazie a casaleggio padre e a beppe grillo per aver anticipato in italia in maniera civile e democratica quello che è successo e sta succedendo in europa . è palese che la commissione europea sta usando due pesi e due misure con l'italia , in francia c'è macron pupillo di questo sistema elitario che ha spolpato economie di intere nazioni europee usando come ricatto il feticcio della austerità , in italia c'è un vero governo che sta usando il sistema contrario con politiche espansive a favore del paese e dei cittadini ........
franco rosso
13 dicembre 2018 alle ore 15:15IO NON escludo la buona fede del m5s.
Purtuttavia sta governando, e da qui nel breve volgere di poche mesi
l'alterità sui cui il movimento ha fatto leva, verrà ,volenti o nolenti
misurata sulla base dei risultati.
La palla della commissione eu con la quale vuole che giochi il m5s
è truccata, ...perche la commissione eu
NON E' POLITICAMENTE NEUTRA, e nessuno meglio di te
caro IGNAZIO CORRAO ( di alcamo) DOVREBBE AVERLO CAPITO MOLTO BENE.
visto che sei li e Tu sei siciliano, e noi non SIAMO LOCCHI.
LA differenza di trattamento tra francia e italia, non sono i 300 mld di euro di
in meno di debito,
MA IL FATTO CHE MACRON viene considerato un loro pari e omologo/omogeneo
alla politica che favorisce lo status quo, delle classi dirigenti politico/ecomoniche
e il sistema nel suo complesso,...mentre il M5S e ANCHE LA LEGA
vengono considerate una sorta di corpo estraneo, un'infezione, una cellula tumorale
in grado di contagiare e modificare pericolosamente le compatibilità,
e quindi devono essere neutralizzati e se possibile ANNIENTATI.
TU DICI ""smussare gli angoli"", che significa?
Poniamo di avere un angolo di 90 gradi se CONTE cede un grado il sistema mediatico
italiano dirà che l'angolo retto è diventato acuto, 35 gradi, per non parlare
del combinato disposto MORANI-GELMINI (IN PARLAMENTO)
E PENSIONATIDORO-VITALIZIATI (SUI SOCIAL).
Io avevo sperato che la rivolta francese avesse dato una lavata di capo
a questi carrettieri, ...invece sembra che abbiano assorbito il colpo,
e non basta nemmeno che i ""MERCATI"" abbiano fallito la mission
di DARE LA LEZIONE (perche la composizione proprietaria del debito
non è più nelle mani di chi vuole il declino del VALORE, MA DI CHI VUOLE CHE
QUEL VALORE VENGA MANTENUTO ).
Credo che questa ultima considerazione sia la vera arma di cui il nostro
presidente dispone e nella sua acuta intelligenza usera al meglio.
COMUNQUE PER ME, TUTTO CONSIDERATO L'EUROPA E' FINITA.
.
PATRIZIA V
13 dicembre 2018 alle ore 17:03Grande stima per il lavoro che sta svolgendo il Premier Conte su questa manovra, avanti tutta, mentre prendo le distanze da chi sta criticando già questa manovra io sto con il Premier e sono sicura che alla fine porterà ottimi risultati.
Giulio Bornacin
13 dicembre 2018 alle ore 17:51La partita in gioco non è quella del monopoli ed il confronto non è teatrale (prendo amichevolmente a prestito) . Siamo di fronte al tentativo di riorganizzazione dei grossi gruppi economici/finaziari europei a causa della marginalizzazione dovuta alla globalizzazione. L'Europa è stritolata da una parte dagli USA e dall'altra dalle potenze asiatiche Cina in testa. Le lobby europee cercano di resistere mantenendo saldamente in mano il potere politico e sul piano economico scaricando i costi della loro resistenza sui ceti deboli. Lo scontro con queste oligarchie è inevitabile non solo per tutelare i più deboli, in continua crescita, ma principalmente per ridisegnare una strategia di sviluppo sostenibile per l'Italia e per l'Europa. Lo scontro sarà senza quartiere e senza "prigionieri". La mobilitazione in Italia della politica, degli imprenditori, in parte del sindacato, e del sistema mediatico è senza precedenti. E' totale. Il movimento 5 stelle può nuotare nelle contraddizioni sociali italiane ed europee ma deve essere consapevole anche delle sue debolezze. 1° è minoranza in Italia. L'elettorato si aggira attorno al 15/16% degli aventi diritto al voto e non è omogeneo. In Europa, al momento, è solo. La battaglia è persa? Penso di no in quanto il disagio dilagante è reale, ma ci vuole un salto di qualità. Collegare i vari punti del programma di governo e le varie battaglie in un progetto organico di trasformazione del paese : Centrale la lotta per la legalità. Però il progetto per lo sviluppo dell'economia è ancora inadeguato. C'è un adesione ad un modello di società green generoso ma fragile ed idealistico e c'è la difesa di un modello centrato sulla piccola e media impresa che da solo non può reggere le trasformazioni profonde dell'economia globale. Le cose che pongo non hanno ancora ricette e richiedono un grande lavoro ed un raccordo delle migliori conoscenze al servizio del cambiamento.
Beppe A.
13 dicembre 2018 alle ore 18:36E' inutile cercare alibi oltre frontiera..finche' non c'e' al governo una maggioranza che abbia REALI intenzioni di di staccare la spina dai carn€fici che ci dicono cosa fare per il 95% delle scelte economiche sociali industriali e territoriali, l'unico futuro sara' accontentarsi delle 4 briciole che ci tengono in vita e ringraziare pure perche' ci dicono che e' colpa nostra
giovanni papa
13 dicembre 2018 alle ore 19:09penso che il M5S debba intervenire presso i portavoce del movimento dei gilet gialli e trovare, in Francia, una personalità famosa di qualsiasi estrazione, attività,mestiere o formazione che sia effettivamente super partes e favorevole al popolo;il tutto chiaramente deve avvenire senza pubblicità e con il massimo riserbo; tornerebbe utile nel trasformare l'EU in una associazione di popoli e non di banche; c'è poco tempo; la scadenza sono le prossime elezioni europee,in cui bisognerà trovare una nuova aggregazione politica forte.
....avanti con M5S !
antonio carbone
14 dicembre 2018 alle ore 16:56Parlare di non abbassare la testa oppure di non fare passi indietro, fa veramente ridire , perché vuol dire di non avere alcuna idea di cosa voglia dire governare. Ognuno di noi fa dei progetti che poi bisogna rivedere, limare per avvenute nuove esigenze. Siamo appena partiti e tutti vogliono una velocità di 100 all'ora e in quarta. Bisogna partire con la marcia giusta e la velocità giusta. W il m5s.
michele marino
15 dicembre 2018 alle ore 14:13Gile'gialli e 5 stelle gialle e la stessa protesta partita dal basso punto cambieranno l europa
