[embed]https://www.facebook.com/nicola.morra.63/videos/797951523884036/[/embed]   Il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio è stato sottoposto a misura preventiva con obbligo di dimora, con l’accusa di abuso d’ufficio. Si dimetta immediatamente per tutelare la dignità dell’istituzione regionale e si difenda nelle sedi opportune.   L’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, riguarda alcuni appalti - uno sul Tirreno Cosentino, ed uno riguardante un impianto sciistico in Sila - per i quali la Guardia di Finanza ha riscontrato i reati di falso, corruzione e frode in pubbliche forniture. Oltre all’ex sindaco di Pedace, Marco Oliverio, è stato arrestato anche l’imprenditore Giorgio Barbieri, il quale secondo gli inquirenti sarebbe il collegamento col clan guidato dal boss Franco Muto, detto il “re del pesce”. I lavori di Lorica dovevano essere co-finanziati da Barbieri e da fondi regionali. L’imprenditore però non aveva la sua parte di soldi e così, con la complicità di Oliverio, il tutto veniva accollato alla Regione.   4milioni e 200mila euro di soldi pubblici per aiutare illecitamente imprenditori privati, vicini alla ‘ndrangheta.   I soldi regionali provenivano da fondi europei. E poi ci chiediamo come sia possibile che non si riescano a sfruttare i miliardi di euro che ci arrivano regolarmente dall’Europa.   Un ingiusto vantaggio patrimoniale per Barbieri, aggravato dal fatto di agevolare le attività illecite della cosca “Muto”, a cui confluiva una parte dei proventi. Perché questo è gravissimo? Perché coi soldi le mafie aumentano il loro potere economico e la capacità di controllo del territorio. È per questo che il lavoro eccellente dei procuratori italiani è spesso incentrato sulle confische dei loro beni. Ringrazio il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri che ho già provveduto a sentire questa mattina, ancora una volta, per complimentarmi a nome del Parlamento e della Commissione Antimafia per il lavoro formidabile che svolge nel contrastare la ‘ndrangheta in Calabria.   Personalmente sono nauseato da questa vicenda. Una regione in ginocchio, dalla quale i giovani fuggono perché arida di speranze ed opportunità, viene continuamente dissanguata dalla mafia con la complicità, pare, di chi la amministra. La politica non deve risparmiare condanne e azioni severe di prevenzione e sanzione nei confronti dei propri esponenti che finiscono in fatti del genere. Mario Oliverio deve dimettersi. Spero che il Pd – che nomino solo ora perché non ne voglio fare una questione di partiti - trovi la dignità di prendere le distanze dal proprio rappresentante. Soprattutto spero che i cittadini italiani aprano gli occhi e la smettano di credere che qualche potente possa fornire loro una comoda scorciatoia verso il lavoro o il benessere. È la seconda volta che un governatore calabrese ha problemi con la giustizia. Mi riferisco a Giuseppe Scopelliti, detenuto per reati gravi. Come presidente della Commissione Antimafia solleciterò tutte le forze politiche ad effettuare maggiori controlli ed una selezione più attenta nei confronti dei loro candidati e se questo non dovesse avvenire pubblicamente indicherò i soggetti che si vogliono candidare e che potrebbero rappresentare un problema per la dignità delle Istituzioni. Occorre tutti rimboccarci le maniche, estirpare le mafie, scegliere bene i nostri amministratori e ripartire da zero.