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Una commissione Antimafia più forte per battere le cosche tutti insieme

Siamo e saremo al fianco di chi combatte ogni giorno le cosche, nelle scuole come negli uffici giudiziari. E ora abbiamo dalla nostra una legge che dà maggiori poteri alla commissione. Gli obiettivi sono ambizioni ma con l’impegno e l’ascolto di tutti ce la faremo

In questa legislatura la commissione d’inchiesta più importante del nostro Paese, quella antimafia, si presenta con più poteri per stanare il malaffare, la criminalità e la gestione malata della cosa pubblica. Vogliamo far sentire la presenza dello Stato, capire a fondo le modalità con cui le mafie agiscono e cambiano pelle. Chi combatte le cosche ogni giorno deve avere in suo possesso informazioni sempre aggiornate!

Vi racconto intanto cos’è e come funziona questa commissione.

Si tratta di un gruppo di parlamentari (deputati e senatori insieme, per questo è definita ‘bicamerale’) che negli anni hanno sposato la causa della lotta alla criminalità organizzata e vogliono dedicare parte del loro lavoro istituzionale allo studio dei fenomeni mafiosi e delle realtà colpite con maggiore violenza dall’azione della malavita.
Stavolta la legge con cui il Parlamento crea questo organo l’abbiamo scritta noi! Chi combatte quella stessa criminalità che da decenni stritola i sogni delle persone oneste adesso avrà alle spalle una commissione più potente. I parlamentari dell’antimafia, infatti, da oggi potranno anche controllare il rapporto tra informazione e mafie, la composizione delle liste elettorali negli enti locali e la gestione dei beni confiscati alle ‘famiglie’.

Abbiamo priorità e obiettivi molto ambiziosi, come diffondere la cultura dell’antimafia soprattutto tra le giovani generazioni, scambiare informazioni e tecniche di contrasto alla criminalità organizzata con i Paesi stranieri (dove sempre più spesso operano i mafiosi), fare luce sui legami tra massoneria e mafie. Deve emergere FINALMENTE il ruolo svolto dalle istituzioni nell’ambito della Trattativa Stato-Mafia, sulla base delle recenti sentenze.

E ancora: rafforzare la legge sui pentiti, indagare sulle cause e sulle modalità dell’infiltrazione mafiosa negli enti locali; analizzare i legami che le mafie intrecciano con il gioco d’azzardo, l’informazione e le società sportive.

Quella contro le mafie deve essere la battaglia, DI TUTTI, contro l’omertà, contro il silenzio, contro il ricatto. Una lotta da fare assieme alle scuole, alle università, agli organi di stampa, accettando consigli e suggerimenti da tutti e non sottovalutando mai l’avversario. Non abbassando mai la guardia, non smettendo mai di studiare, di scoprire dove inizia ad annidarsi il malaffare. Stando tra la gente e percependo quella ‘mafia invisibile’ che sempre più spesso indossa un colletto bianco.

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