
Una commissione Antimafia più forte per battere le cosche tutti insieme
30 novembre 2018 alle ore 13:35•di Nicola Morra
Siamo e saremo al fianco di chi combatte ogni giorno le cosche, nelle scuole come negli uffici giudiziari. E ora abbiamo dalla nostra una legge che dà maggiori poteri alla commissione. Gli obiettivi sono ambizioni ma con l’impegno e l’ascolto di tutti ce la faremo
In questa legislatura la commissione d’inchiesta più importante del nostro Paese, quella antimafia, si presenta con più poteri per stanare il malaffare, la criminalità e la gestione malata della cosa pubblica. Vogliamo far sentire la presenza dello Stato, capire a fondo le modalità con cui le mafie agiscono e cambiano pelle. Chi combatte le cosche ogni giorno deve avere in suo possesso informazioni sempre aggiornate!
Vi racconto intanto cos’è e come funziona questa commissione.
Si tratta di un gruppo di parlamentari (deputati e senatori insieme, per questo è definita ‘bicamerale’) che negli anni hanno sposato la causa della lotta alla criminalità organizzata e vogliono dedicare parte del loro lavoro istituzionale allo studio dei fenomeni mafiosi e delle realtà colpite con maggiore violenza dall’azione della malavita.
Stavolta la legge con cui il Parlamento crea questo organo l’abbiamo scritta noi! Chi combatte quella stessa criminalità che da decenni stritola i sogni delle persone oneste adesso avrà alle spalle una commissione più potente. I parlamentari dell’antimafia, infatti, da oggi potranno anche controllare il rapporto tra informazione e mafie, la composizione delle liste elettorali negli enti locali e la gestione dei beni confiscati alle ‘famiglie’.
Abbiamo priorità e obiettivi molto ambiziosi, come diffondere la cultura dell’antimafia soprattutto tra le giovani generazioni, scambiare informazioni e tecniche di contrasto alla criminalità organizzata con i Paesi stranieri (dove sempre più spesso operano i mafiosi), fare luce sui legami tra massoneria e mafie. Deve emergere FINALMENTE il ruolo svolto dalle istituzioni nell’ambito della Trattativa Stato-Mafia, sulla base delle recenti sentenze.
E ancora: rafforzare la legge sui pentiti, indagare sulle cause e sulle modalità dell’infiltrazione mafiosa negli enti locali; analizzare i legami che le mafie intrecciano con il gioco d’azzardo, l’informazione e le società sportive.
Quella contro le mafie deve essere la battaglia, DI TUTTI, contro l’omertà, contro il silenzio, contro il ricatto. Una lotta da fare assieme alle scuole, alle università, agli organi di stampa, accettando consigli e suggerimenti da tutti e non sottovalutando mai l’avversario. Non abbassando mai la guardia, non smettendo mai di studiare, di scoprire dove inizia ad annidarsi il malaffare. Stando tra la gente e percependo quella ‘mafia invisibile’ che sempre più spesso indossa un colletto bianco.
Commenti (11)
salvatore algeri
30 novembre 2018 alle ore 14:37Il RDC è il primo passo per smantellare il sistema mafioso, i Portavoce cinquestelle devono avere come primo obiettivo di tirare fuori i numeri dei comuni(spesa pubblica locale), gli elenchi delle imprese ed i loro fatturati (oggi cosa possibile) per poter vedere se è avvenuta la rotazione delle imprese di fiducia e verificare la discriminazione di altre. In Sicilia ci sono supereroi che resistono nel dire no al sistema mafioso. Lo fanno senza armi. senza scorta e senza tesserini e devono combattere contro tutto e tutti cercando di non fallire, non farsi arrestare e non farsi ammazzare. Scrivo questo perchè, la prima cosa che deve fare un buon Governo è assicurarsi che un proprio cittadino non si trovi mai in uno stato di bisogno che per disperazione lo porti a cedere al malaffare o al ricatto politico. Inoltre vi dovreste accertare che i Giudici agiscano contro quei dipendenti pubblici che causano problemi ai cittadini ed imprenditori onesti e non pagano mai, questo è un vero problema. #Buonlavoro
fabrip
30 novembre 2018 alle ore 16:11la battaglia di tutti ....con buona parte " dell informazione autoesclusa" poi abbiamo veri GIORNALISTI usati troppo spesso per parare il c....o ai tanti giornalisti da salotto ...senza dimenticare movimenti strani per bloccare il tutto ...vediamo caio e buon lavoro
Maria D
30 novembre 2018 alle ore 19:34La corruzione è un fenomeno invisibile e, proprio per questo, potente. La corruzione alimenta le mafie che sono diventate transnazionali. Questo governo rappresenta l'ultima cura alla malattia, l'unica possibilità di guarigione, prima che sia troppo tardi. Il Paese è malato, gli italiani sono in difficoltà materiale e morale, anche se non la vedono la corruzione, ne percepiscono però gli effetti devastanti; conseguenze in termini di perdita di lavoro, di limitato accesso alle cure sanitarie, di impossibilità a lavorare da piccolo imprenditore, aumento del costo della vita ecc.
mb ts
30 novembre 2018 alle ore 20:00Bisogna arrivare ai piccioli, in Italia e all'estero. Le mafie potrebbero risultare il nostro salvadanaio visto le decine e decine di miliardi che ogni anno han lucrato con le loro attività criminali. Beni e denaro, se riusciremo a riprenderceli il debito pubblico sarà solo un brutto ricordo.
ettore
30 novembre 2018 alle ore 22:07Sono stra-contento! E come ha detto anche Marco Travaglio al quale và tutta la mia stima, rendiamo il nuovo Stato italiano capace di "unire" gli onesti facendoli attraversare il canale prima che si richiudano le acque!
Carla Pace
1 dicembre 2018 alle ore 08:20Finalmente inizia a muoversi con più forza la lotta alla " mafia strisciante" che infesta le istituzioni ed è piu forte nei piccoli centri d'Italia e si annida ovunque c'è odore di soldi.
Condivido la sinergia del Parlamento perché si sa, l'unione fa la forza ed è questa forza, nella quale noi cittadini speriamo, che riuscirà ad infiacchire la piovra che ci ha portato al collasso.
Auguri professore!!!! A lei ed a tutto il suo staff buon lavoro!!!!
Franz
1 dicembre 2018 alle ore 10:25Grazie x le RETATE fatte ai MAFIOSi negli ultimi mesi;-)
Avanti con la Pulizia. Togliamo la linfa di cui la malapolitica si é nutrita x anni x la spartizione del potere a danni dei cittadini, COSA che non gli perdonerò MAI.
Bravo NICOLA vai avanti e facci vedere la differenza tra te e il tuo predecessore :-)
Buon lavoro!
maria s., ancona
3 dicembre 2018 alle ore 00:25Falcone ha detto: segui il denaro. Ed è talmente vero che lo hanno "fermato".
Che poteri ha la commissione in questa direzione?
Non vorrei che quell'"anti" si traducesse in un ufficio "culturale", buono per le consultazioni future degli storici.
anna poggesi
3 dicembre 2018 alle ore 08:02la mafia si e' impossessata di sistemi evoluti e occulti elettronici con i quali ha instituito un dominio dove falsificando tutto , pilota a suo piacimento ogni settore . Per lucro o per depistaggio o persecuzione ..... !!!
Come venirne fuori ????
Serafino
3 dicembre 2018 alle ore 18:36La mafia che si annida ovunque, quando lo fa dietro una divisa per trafficare cocaina dal porto di Bari al centro Italia ci si chiede se ancora vale la pena lottare per una giustizia oppure riconoscere a se stessi che ormai la metastasi è divenuta incurabile e lasciar perdere.
Io ancora ci credo e sono certo che i nostri degni rappresentanti faranno quanto serve.
A.A.S.
4 dicembre 2018 alle ore 07:59Bisogna creare e istituire un ufficio (un numero di telefono) dove accogliere oggi, le denunce di chi
è vittima della mafia, dove si possa denunciare e rendere pubblico sotto lo stretto controllo della commissione antimafia ( perché oggi andare dai carabinieri e denunciare contro ignoti ti ridono in faccia è come denunciare il furto di una bicicletta perché sai già di non rivederla più)
Faccio i miei migliori auguri al Prof.Marra ( mi piacerebbe incontrarlo )
Forza M5S.
