
Scuola e futuro, arriva la task force degli insegnanti ambasciatori del digitale
24 novembre 2018 alle ore 11:16•di Salvatore Giuliano
Pensate a un qualunque ufficio pubblico di trent’anni fa. Ora pensate allo stesso ufficio oggi. Ci sono computer, stampanti, archivi digitali, posta certificata… Ecco, adesso pensate alla scuola dove siete andati voi o i vostri genitori e provate a trovare le differenze con quella di oggi… Ce ne sono troppo poche.
Il mondo cambia sempre più velocemente e in molti casi la scuola italiana fatica a stare al passo con questo cambiamento. Eppure tante delle opportunità che abbiamo oggi anche solo dieci anni fa non le avevamo.
È proprio l’urgenza di sfruttare queste opportunità che mi ha spinto, da dirigente scolastico, a lavorare negli anni per rendere l’istituto che dirigevo più uguale alla società in cui era ed è immerso. Insieme a docenti e studenti abbiamo sperimentato un modello di didattica che rende i ragazzi parte attiva dell’apprendimento, puntando sull’innovazione e sul digitale.
Quell’esperienza mi ha convinto ancor più che il nostro compito è fornire agli studenti maggiori competenze anche digitali, oltre alla consapevolezza dei diritti e dei doveri che scaturiscono dalle nuove tecnologie e alla possibilità di sperimentare e imparare innovando.
Da sottosegretario all’Istruzione ho subito voluto che nascesse una task force di 120 docenti iper-specializzati per sostenere le scuole italiane nell’innovazione metodologica e didattica, soprattutto tramite le nuove tecnologie. I docenti che formeranno queste “equipe formative territoriali” presteranno servizio presso scuole polo dedicate e coordineranno nei rispettivi territori iniziative mirate e attività di formazione.
Dobbiamo potenziare quello che già avviene in tante parti d’Italia: nuovi modi di fare scuola che mettano le ragazze e i ragazzi in condizione di essere protagonisti dei propri apprendimenti Questa squadra di insegnanti, facilitatori dell’innovazione, insieme alle comunità scolastiche, sarà il catalizzatore di metodologie didattiche sempre più necessarie per valorizzare la creatività e la capacità dei nostri giovani di essere i protagonisti di un futuro migliore.
Commenti (17)
lucapas
24 novembre 2018 alle ore 12:15Ottimo e suggerisco: basta Windows! Utilizziamo una bella distro Linux, magari personalizzandola per gli scopi voluti, e portiamo nella scuola la filosofia open source. Basta spendere per licenze, spendiamo in tecnici e formazione!
cab tar
24 novembre 2018 alle ore 13:08FINALMENTE SI MUOVE QUALCOSA. Ma ancora troppo poco. Io vedo ancora, nell'era del digitale, piccoli studenti ridotti al rango di sherpa, sommeggiare grossi zaini pieni di libri , .... il cui contenuto, .. è tutto da ridefinire, ... Il tema della digitalizzazione della scuola è tutto da impostare, ... compreso quello delle lobby degli editori scolastici. Ed io penso che siano proprio gli editori scolastici uno dei primi ostacoli alla modernizzazione degli strumenti di apprendimento. Vanno digitalizzati i libri, le biblioteche, , ... va creato un circuito interconnesso dell'e banche del sapere scolastico, .... Insomma, è ora di avere una scuola interconnessa, al passo con i tempi e con la possibilità di accedere allo scibile utile alla realizzazione dei programmi.
Giovanni
24 novembre 2018 alle ore 16:31Io vedo ancora professori telefonare con cellulari obsoleti pur essendo giovani,cerco di interagire ma noto una mancanza culturale del luogo.
cab tar
24 novembre 2018 alle ore 17:59Magari perchè gli insegnanti, con le paghe più basse d'europa e dei paesi industrializzati, invece di comperarsi il telefonino nuovo mantengono la famiglia. E poi, da quello vedi le carenze le carenze negli strumenti didattici??? Prova a fare uno sforzo, ... e magari ti accorgerai che l'intera organizzazione scolastica ha bisogno di ben altro solo per mettersi " alla pari" di paesi apparentemente più arretrati, come, ad esempio, la Cina o la Russia, ....
Alessandro A., Trieste
24 novembre 2018 alle ore 18:56Eh ma così mi stronchi il povero Giovanni che sta dicendo...vabbè strumenti digitali, ma chi ce li insegna se quelli non sanno manco usare lo smartphone?
Fate prima i corsi obbligatori per gli insegnanti e poi ne parliamo.
cab tar
24 novembre 2018 alle ore 17:53VEDO CHE IL TEMA TIRA POCO. Non solo, ma che poco se ne comprende il senso e le implicazioni. Eppure tutti avremmo dovuto essere stati poco o molto, studenti. Tutti avremmo dovuto accorgerci come la nostra vita scolastica, parte così importante della nostra gioventù, abbia occupato il nostro tempo, i nostri minuti, ore, giorni, anni, ... le nostre fatiche, i nostri pensieri, i nostri studi, ..... come abbia inciso sulla nostra formazione. Possibile che a tanta gente siano scivolati addosso così, ... senza lasciare una traccia critica ??? Senza destare un impulso di amore per i nostri figli ancor oggi costretti ad usare gli stessi strumenti educativi che usavamo noi 50 anni fa???? A dover rinunciare ancor oggi ai potenti strumenti che pure sono comunissimi e stanno nelle nostre case e nelle nostre tasche???? Adibiti ad usi ludici e poco altro??? E' così che dal primato della conoscenza e del benessere si scivola pigramente nell'analfabetismo di ritorno. Che tristezza.
Alessandro A., Trieste
24 novembre 2018 alle ore 18:28Evidentemente non è il tema che non interessa, è l'articolo un po' troppo generico, non trovi?
Gli strumenti digitali devono essere un DI PIU', cosa te ne fai di una montagna di informazioni sempre a portata di mano se poi non hai gli strumenti per interpretarle?
Mi dispiace, ma io rilevo che il livello medio di alfabetizzazione (di tipo tradizionale) si abbassa sempre di più e i contenuti dei cicli scolastici stanno regredendo all'indietro. Oggigiorno al primo anno di una facoltà scientifica c'è lo stesso livello di competenze di 20 anni fa in una terza o quarta superiore, a voler essere generosi. Per quanto riguarda quelle umanistiche stendiamo un velo pietoso, si riparte dall'analisi logica.
Edoardo Albeggiani
24 novembre 2018 alle ore 20:27Penso che sarebbe più opportuno occuparsi della messa in sicurezza delle scuole, dare fondi alle scuole per la cultura, quella vera ,basterebbe occuparsi delle biblioteche Tutto quello che è stato fatto sulla scuola sono solo proclami, nulla è cambiato e non penso che ci sia volontà do cambiare, sono convinto che il mondo della scuola non vi voterà più
Massimo Persico
25 novembre 2018 alle ore 00:24La rivoluzione digitale della scuola, deve fondarsi anche sull'utilizzo obbligatorio del software open source. Propongo l'obbligo di utilizzare i noti sistemi operativi con core Linux e i validissimi applicativi Libreoffice, Gimp ecc...
Oltre a ridurre gli investimenti in hardware e software, si avrebbe un miglioramento delle prestazioni. Occorre inoltre garantire da subito, a chi lo desidera, la disponibilità di tutti i libri in formato digitale. Attenderei comunque ad abbandonare le versioni cartacee, fino a quando non saranno disponibili ebook reader a colori. Collaboriamo tutti per una scuola pubblica che migliori gli obiettivi formativi e l'educazione dei nostri figli.
Elisabetta Matassa
25 novembre 2018 alle ore 00:33Piuttosto pensate a costruirle le scuole!
La scuola dove insegno è indecorosa: un plesso ricavato in un edificio vecchio, al di fuori di qualunque regola di sicurezza.
Per giunta con aule piccole e sovraffollate! Ci sono le Lim ed i computer in ogni classe, ma non funziona nulla...
Tony Marino
25 novembre 2018 alle ore 04:08Fermate la geoingegneria in Italia. ci stanno avvelenando!
Ogni giorno i cieli vengono irrorati da aerei militari.
Berlusconi nel 2003 ha firmato l'accordo con Bush, ufficialmente per il controllo climatico e da allora non c'e' tregua. Come e' possibile che il M5S non se ne interessI? i livelli di alluminio nelle acque piovane e' altissimo ed altamente tossico e' infatti accertato che e' causa di Alztaimer e Autismo.
La Russia non consente l'irrorazione dei cieli di questi veleni. Nelle Hawaii hanno bloccato le irrorazioni, cosi nella contea di Suffolk, NY.Fate qualcosa!
I'm writing this on . Today, just like last night, and yesterday, and many days prior, they have continued to spray and spray and spray and spray! It seems to have fallen on deaf ears or be completely ignored. Because the chemical just keep raining down. The taste and smell of heated beer cans in my mouth, nose, and sinus cavity never ends. I'm ready to take this challenge to the next level. WE do NOT consent!!!?
Galactic Service
My favorite bit of the testimony is when Allan Buckmann says "How did Monsanto know to create aluminum resistant plants, i don't think i've heard anybody ask that question!?"?
Lotus Flower
Many of the poisons in chemtrails are also in vaccines, coincidence isn't it??
Il Barone Zazà
25 novembre 2018 alle ore 08:54Sì, dott. Giuliano, è un'ottima idea ed era ora.....
Tuttavia benché pochi i commenti mi sembrano molto interessanti, in particolare quello di Alessandro A., Trieste, il quale fa giustamente notare che stimolare la mente con nuovi mezzi e tecniche, non deve però far venir meno l'apprendimento col metodo tradizionale. Perché è vero che gli studenti di oggi sono meno capaci e istruiti di quelli di prima. Inoltre vorrei suggerire la costruzione di centri di laboratorio per le applicazioni pratiche delle nozioni scientifiche. Qui a Napoli prima che venisse distrutta c'era la ''Città della scienza'' che era un gioiello che univa divertimento e conoscenza. Ora non penso a un'area così vasta, ma tante piccole città delle scienze in ogni scuola, magari al posto di quelle palestre inutili e sporche. Per quanto riguarda lo sport o educazione fisica o la si fa seriamente in strutture esterne alla scuola o tanto vale eliminarle proprio quelle due ore di nulla!
Lascio come sempre faccio, delle interessantissime osservazioni fatte dal giudice Davigo sulla cattiva pedagogia scolastica italiana.
Il Barone Zazà
25 novembre 2018 alle ore 09:02Non so se vi è capitato di ascoltare l'intervista di Piercamillo Davigo che parlava del sistema scolastico statunitense: ci sono sistemi organizzativi che permetterebbero di evitare le ''furbate'' degli studenti che fanno comunella per fregare i docenti; cosa che è fortemente diseducativa. Negli USA non conta il titolo di studio, che non ha valore legale, ma conta ciò che veramente sai, le competenze dimostrate sul campo. Insomma vige il principio della meritocrazia, quindi gli studenti non hanno nessun motivo di fregare i professori, ma gli conviene studiare davvero se vogliono fare strada nella vita. Inoltre per passare da una classe all'altra bisogna superare un esame di ammissione all'anno successivo. Ma la cosa più interessante è che le commissioni di esame sono costituite da professori esterni alla scuola e sconosciuti agli studenti. Il risultato è che i professori che seguono la classe durante l'anno, sono come dei preparatori, allenatori, quindi non ha senso fregarli, ma al contrario bisogna che comprendano quali sono le difficoltà degli studenti per correggere i metodi di studio e di apprendimento. In questo modo il professore viene visto con occhio diverso dagli studenti, non come un antagonista, bensì come il loro migliore alleato, colui che ti può aiutare a superare l'esame di fine anno.
QUESTA È LA VERA RIFORMA SCOLASTICA DA FARE!
saluti
Zazà
P.S.
A proposito, sapete se c’è ancora il sistema dei DEBITI formativi?
Un altro deprecabile esempio di dove si è spinta la propaganda del DEBITO!
Pierpaolo Welponer
25 novembre 2018 alle ore 21:30il sito era molto,molto MEGLIO PRIMA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Anna Ramundo
26 novembre 2018 alle ore 00:45Competenze digitali, innovazione tecnologica e didattica, argomenti importanti per una scuola nuova e adeguata ai tempi. Necessario e' anche rivedere i cicli scolastici. La scuola media inferiore e' l'anello debole del ns sistema scolastico. Tre anni sono insufficienti a sviluppare programmi organici e troppo presto si obbligano i ragazzi a fare scelte importati per il proprio futuro senza un adeguato approfondimento e nessuna consapevolezza. Fate qualcosa.
Giuseppe Gatto
26 novembre 2018 alle ore 10:56D'accordissimo, però cerchiamo anche di valorizzare la professionalità del docente, al quale si chiede sempre di più, con uno stipendio adeguato a quelli europei , come del resto il Movimento ha sempre promesso.
linkbato
26 novembre 2018 alle ore 19:23Un buon inizio....nel tempo bisogna aumentare uomini e euro
