
#RestitutionDay: un altro giorno importante per l'Abruzzo
27 novembre 2018 alle ore 15:03•di Sara Marcozzi
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Come sapete, in questi anni il Movimento 5 Stelle ha sempre messo al primo posto gli interessi dei cittadini. Non abbiamo mai rincorso carriere personali e dietro di noi non ci sono mai stati lobby o finanziatori occulti. Rendiamo conto del nostro operato solo ai cittadini che sono la nostra vera e unica forza. La cura per la nostra comunità è il motore di ogni nostra iniziativa, il motivo per cui mettiamo tutto il resto in secondo piano, vita, interessi personali, tempo libero, lavoro.
In 4 anni e mezzo, io e i miei colleghi Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi, Gianluca Ranieri e Riccardo Mercante, abbiamo rinunciato a 710.619,00 euro, grazie al taglio dei nostri stipendi da consiglieri regionali. Una somma importante considerando che siamo solo in 5 consiglieri. Una somma che ci rende fieri. Lo abbiamo fatto senza che una legge ce lo imponesse e abbiamo anche provato a dimezzare gli stipendi di tutto il consiglio regionale, depositando proposte di legge che ci sono state puntualmente bocciate da centrodestra e centrosinistra.
Ognuno di noi con la sua parte avrebbe potuto fare qualcosa per sé. Comprare una casa, accantonarli in un fondo, visto che per 5 anni abbiamo abbandonato i nostri precedenti lavori, o sostenere i nostri familiari o amici. Ma nessuno di noi lo ha fatto. Ogni mese abbiamo restituito la metà dei nostri stipendi perché abbiamo preso un impegno con i cittadini abruzzesi. Una promessa che manteniamo con orgoglio perché crediamo fermamente in quello che stiamo facendo.
L’affetto che quotidianamente ci dimostrano gli abruzzesi è la prova che stiamo percorrendo la strada giusta. In questi anni, con il taglio dei nostri 5 stipendi, il MoVimento 5 Stelle Abruzzo ha creato un "Fondo di Garanzia per il Microcredito alle PMI", che ha finanziato oltre 80 aziende abruzzesi dando respiro a tanti imprenditori sul territorio.
Ha acquistato e donato alla Protezione civile abruzzese una "Turbina Spalaneve" e ha finanziato tre borse di studio istituendo il Contest di Idee "Riscattiamo Bussi", per dar voce ai giovani progettisti abruzzesi, che hanno elaborato idee per la riconversione sostenibile del S.I.N Bussi sul Tirino.
Oggi siamo alla vigilia di un altro appuntamento importante che vogliamo condividere con tutti voi: il nostro nuovo progetto realizzato grazie al taglio dei nostri stipendi.
Per questo, vi invito domani, Mercoledì 28 Novembre alle ore 10:00 in Piazza Duomo a L’Aquila. Con noi ci sarà il Ministro Luigi Di Maio.
L’Abruzzo merita un Governo regionale attento alle esigenze di tutti, soprattutto dei più deboli. Insieme, accorciamo le distanze!
Commenti (7)
giuseppe mugo
27 novembre 2018 alle ore 16:30Decreto sicurezza...e altre schifezze... Mi spiace, ma io e altre migliaia di sostenitori non ci stiamo...non vendo l'anima al diavolo
fabrip
27 novembre 2018 alle ore 19:02saluti ..il mercato offre di tutto di piu' ...anche se la vedo un po complicata scegliere
cab tar
27 novembre 2018 alle ore 21:13Spiega a me ignorante: Cosa c'è che non va nel "Decreto Sicurezza" ???? E POI: CHE C'ENTRA CON QUESTO POST????
fabrip
27 novembre 2018 alle ore 19:00della turbina sapevo fin dal primo giorno ....certo non dall " informazione " ..pazienza ...comunque avanti cosi'
Giuseppe belotti
27 novembre 2018 alle ore 20:57Complimenti per la vostra coerenza, soprattutto quando si parla di soldi.
La grande stampa tace queste notizie perché certi giornalisti sono abituati a mangiare nella stessa mangiatoia dei politici al servizio delle lobby.
Fate sentire la vostra voce.
Enrico
27 novembre 2018 alle ore 23:09Bene Sara! Complimenti al Suo coraggio e spirito d'iniziativa;
se poi qualcuno si mettesse contro il Suo sorriso perderebbe la partita in partenza!
mitzumario
28 novembre 2018 alle ore 14:09Lo scrivo qui poiché non c’è un articolo recente sul “decreto sicurezza” in discussione: ho molte perplessità sulla reintroduzione del reato di “blocco stradale”. Ne può discendere che saranno lecite soltanto le manifestazioni che piacciono a chi governa (chi sia sia) e mi sembra un passo indietro della democrazia.
