[embed]https://www.facebook.com/gianluigi.paragone/videos/356014688290825/[/embed] Maria Elena Boschi ha avuto il coraggio di attaccare Luigi Di Maio sulla vicenda che riguarda suo padre, e l’ha fatto con un video dei suoi, ovvero ai limiti dell’inquietante. Degno di Shining. Matteo Renzi, d’altro canto, è riuscito a fare quasi peggio: prima ha scritto che si era “imposto di non dire nulla” e “di fare il signore, come sempre”, poi non ha resistito e ha iniziato a scrivere, rievocando il “fango gettato addosso” a suo padre e nientemeno che la “campagna d’odio dei 5 Stelle”. Bene, a questi due signori, vorrei spiegare brevemente la differenza abissale che esiste fra le storie dei loro padri e quella del padre di Luigi Di Maio. Luigi, infatti, ha immediatamente preso le distanze dall’errore del padre, rendendosi disponibile a fornire alle Iene, autrici del servizio, i documenti su questa vicenda. Con la massima trasparenza possibile. Nonostante gli avvenimenti non abbiano nessuna ripercussione sul Governo. Al contrario, invece, di quelli che coinvolgono i padri di Renzi e della Boschi. In quei casi, infatti, parliamo di provvedimenti del governo Renzi-Boschi con cui sono state salvate le banche amiche di famiglia, quelle che hanno truffato migliaia di piccoli risparmiatori. Parliamo di depistaggi e intralci alle indagini, di omissioni e di inchieste ancora in corso su cui non viene spesa una parola. Insomma, parliamo di questioni di ben altra natura e gravità, da cui, per giunta, Matteo Renzi e Maria Elena Boschi non hanno mai preso le distanze. Insomma, Renzi e la Boschi hanno perso l’ennesima occasione di tacere e di occuparsi, una volta tanto, delle esigenze dei cittadini.