
L'accademia della Crusca conferma: Termovalorizzatori è una parola inventata. Sono inceneritori
26 novembre 2018 alle ore 11:28•di Lucia Azzolina
I “termovalorizzatori” ? Una parola inventata. Sono inceneritori. Lo afferma nero su bianco l’Accademia della Crusca nella rivista “Crusca per voi” nel n. 36 del 2008 (http://www.accademiadellacrusca.it) .
La maggiore autorità linguistica italiana in un articolo a firma Raffaella Setti (leggi la versione integrale qui) spiega che “è probabile che come spesso accade per le nuove parole, anche termovalorizzatore sia stata creata in ambito industriale e diffusa per via mediatica”. Una parola inventata tanto che “nelle direttive europee sull'incenerimento dei rifiuti uscite tra il 1999 e il 2000 (la DE 1999/31/CE e la DE 2000/76/CE) si parla ancora soltanto di inceneritori”. Spiegano che sono impianti “ che non eliminano il processo della combustione dei rifiuti, con tutte le conseguenze che questo comporta sul piano dell'impatto ambientale”.
Giustamente la linguista ricorda che “che questo, spostamento semantico venga anche appoggiato dall'intenzione, da parte di produttori degli impianti e di amministratori, di allontanare nell'opinione pubblica l'idea della pericolosità ambientale e sottolineare il richiamo al valore dell'energia prodotta, è questione che va oltre le competenze del linguista". Così l’Accademia della Crusca spiega e smonta il marketing degli inceneritoristi sul piano linguistico.
Sul piano scientifico, aggiungiamo noi, invece non c’è nessuna valorizzazione energetica che invece avviene dal recupero di materia. Lo spiega lo studio di J. Morris, D. Canzonieri , "Recycling versus incineration. An Energy conservation Analisys”, Seattle, USA (qui il pdf ) dove i recupero di energia è calcolato in BTU/tonnellata (British Termal Unit) sia nell'incenerimento che nel recupero di materia. Bruciando 1 tonnellata di plastica si ottiene energia pari a 6.957 BTU, riciclandola e recuperandola 37.781 BTU, sei volte maggiore. Bruciando una tonnellata di carta si ottengono 3.338 BTU, riciclandola 11.343, Relatviamente ai tessuti: 3.130 BTU incenerindoli contro 18.100 BTU recuperando materia, per la gomma 6.351 BTU da incenerimento contro 20.550 BTU da riciclo. Insomma il recupero di materia vince sempre.
Cari lobbysti e piazzisti di notizie false, basta con gli inganni.
Lucia Azzolina, Movimento 5 Stelle Commissione Cultura Camera
Commenti (14)
carlo1
26 novembre 2018 alle ore 11:55OT
tanto per dire di non fare i bimbominkia che non serve a niente, anzi, serve a mettersi a scalare i vetri e a fare le palle al piede:
proprio adesso in tv (la7) un esponente del m5s, tra l'altro anche bravo quando non si va a infilare in minchiate indifendibili come questa, ha detto che l'europa aveva espresso parere negativo per motivi politici, nella manovra di bilancio, al reddito di cittadinanza.
questa e' una solenne cazzata. mai letto, ascoltato, visto, funzionari europei, troika, merkel, junker etc. dire o chiedere questo, cioe' di non fare il reddito di cittadinanza.
sfido chiunque qui dentro a trovare e linkare un'affermazione diretta, non un'intepretazione da qualche sito nazistofascistoide, dafinanzacreativa, berluschino, leghista, piddino, di qualche leader o burocrate europeo su questo.
non andiamo a infilarci in minchiate ideologiche che hanno poi origini marce.
p.s. si parla di savona fuori dal governo. magari. un'altra palla al piede fuori dalle palle. oltre a far alzare lo spread non ha fatto altro.
Beppe A.
26 novembre 2018 alle ore 14:59Quindi dover abbassare il deficit da 2,4 a 2,2 (3 miliardi in meno) come richiede bruxelles. che conseguentemente oggi di maio riporta: "Il deficit può diminuire, ma non la platea dei cittadini che riceve le misure" -> quindi molto meno per i meno abbienti del poco che gia' si erogava con il rdc..non e' andare contro?
continua pure a seguire i tromboni della voce del padrone (repubblica corriere manifesto hp) opinionisti del liberismo pagante, non ai dati reali.
Quella di savona un'altra invenzione mediatica perfettamente in linea con quanto sopra
Alessandro A., Trieste
26 novembre 2018 alle ore 12:44TERMOVALORIZZATORE
Buongiorno Lucia, non per criticare, ma solo per aggiungere.
Al di là di quello che dice l'Accademia della Crusca, che forse non conosce o ri-conosce molte parole usate in ambiente tecnico, 'termo-valorizzazione' per gli addetti ai lavori indica semplicemente un processo in cui non si butta via il calore prodotto (per svariate ragioni).
A livello funzionale la differenza tra i due tipi di impianto è la seguente:
1) INCENERITORE>GAS DI SCARICO
2)INCENERIRORE>RECUPERO DEL CALORE>GAS DI SCARICO
La tecnologia di incenerimento e la qualità del combustibile bruciato, più il controllo dei fumi di scarico fa poi la differenza sull'inquinamento puro e di solito la tecnologia adottata dipende dalla normativa (la scrive il Parlamento).
Senza addentrarci in questioni semantiche esiste una branca dell'ingegneria chimica che si occupa di valutare l'impatto ambientale e l'efficienza energetica dei processi durante tutto il ciclo di vita di un prodotto.
https://it.wikipedia.org/wiki/Life_Cycle_Assessment
Usando questi sistemi è possibile per esempio confrontare l'energia spesa per bruciare (anche recuperando l'energia) vs riciclare, o le tonnellate di CO2 prodotta nei due casi. Commissionate questo tipo di studi e avrete grafici pieni di colori da mostrare e per decidere il da farsi, con dati INCONTESTABILI.
Ne saprete senz'altro più di me, ma probabilmente esistono anche fondi europei per progetti che hanno il fine di ridurre le emissioni di CO2 e risparmiare energia.
Proposta: è forse possibile studiare degli incentivi ad hoc mentre si recuperano questi soldi?
Grazie e buon lavoro!
Alessandro A., Trieste
26 novembre 2018 alle ore 12:49PS: lo studio che suggerite di consultare nell'articolo risale al 1994...
CLAUDIO FABBRIZIO
26 novembre 2018 alle ore 14:50Ottimo articolo, ben articolato e documentato, come sempre. Vorrei inviarvi una preghiera: fatelo avere a quell'ignorante di Lilli Gruber che nonostante si fregi del titolo di giornalista persevera a definire gli inceneritore "termovalorizzatori" (anche nel correttore automatico di microsoft NON esiste ndr.)
Giampaolo ?
26 novembre 2018 alle ore 16:26Bruciano materiale inquinante, i fumi avvelenano le città, no inceneritori.
Luca Pellegrini
26 novembre 2018 alle ore 17:01Fino a quando non è stata inventata la plastica, gli inceneritori non esistevano.
Fino al 1950, non c'era nessun bisogno di inceneritori / termovalorizzatori; il legno era legno, adesso è un misto vernice, additivi e un pò di legno;
le riviste/libri/giornali non erano a colori...
tutto si poteva mettere nel letamaio, escluso le pietre, e dopo un pò di anni tutto si disfaceva; anche le auto, che dopo 3 anni dall' acquisto si bucavano la carrozzeria;
E allora anche il termine inceneritore e stato inventato, come l' inceneritore stesso.
Matthias Schulenburg
26 novembre 2018 alle ore 17:41Non vedo particolare inganni. semplicemente è un inceneritore che valorizza il calore (thermo)
se inquina o meno - in modo minore inquina sempre -dipende dall'età dell'impianto e dalla tecnologia applicata.
Non ho comunque trovato un paragone quanto inquini: come 10- 50 -100 autocarri?
Ovvio che con una buona raccolta differenziata ed impianti di ultima generazione riusciamo a ricuperare quasi tutto, ma appunto quasi. Le rimanenze vengono comunque conferite in discarica o ad un inceneritore.
Finora ho parlato dei rifiuti urbani, dei quali ne produciamo 30 milioni di tonnellate all'anno.
Gli inceneritori sono legati maggiormente a questi rifiuti.
Poi vanno aggiunti altri 135 milioni di tonnelate di rifiuti speciali di diverse origini manifatturiere, ospedaliere ed agricole che vengono smaltiti in altri impianti o discariche. Di questi 135 milioni di tonnelate di rifiuti, 9,9 milioni di tonnellate sono pericolosi e sono quelli che uccidono la gente.
Dal Pfas alle terre di fuoco, dai terreni imbevuti da metalli pesanti a quelli resi sterili da un eccesso di diserbanti, ecc.
A confronto gli inceneritori sono una inezia in quanto ad inquinamento.
Chiedo al sig. Costa ed al M5S di prendere una posizione più chiara in merito, invece di disquisire con l'Accademia della Crusca.
Per tutto il resto il mio incondizionato appoggio al M5S.
Pensiero *****
26 novembre 2018 alle ore 19:53Per alimentarli è necessario bruciare e bruciare tanto, quindi gli inceneritori sono sostenuti da chi non incentiva la differenziata ed il riciclo.
Il Barone Zazà
27 novembre 2018 alle ore 00:51E LA MONTAGNA PARTORÌ IL TOPOLINO
È bastato un po' di spread e un massone come Tria all'economia, per fregarvi.
CHE DELUSIONE!
Claudio Dal Col
27 novembre 2018 alle ore 18:47Comunque un cosiddetto termovalorizzatore e' un banale inceneritore, anche se fa un po' di H2O calda, inquina come un inceneritore di immondizia.
Sandro Bii
28 novembre 2018 alle ore 07:58Inquinano. Gli inceneritori da rottamare. Che conosci tu. Sai dove và a finire, realmente, il 60% della raccolta differenziata? Sveglia! Con simpatia da un pluriennale conoscitore del riciclo.
Sandro Bii
28 novembre 2018 alle ore 07:48Producono calore. Se bruciano oltre i 1.200 gradi escono elementi semplici scomposti. H, O, N... ecc.
Raccolta e selezione dei rifiuti: costo reale? REALE!
È colossale. Termovalorizzatori tipo Copenaghen, sono addirittura obsoleti. C'è ne sono di FANTASCIENTIFICI. Buon lavoro.
Roberto Lo Presti
28 novembre 2018 alle ore 14:19L'accademia della crusca fa il suo lavoro la parova "termovalorizzatore" indica un inceneritore che recupera il calore per produrre energia elettrica invece che disperderlo. Si non esiste in Italia ce ne sono pochissimi.
La termovalorizzazione brucia molta raccolta differenziata oltre che indifferenziata si chiama recupero energetico, presentano anche un bel po di tecnologia per abbattiemnto dei fumi esce veramente solo gar atmosferici ma l'abbattimento dei fumi genera altri rifiuti che devono essere gestiti.
Molte aziende necessitano dei termovalorizzatori obbligatoriamente, queste sono costrette a smaltire all'estero per mancanza di impianti nazionali.
La presenza di termovalorizzatori necessita della contemporanea presenza di discarica per conferire le ceneri ne rimane parecchia di materia anche dopo la combustione.
Tecnicamente è vero che non sono una soluzione moderna ma è anche vero che ne abbiamo troppo pochie sono necessari quindi andrebbero costruiti quelli necessari al farbisogno delle imprese e eliminati quelli per l'urbano dove si deve procedere con concetti di economia circolare.
