
La nostra battaglia per Pernigotti e Made in Italy continua
27 novembre 2018 alle ore 11:47•di Luigi Di Maio
Ieri sera, come promesso qualche settimana fa, io e il presidente Giuseppe Conte abbiamo incontrato la proprietà di Pernigotti. Abbiamo parlato a lungo con loro, spiegando il ruolo fondamentale che un marchio come Pernigotti ricopre in Italia, ma soprattutto nel territorio di Novi Ligure, dove è fonte di reddito per centinaia di famiglie orgogliose di rappresentarlo da una vita.
La strada è lunga e con l'azienda per ora abbiamo concordato di sospendere la procedura fino al 31 dicembre. Successivamente la strada che abbiamo indicato è quella di provare a reindustrializzare il sito di Novi Ligure; per farlo sarà nominato un soggetto terzo che possa verificare e valutare le opportunità produttive che arriveranno in queste settimane. In quella fase agli operai verrà garantita la cassa integrazione. Insomma, in questo modo si riuscirebbe a respirare, ma la nostra battaglia per la Pernigotti e per il Made in Italy continua.
Questo governo lavora per fare in modo che i lavoratori e le aziende vengano tutelati. Stiamo inoltre continuando a lavorare a una legge che vincoli i marchi storici italiani e le loro produzioni ai territori ai quali appartengono. Sarà un ulteriore passo verso la valorizzazione e la tutela del bene più prezioso a nostra disposizione: il Made in Italy.
Presto andrò a trovare i lavoratori a Novi Ligure e lì faremo un nuovo tavolo per capire a che punto siamo e delineare una strada che garantisca la dignità dei lavoratori e anche dello storico marchio.
Commenti (14)
Fabio
27 novembre 2018 alle ore 12:37questo governo e veramente rivoluzionario per l'italia .....aiuta veramente il popolo e i lavoratori , incredibile io in 50 anni non avevo mai visto una cosa del genere ......si potrebbe dire che siamo in nuovo Rinascimento italiano ........un governo che finalmente tratta alla pari con tutti sia forti che deboli .......se uno si gira indietro c'è da farsi venire i brividi , abbiamo avuto come capi di governo gente come berlusconi uno che si faceva ricattare dalle mignotte , tecnocrati scemi foraggiati dalle banche d'affari e bimbi minchia massoni , lo credo bene che stavamo facendo una brutta fine ,con queste mezze tacche del passato eravamo in mano al peggio del peggio . Finalmente un governo di gente vera , di veri italiani , di veri patrioti .
Alessandro A., Trieste
27 novembre 2018 alle ore 13:41"Stiamo inoltre continuando a lavorare a una legge che vincoli i marchi storici italiani e le loro produzioni ai territori ai quali appartengono. Sarà un ulteriore passo verso la valorizzazione e la tutela del bene più prezioso a nostra disposizione: il Made in Italy."
Esatto, chi chiude le produzioni in Italia non deve più potersi fregiare della dicitura 'Made in Italy'.
A tutela degli operatori dell'industria onesti e dei consumatori anche una lista ufficiale (ben pubblicizzata) di marchi storici che non hanno più stabilimenti di produzione sul territorio italiano non sarebbe male.
Si potrebbe poi studiare una sorta di indice delle produzioni italiane, certificate Made in Italy dal Suo Ministero, per i consumatori stranieri che vogliano informarsi.
Sandy*****s.
27 novembre 2018 alle ore 16:28Bravi!!! Orgogliosa di voi!!! Wm5s!!!
PATRIZIA V
27 novembre 2018 alle ore 17:31Grazie al Premier Conte e Luigi Di Maio e grande stima.
maria s., ancona
27 novembre 2018 alle ore 18:13Le aziende italiane (s)vendute all’Estero.
https://scenarieconomici.it/perche-le-aziende-italiane-finiscono-in-massa-svendute-allestero/
• 1999
• Algida (Unilever)
• 2000
• Emilio Pucci (Arnault, Francia)
• Fiat Ferroviaria (Alstom, Francia)
• 2001
• Bottega Veneta (Francia)
• Fendi (Francia)
• 2003
• Peroni (Sudafrica)
• Sps Italiana Pack Systems (Usa)
• 2005
• Acciaierie Lucchini (Russia)
• Benelli (Cina)
• 2006
• Carapelli Sasso e Bertolli (Spagna)
• Galbani (Francia)
• 2008
• Osvaldo Cariboni (Alstom, Francia)
• 2009
• Fiat Avio (divisione Fiat per il settore aerospaziale) (Usa,Inghilterra)
• 2010
• Fastweb (Svizzera, aveva già parte delle azioni dal 2007)
• Belfe (Sud Corea)
• Lario (Sud Corea)
• Boschetti alimentare (confetture) (Francia)
• 2011
• Gancia (Russia)
• Fiorucci (salumi) (Spagna)
• Parmalat (Lactalis, Francia)
• Bulgari (Francia)
• Brioni (Francia)
• Wind (Russia, prima Egitto)
• Edison (Francia)
• Mandarina Duck (Sud Corea)
• Loquendo (leader nelle tecnologie di riconoscimento vocale) (Usa)
• Eridania (zucchero) (Francia)
• 2012
• Star (Spagna) Controlla i marchi RisoChef, Pummarò, Sogni d’Oro, GranRagù Star, Orzo Bimbo ed Olita
• Ducati (Germania)
• Eskigel (produzione gelati per varie catene di supermercati) (UK)
• Valentino (Qatar)
• Ferretti (nautica) (Cina)
• AR Pelati (pomodori) (Giappone)
• Coccinelle (Sud Corea)
• Sixty (Cina) Proprietaria dei marchi Miss Sixty e Energie
• 2013
• Richard Ginori (venduta a Gucci, Francese)
• Loro Piana (Francia)
• Pernigotti (Turchia)
• Chianti Gallo Nero Docg (Cina)
• Pomellato (Francia)
• Scotti Oro (Spagna per il 25%).
Da acquisire dati sulla dislocazione delle produzioni e che cosa è successo dal 2013 ad oggi.
maria s., ancona
27 novembre 2018 alle ore 18:2013 acquisizioni della Francia su 41 in elenco, il 31,5 % .
maria s., ancona
27 novembre 2018 alle ore 18:57segue 2.
http://www.wallstreetitalia.com/made-in-italy-in-svendita-437-marchi-all-estero/
"Made in Italy in svendita: 437 marchi all’estero!"
------------------
"https://www.repubblica.it/economia/2015/12/14/news/marchi_italiani_all_estero_con_pininfarina_cresce_la_truppa-129474056/
"Un catalogo aggiornato alla fine del 2013 da Eurispes e Uil ha raccolto una selezione di 130 importanti marchi, che in un vent'ennio hanno cambiato le proprietà. Il database ha messo in evidenza che proprio l'alimentare e le bevande (43 operazioni) dominano la classifica, seguiti da abbigliamento-moda (26), automazione-meccanica (16) e arredo-casa (9); sono state registrate altre 36 aziende nella categoria "altro", riguardanti i comparti della chimica, edilizia, telecomunicazioni, design, energia e gas e altre."
Ancora
https://www.webeconomia.it/imprese-acquisite-e-delocalizzate-allestero-litalia-e-in-svendita/8185/
"Outlet Italia: aziende svendute sottocosto
Le aziende fondate in Italia che negli ultimi anni hanno cambiato bandiera sono centinaia, come emerge dal rapporto “Outlet Italia” di Eurispes. Un fenomeno che riguarda soprattutto i settori della moda e dell’alimentare, ma che non risparmia quello manifatturiero. “Molte delle nostre migliori realtà imprenditoriali – spiega Gian Maria Fara, presidente di Eurispes – sono state schiacciate dalla congiuntura economica negativa, unita all’iperburocratizzazione della macchina amministrativa, ad una tassazione iniqua, alla mancanza di aiuti e di tutele e alla impossibilità di accesso al credito bancario”.
segue
maria s., ancona
27 novembre 2018 alle ore 18:58segue 3.
"L’intreccio di tanti fattori critici, a giudizio del presidente di Eurispes, ha inciso sulla mortalità delle imprese creando una sorta di mercato “malato” all’interno del quale la chiusura di realtà imprenditoriali importanti per tipologia di produzione e per know-how si è accompagnata spesso ad una svendita (pre o post chiusura) necessaria di fronte alla impossibilità di proseguire l’attività."
L’AFFLUSSO DI CAPITALI ESTERI NEL NOSTRO PAESE NON È QUINDI AVVENUTO SECONDO LE NORMALI REGOLE DI MERCATO E LE AZIENDE SI SONO DOVUTE PIEGARE AD UNA VENDITA “SOTTOCOSTO” RISPETTO AL LORO REALE VALORE."
maria s., ancona
27 novembre 2018 alle ore 19:08@Boomerang
Una mia risposta alla sua del 26 novembre 2018 alle 11:45
https://www.ilblogdellestelle.it/2018/11/la-risposta-di-luigi-di-maio-al-servizio-delle-iene.html/comment-page-1#comment-6999374
Sandy*****s.
27 novembre 2018 alle ore 19:29Che belle persone! Il nostro luigi e il nostro premier conte! E poi come si dice...........anche l'occhio vuole la sua parte! Voi siete belli e sprizzate onesta' da tutti i pori!!! Rosicate bastardi!........rosicate!!!!
fabrip
27 novembre 2018 alle ore 19:35calenda su giu' sotto sopra e anche un po' di lato ...per la tivvu' era sempre a chiudere " tavoli " ..mah ...chiudi un tavolo tu..ma quel che passa in tivu' o nei talk è sempre un altra azienda in crisi ...sorvoliamo poi sulle " interviste " ...come esempio .ho seguito l incontro avuto con i rappresentanti della pernigotti sindacati e operai all uscita il giorno successivo in un talk ...nessuno sapeva nulla compresi gli operai intervistati ..non aggiungo altro
Alessandro A., Trieste
27 novembre 2018 alle ore 22:05ℳeravigliosa ℳaria
Giuseppe belotti
28 novembre 2018 alle ore 13:52Non sono convinto che le vendite delle aziende italiane a società estere siano sempre state svendute, penso che ci siano anche i paradisi fiscali dove vengono spostati i soldi di "prenditori" ai quali ormai non interessa più né l'Italia né gli italiani.
Agostino Sblendido
31 dicembre 2018 alle ore 09:36Dobbiamo finirla di svendere il Mady Italy e il nostro futuro io credo che bisognerebbe cambiare rapporti con i lavoratori e farli diventare azionisti di partecipazione daranno il meglio per la loro Azienda e per il loro futuro.
