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#BastaImpuniti ''Se i delitti non si prescrivono più, i processi durano meno'' parola di Davigo

#BastaImpuniti ''Se i delitti non si prescrivono più, i processi durano meno'' parola di Davigo

Author di MoVimento 5 Stelle
ore 14:21
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di Gianni Barbacetto - Il Fatto Quotidiano

La riforma della prescrizione è diventata uno dei punti caldi del confronto politico, anche dentro il governo. Piercamillo Davigo, ex pm di Mani pulite, ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati e oggi componente del Consiglio superiore della magistratura, è durissimo con quelle critiche che ritiene siano, semplicemente, bufale.

- Si sta dicendo che la riforma della prescrizione proposta dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede finisca per ledere gravemente i diritti dei cittadini.
Il sistema di prescrizione come in Italia c’è soltanto in Grecia. Bisogna farsi delle domande, prima di sostenere che vengono lesi i diritti dei cittadini. Quando in Italia hanno introdotto il nuovo codice di procedura penale, ci hanno raccontato che avremmo avuto il processo all’americana. Ebbene: negli Stati Uniti la prescrizione si blocca con l’inizio del processo. Quasi tutti gli argomenti che sono usati in questi giorni non hanno alcun addentellato con la realtà. È l’Italia l’anomalia: abbiamo un sistema giudiziario in cui un imputato condannato in primo grado fa appello per avere ridotta la pena, ma sperando in realtà di non scontare alcuna pena, neppure ridotta, perché tanto arriverà la prescrizione.

- Ma allungando i tempi di prescrizione, dicono i critici, si allungherà anche la durata dei processi, che in Italia è già esagerata.
Non è vero. Intervenendo sulla prescrizione i tempi si accorciano. I processi in Italia durano tanto perché ce ne sono troppi. E una causa è che ci sono troppi appelli e ricorsi in Cassazione, fatti in attesa che arrivi la prescrizione. Altra causa è che alcuni comportamenti che ridurrebbero la durata dei dibattimenti non sono attuati, perché per gli imputati e loro avvocati è più conveniente puntare sulla prescrizione del reato.

- Ci fa qualche esempio?
Le prove acquisite in indagine preliminare potrebbero essere acquisite al dibattimento, ma ci vuole l’accordo delle parti, l’accusa e la difesa. Questo accordo non c’è mai, perché le difese aspettano la prescrizione. Se a un poveretto rubano il libretto degli assegni e questi vengono spesi in dieci città diverse, il poveretto deve fare il giro di dieci processi in dieci città, mentre sarebbe più rapido acquisire la sua denuncia. Un altro esempio: l’articolo 525 del codice penale prevede che le sentenze siano pronunciate soltanto dal giudice che ha acquisito le prove. Ma nella vita reale succede che una giudice possa andare in maternità, o che un giudice sia trasferito in un’altra sede.
Che succede? Se cambia la composizione del collegio giudicante, il processo deve ricominciare da capo. E si può sperare nella prescrizione. Sa che cosa succede invece negli Stati Uniti?

- Che cosa succede?
Che il 90 per cento degli imputati si dichiara colpevole, se lo è, perché ha interesse a limitare i danni. Semmai le critiche da fare potrebbero essere sul momento scelto per bloccare la prescrizione.

- Meglio il momento della richiesta del rinvio a giudizio, come propone il suo collega antimafia Nino Di Matteo, o dopo l’avvenuto rinvio a giudizio, con l’inizio del dibattimento, come avviene negli Stati Uniti?
Si può scegliere. Ma c’è un’altra questione che non viene affrontata.

- Quale?
In Italia, se appellante è il solo imputato, non è possibile la reformatio in peius della pena: chi fa appello può avere la pena cambiata solo in meglio. Questo, per esempio in Francia, non c’è. Infatti in Francia solo il 40 per cento delle sentenze di condanna a pena da eseguire viene appellato, mentre in Italia il 100 per cento: ti conviene e non rischi nulla. Ma è così che, nella struttura piramidale della giustizia italiana, le Corti d’appello saltano.

- Le cifre dicono che solo il 20 per cento dei processi si prescrive dopo la sentenza di primo grado. Dunque la riforma non interverrebbe sull’80 per cento delle prescrizioni.
Il problema è che da noi la prescrizione non parte da quando il pm acquisisce la notizia di reato, ma da quando il fatto è avvenuto. Così le procure della Repubblica scoprono molti casi che sono successi magari 4 o 5 anni prima, che si prescrivono in 7 anni e mezzo e con solo 2 anni e mezzo per fare le indagini e celebrare tre gradi di giudizio. Impossibile. Sarebbe lavoro inutile, così le Procure li lasciano prescrivere per dedicarsi a inchieste più utili. Poi c’è comunque un imbuto tra Procura e Tribunale: a Roma la Procura ha 60mila processi pronti da mandare a giudizio, ma il Tribunale di Roma ne può accettare soltanto 12mila l’anno. Capisce che così il sistema non funziona.

- Che cosa si dovrebbe fare? Bisogna ridurre i processi…
Si deve depenalizzare drasticamente il sistema giudiziario. Ci sono troppi processi. Tutti questi processi non li possiamo fare.

- Non è che i magistrati lavorano poco e anche per questo i processi in Italia sono lunghissimi?
Le rispondo con le cifre della Commissione europea per l’efficacia della giustizia, che è un organo del Consiglio d’Europa. Dicono che i magistrati italiani, in quanto a numero di processi trattati, lavorano il doppio di quelli francesi e il quadruplo di quelli tedeschi.

- Molti che erano in passato favorevoli alla riforma della prescrizione, ora che è stata proposta, sembrano aver cambiato idea. Qualcuno anche tra i suoi colleghi magistrati. Perché?
Lo chieda a loro.

- Alcuni sostengono che andrebbe fatta una riforma organica, non introdotta con un emendamento.
Lei ha visto riforme organiche in questo Paese?

7 Nov 2018, 14:21 | Scrivi | Commenti (58) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: intervista, Piercamillo Davigo, prescrizione

Commenti

 

Visti i risultati ottenuti in parlamento non ci resta che .....PIANGERE!

franco 10.11.18 17:13| 
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Giudice Davico,
lei rappresenta un faro per me e par tanti altri cittadini che si sentono umiliati dal sistema attuale che permette ai potenti di sfuggire alla pena anche se sono riconosciuti e dimostrati i loro comportamenti delittuosi. La sua chiarezza mi conforta, ma se la norma o decreto appena approvato sulla prescrizione fosse, come pare, o come qualcuno dice, subordinata all'approvazione della revisione del sistema penale, da fare entro un anno, è chiaro il palese intento, di non farla attuare.
Allora si tratta di una fregatura ai danni del M5S e di tutti i cittadini che aspettano che si ponga fine allo scandaloso sistema che i potenti si sono costruito, per sfuggire ai rigori della legge in seguito ai loro reati. Se cosi fosse, meglio far saltare tutto che accettare una simile fregatura. Se al 1 gennaio 2020 la prescrizione non sarà spazzata via, non ci sarà ragione di restare al Governo del paese. Io comunque mi sentirei sconfitto e umiliato e non rimarrei, dopo otto anni, un solo minuto in più a militare nel Movimento.

Francesco A., Torino Commentatore certificato 10.11.18 08:05| 
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Buonasera Dimaio e Bonafede,
in un precedente commento avevo sperato e consigliato di non cedere alle lusinghe di Salvini e Bongiorno sullo stop alla prescrizione. in cuor mio però,ero sicuro che si sarebbero fatti uccellare: facile profeta! e come se ci avessero definiti "idioti di lungo corso" a noi 10 milioni di elettori di M5S, ed ai nostri rappresentanti governativi che gridano stupidamente al successo dell'accordo sulla prescrizione. una piccola lezione di economia: questo mancato provvedimento d'urgenza è propedeutico al futuro sviluppo economico e quindi al reddito di cittadinanza. chi allunga a dismisura i processi è uno pieno di soldi che preferisce darli agli avvocati piuttosto che pagare i tributi allo Stato. la consapevolezza che si possa prefigurare il carcere (veramente e non a chiacchiere) consiglierebbe più d'uno a dichiarazione di redditi più consone alla realtà: nel breve periodo (12 mesi max) ci sarebbero più introiti e più disponibilità per investimenti......e via discorrendo. del resto come vi spiegate il fronte unito dal PD a FI a Lega e F-d'I. contro questa semplice norma di civiltà? meri interessi economici e di lobby. Io avrei detto a Salvini: adesso approviamo l'emendamento così come proposto,; nella successiva riforma del proced. penale saranno apportate le opportune modifiche. invece con la scellerata scelta del duo Dimaio-Bonafede avremo deluso il nostro elettorato e ci avviamo allegramente verso percentuali pre-2013 cioè 20/24%. complimenti Enzoprof

Enzo D., Bisceglie Commentatore certificato Commentatore che ha donato a Rousseau 09.11.18 18:43| 
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Non sono del tutto in accordo con il dott. Davigo. Penso che contemporaneamente abbisogna riformare il processo penale e ammodernizzare l'intera Istituzione amministrativa dello Stato.

Luigi Brigida 09.11.18 13:28| 
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perche' di maio non ascolta davigo?
cosa sta succedendo?
siete li' per fare le cose ad ogni costo. spero non comincerete a pensare a qualche tornaconto.
quando deludete una persona la perdete per sempre. ricordatelo. un po' come le banche. persa la fiducia, perso il cliente.

rosanna scarpa, romano d'ezzelino Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 08.11.18 18:21| 
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Ottimi i contenuti dell'intervista del Grande Giurista Dr.Davigo.
Gli interventi sulla Costituzione originale del '48,mossi qvasi tutti da conflittualità fra
poteri,hanno di fatto complicato le situazioni.
Nel merito,le modifiche all'art.111C. introdotte da circa un ventennio hanno prodotto grande garbuglio giurisdizionale.
Ovvio che in siffatta situazione possano avvantaggiarsi i più scaltri piuttosto che i più sprovveduti.
Ben venga qvindi,nell'interesse collettivo,ogni iniziativa utile ad evitare elusioni talchè sia reso effettivo anche il più cogente ed integro contenuto dell'art.27C.
Saluti e cordialità dalla Romagna.

enzo bargellini, Santarcangelo di Romagna Commentatore certificato 08.11.18 14:05| 
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luca

il Movimento NON deve cedere neanche una virgola a questi "CRIMINALI PER CONTO TERZI" dei leghisti di Salvini !!!

luca C. Commentatore certificato Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 08.11.18 09:04| 
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Solo chi ha qualcosa da proteggere può essere contrario alla proposta di legge Bonafede.
Salvini appartiene a un partito nelle cui file si annidano esponenti del malaffare, e che spingono affinché i processi finiscano in prescrizione!. Capisco l'avvocato Bongiorno, difende i suoi interessi come avvocato, ma la proposta di legge è quella giusta e non si deve indietreggiare,succeda quel che deve succedere!!.
Se le Lega dice di voler cambiare questo paese, lo dimostri con i fatti e non a parole. Del resto, hanno firmato un contratto e ora lo rispettano. Diversamente se ne assumano la piena responsabilità di fronte al Paese.
Su questa legge, bisogna giocarsi tutto, senza compromessi.

mario pepe, CORSICO Commentatore certificato 08.11.18 08:42| 
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COME MAI LA7
non la invita in trasmissione.
SECONDO ME UNA PERSONA COME LEI DOVREBBE ANDARE E FAR SAPERE LA VERITA,
LUCA VARESE

luca pili (luca varese), morazzone Commentatore certificato 08.11.18 03:15| 
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comunque un dato su cui riflettere è il numero, la quantità dei Processi che ci sono in 'Italia.....
ritrae un'Italia dove a trovarne uno quasi onesto, sa del miracoloso.....
fatto questo pensiero, ritengo sempre giusta una proposta di Davigo, esempio nella sua categoria...

fabio S., roma Commentatore certificato 07.11.18 22:45| 
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Una domanda sorge spontanea: ma perché in Italia i processi durano molto di più, in media tre volte di più che in Germania?

Si devono rivedere le leggi; rendere chiaro cosa si può e cosa non si può fare. Contingentare i tempi per esempio per le indagini, i dibattimenti, i ricorsi e così via.

I cavilli e gli azzeccagarbugli vanno eliminati tutti.

Ciro M., Brussels Commentatore certificato 07.11.18 22:35| 
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Penso che le dichiarazioni del Dott.Davigo debbano essere prese come esempio da copiare totalmente per fare la legge sulle prescrizioni e sulla corruzione portarla avanti anche a costo di far saltare il governo ,la Lega non è molto affidabile come partner ma a corruzione sono mal messi anche loro e sarà molto difficile avere il loro voti alle leggi che M5S vuole portare avanti.

FRANCESCO PIU, PULA Commentatore certificato 07.11.18 20:44| 
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Discussione

In linea di massima sarei d’accordo se non fosse che i Magistrati non sono inviati di Dio sulla Terra, salvo delirare. Bene che non ci sia prescrizione. Bene che finalmente chi sbaglia paghi. Ma allo stesso tempo si riveda in modo serio, chiaro e severissimo, anche la norma sulla responsabilità dei Magistrati. Sono uno che ha subito quattro attentati nel 91 e 92, dichiarati dalle Autorità di “matrice mafiosa”. Dieci anni dopo è bastato che un giudice relazionasse che l’azienda che amministravo era già in difficoltà sin dal 1995 e che la situazione si era aggravata a seguito di una serie di attentati di matrice mafiosa, che sia la Procura e poi soprattutto il GIP (tra l’altro quest’ultimo presidente della locale sezione ANM) decretarono che ciò risultava dalle “indagini esperite”, sicché dieci anni di accertamenti (solo del sottoscritto persino con registrazioni e tutto a mio carico e rischio e pericolo) sono andate al macero, mentre subivo, insieme alla mia famiglia di tutto di più, anche le umiliazioni più sprezzanti e meschine a cominciare dalla stessa Magistratura, nonché costi e spese legali che dire dispendiose è un eufemismo. E neppure in dibattimento, che cercavo di affrontare malgrado fossi stato operato e chemio trattato, sono riuscito a raddrizzare l’evidente (piccola) storia di MafiaPolitica-Istituzioni in cui mi sono trovato. Poi senza soldi e gli anni che incalzano e la salute che se va, non si può che soccombere alla mafia-dello-Stato e rinunciare a lottare per potere almeno cercare di sopravvivere dignitosamente e soprattutto non distruggere anche la vita alla propria figlia. E allora, se dobbiamo tutti essere onesti come pure si deve pretendere in una Nazione civile, democratica e repubblicana, si riveda però anche la legge sulla responsabilità dei Magistrati, sicché così saremo tutti più fiduciosi (https://www.facebook.com/adduso - https://vivicentro.it/author/sebaddu/).

Sebastiano 07.11.18 20:20| 
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l'alternativa qual'è: la certezza di poter commettere qualsiasi reato e farla franca

luciano pasinetti, mestre Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee 07.11.18 20:06| 
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Ieri sera a "La 7", il presentatore Floris, affrontando il problema sulla "Precrizione", ha invitato una caterva di opinionisti e politici tutti, tranne qualcuno, schierati a favore della prescrizione. Come mai non ho visto Pier Camillo Davigo e tanti altri illustri magistrati schierati contro la prescrizione? Tutto in Italia viene artatamente pilotato dalle lobby giornalistiche e dai soliti poteri noti. "Quo usque tandem FANGO abutere patientia nostra?"

Paolo Barone, Palermo Commentatore certificato 07.11.18 19:58| 
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10 100 1000 Davigo ci vorrebbero in Italia.

fabio t. Commentatore certificato Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 07.11.18 19:57| 
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Finalmente si è fatto un'altro passo avanti! Comunque per ridurre i processi bisogna aumentare il Deterrente e cioè le SANZIONI ! la pena capitale non è un deterrente , anzi per certi versi è una come una sfida all'OK CORRAL . La giusta Sanzione la suggerisce DANTE ALIGHIERI nella Divina Commedia:
.. " LASCIATE OGNI SPERANZA O VOI CHE ENTRATE" ..,

per i reati minori :

- risarcimento in denaro tre volte superiore al danno cagionato,
-lavori obbligatori.

luciano m., sassari Commentatore certificato 07.11.18 19:44| 
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Grazie mille, Dott. Piercamillo Davigo, per le sue interessantissime precisazioni, che solo chi è in malafede può non condividere completamente:
- la prescrizione va bloccata con l’inizio del processo, come negli Stati Uniti;
- intervenendo sulla prescrizione la durata dei processi si accorcia;
- bisogna mettere la norma, come in Francia, che a chi ricorre in appello la pena può essere anche aumentata, invece che solamente diminuita, com’è ora.
Solo se si lascia la prescrizione così com’è ora, si lede gravemente i diritti dei cittadini!
Com’è ora, la prescrizione ha solo lo scopo di far sfuggire alla condanna i corrotti e i mafiosi.
Non si deve pensare solo agli interessi dei delinquenti, ma anche a quello delle vittime: a queste, pure se i processi durassero a lungo, senza la prescrizione rimane sempre la speranza di ricevere giustizia; mentre invece, CON LA DICHIARAZIONE DI INTERVENUTA PRESCRIZIONE, LA SPERANZA DI OTTENERE GIUSTIZIA VIENE ELIMINATA PER SEMPRE.

Santo Mazzotti, Remedello Commentatore certificato 07.11.18 19:35| 
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Questo è il Paese del Bengodi per chi delinque. Se vieni beccato (il che non è facile) basta soltanto attendere, pagando parcelle d'oro, e sei sicuro di farla franca.

Maria D., md3838060@gmail.com Commentatore certificato 07.11.18 19:34| 
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PERO' SIAMO SEMPRE LI': ma, la Lega, da che parte sta????? dalla parte degli onesti o dei ladroni tipo Bossi????

CARLO A., TARCENTO Commentatore certificato Commentatore che ha donato a Rousseau 07.11.18 19:25| 
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Quello della modifica della prescrizione il primo passo. Il secondo quello che si debba ritenere definitiva a tutti gli effetti la condanna in primo grado, compresa la Presunzione di innocenza. Salvo, revisioni nei gradi successivi. Uno che è stato condannato da un pubblico tribunale, dopo un dibattimento, non può ancora essere "presunto innocente". Il terzo deve essere il provvedimento che rende valide a tutti gli effetti le testimonianze rese in fase di istruttoria, senza doverle "rendere" nuovamente ed obbligatoriamente in dibattimento.

CARLO A., TARCENTO Commentatore certificato Commentatore che ha donato a Rousseau 07.11.18 19:22| 
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Tutto chiaro...grande Davigo.

antonino p. Commentatore certificato 07.11.18 19:08| 
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Il ricorso in appello ed in cassazione, dovrebbero prevedere innalzamenti di pene in caso di conferme di colpevolezza.

enrico caserza, sant'olcese (GE) Commentatore certificato Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 07.11.18 18:58| 
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DUREREBBERO MENO
CE NE SAREBBERO MENO
se sanno che li sbatti in galera

Alberto Ragazzi, Sesto san Giovanni Commentatore certificato 07.11.18 18:14| 
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Naturalmente Davigo è un grandissimo, lo so da tanti anni, dai tempi di Mani pulite. Io penso che l'interruzione della prescrizione sia assolutamente necessaria al paese: innanzitutto dal punto di vista morale e dopo anche dal punto di vista economico.

Io credo che la certezza dell'impunità regalata dalla prescrizione aumenti a dismisura il numero dei reati perché, se non hai una morale che ti impedisce di commettere reati comunque, soltanto la paura di pene certe e severe può contribuire a ridurli.

Naturalmente anche io credo che per avere una giustizia davvero funzionante siano poi necessari numerosi altri interventi ma questo è soltanto un primo passo importante anche se io abolirei proprio il concetto di prescrizione. Purtroppo il governo di coalizione con la lega taglia le ali.

A questo riguardo io spero che questo governo pensi anche a una seria e semplice riforma della legge elettorale in senso maggioritario che consenta soltanto a d un partito di governare. Basterebbe rimettere in funzione il vecchio Mattarellum con poche correzioni al Senato.

gabriella bianchini, roma Commentatore certificato 07.11.18 18:08| 
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Solo questo mi basta e avanza per avere dal governo una buona legge sulla prescrizione. FORZA RAGAZZI SIAMO TUTTI E TUTTE COL GOVERNO CARIOCA.

gianluigi f., pandino Commentatore certificato 07.11.18 17:30| 
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Parole sante quelle di Davigo: facciamone tesoro.

Francescaaa G., Salerno Commentatore certificato 07.11.18 17:12| 
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Il gruppetto di “dissidenti” dei Cinquestelle non ha preso parte alla votazione e si è allargato a cinque senatori: oltre a De Falco, Nugnes, Fattori e Matteo Mantero, ha preferito disertare l’Aula anche Virginia La Mura. Rispetto alla fiducia al governo di giugno che raggiunse quota 171, sono mancati 8 voti. Due per via dell’assenza di Giarrusso e Deledda per motivi di salute, uno per l’astensione dell’ex grillino Carlo Martelli e cinque per via dei “dissidenti”. “Ho segnalato ai probiviri il comportamento tenuto in Aula dai senatori De Falco, Nugnes, Fattori, Mantero e La Mura, che hanno avviato un’istruttoria nei loro confronti”, ha annunciato il capogruppo del M5s, Stefano Patuanelli: “Si tratta di un comportamento particolarmente grave – ha aggiunto Patuanelli – visto che si trattava di un voto di fiducia al Governo”. (e io sono d'accordo)

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 17:08| 
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Discussione

SUI 5 CHE SI SONO MESSI CONTRO LA VOLONTA' DEL MOVIMENTO.
Io sostengo la necessità, prima di prendere qualunque decisione legislativa, che ognuno presenti le sue proposte, che ci sia la massima libertà di discussione in ogni gruppo, che tutti partecipino ampiamente e al massimo delle loro singole prospettive, ma, quando la decisione su una legge è stata presa a maggioranza, occorre che su quella si concentrino i voti di tutti per non mandare tutto a puttana, perché il singolo parere di uno non sia di danno alla totalità.
I momenti sono 1: nel primo massima libertà; nel secondo massima coesione e fedeltà.
Ma se poi il voto è alla fiducia e la persistenza stessa del governo si regge su un filo e può cadere anche per un voto solo, allora non transigo: chi in quel frangente si mette contro il gruppo è solo un rompicoglioni che mette la sua opinione sopra la volontà del gruppo. E i rompicoglioni vanno cacciati!

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 16:56| 
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Discussione

Ce ne vorrebbero di persone serie e pulite come Davigo!
Concordo con le sue parole dalla prima all'ultima.

aldino c., Messina Commentatore certificato 07.11.18 16:32| 
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ALESSANDRA DANIELE
Pace fatta fra i leader europei: finalmente è stato individuato l’autentico responsabile della crisi economica mondiale, che perciò dovrà pagarne tutte le spese.
Tu.
No, non è il solito ”tu” retorico, si tratta proprio di te che stai leggendo.
Sei licenziato.
Alza il culo, raccogli le tue cianfrusaglie, e levati dai coglioni.
Sì, subito, i mercati non aspettano.
No, non c’è più niente che tu possa fare per evitarlo, l’Articolo 18 è clinicamente morto. Ormai si tratta solo di staccare la spina, e il Vaticano non si oppone. Chiamalo pure Articolo Mortis.
Cosa c’è, sei incazzato/a, anzi ”indignado” come dite voi? Calmati.
Ti sconsigliamo di scendere in piazza, ha piovuto, è allagata dal fango.
Ti sconsigliamo di provare a bruciare un’automobile, sei così incapace che finiresti per bruciare la tua.
Torna a casa, e accendi la Tv. Ci sono sempre in onda vari talk show, e in tutti c’è Sallusti. Terreo e ubiquo, come Padre Pio. Ascolta le sue sante parole, e vergognati.
Tu sei un parassita. Un peso morto. Per anni hai preteso di essere pagato per lavorare, e persino di essere pagato dopo aver lavorato, ormai vecchio e inutile.
Un sopruso che i mercati non intendono più subire.
Il lavoro non è un diritto, è una merce. E tu non potrai più costringere nessuno a comprare la tua merce avariata.
Tu non ci servi. Al mondo ci sono milioni di disperati pronti a strisciare per un decimo del tuo stipendio, tu non sei competitivo, sei un pessimo affare, anzi, sei proprio una patacca.
Levati dai coglioni, e ringraziaci di non averti denunciato per truffa.
Ringraziaci di aver difeso la libertà dei mercati, di aver trovato l’ingranaggio guasto che inceppava la meravigliosa macchina del Capitalismo.
Tu sei il guasto. E sarai rimosso, in modo che la macchina del Capitalismo torni a macinare risorse umane e naturali a pieno regime.
Il futuro di cui parli non ti è stato rubato, non è mai esistito. Tu non hai mai avuto nessun futuro.

segue sotto

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 16:31| 
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siamo attaccati da tutti quelli che non vogliono la legalita andate avanti ragazzi che e ora di levare il marciume dall italia

giancarlo ricomini, marina di carrara toscana Commentatore certificato 07.11.18 16:30| 
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Discussione

Si dice che la vita di un uomo sia completa quando ha piantato un albero, fatto un figlio, costruito una casa, scritto una poesia, amato un partner.
Io ho scritto molte poesie, piantato un giardino, costruito con le mie mani una casa, fatto una figlia, amato mio marito.
Dovremmo dire che la vita di un uomo è completa quando si è battuto per un diritto, ha aiutato una causa, si è ribellato a un prepotente, ha accolto un bisognoso, si è sentito tutt’uno col mondo.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 16:29| 
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Se ci sono (così tanti) condannati nei primi gradi di giudizio, graziati dalla prescrizione, inclusi i loro lautamente pagati avvocati, che paventano l'allungamento dei tempi di una giustizia senza prescrizione,
allora c'è una probabilità che al contrario, si possa ridurre il numero e i tempi dei processi.
Se però a preoccuparsi sono anche gli altri avvocati, la magistratura e tutti quelli che si occupano di giustizia in Italia,
allora la probabilità è molto più alta..

biagio salvati SALVATI Commentatore certificato 07.11.18 16:28| 
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MORTE AL WELFARE. LA DEBITOCRAZIA E’ SODDISFATTA
Viviana Vivarelli

La Bce si rallegra. Il capitalismo mondiale è soddisfatto della massacrata che la debitocrazia è riuscita a sferrare al lavoro e al welfare europeo. E si ritroverà con tanti beni immobiliari e territoriali acquistabili a prezzi ridicoli dove investire i suoi lauti ricavi, quelli stessi che ha ottenuto massacrando lo stesso mondo del lavoro, rovinando il clima, allargando le guerre, colonizzando i più deboli, inquinano il pianeta.
Non c’è che dire: un crasso guadagno! La crisi ha reso ottimamente al grande capitale internazionale!
Le privatizzazioni avanzano, le liberalizzazioni procedono, le difese del lavoro sono a pezzi, lo stato sociale è in frantumi, i paesi hanno perso la loro sovranità, la democrazia è una parodia ridicola, le Costituzioni stanno al cesso. Una grande vittoria! I deboli baluardi che le masse avevano eretto in decenni di lotta sono spazzati via in nome di un interesse superiore: le ragioni del capitale.
In cambio di tanta durezza contro i poveri, nemmeno un euro è stato tolto e nemmeno un freno è stato posto al corrotto mondo della politica, al ricco mondo delle banche, al viziato mondo della Borsa, all’interesse sprezzante delle multinazionali.
Non un solo taglio ai privilegi dei potenti, non una sola regola alla speculazione finanziaria, non un solo freno alla condotta spaventosa delle banche.
Ormai senza schermi, la Comunità Europea è oggi palesemente la più grande minaccia per i lavoratori e le famiglie europee.
Caduti i veli dell’ipocrisia retorica e dell’apologia illusoria, l’Europa si schiera con la ragione del credito a fianco dei dissolutori del mondo: la Banca Mondiale, l ‘Organizzazione mondiale del commercio, il Fondo Monetario, il grande capitalismo americano. L’Ordine Mondiale della grande Destra ancora una volta ha vinto. E i cittadini ancora una volta hanno perso. Qualcuno può ancora dire che la grande crisi non è stata scatenata da chi oggi se ne avvantaggia?

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 16:23| 
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Francesco Alessandro
Mi viene in mente una frase sentita su di un uomo che voleva sapere a che altezza si innalzavano le torri sulla sua città e che solo quando salì su di una alta collina riuscì a comprendere con chiarezza ogni cosa e ogni misura…Ma dentro di noi c’è tanta speranza di cambiare in meglio il nostro mondo e il nostro modo di vivere in maggiore armonia ed intelligenza e questa è la più grande ricchezza che nessuno se la difendiamo personalmente e stando insieme potrà portarci mai via.
.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 16:22| 
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Kaufman: “La crisi della politica e della forma partito si ripercuote nella scomparsa più o meno graduale dei confini ideologici ed estetici tra le varie forze ed è logico che tale processo si manifesti nella crisi delle vocazioni”.
Il nuovo che avanza finisce per non essere altro che una lotta di potere interna, del tutto personale, come la lotta freudiana dei giovani maschi che vogliono esautorare il vecchio capobranco, mostrando apparenze più appetibili.
Quando si è persa la corsa della storia, quando è caduta la sintonia per cui un partito è sentito come portavoce di un insieme sociale, tutti i riassemblamenti che il potere opera nel suo interno per non perdere la corsa, il cambio del nome o di simbolo, le finte aperture, le alleanze, le compravendite, non sono che tentativi velleitari di ridare vita a un corpo morto. Tentativi di rianimazione fallimentari.
Solo chi riesce a focalizzare in sé il senso del tempo che vive crea la storia, nel senso che la storia scorre già in lui, e solo chi sa dire meglio quello che sta nelle aspirazioni di tutti, ha speranza di essere la scintilla che produce quel passo in più verso la creazione del nuovo che si chiama progresso storico o evoluzione.
Questo la gente lo capisce, lo fiuta, lo intuisce, amando coloro che del suo cammino si fanno portavoce. Al di là dei punti programmatici o della loro visibilità, c’è negli araldi il segno di un nuovo cammino, che non può essere tradito né distrutto.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 16:21| 
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Scrive Kaufman: “Gli organismi biologici non si limitano ad evolvere singolarmente, essi evolvendo si influenzano a vicenda dando vita a vere e proprie reti auto-consistenti (ecosistemi, comunità..), al margine del caos , e sempre pronte a ri-modularsi”
La fissità dei vecchi sistemi,capaci solo di autoriprodursi, portava fatalmente alla loro estinzione. Il nuovo sistema dovrà essere capace di co-evoluzione, un’evoluzione collettiva, fluida, con continue inferenze reciproche in grado di modificare il contesto.
Oggi i partiti politici si disputano spazi di vita e di riproduzione nell’ecosistema parlamentare italiano e non. Questo è il kaos che si autoestingue in modo del tutto autoreferenziale, visto che sopra di esso la sovrastruttura finanziaria si è sostituita alla struttura produttiva e a quella politica. In questo modo il sistema si avvita su se stesso e muore. Ogni atto politico, di chi governa come di chi subisce, è annullato dalla follia di altri poteri superiori e nefasti.
Viene allora da chiedersi che senso abbiano le differenze e le frammentazioni partitiche, quando siamo tutti succubi o vittime di una follia che sta altrove e di cui ci sfugge il senso. Solo riacquistando il senso di una totalità, di un insieme, possiamo salvarci.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 16:21| 
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ALCHIMIA

Studiando alchimia, devo per forza di cose studiare le correlazioni, le concordanze, le analogie, il concetto stesso di ‘organismo’ che fa di un insieme qualcosa di più di una sommatoria e lo trasforma in un corpo ‘cosmico’, dal greco kosmos, ordine, che è l’opposto di kaos. Chaos era nel mondo latino l’ampia voragine in cui erano commisti, prima che nascesse il cosmo, i 4 elementi fondamentali,l’immenso spazio vuoto da cui nacquero tutte le cose. Nel chaos ogni parte va da sé, oppure interviene un capo che subordina le parti, stabilendo una piramide di potere, una gerarchia.
Nel cosmos non ci sono gerarchie,non ci sono piramidi. Ogni parte ha la sua funzione nell’armonia del tutto e tutte le parti scorrono egualmente importanti al benessere dell’insieme.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 16:18| 
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ASSALTO ALLA DEMOCRAZIA
Viviana Vivarelli

All’interno del Grande Ordine Capitalista mondiale, di cui sono gli strumenti la Bce oggi, o il Mes domani, e i grandi organismi finanziari mondiali sempre, WTO, BM o FMI, tutte le parole della democrazia sono diventate di colpo senza valore: governi, parlamenti, partiti, elezioni, referendum, Costituzioni.. che cosa sono oggi? A che servono?
Se una letterina della Bce manda a puttana tutta la storia della democrazia, 150 anni di lotte per i diritti del lavoro, tutti i movimenti per i diritti civili, l’intera sovranità popolare, i responsi elettorali, la volontà espressa col referendum … vuol dire che la Bce ci manda a dire, senza mezzi termini, che della nostra democrazia se ne frega, che la democrazia è morta, e che di fatto viviamo in un sistema dittatoriale, dove il potere del capitale comanda tutto, della volontà espressa democraticamente se ne sbatte e che qualunque cosa decidiamo a livello democratico non ha la più pallida importanza.
Che questo sia dichiarato addirittura in un periodo in cui lo stesso sistema capitalista ha dimostrato di aver mandato in crisi economica e finanziaria tutto il mondo è addirittura atroce, come se un agonizzante si levasse dal suo letto di morte per pugnalare chi ha attorno.
A questo punto, che vada su Renzi al posto di Bersani, o Alfano al posto di D’Alema, non mi cambia la situazione, anzi rende ancora più grottesche le velleità di coloro che lottano per il proprio potere personale all’interno di un sistema di enorme schiavitù, in cui sono implicati con apporto indifferente alla gravità di fondo, e in cui la libertà diventa solo il soggettivo successo personale di qualche guitto.
Se non si contesta il sistema non si fa nulla.
Se si rimane nel sistema non si serve a nulla.
Ma gli elettori stentano a capirlo, sembrano prigionieri in una bolla di Maya, in cui si continua a ritenere vero quello che era vero ieri, senza capire quanto sia tragico quello che è successo oggi.


segue sotto

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 16:14| 
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Discussione

LIVELLI
Viviana Vivarelli

Ognuno di noi è ad un livello dell’essere.
Il problema a salire ad un livello superiore.
Qualunque cosa siamo: amanti, maestri, medici, contadini, cittadini, politici.. il problema è sempre quello: fare meglio quello che abbiamo sempre fatto o fare qualcosa che non abbiamo mai fatto, traendo da noi l’invenzione, la scoperta, l’innovazione, la creazione..
Il volo è questo.
Finora volavano i solitari: Leonardo, Newton, Einstein, Van Gogh..
Oggi la realtà organica dell’Universo richiede che voliamo insieme per la salvezza comune.
L’individuo isolato ha le ali del gruppo e questo può portarlo molto in alto.
E’ un passo avanti sul mondo frantumato e diviso e finora proprio su questa frantumazione e divisione ha avuto la meglio il discorso unitario del Potere.
L’Apocalisse termina con i 144.000 giusti.
Loro salveranno la Terra.
..

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 16:12| 
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-Che cosa ti piaceva del blog?
-Mi piaceva il dialogo. Questo entrare così intimamente nel pensiero degli altri, così da perdere totalmente il senso della mia solitudine, non che io non la ami la mia solitudine, l’ho sempre amata perché ha sempre fruttato il meglio di me e mi è stata necessaria, ma questo penetrare la mente degli altri, questa vicinanza così interiore e così immediata era eccitante, dava l’ebbrezza di una grande esperienza d’anima, come volare tutti insieme e tutti insieme costruire un mondo nuovo. C’era una grande visione dietro a tanti post, ancora confusa e primitiva certo, ma sentivamo, in qualche modo, che essa era superiore ad ognuno di noi. E ci guidava. E sentivamo che, restando così uniti, essa sarebbe diventata ogni giorno più chiara.
-E cosa non ti piaceva del blog?
-La facilità con cui, mentre esaltava i nostri sentimenti migliori, aizzava anche quelli peggiori. C’era sempre il momento in cui anche il più educato cedeva alla stizza, agli attacchi dei troll, e diventava aggressivo. In qualche modo il blog rappresentava una luce e i troll ne erano attratti come le falene e cercavano di sabotarla, come i bambini che non sanno giocare cercano di sabotare i giochi felici dei gruppi affiatati. C’era la chiara consapevolezza che dovevamo difendere in qualche modo la visione, perché era un nostro bene, ma non potevamo non cedere all’irritazione contro quanti cercavano di danneggiarla. Col tempo questa irritazione diventò un’intolleranza feroce e ci rallentava. Ma anche quello era un problema che in un mondo nuovo dovevamo in qualche modo risolvere.
..

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 16:12| 
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L'iniziativa M5S portata avanti dal ministro Buonafede è sacrosanta !! E comunque io mi fido del parere favorevole di Davigo, integerrimo e preparatissimo magistrato ! La Lega se ne faccia una ragione, se non vuole apparire il difensore dei corrotti e dei criminali, contro l'immagine che vuole accreditare !!! Avanti senza cedimenti e senza incertezze !! Come "ruspe" !!!!

Rinaldo A., Roma Commentatore certificato 07.11.18 16:01| 
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Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi,
altri che lottano un anno e sono più bravi,
ci sono quelli che lottano più anni
e sono ancora più bravi,
però ci sono quelli che lottano tutta la vita:
essi sono gli indispensabili.

(Bertolt Brecht)

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 16:01| 
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Ida
“Le pecore, hanno bisogno del pastore con i suoi cani.
I gabbiani, hanno solo bisogno del vento.”

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 16:00| 
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Antoine de Saint Exupery:
“Se vuoi costruire una nave, non radunare gli uomini per raccogliere il legno e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito”.
..

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 15:59| 
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La Lega capirà. La Lega sceglierà la via giusta per il popolo: accettare i consigli del M5S in materia di riforma del diritto penale e della prescrizione.

Giuseppe C., Sinalunga Commentatore certificato 07.11.18 15:42| 
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Giuseppe Conte: Stasera a New York un nostro scienziato, Alberto Mantovani, verrà insignito del prestigioso premio Aicf per le sue ricerche sull’immunoterapia contro il cancro. La ricerca scientifica italiana vanta punte di eccellenza che il mondo ci invidia: congratulazioni al nostro Mantovani!

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 07.11.18 14:41| 
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Caro Davigo,lei sta sbagliando,sa quanti qui la pensano diversamente e al contrario?
Sto scherzando,ma cosa vuole siamo invasi da troll ed infiltrati dell'opposizione che vorrebbero darle torto.
Avanti così Dottor Davigo,che il suo messaggio arrivi anche a costoro e si spargano la fronte di cenere e chiedano umilmente scusa,non al Movimento,ma a lei che è una persona capace e competente,ma sopratutto una magistrato onesto!
Grazie del Suo conforto!

oreste *****, sp Commentatore certificato Commentatore che ha donato a Rousseau 07.11.18 14:37| 
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