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Torino City Lab. La politica di innovazione della Città di Torino

Torino City Lab. La politica di innovazione della Città di Torino

Author di MoVimento 5 Stelle
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di Paola Pisano, assessora all’innovazione, sistemi informativi, servizi civici, partecipazione del Comune di Torino

Al via Torino City Lab. Nel 2016, quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto di una città innovativa, abbiamo pensato che Torino dovesse coprire il ruolo di città guida nella trasformazione tecnologica e sociale che stava investendo il nostro paese, in modo consapevole, coordinato, condiviso e con tutti gli attori del territorio.

Guidare una trasformazione significa attrarre nel nostro territorio i cambiamenti che provocano quella trasformazione, cambiamenti inevitabilmente legati a quei soggetti che fanno della trasformazione la loro attività: gli innovatori.

Innovazione: perché Torino?
Perché gli innovatori dovrebbero scegliere la nostra città per sviluppare le loro innovazioni? Quale può essere il loro bisogno non ancora coperto dalle altre città? La risposta l’abbiamo trovata nella natura stessa dei soggetti che innovano: gli innovatori per loro natura hanno la necessità di testare le proprie innovazioni in un ambiente reale per dimostrarne la validità e contestualmente migliorarle, incorporando i feedback degli utilizzatori. Poche città (ad oggi parrebbe nessuna) si mettono totalmente a disposizione per il testing di innovazione ma sebbene questo fattore sia necessario non è però sufficiente. Un’innovazione deve essere sì testata, ma nel minor tempo possibile e con il minor dispendio di risorse finanziarie. L’ambiente che attrae gli innovatori è quindi un ecosistema favorevole, capace di conferire agli innovatori gli ingredienti necessari per completare la loro sperimentazione. Autorizzazioni e semplificazione delle procedure burocratiche (per testare nuove tecnologie, come i droni), dati e/o informazioni (per migliorare per esempio il modello di business), comunicazione e diffusione dei risultati (per scalare l’innovazione anche in altre realtà).

Ma chi innova oggi non dispone internamente di tutte le competenze necessarie per creare il proprio prodotto e/o servizio. La catena del valore si crea nuovamente all’interno dell’ecosistema, dove l’azienda testa e sviluppa innovazione attraverso la convergenza di settori differenti. Il ruolo della pubblica amministrazione è quindi quello di creare da un lato un ambiente favorevole al testing e allo sviluppo di innovazione allo stadio pre commerciale e dall’altro di sviluppare un sistema che attragga e unisca player pubblici e privati, focalizzando la loro attenzione sulle opportunità di cambiamento scalabili.

Cos’è Torino City Lab
Per creare un ambiente favorevole al testing e allo sviluppo di innovazione allo stadio pre commerciale, rispettando il time to market delle aziende, abbiamo creato un team interno al comune al quale potranno rivolgersi tutte le aziende che vengono sul nostro territorio per testare innovazione. Abbiamo inoltre semplificato le procedure burocratiche autorizzative interne al Comune e definito degli accordi con gli enti autorizzativi affinché si semplifichi il rilascio delle autorizzazioni per innovazioni mai testate nella città (si pensi agli accordi con ENAC per il testing di droni all’interno della nostra città).

Il modello però necessita di tutto un ecosistema focalizzato nella stessa direzione e di soggetti che supportino il Comune in alcune attività. Per questo motivo il Comune di Torino ha stretto accordi con i vari stakeholder dell’ecosistema (utilities, università, aziende), sottoscrivendo con ognuno di loro un patto di convergenza di intenti verso la valutazione, il supporto e la diffusione delle innovazioni allo stadio pre commerciale che verranno testate sul nostro territorio.

L’innovazione passa dalla rete di risorse
Parallelamente all’ecosistema, il Comune ha definito una nuova figura: i Main Partners, grandi aziende estremamente innovative appartenenti a settori differenti, con l’obiettivo di veicolare sul territorio gli ingredienti fondamentali all’innovazione che oggi i Comuni da soli non riescono a sviluppare.

Parliamo principalmente dell’infrastruttura tecnologica necessaria affinché le innovazioni di oggi crescano e si sviluppino, infrastrutture che devono essere necessariamente create dai soggetti che sviluppano innovazione e, con una visione di pubblica utilità, le mettano a disposizione anche di altri soggetti.

I partner della politica del Comune di Torino sull’innovazione sono Mercedes Benz Consulting, Italdesign (per la divisione di Smart city all’interno delle loro aziende) ZTE, TIM, Intel (per la parte di infrastruttura tecnologica) IGP Decaux, (per la parte di dati comunicazione) Intesa San Paolo e Opinno (per l’attrazione di innovatori nel nostro territorio).

Oltre alla semplificazione della relazione tra aziende e pubblica amministrazione la Città di Torino ha deciso di ricoprire un altro ruolo : il comune supporta le aziende affinché non prendano derive socialmente insostenibili attraverso l’analisi dell’impatto delle innovazioni sulla società durante le sperimentazioni. L’innovazione viene così valutata prima di essere inserita all’interno di una società nel periodo di test affinché eventuali correttivi su effetti negativi sociali o ambientali possano essere messi in atto prima che sia troppo tardi.

Tutte le aziende che vorranno testare l’innovazione allo stadio pre commerciale potranno inviare la loro proposta al sito www.torinocitylab.com il loro progetto verrà valutato dal team di innovatori della città e dai esperti del nostro ecosistema e se ritenuto innovativo verrà testato è supportato all’interno della nostra città. Una volta analizzato l’impatto positivo non solo tecnologico ma anche economico e sociale, il progetto, le autorizzazioni e i partner del territorio che hanno permesso la sua realizzazione saranno pronti a scalare.



Un progetto di respiro internazionale

Grazie alla partecipazione della città di Torino all’interno di reti nazionali e internazionali di diffusione di innovazione (si pensi ad esempio a Boostinno rete internazionale per diffondere innovazione e impatto sociale) i progetti potranno scalare in altre città. I ritorni per le aziende sono ben definiti, ma quali sono i ritorni per una città che applica questo modello? Lo sviluppo di nuove competenze, la valorizzazione dell’ecosistema esistente, la creazione di infrastrutture tecnologiche e di standard che potranno poi scalare a livello nazionale, un nuovo riposizionamento della città all’interno del panorama nazionale e internazionale. Ci auguriamo però che Torino City Lab non sia solo una politica di innovazione che possa rilanciare il nostro paese dal punto di vista tecnologico e digitale, ma che sia soprattutto una politica economica che crei nuove opportunità e posti di lavoro per i nostri cittadini.



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23 Ott 2018, 14:51 | Scrivi | Commenti (2) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

Solo per ricordare che è necessario una Banca Pubblica, che aiuti le piccole e medie imprese a lavorare con serenità. Inoltre, che aiuti i giovani a non scappare all'estero, per vedersi realizzare le loro professionalità. Riprenderci sotto la direzione dello Stato: la Banca D'Italia con tutte le tonnellate dei lingotti d'oro, che non dimentichiamo appartenevano al popolo italiano. La Cassa Depositi e Prestiti una S.p.A., oggi controllata dal Ministero delle Finanze all'85%, eliminando le fondazioni bancarie che detengono il 15%. Infine la fusione Ferrovie dello Stato e Alitalia, sotto il controllo esclusivo dello Stato italiano, senza soci stranieri. Basterebbe queste quattro operazioni per sollevare l'economia in italia e far stare meglio gli italiani. Oggi la politica sta continuando a sbagliare come tutti gli altri governi che ci hanno preceduti, che si fa debito per creare lavoro che non c'è. Il Governo ha il dovere di intervenire sulla povertà senza fare debito e senza togliere ad altri il benessere, sperando di migliorare le condizioni sociale dei più poveri. Deve creare ricchezza con le proprie capacità di governare bene. Se non abbiamo la possibilità di riprenderci ciò che apparteneva allo Stato, siamo fregati, non ci sono speranze. Siamo alla mercé del mercato e dell'Europa capitalista.

Carlo Ciarlo, Santa Brigida di las Palmas Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day 24.10.18 11:54| 
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Ho notato che tutti i processi innovativi fanno riferimento a grandi citta'. Questo pone una discrimine dei piccoli agglomerati che rimangono sempre a margine.

Roberto Maccione Commentatore certificato 23.10.18 18:55| 
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