Perché la Leopolda del Pd fa pubblicità alla Total?

di MoVimento 5 Stelle

Chi ha paura della trasparenza? I cittadini hanno diritto di sapere chi o cosa votano. I due vecchi barili di benzina marchiati Total e Ip sistemati in bella vista davanti al palco della Leopolda fanno pensare a una pubblicità in piena regola. Noi ne siamo convinti. Gli organizzatori della “festa” di Matteo Renzi, negano. Non è un giallo e anche se lo fosse la soluzione sarebbe semplice: basterebbe rendere pubblici i nomi dei finanziatori della kermesse renziana! Per eliminare qualsiasi dubbio sarebbe sufficiente la “trasparenza”, ma evidentemente c’è ancora chi non ha intenzione di informare davvero gli italiani. Per quale motivo non è possibile conoscere la provenienza di tutti i finanziamenti della Leopolda?

Che si tratti di uno sponsor o meno, quei due fusti visibili da ogni angolo della sala, richiamano alla memoria una storia quantomeno opaca. Vi ricordate dell’inchiesta “Tempa Rossa”? Dalle carte di quella indagine era venuto fuori che un emendamento favorevole alla Total, inizialmente bocciato, era stato reinserito nottetempo, qualche settimana più tardi, nella legge di Stabilità. La circostanza era emersa, fra l’altro, da una intercettazione dell’allora ministro dello sviluppo economico (PD), lo stesso che aveva il compagno indagato proprio nella stessa vicenda! Ora, al di là delle archiviazioni disposte dalla magistratura, delle assoluzioni e della prescrizione, vedere il marchio Total di nuovo legato a un evento targato Renzi fa certamente riflettere.

E allora: c’è ancora qualcuno che teme la trasparenza? I cittadini, di sicuro, non hanno nessun timore di conoscere la verità. Se c’è anche solo la possibilità che esista uno “scambio” tra la politica e i soliti furbetti, è bene che tutti abbiano l’opportunità di decidere liberamente chi premiare e chi mandare a casa. Vogliamo impedire che possa esistere anche il più piccolo dubbio sui finanziamenti ai partiti, anche su quelli “in chiaro”. Scenari come quello raccontato dal processo “Mafia capitale”, con Salvatore Buzzi – condannato per 416bis – che distribuisce bonifici da migliaia di euro al Pd e alla Leopolda, non devono ripetersi.

Nessuno è più disposto a dare il proprio voto alla cieca, senza avere concretamente la possibilità di conoscere sul serio chi finanzia il proprio partito di riferimento, ad ogni livello. I cittadini hanno diritto di sapere e di essere messi in condizione di esprimere un voto davvero consapevole. E’ un tema su cui il MoVimento insiste da sempre: si tratta di una questione di onestà e di rispetto nei confronti degli elettori. Per questo, nel pacchetto di misure contro la corruzione, il governo ha inserito anche una norma in base alla quale partiti e fondazioni saranno tenuti alla massima e reale trasparenza. Con questo strumento saranno gli italiani, con le loro scelte, a chiudere per sempre il mercato degli scambi e dei favori. Per i furbi non c’è più posto.


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