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Alberi per il futuro: i primi comuni aderenti

Alberi per il futuro: i primi comuni aderenti

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Migliaia di nuovi alberi per creare nuovi boschi urbani e barriere vegetative nelle nostre città. Lo faremo tutti insieme sabato 17 e domenica 18 novembre con l’iniziativa Alberi per il Futuro 2018. Una azione di partecipazione ambientale per celebrare la Festa degli Alberi che si svolge il 21 novembre. Senza bandiere, perché gli alberi come l’aria sono un bene comune di tutti, i cittadini metteranno a dimora nuove piante autoctone. Ad oggi hanno già aderito circa 40 Comuni da Nord a Sud.

Tanti altri se ne stanno aggiungendo ogni giorno. L’iniziativa nata nel 2015 e subito entrata nel cuore di Gianroberto ha già permesso la piantumazione di 27.000 alberi in 72 Comuni.

Si pianta tutti insieme e in collaborazione con il Comune si decide come irrigare, operazione fondamentale nei primi due anni di vita dei piccoli alberi.

Chi desidera organizzare Alberi per il Futuro nel proprio Comune può ricevere tutte le informazioni necessarie compilando il form dal sito www.alberiperilfuturo.it

COMUNI ADERENTI: Roma, Torino, Milano, Reggio Emilia, Brescia, Pavia, Pantelleria, Arezzo, Varese, Carpi (Mo), Trinitapoli (Fg), Chiusano di San Domenico (Av), Casamassima (Ba), Santeramo in Colle (Ba), Rubiera (Re), Ripacandida (Pt), Osimo (An), Campomarino (Cb), Brindisi, Guidonia Montecelio (Rm), Silvi (Te), Taviano (Le), Mazara del Vallo (Tp), Oliena (Nu), San Giorgio a Cremano (Na), Pellezzano (Sa), Noicattaro (Ba), Teverola (Ce),Grotte (Ag), Venafro (Is), Crotone, Lonato del Garda (Bs), Alba Adriatica (Te), Battipaglia (Sa), Volla (Na), Capaccio (Sa)



Fai una donazione a Rousseau: http://bep.pe/SostieniRousseau e poi annuncialo su Twitter con l'hashtag #IoSostengoRousseau

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26 Ott 2018, 10:30 | Scrivi | Commenti (17) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: alberi, alberi per il futuro, movimento 5 stelle

Commenti

 

Una volta c'ara la Festa degli Alberi e tutti gli alunni delle elementari italiane piantavano un albero. Il Mio albero dopo 70 anni è ancora vivo e vegeto e lo vado a trovare quando posso.
Visto che avete un Ministro dell'Istruzione non sarebbe più semplice ripristinare quella festa invece di fare tutto questo casino con i Comuni?

Domenico ., Roma Commentatore certificato 28.10.18 18:22| 
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Ottima iniziativa ma, oltre a piantare nuovi alberi, provvediamo a non far abbattere quelli esistenti. Pongo all'attenzione del ministro dell'Ambiente Costa la previsione per l'abbattimento di 250 alberi a Roma, nel parco del Tintoretto, tra via Paolo di Dono e via Grotte d'Arcaccio, per far posto a una orrenda tangenziale a quattro corsie, funzionale a un progetto voluto dal gruppo (ex?) Parnasi, d'intesa con la società Esselunga, che presenta molti punti di criticità. Ho segnalato la cosa ai Carabinieri forestali, insieme a migliaia di cittadini ci auguriamo intervengano prontamente. Dimenticavo: ovviamente il progetto è l'eredità di passate amministrazioni comunali, quelle dei cd "competenti"...

Giuseppina G., Roma Commentatore certificato 27.10.18 10:44| 
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adesso basta quanto ancora dobbiamo sopportare? ci hanno costretto ha fare i vaccini di malattie che avevamo debbellato le loro donne si prostituiscono i loro uomini rubano spacciano mendicano gli ospedali sono pieni di loro fanno i prepotenti sugli auto pubblici le scuole sono in subbuglio a causa loro.che aspettate che ci facciamo giustizia da soli?
stefano
un cittadino

stefano viola 26.10.18 18:56| 
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Opera nobilissima!

Antonio Bruno Recupero, san giovanni la punta Commentatore certificato 26.10.18 18:16| 
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Lodevole iniziativa…….approfitto del blog per produrre un nuovo impulso alla sensibilizzazione del rispetto della Legge nazionale n. 113 del 29 gennaio 1992 disattesa ancora oggi da molti Comuni.
Questa prevede l’obbligo per i Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti di porre a dimora un albero per ogni neonato e minore adottato, entro sei mesi dalla registrazione anagrafica.
La legge dispone inoltre che le Amministrazioni Comunali interessate al provvedimento, provvedano alla piantagione dei relativi alberi e comunichino alle famiglie il tipo di pianta loro assegnata ed il luogo in cui essa è stata piantata.
Con questa normativa, il legislatore, oltre a compiere un gesto simbolico per celebrare la nascita di un bambino, si è proposto di dare un concreto contributo alla salvaguardia ed al recupero dell’ambiente naturale dei centri urbani e periurbani.
Pungoliamo i nostri Amministratori, laddove inadempienti, affinchè si adoperino per l’attuazione della suddetta norma.
Viva gli alberi!

vito borgia 26.10.18 18:02| 
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Viva gli alberi....ma nel contempo facciamo subito una vera batatglia contro chi ha capannoni (privati) con accumulo di rifiuti , che poi bruciano, rendendo vani i buoni servigi che gli alberi ci danno.
Se un capannone dopo avviso di ispezione o di sequestro , non si provvede ( ministro Trenta ) a mettere una idonea sorveglianza anche con impiego dei militari , e' chiaro che poi prenda fuoco. Ormai questi roghi si susseguono in modo insostenibile per la salute dei cittadini e dell'ambiente. Cosa fa il ministro Costa in merito ? E perche' il ministro , invece di dare assicurazioni sui fanghi dei depuratori ( ancora inquinati ), che si vuole spandere su terreni agricoli, non prevede un qualche processo industriale per la loro totale bonifica ?

Francesco De Rita 26.10.18 15:40| 
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rimango dell'idea che il vero (e ripeto, il vero) cambiamento e' questo:

1) se si fa una legge che costa, ci vuole la copertura

2) in italia c'e' un spreco di soldi annuo a vario titolo (che poi non e' che i soldi spariscono nel nulla, vanno a finire nelle tasche di compagni di merende vari) e da li' vanno recuperati.

3) le prime regole da fare sono a costo 0, cioe' quelle che fanno recuperare i soldi detti sopra

4) mano a mano che si recuperano i soldi si fanno le leggi che costano.

il m5stelle ha sempre parlato di conti della casalinga di voghera per ben governare, cioe' di semplice buon senso. questi lo sono.

sarebbe ottimo far finire la strategia, usata da tutti i governi italiani a memoria mia in maniera cosi' massiccia dai tempi di craxi, di spendere i soldi a debito.

il vero cambiamento e' diventare veramente autonomi. questa e' la vera liberta',non dover chiedere niente a nessuno, soprattutto soldi. una nazione che basta a se stessa.

oltretutto l'italia avendo grandi margini di trovare soldi, come detto sopra, se non si deve far prendere dalla fretta di fare tutto subito, che ricorda poi tra l'altro strategie piu' elettorali che veramente ponderate con giudizio e buon senso.
ma con calma, un passo dopo l'altro, potrebbe veramente diventare una nazione a 5stelle. la ricchezza c'e' e il potenziale pure, interni, nostri, senza chiedere niente a nessuno e senza avere nessuno (politica carogna nostrana, eu, grande finanza) a cui rendere conto delle nostre scelte (naturalmente positive, ben vengano i paletti per quelle scellerate).

e non paragoniamoci a usa, giappone e russia, realta' per vari motivi completamente diverse.

la nostra strada, made in italy, e' quella detta sopra, non copiamo quella usa o giapponese o addirittura russa che non c'entrano niente con noi.

carlo 26.10.18 11:25| 
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OT

Il ministro dell'Ambiente Costa, parla delle modifiche fatte dal Parlamento, che riguardano Ischia.

(PRIMA PARTE)

" Parliamo di #Ischia, di terremoto e di condono. E spieghiamo come stanno le cose.
Nel decreto “Genova e altre emergenze” c'è un articolo, il 25, che è da giorni sul banco degli imputati. Questo articolo dice una cosa molto semplice: che i cittadini di Ischia hanno diritto ad avere una risposta rispetto a una domanda di condono edilizio, presentata in alcuni casi 30 anni fa. Ebbene sì, la loro pratica è ancora inevasa. Mentre la loro vita procedeva, mentre il quotidiano scorreva e la richiesta di condono era ferma in qualche cassetto della burocrazia, su queste case è arrivato il terremoto che le ha abbattute o rese inagibili.
Lo Stato deve rispondere a queste persone rimaste senza casa? Sì.
I terremotati di Ischia hanno gli stessi diritti di quelli di ogni altra parte d’Italia? Sì.
Con questo articolo non si fa altro che dire a queste persone che lo Stato deve finalmente rispondere loro, entro 6 mesi.
La risposta alla richiesta di condono potrà essere poi accolta, ma anche rigettata.
E solo nel caso fosse positiva, queste persone avranno diritto al contributo per ricostruire la loro casa.
Non ho fatto mistero di non approvare questo articolo per come era stato originariamente formulato, per un semplice motivo: l'articolo dice che chi ha presentato la domanda di condono nel 2003 può ottenere la risposta entro 6 mesi, ma in questo modo si aprivano le maglie di un provvedimento che poteva dare via libera a richieste presentate quando ormai per Ischia c’era un piano paesaggistico, cioè quella norma importantissima che mette un argine agli abusi e all'uso indiscriminato di suolo, che troppe volte abbiamo visto in Italia." (SEGUE SU SECONDA PARTE)

Roberto ., Roma Commentatore certificato 26.10.18 10:44| 
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OT

Il ministro dell'Ambiente Costa su Facebook:

(SECONDA PARTE)

" Inserire quest’anno 2003 delle domande di condono, insieme ad altri due anni, era per me un errore, proprio perché si correva il rischio di non rispettare il piano paesaggistico.
Ed è proprio qui che il Parlamento è intervenuto per superare questo problema.
Il Parlamento può e deve intervenire per migliorare i decreti del Governo, e in questo caso lo ha fatto con un doppio risultato positivo: i cittadini colpiti dal terremoto avranno finalmente la loro risposta e il paesaggio di Ischia verrà tutelato.
Vi spiego come: il Parlamento ha previsto che, per le domande di condono presentate nel 2003, le pratiche debbano passare anche per un esame delle Sovrintendenze, responsabili del vincolo paesaggistico, e delle Città metropolitane, per il vincolo idrogeologico.
Ciò permetterà ai cittadini di Ischia terremotati da più di un anno di accedere in tempi brevi alla risposta dello Stato, non a un condono, ma solo a un doveroso esame delle domande di condono, che potranno essere accolte, ma anche respinte.
Soltanto se la risposta fosse positiva, avranno il
contributo per ricostruire la propria casa, come tutti gli altri terremotati d’Italia.
Queste emendamento della Commissione va nella direzione giusta.
Resta il riferimento all'anno 1985, che andrebbe modificato, anche per non determinare disparità di trattamento con gli altri cittadini italiani.
Se il Parlamento apporterà altri miglioramenti, ne sarò ancora più lieto.
Il Parlamento è sovrano. È una frase che, da uomo dello Stato, dico spesso e mai come in questi giorni ne ho conferma."

Roberto ., Roma Commentatore certificato 26.10.18 10:43| 
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ottimo!! come tutto ciò che si fa x l'ambiente!

DAVIDE A., Cuorgnè Commentatore certificato 26.10.18 10:39| 
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ot

16 0ttobre 2015 renzi: "Se l’Europa boccia la manovra, noi la ripresenteremo uguale"

26 ottobre 2018 "Savona : "Rimanderemo la manovra tale e quale a Bruxelles"

quindi, visto l'illustre precedente, il piddì dovrebbe incoraggiare e supportare savona, o se non proprio savona almeno albissola...

io però sulla coerenza del piddì non ci giurerei :)

pabblo 26.10.18 10:33| 
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