Una legge per garantire che gli editori siano puri

di Luigi Di Maio

Giornalisti ignoranti o in mala fede, o entrambi, mi accusano di aver sbagliato a chiedere a Emiliano cosa stesse facendo per Matera, lasciando intendere che non sappia in che regione sia. Sono loro che non sanno che la Regione Puglia sta facendo e ricevendo investimenti milionari in vista dell’appuntamento con Matera capitale della Cultura. In particolare:

100 milioni di euro per il raddoppio della ferrovia Bari Matera e le opere connesse
– Bando Pubblico per il Concorso di Idee “La Murgia abbraccia Matera” per finanziare attività culturali di diverso tipo per la valorizzazione dei beni di architettura rurale e archeologia industriale della Puglia
– 2 milioni di euro per valorizzare storia, cultura e paesaggio lungo l’itinerario che dalla Puglia va a Matera.
Non sanno che il consiglio regionale pugliese ha addirittura approvato una legge per la promozione del turismo culturale in occasione di “Matera Capitale Europea della Cultura 2019”.

Visto che i governi precedenti non hanno mai garantito un collegamento ferroviario con Matera, i treni quindi arriveranno a Bari e da lì o ci sarà il nuovo collegamento ferroviario o ci sarà un servizio di pullman per portare i turisti a Matera. Non sanno neppure che dopo quel colloquio con Emiliano abbiamo inaugurato il 5g Bari Matera. Insomma, non sanno che ci sono importanti rapporti commerciali tra due regioni confinanti e che Matera capitale della Cultura significa un grande ritorno economico non solo per i lucani, ma anche per i pugliesi. E i politicanti del Pd che riprendono questa fake news sono peggio di loro. Questo spiega perché il Sud sia in queste condizioni: non hanno neppure le basi. Per far risorgere il Sud bisogna fare rete ed è quello che facciamo per Matera.

L’operazione di discredito verso questo governo continua senza sosta. Gli editori dei giornali hanno le mani in pasta ovunque nelle concessioni di Stato: autostrade, telecomunicazioni, energia, acqua. E l’ordine che è arrivato dai prenditori editori è di attaccare con ogni tipo di falsità e illazioni il MoVimento 5 Stelle. Questo non è più giornalismo libero. Siamo di fronte alla propaganda dell’establishment che si fonda anche su contributi pubblici mascherati come la pubblicità da parte dei concessionari di Stato (quanti soldi prende Repubblica dai Benetton per la pubblicità?). Bisogna fare una legge per garantire che gli editori siano puri e i giornalisti liberi di fare inchieste su tutte le magagne dei prenditori.

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