Reddito di cittadinanza e trasformazioni del lavoro
6 settembre 2018 alle ore 08:50•di MoVimento 5 Stelle
di Claudio Cominardi
All'International Training Center dell'ILO di Torino è in corso il XXII Congresso Mondiale della Società Internazionale di Diritto del Lavoro e della Sicurezza Sociale (ISLSSL). Accademici e non di sessanta Paesi del mondo si susseguono per quattro giorni discutendo un tema che il MoVimento 5 Stelle ha sempre definito strategico: le trasformazioni del lavoro e le sfide che queste comportano sia per i sistemi nazionali di diritto del lavoro, sia per la sicurezza sociale.
Lieto di seguire i lavori in veste di sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro, nel mio intervento inaugurale ho spiegato perché il reddito di cittadinanza è uno strumento non più rinviabile. Ecco i dati e i fatti per andare oltre i banali pregiudizi.
Fatto numero uno. Per effetto dello sviluppo tecnologico e dell'intelligenza artificiale il mondo delle professioni e del lavoro si sta trasformando radicalmente. Alcuni tra i maggiori studi certificano questo processo su scala mondiale. Il World Economic Forum nel 2016 ha ipotizzato per le quindici maggiori economie nazionali del mondo una potenziale perdita posti di lavoro entro il 2020 in assenza di un adeguamento del mercato. L'Oxford Martin School prevede entro dieci-vent'anni la radicale trasformazione del 50% delle professioni in Europa. La società di consulenza strategica Mc Kinsey ha evidenziato che il processo di automazione potrà riguardare il 45% delle attuali attività lavorative.
Fatto numero due. Il passaggio da una società industriale a una società "digitale" è sotto gli occhi di tutti. Ieri grandi industrie realizzavano enormi profitti impiegando svariate migliaia di lavoratori per produrre beni e servizi materiali, "pesanti" (labour intensive). Oggi le grandi aziende producono beni immateriali, "leggeri" (capital intensive), sfruttando le potenzialità della tecnologia e dell'automazione. Tra le società più potenti al mondo troviamo, non a caso, Google, Facebook, Microsoft, Amazon, Apple. Quest'ultima ad agosto ha superato come capitalizzazione di mercato la soglia dei mille miliardi di dollari e la stessa è stata oltrepassata in queste ore da Amazon. Morale: profitti strabilianti e indice di occupazione ridotto.
Fatto numero tre. Per effetto dei cambiamenti che abbiamo esposto, il rischio che la disuguaglianza cresca ancora di più è alto. Secondo il Rapporto Oxfam il mondo è sempre più diseguale. Nel 2017 le 8 persone più ricche al mondo detenevano l'equivalente della ricchezza posseduta dalla metà più povera della popolazione mondiale, ovvero 3,6 miliardi di persone! Forse abbiamo un problema di redistribuzione?
Sintetizzando: il progresso tecnologico è in corso, le aziende sfruttano sempre di più l'automazione, dall'industria pesante all'economia "leggera", mentre la geografia delle professioni sta subendo un vero terremoto. Il risultato più evidente è che la classe media (che negli USA sostiene il 70% della spesa al consumo) va scomparendo. La rapidità di questa rivoluzione rende impreparate milioni di persone, vittime anche di una politica inerme che non sa cosa fare. Appunto: da dove si riparte?
Cambiamo il punto di vista da cui osserviamo il problema e troveremo la risposta a questa domanda (e al quesito sul reddito di cittadinanza). Anche se forse spaventa, la quarta rivoluzione industriale rappresenta l'occasione di produrre più beni e più servizi con maggiore velocità ed efficienza, il tutto con meno ore lavorate. A patto però che sia ben governata e accompagnata da investimenti in ricerca, in sviluppo tecnologico, in infrastrutture intelligenti, in politiche attive e formazione privata e pubblica. Occorrerà inoltre incentivare la conciliazione tra vita e lavoro, ed è chiaro che, poiché il lavoro certo verrà sempre meno, si dovranno anche garantire forme reali di sostegno al reddito.
Rispetto alla piaga della disoccupazione si vuole semplicemente invertire la tendenza rimettendo al centro l'individuo. Persino l'OCSE ammonisce l'Italia poiché i disoccupati supportati con forme di sostegno al reddito e con programmi di riqualificazione sono solo l'8,4%, quando altrove abbiamo percentuali da capogiro: 63,7% in Finlandia, 60% in Belgio, 42% in Francia. Persino negli USA, tradizionalmente meno inclini a forme di sostegno pubblico, la percentuale è superiore (12,4%).
Sono temi che il Governo del Cambiamento vuole assumere come priorità.
A chi descrive questa misura come impraticabile andrebbe ricordato un ultimo fatto: da tempo nel mondo si parla di reddito di base incondizionato. Ci sono state sperimentazioni da parte di Paesi lungimiranti, ma lo stesso stanno facendo alcuni soggetti privati, guarda caso proprio nella Silicon Valley. È notizia di pochi giorni fa che l'incubatore di startup "Y Combinator" sperimenterà il reddito di base incondizionato su 3000 persone quale "rimedio" alle conseguenze che la trasformazione tecnologica avrà sull'occupazione. Il progetto durerà dai 3 ai 5 anni e a mille di loro verrà erogato un reddito di base di 1000 dollari al mese per valutarne gli effetti sociali.
Il futuro è già arrivato e non perderemo altro tempo per prenderne atto.
Commenti (17)
francesca Marcellino
6 settembre 2018 alle ore 10:15SERVE UNA MANOVRA DI ALMENO 800 MILIARDI PER POTER AIUTARE TUTTI NOI CITTADINI DOBBIAMO USCIRE DA UN INCUBO E LE RISORSE PREVENTIVATE DAL GOVERNO SERVIRANNO A POCO
francesca Marcellino
6 settembre 2018 alle ore 10:22DOPO 30 ANNI DI AUSTERITÀ CHE HA PESATO COME UN MACIGNO SULLE FAMIGLIE ITALIANE NON AUMENTARE LE PENSIONI ALMENO A MILLE EURO AL MESE SIGNIFICA CHE ANCHE IL GOVERNO GIALLO _ VERDE E DESTINATO A FALLIRE
Roberto Valenti
6 settembre 2018 alle ore 11:23siamo fatti per il 90% di acqua....non occorre più mangiare, vestirsi, lavorare...etc...etc...
Grande MInistro .....finalmente hai trovato una soluzione per tutti noi.....a questo punto non occorre fare più niente....tanto siamo solo acqua....
Povera Italia.... il nostro caro Ministro...mi sà che dovrebbe tornare a scuola ..... riprendere in mano un libro...tornare a studiare....ci ripensi Ministro.....torni a studiare.... glielo chiede un cittadino.....grazie
Rinaldo A.
6 settembre 2018 alle ore 11:46Lo scenario dipinto è realistico ma incompleto. Manca il fattore "nuova distribuzione del lavoro" tra i continenti e i paesi che la telematica ha consentito, con effetti ancora più negativi, per alcuni Paesi avanzati come il nostro, che si sommano a quelli illustrati. Ormai la "fabbrica del mondo" non è più l'Europa e neanche gli Stati Uniti, ma l'Asia: non solo la Cina e la Corea ma sempre di più il Vietnam, il Laos e il Myanmar. E l'India si sta candidando a "Nuova Silicon Valley" del mondo, con le sue prestigiose università che sfornano eccellenti ingegneri informatici, valorizzando quello che sembra un'attitudine genetica di quel popolo alla logico- matematica. La stessa USA, impaurita dalla de-industrializzazione in atto da almeno due decenni, ha cercato un (inutile) scampo nelle braccia nostalgiche di Trump. E allora quale destino per la vecchia Europa e quale, in particolare, per il nostro Paese ? Anche l'Europa soffre di un processo di de-industrializzazione che vede due componenti: la semplice scomparsa di industrie per la "distruzione creativa" operata dalla maggiore competitiva dei Paesi "low cost" e la de-localizzazione operata dalle stesse industrie europee per resistere sul mercato. Questi processi sono arrestabili ? No, perché è un declino epocale che si affermerà nonostante tutti le velleità protezionistiche. A questo processo sta resistendo, in Europa, solo.la Germania, a causa dei cospicui investimenti in innovazioni tecnologiche e organizzative fatte da un capitalismo serio e non di relazione. Il problema è che riducendosi la base produttiva si riducono le risorse per le pensioni e per il "difensivo" reddito di base, appunto definito un "rimedio", ma non la soluzione. Esiste una soluzione non puramente "difensiva" ? Certo, basta abbandonare un momento il pensiero unico dei luoghi comuni degli investimenti in innovazioni e aiuti alle imprese. Per gli investimenti, è già troppo tardi per alcuni settori ormai perduti: penso per esempio alla manifattu
Rinaldo A.
6 settembre 2018 alle ore 11:50........segue : penso per esempio alla manifattura a basso valore aggiunto. Per gli aiuti, sono risorse sprecate, perché una azienda sana e competitiva non ha bisogno di aiuti, a differenza di una azienda decotta che li userebbe per allungare l'agonia. C'è una soluzione proattiva per il "sistema Paese" ? Sì, se si segue l'indicazione dell'intensità di lavoro nei vari settori. È arcinoto che i settori più "labour intensive" sono i servizi, non a caso quelli su cui sta puntando la maggioranza dei Paesi post-industriali. Si tratta allora di investire tutto sulla valorizzazione dei servizi e, soprattutto, sulla valorizzazione dei beni immateriali sui quali il nostro Paese è forte: turismo, arte, paesaggio, made in Italy, ecc. Facendo dell'Italia il più grande "museo all'aperto" del mondo, e portando i proventi di questi settori a sostituire con determinazione quelli in declino dei settori industriali maturi. Salvando e anzi accrescendo il lavoro, utilizzando con coraggio lo Stato come "datore di lavoro in ultima istanza" consentendo così quella "piena occupazione" capace di garantire finalmente quel diritto al lavoro per tutti sancito dalla Costituzione.
Salvatore Mennitti
6 settembre 2018 alle ore 12:10Cominardi buongiorno.
Mi definisco un precoce avendo iniziato a lavorare a 21 anni ed oggi ho 40 anni di contributi e 59 di età. Sono un cittadino che vota le leggi proposte dal blog da tantissimo tempo e mi ero illuso che con i nostri al goverso sarebbero passati i 41 anni senza limiti di età. Noto che questa battaglia portata avanti per tanti anni e fatta propria dal mov.to e dalla lega ora è passata in sub ordine rispetto a quota 100 che per vari motivi non accontenta nessuno.
Datemi una risposta e possibilmente una speranza sui 41...non ce la facciamo più
lucy
6 settembre 2018 alle ore 12:20Roberto Valenti con quello che ha ottenuto ha Taranto non gli serve ritornare a scuola è grande così. Non importa se sbaglia i congiuntivi ho il rapporto dei liquidi nel corpo umano con i numeri che ha in mente x cose molto + importanti cosa vuoi che importa. E GRANDE ROSICA
Roberto Valenti
6 settembre 2018 alle ore 16:17non rosico.... è difficile arrivare a fine mese...il nostro caro Ministro ha fatto tante promesse e poi si sta dimostrando come i predecessori....esempio ILVA...prima tante parole tentennamenti... la chiami vittoria??? io la chiamo abbassare il capo e forse ottenere qualcosa che non sarà mai certo....diciamo la verità...a parole siamo tutti bravi...poi? ti faccio una domanda , perchè non ha rintrodotto l'art.18? a furor di popolo in campagna elettorale lo aveva promesso...poi al momento opportuno cosa fa? lo respinge...perchè proposto dal PD???? chi se ne frega... proponilo tu.... ma fallo subito!!! lo sai che dal 1 novembre tanta gente in Toscana si trova a casa senza lavoro??? lo chiami ROSICARE??? io lo chiamo Bestemmariare....e credimi me ne volano tutti i giorni...quando guardo la TV...non ROSICO...Bestemmio te lo posso garantire
Raffaele .
6 settembre 2018 alle ore 13:21Finalmente il ritorno della Società Civile !
Michele Arcangelo Taddei
6 settembre 2018 alle ore 15:25Penso che il problema sia politico:
Cioè la politica non sta al passo con il cambiamento reale che vivono molti Paesi al mondo, il ruolo politico da rivedere sta nell'assunzione del comportamento, come volano, assorbire dal surplus dei redditi prodotti quello che deve essere redistribuito, forse il problema sta nell'eccessivo liberismo, mi spiego con esempio, se a società commerciali mondiali gli si da la possibilità di ricevere 1 euro a contatto per milioni o miliardi di contatti il conto è presto fatto, se si da la possibilità di arricchimento facile specie se è maltassato e mal redistribuito come si può rimettere il tutto in equilibrio.
Il PadreEterno ha fatto il mondo per stare in equilibrio e quando l'equilibrio viene a mancare succedono le catastrofi.
patrizia v.
6 settembre 2018 alle ore 17:15Finalmente, avanti tutta.
Freeman
7 settembre 2018 alle ore 10:12Il reddito minimo è giusto e deve essere fatto al più presto! Negli altri paesi esiste da molti anni... Non perdete altro tempo!
Loris B.
9 settembre 2018 alle ore 11:38Il reddito minimo garantito non c'entra nulla con il reddito di cittadinanza! Però sono d'accordo che vada fatto il più presto possibile, proprio per contrastare caporalato lavoro precario insomma quella forma di lavoro che oramai si può chiamare SCHIAVISMO.
Michele Arcangelo Taddei
7 settembre 2018 alle ore 11:17Cos'è il reddito di cittadinanza e cosa deve essere?
Non è altro che l'assunzione di colpa da parte della politica preposta a governare ed a non essere in grado a dare lavoro, almeno un lavoro a nucleo familiare, questa non è solo colpa della politica ma anche colpa della società in cui viviamo, e per questo ci dobbiamo colpevolizzare.
O un lavoro o un reddito in attesa di un lavoro.
Paolo.T
7 settembre 2018 alle ore 13:27Ormai siamo stanchi di sentire notizie che riguardano il pubblico impiego .Statali ecc.........che vanno a fare i propri comodi durante le ore di lavoro.Dobbiamo cambiare la legge che sia uguale a quello che avviene nelle aziende private. Ci sono persone nel privato , alla catena di montaggio che gli controllano quante volte và al gabinetto.E invece nel settore pubblico timbrano e poi vanno per i fatti loro.Mi domando o c'è un esubero di personale e allora bisogna provvedere, non penso che altra persona faccia il lavoro di quello che è assente.M5S e Lega fate qualcosa.Ormai siamo stanchi di vedere in tv certe cose.
Giorgio
7 settembre 2018 alle ore 16:40PENSIONATI che lavorano é uno schiaffo ai disoccupati, vogliamo togliere questo schifo, non deve essere permesso per legge.
enrico botta
10 settembre 2018 alle ore 20:46Il reddito di cittadinanza deve avere il principio di spingere a entrare nel mondo del lavoro i NIET, che sono circa il 30% dei ns giovani. Il problema é quale impresa assume un NIET che si mette in gioco? Lo Stato finanzierà il parassitismo? Secondo punto: chi fino al 1992 ha svolto lavoro autonomo senza versare contributi ma comprandosoi case magari oggi trasferite ai figli e che ha la minima NON deve averne il diritto, lo stesso per evasori fiscali e chi ha contensiozi con il fisco perchè evade. Quindi occhio all'equità sociale.
