
Produzione e gestione dei rifiuti in plastica: un'emergenza che fa paura
5 settembre 2018 alle ore 16:36•di Davide Bono
di Davide Bono, Referente lex regioni Rousseau
La produzione e gestione dei rifiuti in plastica è diventata rapidamente una emergenza mondiale, dopo la scoperta che nel mondo, le materie plastiche rappresentano l'85 % dei rifiuti marini, che si sono costituite intere "isole" di plastica nell'Oceano Pacifico, che circa 100 mila esemplari marini muoiono ogni anno per via dell'ingestione di pezzi di plastiche scambiate per prede oltre alla diffusione globale di microplastiche nelle acque potabili e nel sistema acquifero superficiale, laghi e corsi d'acqua, fino all'aria rendendole di fatto ubiquitarie con rischi per la salute animale e in ultimo umana non ancora stimabili.
La Commissione Europea nel Gennaio 2018 ha adottato la prima Strategia sulle Plastiche a livello mondiale e nel maggio 2018 ha presentato una proposta di Direttiva sulla riduzione dell'impatto di 10 plastiche monouso che rappresentano il 70% dei rifiuti marini. Saranno messi al bando i prodotti per i quali sono facilmente disponibili soluzioni alternative (bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande e aste per palloncini), mentre si limiterà l'uso di quelli di cui non esistono valide alternative (contenitori per alimenti e tazze per bevande); i produttori dovranno poi rispettare requisiti di progettazione ed etichettatura e sottostare a obblighi di gestione e bonifica dei rifiuti per contenitori per alimenti, pacchetti e involucri (ad esempio, per patatine e dolciumi), prodotti del tabacco con filtro (come i mozziconi di sigaretta), salviette umidificate, palloncini e borse di plastica in materiale leggero; sono anche previsti incentivi al settore industriale per lo sviluppo di alternative meno inquinanti). Obiettivi: evitare 3,4 milioni tons CO2 eq; danni ambientali per 22 mld entro il 2030; risparmi per i consumatori 6,5 mld .
Il neo Ministro dell'Ambiente, Generale Sergio Costa, il 12 giugno 2018, nell'ambito della campagna #loSonoAmbiente, ha lanciato la sfida "PLASTIC FREE CHALLENGE", ponendo come primo obiettivo quello di liberare interamente il Ministero dell'Ambiente dalla plastica entro il 4 ottobre, a partire dal monouso. Ha poi esteso l'appello agli altri Ministeri e tutte le Istituzioni di qualsiasi livello governativo, le Regioni, le Province, le Città Metropolitane, i Comuni e tutti gli Enti pubblici; il messaggio lanciato dal Ministro è che "ognuno di noi deve dare qualcosa a questo Paese": le Istituzioni devono dare il buon esempio ma ogni individuo deve fare la propria piccola parte per migliorare le condizioni del Paese e del Pianeta.
Inoltre, com'è noto la plastica deriva dal petrolio, combustibile estratto in alcune limitate zone del Pianeta, sottoposte a guerre continue per il suo controllo, emblema di un modello di sviluppo da superarsi in quanto basato su risorse finite, inquinanti e che minano l'integrazione e la pace mondiale.
Tutto ciò porta il consenso internazionale a chiedere che vengano eliminati in brevissimo tempo tutti i prodotti usa e getta in plastica e venga riciclato il 100% di rifiuti urbani riciclabili ed in particolare le plastiche (in Piemonte ad esempio siamo al 50% e al 34% rispettivamente), per evitare il ricorso ad un altro pericoloso strumento di gestione dei rifiuti, l'incenerimento che produce inquinanti di dimensioni nanoscopiche, non filtrabili che raggiungono direttamente le parti più profonde dei polmoni umani, e da lì il sangue e gli organi.
Per questo nei consigli regionali il Movimento 5 stelle si è impegnato a presentare mozioni, emendamenti e proposte di legge in questa direzione. Ricordiamo gli ordini del giorno di Antonio Trevisi (Puglia) e di Piergiorgio Fabbri (Marche) in attesa di discussione, quelli approvati di Andrea Bertani (Emilia Romagna) e Marco De Ferrari (Liguria) e le proposte di legge presenti sul Lex Regioni, ancora in attesa di essere discusse, di Roberto Cenci "Divieto del monouso non biodegradabile o non riciclabile" (Lombardia) e di Giorgio Bertola (Piemonte) "Divieto del monouso non biodegradabile o non riciclabile per la somministrazione di cibi e bevande negli uffici pubblici, nelle mense pubbliche ed in occasione di feste pubbliche e sagre".
Commenti (18)
Mynyr Nazaj
5 settembre 2018 alle ore 17:42#energyfood2030
Esistono molti modi di trasformare i rifiuti plastici in materie prime per tanti settori e la nostra società ha pronto un progetto per uso in edilizia edil,ecosostenibile@libero.it
Massimiliano Conti
5 settembre 2018 alle ore 17:45Bisogna fare campagna di sensibiliazione a partire dalle scuole elementari i bambini sono più ricettivi e intelligenti degli adulti . cambiare la società il modo di comportarsi parte tutto da loro con le generazioni prossime
oreste *****
5 settembre 2018 alle ore 18:53Noooo....bisogna chiudere le fabbriche di plastica che operano sopratutto nel settore alimentare.... usare carta,cartone e vetro!
Proibire gli imballaggi di polistiloro e plastica...
altrimenti saremmo sempre in emergenza e ripulire una spiaggia,a parte la maleducazione di alcuni cittadini,non risolveremo il problema.
Benny
5 settembre 2018 alle ore 18:59Un intervento utile e immediata può essere l'eliminazione delle bottiglie di plastica sostituendole con quelle di vetro da gestire col sistema del "vuoto a rendere". In alternativa anche le bottiglie di plastica si possono gestire con lo stesso sistema. Questi metodi sono già in uso nella GB, Svezia, ecc. Non c'è da inventare nulla. All'occorrenza posso fornire altre notizie perché mi occupo di detti problemi da molti decenni.
Luciano C.
5 settembre 2018 alle ore 19:21Ormai la produzione della plastica non si puo' eliminare, quindi l'unico modo per cercare di limitare i danni e' il riciclo. Fare la differenziata al 100 per 100 e' difficile da realizzare se non si crea una mentalita' ecologica nei cittadini. Il governo dovrebbe creare dei centri di raccolta ad hoc per i rifiuti riciclabili. Quando c'era solo il vetro esisteva il vuoto a rendere, quindi si era incentivati a non gettare la bottiglia. Se il cittadino viene ricompensato riportando indietro il suo contenitore di plastica, anche in buoni acquisto, si puo' essere certi che si eliminerebbe gran parte della plastica che ora viene gettata indiscriminatamente. Questa, anche per gli altri riciclabili, mi sembra l'unica via che puo' dare risultati concreti.
Mara
5 settembre 2018 alle ore 19:40Ineliminabile la plastica (pensiamo ai contenitori di detersivi e detergenti vari) ma riciclabile. Non conosco la fine della plastica dopo la raccolta con la differenziata: l'impressione è che finisca in discariche insieme all'indifferenziata. Il ciclo dei rifiuti va controllato, non si può affidare con gare d'appalto il lavoro di raccolta e smistamento dei rifiuti, per poi assistere ai ripetuti roghi di natura dolosa accaduti nei depositi.
Debora Gallo
5 settembre 2018 alle ore 21:15Scusi se la contraddico, ma non è del tutto vero il fatto che non si possano eliminare i contenitori dei detergenti: da circa tre mesi uso quelli alla spina, col medesimo contenitore. Con un po' d'attenzione ho ridotto la plastica destinata al riciclo da una volta a settimana a una volta al mese! Cordiali saluti
massimo m.
5 settembre 2018 alle ore 21:38Un grazie infinito da noi e dal Pianeta Davide Bono.
Tassare chi inquina ed è colpevole due volte: non usando le energie e le risorse rinnovabili a rifiuti zero.
Roberto Maccione
5 settembre 2018 alle ore 22:19Dato che le lobby della plastica continueranno a produrre a livello mondiale, L'unico modo per limitarne una ulteriore diffusione e' di incentivare(PAGARE) la raccolta ed il RICICLO.
giuseppe belotti
5 settembre 2018 alle ore 22:50Bisogna essere più semplici possibili, tornare ad utilizzare materiali come: carta, cartone, vetro ecc..., puntare sul riciclo, vuoto a rendere, premiare chi restituisce i materiali inquinanti, mettere una tassa del 100% sui prodotti di plastica superflui ed investire quei soldi, con altri ancora, per la ricerca utile ad eliminare gli inquinanti dell'acqua e dell'aria.
Infine dite al ministro Costa di usare termini della lingua italiana diversamente sembrerà il solito politico snob che vuole vendere fumo ai cittadini.
Grazie.
Gilles
5 settembre 2018 alle ore 22:57E nelle scuole? Qui a Milano,nelle superiori,non esiste quasi l'educazione alla raccolta differenziata. Si vedono ragazzini buttare di tutto nei contenitori di plastica e carta o questi ultimi nell'indifferenziata. E docenti che se ne fottono altamente e dirigenti che non organizzano nulla per far comprendere i danni che provoca la strafottenza del proprio personale e degli alunni. Situazione che ho incontrato in almeno 3 scuole negli ultimi 3 anni!
Roberto Masi Masi
6 settembre 2018 alle ore 09:52A Beppe con simpatia:
E ' iportante ripulire le spiagge e restituirle agli enti pubblici cioe' al popolo e non ai provati che ci speculano e spesso e non pagano le tasse perche' abusivi, tuttavia e' ancora piu importante ripulire il parlamento ed altri enti pubblici da indagati e corrotti,iportante sono il reddito di cittadinanza ed anche l'abbassamento delle tasse quando non c'e' alcun ritorno, ma più importante ancora e creare posti di lavoro l'italia ha fame di alvoro, e mandiamo a casa chi racconta solo storie per giustificare le propri icapacita e incompetenze non lasciomoci condizionare da chi quando era al governo non ha saèputo fare lìinteresse della popolazione ed adesso vorrebbe dare lezioni di governabilita democratica.
con simpatia
Roberto
Renato Russo
6 settembre 2018 alle ore 10:11Va bene dare incentivi per il vuoto a rendere, così si incentiva soprattutto l'uso del vetro che è il materiale più riciclabile che esiste.
In questo modo quasi azzeriamo l'utilizzo di plastica per Bottiglie Acqua Minerale , Coca Cola latte , inballaggi degli stessi , ecc
Aggiungiamo anche la possibilità di Utilizzare contenitori bio-degradabili per i detersivi alla spina , e senza aver fatto nessuna rivoluzione ci troviamo in un circolo virtuoso anche dal punto di vista culturale che si autoalimenta da solo su tutto il restante.
Il governo giallo verde deve attuare una politica fiscale che che incentivi questa dinamica.
La rivoluzione hard la mettiamo da parte per eliminare i parassiti che sino a ieri era la classe dirigente del nostro Paese.
renato r.
6 settembre 2018 alle ore 11:01si potrebbero incentivare queste iniziative (per ora ho trovato questo, ma non penso che sia l'unica ditta che la produce):
https://romanobiosolution.com/prodotti-biologici/piatti-biodegradabili-e-compostabili/
renato r.
6 settembre 2018 alle ore 11:08c'è anche questo, temporaneamente, ma già lo sapete:
http://www.beppegrillo.it/ad-amsterdam-le-prime-navi-alimentate-da-rifiuti-in-plastica/
Silverio Mazzella (pacchiarotto)
6 settembre 2018 alle ore 15:45Ci siamo troppo abituati ai contenitori in plastica e penso che non gliene frega niente ( purtroppo ) a tanta gente del danno che questa robaccia sta facendo all'ambiente e a noi.
Somministro da più di un anno delle gocce al mio cane; erano in una boccettina in vetro. Ieri il nuovo flacone comprato è in plastica. Che te lo dico affà !
Vanni Donagemma
7 settembre 2018 alle ore 01:35Ho vissuto all'estero per lavoro dal 1996 fino ad oggi ed in diversi paesi ho trovato punti di raccolta "return and earn "
Sono macchine self service che raccolgono le bottiglie di plastica, vetro ed anche cartoni per liquidi alimentari in cambio di un piccolo rimborso per ogni item consegnato
Attualmente sono in Australia dove rendono $0.10 per ogni bottiglia
Per favore studiate un simile approccio anche in Italia e rendetelo disponibile ovunque sul territorio
Grazie
Marta Buscioni
7 settembre 2018 alle ore 01:49W Movimento 5Stelle W!
