
Il MADE IN obbligatorio per rilanciare l'Italia
5 settembre 2018 alle ore 09:58•di Marco Zullo
di Marco Zullo, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa
In Europa ci battiamo per introdurre l'obbligo d'indicazione geografica tipica delle eccellenze del nostro Paese: calzaturiero, tessile, ceramiche, legno, arredi e gioielli.
Vogliamo il Made in Italy! Perché un'etichetta è in grado di rimettere ordine nel complicato mondo della globalizzazione. Il made in Italy è una garanzia sul mondo in cui un prodotto è costruito e tutelerebbe imprese, occupazione e consumatori. Il Made In deve essere una priorità per l'Europa ed è una priorità per il gruppo Efdd - Movimento 5 Stelle che ha presentato emendamenti importanti qui al Parlamento europeo. Purtroppo con una decisione assurda la Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo ha censurato i nostri emendamenti sul Made in, sul Paese d'origine e i requisiti della tracciabilità dei prodotti.
C'è tanta amarezza per l'ennesimo autogol della maggioranza del Parlamento europeo formata da PPE e S&D che ha negato persino il voto su provvedimenti utili al settore produttivo e ai consumatori. Difendere il Made in Italy significa valorizzare eccellenze e tutelare la sicurezza dei cittadini. Aspetti che in questa Europa vengono messe continuamente a rischio. Il Pd in Commissione ha fatto orecchie da mercante e ha contribuito ad affossare gli emendamenti per il Made in. Adesso tutti sanno chi difende davvero e non solo a parole le eccellenze del nostro Paese.
Il Made in Italy è una misura a costo zero e serve a sostenere la nostra economia. È arrivato il momento di fare sul serio. Noi non ci arrendiamo!
Commenti (33)
Gilles
5 settembre 2018 alle ore 10:08...ancora non si sono castigati sti maiali dl PD. Morite,politicamente,bastardi!
Giovanni F.
5 settembre 2018 alle ore 10:30Grazie Pd, come sempre, sempre cedere sovranità a questa Europa Delle banche. Tra poco non sapremo nemmeno noi chi saremo, ce li faranno sapere a giochi fatti.
Sandy***** S.
5 settembre 2018 alle ore 10:48Braviiiì!!!!ottimo👍🌟🌟🌟🌟🌟
rolando c.
5 settembre 2018 alle ore 11:05Attenzione...aggiungere cibo e prodotti tipici della terra, che sono esclusiva italica nel mondo.
Pier Giuseppe Ferrari
5 settembre 2018 alle ore 11:07
Una vergogna. I nostri prodotti sono i migliori al mondo e non voglio che vengano "Griffati" Avanti con il CAMBIAMENTO.
Alcide Modanese
5 settembre 2018 alle ore 11:17Ci sono prodotti di eccellenza in ogni angolo della terra ed ogni angolo della terra ritiene che il suo prodotto sia il migliore, ben venga il "made in" , ma a me interessa sapere prima di tutto la qualità di ogni singolo prodotto, gli Ingredienti e con cosa sono trattati... Questo determina la qualità, solo questo, poi, ben venga anche il made in... Voglio ricordare che non é assolutamente vietato scrivere sull'etichetta, dove, come e con cosa viene prodotto ed elaborato un determinato prodotto, ma quanti non lo scrivono e guarda caso, sono i più venduti, vi siete mai chiesto il perché?????
Giuseppe V.
5 settembre 2018 alle ore 11:34Il Made in Italy a tantissimi non conviene venga riconosciuto obbligatorio perchè, parlo della mia zona Liguria dove produciamo olio di oliva, i grandi produttori miscelano a più non posso....a discapito della qualità. Arrivano cisterne da Spagna Portogallo e sfruttano il nome della zona di confezionamento per vendere olio di bassa qualità.
Quindi il Made in Italy li costringerebbe ad alzare il prezzo usando olio italiano
Ci sono interi oliveti abbandonati e se uno vuol vendere somo valutati 1Euro a metro quadro....quindi immaginate voi!
A riveder le stelle!!!
arturo archibusacci
5 settembre 2018 alle ore 12:11Si Giuseppe hai ragione ,ma sull'olio è da molti anni che è obbligatorio mettere in etichetta la provenienza; se è olio Italiano si può mettere "Italiano" o prodotto in Italia,se invece l'olio è di uno dei paesi della UE si deve mettere "olio comunitario " se invece è prodotto al di fuori dell'Europa si deve mettere "olio extracomunitario", forse le scritte nelle etichette ,quando si tratta di olio Non Italiano, sono troppo piccole ed il consumatore quando lo acquista non ci fà caso perchè probabilmente guarda più il Prezzo.
Per il settore dell'olio c'è tutta una tracciabilità obbligatoria con registri telematici i cui dati devono essere trasmessi entro 6 giorni. al S.I.A.N.organo preposto al controllo dei dati.
Quindi per il settore dell'olio c'è un controllo abbastanza ferreo.
Per gli altri prodotti agroalimentari stanno provando su alcuni alimenti come pomodori pelati e latte. Il modello di tracciabilità dell'olio,essendo un modello ben collaudato,dovrebbe essere imposto a tutto, dico a tutto il settore alimentare, compresa la pasta e la sua materia prima, stiamo a vedere.Buona giornata
Rinaldo A.
5 settembre 2018 alle ore 12:24E se questa UE non accetta, cosa o chi ci impedisce di autodichiararlo sui nostri prodotti ? L'importante è che adottiamo disciplinari che garantiscano la qualità del processo / prodotto.
arturo archibusacci
5 settembre 2018 alle ore 12:36Forse si può aggirare l'ostacolo la Ue,facendo una legge valida esclusivamente per il mercato Italiano,quello di obbligare, i produttori/confezionatori dei prodotti alimentari, a mettere in etichetta la provenienza della materia prima e dello stabilimento di confezionamento.Certo la dicitura Made in Italy,in questo caso potrà essere messa in etichetta solamente a quei prodotti in cui sia la trasformazione sia la materia prima avvenga tutta in Italia con una tracciabilità certificata.
Dico questo perchè nelle etichette/imballaggi dell'olio di oliva, per il mercato italiano è d'obbligo inserire lo stabilimento di confezionamento, mentre per il mercato europeo ed extraeuropeo è obbligo solo quello di mettere la ragione sociale di chi lo distribuisce e lo commercializza.Seguendo questa prassi di doppio binario, si potrebbe attuare il made in italy di tutti i prodotti alimentari, per il nostro mercato interno e fare battaglia in EU per una legge che ci tuteli dai falsi made in Italy in giro per il mondo.
newmail *****
5 settembre 2018 alle ore 12:41Il pd ci ha venduto tutto.
Ci ha venduto i proventi dei pedaggi autostradali, i proventi dell'acqua e ora anche il maggior ricavo che le imprese italiane ricaverebbero, con l'individuazione dei loro prodotti.
Il pd non è un partito è l'insieme di tutte le multinazionali italiane.
Giuseppina Marzi
5 settembre 2018 alle ore 13:12Quelli del pd sono servi dell'uropa, però i cittadini se ne sono accorti (era ora!!!) e li hanno relegati alla percentuale che meritano.
Roberto .
5 settembre 2018 alle ore 13:50Speriamo che al più presto ci sia l'esportazione su...Marte, " dell'unico " indegno e vergognoso " Made in Italy ", creato dai...P-overi D-isperati!
luca C.
5 settembre 2018 alle ore 14:06Bisogna correggere il provvedimento che ha istituito l'alternanza scuola-lavoro.
Suggerirei di interessare tutti gli artigiani che operano in settori ormai in via di estinzione, come sarti, fabbri, falegnami, ricamatrici, calzolai ecc. e utilizzerei questi artigiani per "formare" i nuovi artigiani. Senza le manualità di costoro non ha alcun senso parlare di Made In Italy.
ercole t.
5 settembre 2018 alle ore 14:11Se l'europa vuole prodotti come vogliono loro,noi possamo farceli a doc.Prodotti made in italia e solo qusti li consumiano noi e se l'europa li vogliono pagano a peso d'oro.Invece dobbiamo pagare a peso d'oro e continuano aumentare prodotti che non si sa da dove vengono.
Roberto Maccione
5 settembre 2018 alle ore 14:24Il Made in e' una cosa serissima che richiede un controllo continuo dalle Autorita' competenti.e con sanzioni severissime. Fino alla radiazione dal sistema produttivo.
Francesco Banti
5 settembre 2018 alle ore 14:36Il PD e FI ormai da decenni sono TRADITORI venduti alle plutocrazie globaliste.
TRADITORI degli italiani.
Vergogna.
Immensa vergogna!
ROSSANA I.
5 settembre 2018 alle ore 14:44ANDARE CONTRO IL PROPRIO PAESE E' VERAMENTE IGNOBILE NON AVEVO MAI SENTITO NESSUNO ANDARE CONTRO LA PROPRIA TERRA CHE LE HA DATO LE ORIGINI SPECIALMENTE ALL'ESTERO!!!!
Ma che gli scorre nelle VENE A QUESTA GENTE ?
Morena
5 settembre 2018 alle ore 14:53https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.efanews.eu/it/item/4425-mipaaft-il-ministero-cambia-nome-e-io-pago.html&ved=0ahUKEwjjremq86PdAhVCiRoKHV1BAWM4ChCpAggjKAEwAA&usg=AOvVaw3X91X8J0zwRnwLE-WJ81VH
Questo non interessa nessuno???
Far sprecare soldi ai piccoli imprenditori è nel contratto di governo?
luciano 65
6 settembre 2018 alle ore 23:18"unica concessione, la possibilità di esaurire le scorte delle etichette vecchie prima di procedere con la sostituzione."
Allora tanto casino per nulla.
davide di noia
5 settembre 2018 alle ore 14:58Voglio vivere made in Italy. Non è solo un simbolo di un prodotto, ma la storia della cultura italiana applicata al lavoro attento, frutto di anni se non generazioni di esperienza. Leggi speciali e agevolazioni fiscali per difendere le piccole aziende che producono il made in Italy di qualità. Obbligare i comuni a fare corsi triennali retribuiti presso laboratori artigianali e aziende per i giovani che intendono proseguire queste attività. Investire . Investire. Investire. Soldi spesi bene.
ROSSANA I.
5 settembre 2018 alle ore 15:03NON SI DEVE PIU' COMPRARE NIENTE CHE NON SIA ITALIANO IMPARIAMO A LEGGERE le ETICHETTE. Se costa di puù MANGIAMO MENO che è pure meglio MA MANGIAMO ITALIANO E SANO il resto è tutto CANCEROGENO e fa AMMALARE anche i VESTITI E SCARPE se NON SONO ITALIANI O FABBRICATI DOVE SFRUTTANO I BAMBINI CON MATERIALI TOSSICI STIMOLANO ALLERGIE AL CORPO E AI PIEDI.
La gomma delle scarpe SE NON SONO ITALIANE HANNO UN ODORE CHE FA VOMITARE non è difficile riconoscerle!!!!
SIAMO NOI A POTER BLOCCARE QUESTO SCHIFO DI MERCE CANCEROGENA E INQUINANTE!!!
giuseppe belotti
5 settembre 2018 alle ore 15:07Questa commissione del mercato interno
e protezione dei consumatori della comunità europea, fa ridere.
Scommetto che le agende degli appuntamenti dei rappresentanti di questa commissione sono piene di impegni presi con lobbisti.
Per non parlare poi degli accordi CETA e TTIP dove i piccoli produttori, i cittadini comuni o la COSTITUZIONE dei singoli stati valgono sempre meno.
Quindi, nessun autogol, è chiaramente una strategia messa in atto da una politica asservita ad una oligarchia di poteri forti che in ogni occasione si compra un pezzo della nostra libertà.
Perciò, caro Marco, come chiami pane il pane, non temere di chiamare PPE e S&D ladri di democrazia e di libertà dei popoli sovrani.
davide di noia
5 settembre 2018 alle ore 15:09 Adotta un artigiano. Ci sono migliaia di artigiani ormai anziani, con botteghe di qualità che hanno un patrimonio di esperienza che resta ferma lì. I loro figli spesso studiano, si laureano e fanno altri mestieri. Le regioni dovrebbero censire questi artigiani e attraverso una selezione di centinaia di giovani già esperti permette re loro di affiancare per imparare ancora di più, pagati dai comuni. Dopo alcuni anni queste piccole attività diventano scuole aperte a tutti. Il tutto in collaborazione con aziende locali medio grandi e università. Bellissimo.
Daniele .
5 settembre 2018 alle ore 16:21Spero tanto si giunga ad un epilogo positivo. Qualora dovesse passare la norma del logo Made in Italy, a mio avviso si dovrebbe contestualmente spingere, oserei dire obbligare, i produttori al lancio di campagne informative sul significato di questa certificazione visiva, sopratutto in quei mercati esteri che valgono miliardi di euro per il nostro export.
Senza di ciò l'impatto sarebbe quasi nullo.
patrizia v.
5 settembre 2018 alle ore 17:37Bravi, W il Made in Italy.
Roberto Masi Masi
5 settembre 2018 alle ore 18:19A Beppe Con Simpatia:
approposito di DEMOCRAZIA cosa pensa di fare il governo cinquestelle-lega per quanto concerne il numero chiuso alle università:la democrazia non contempla forese il libero accesso a tutte le facoltà in base alle scelte individuali per le quali una persona si sente più predisèposto, a chi serve il numero chiuso? a cosa servono i test di selezionoe? non certo a stabilire quali sono le migliori aspirazioni di un candidato, perchè fare una selezione a priori prima ancora di poter effettivamente valutare le capacità e le attitudini dei candidati: non esistono già gli esami per definire il livello di preparazione dei singoli studenti se gli esami vengono svolti con la dovuta serietà, il numero chiuso serve forse ad impedire una crescita culturale e proferssionale del paese permettendo solo a pochi di accedere agli studi con criteri forse non sempre attinenti alle discipline delle diverse facoltà e forse con critei dubbi e sospetti.
Il numero chiuso non risolve affatto la qualità degli studi ma anzi la mortifica limitando la partcipazione e riportandoci indietro a periodi di vecchia memoria: il numero chiuso ha un sapore di revancismo fascista:
con simpatia
Roberto
mzee.carlo
5 settembre 2018 alle ore 19:10In questi anni il PD ha acconsentito direttive contrarie agli interessi italiani. Bisognerebbe capire il perché.
raffaele
5 settembre 2018 alle ore 21:24Ma il made in Veneto è molto più vicino al mad ein Austria o Slovenia che a un made in Calabria. Perchè obbligare all'uniformità nazionale quando la verità è che gli standard produttivi, la tecnologia, la serietà e professionalità sono molto diverse tra loro?
Vogliamo dirlo con sincerità. Qui in Veneto nessuno vuole più comperare prodotti meridionali, ci obbligano a comperare le verdure meridionali quando quelle Catalane costano meno. L'olio Catalano costa meno e non è Tunisino e tirato come quello di Lecce! Diciamola la verità e le furbizie. Sono i dittatori che obbligano a bollare la merce per fare propaganda nazionale.
Umberto Sivieri (santommaso)
6 settembre 2018 alle ore 09:07Buongiorno, dovrebbe aggiornarsi sui pesticidi usati in Spagna. Paragonare l'olio meridionale, come lo chiama lei, con l'olio catalano denota una scarsa conoscenza del ciclo di coltivazione e produzione. Fortunatamente ci distinguiamo per moltissimi prodotti. Prodotti d'eccellenza che tutto il mondo ci invidia! Desumo che nel suo pensare ha già operato la divisione dell'Italia. Buona giornata.
mauro bertoni
6 settembre 2018 alle ore 08:45Traquilli tra pochi mesi tutto cambierà dalle parti di Bruxelles e Strasburgo (a proposito che ci fa una seconda sede del parlamento EU? La spesa di questa buffonata divisa in pro-quota italiana va eliminata dal nostro finanziamento alla comunità) dicevo, tutto cambierà e allora un sacrosanto MADE IN verrà approvato anche se il Pd voterà contro, del resto come potrebbe fare meglio al fine di perdere ancora qualche milione di voti?
mario genovesi
6 settembre 2018 alle ore 18:05I crimini del PD ormai non si contano più, si fanno passare per un partito di sinistra poi sul Foglio la semisconosciuta Ascani, che qualcuno ha indicato come possibile candidata dei renziani alla segreteria del PD, sul Foglio ha attaccato l'ottimo Jeremy Corbyn, un vero progressista.
Solo che mentre il PD è fanaticamente sionista lui è accusato di antisemitismo.
Lui, un socialista di sinistra, mah.
roberto castaldini
7 settembre 2018 alle ore 12:26CONTAGIO DEMOCRATICO: per dare l' autentico "MADE IN ITALY" i prodotti devono rispondere a un protocollo certificato per le materie utilizzate, la loro filiera,il confezionamento e le qualità organolettiche e il prezzo per prima o seconda scelta per far capire al consumatore cosa sta scegliendo in rapporto alla qualità. Poi creare, per poter scegliere a colpo d'occhio il prodotto giusto, un marchio brevettato del vero "MADE IN ITALY" che racchiuda l' immagine di due stivali dell' ITALIA - uno tricolore e uno con la regione di provenienza in rilievo per valorizzare anche la provenienza regionale/locale precisa - . Poi quando si esporta allegare al prodotto in confezione o con cartoncino il suo uso e le sue elaborazioni come cibo per un suo corretto utilizzo. Sono proposte le mie che semplificherebbero la scelta di ogni consumatore sia Italiano che di altra Nazione ed eviterebbero la confusione e la contraffazione. Poi proporrei, con la partecipazione della camera di commercio, giornate all'estero dedicate al "MADE IN ITALY" certificato con promoters aziendali dei prodotti ed esposizione di questi prodotti in accordo con le grandi catene commerciali, una cosa simile come fa il LDL quando propone prodotti stranieri, nei grandi centri con campagne pubblicitarie mirate.
Siamo bravi a fare le cose, dobbiamo diventare ancora più bravi a farle conoscere ed apprezzare.
Se avete altri suggerimenti sono ben accetti perché cosi si possono aiutare di più i nostri governanti a fare le leggi giuste e veramente utili. Uno vale uno ma può aiutare tutti.
