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SPECIALE CETA - Le liberalizzazioni crescenti nei servizi pubblici (parte 5)

SPECIALE CETA - Le liberalizzazioni crescenti nei servizi pubblici (parte 5)

Author di MoVimento 5 Stelle
ore 09:23
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A cura di Dario Tamburrano e Tiziana Beghin, M5S Europa/EFDD

Pubblichiamo, a puntate, un approfondimento speciale dedicato al CETA.

CLICCA QUI per avere l'elenco completo.


Il CETA prevede che gli obblighi dei Governi rispetto alle attività economiche si applichino anche nel campo dei servizi. Stabilisce inoltre che non possono essere diminuite le privatizzazioni e le liberalizzazioni fin qui compiute nel settore dei servizi (clausola "standstill") e rende irreversibili quelle future (clausola "ratchet"). Le eccezioni riguardano esclusivamente i servizi esplicitamente elencati nel trattato dagli Stati e dall'UE (la cosiddetta "lista negativa").

A titolo di esempio, soltanto la Bulgaria ha inserito il fracking fra le attività per le quali non é consentita la liberalizzazione. Non lo hanno fatto neppure Paesi come la Francia, in cui pure è in vigore una moratoria del fracking.

Il CETA non riguarda i servizi che ogni Stato fornisce "nell'esercizio dell'autorità governativa", cioè su base non commerciale e senza la concorrenza da parte di uno o più fornitori privati. Sempre a titolo di esempio, in Italia istruzione e salute non sono servizi "nell'esercizio dell'autorità governativa".

Dunque i servizi pubblici sono toccati dal CETA anche se il Parlamento Europeo ha chiesto nel gennaio 2016 di lasciarli fuori dagli accordi internazionali e anche se nel 2011 ha chiesto particolari condizioni per inserirli nel CETA.


Lista negativa. E' nel trattato ciò che non è nel trattato

Il CETA è il primo accordo siglato dall'Unione Europea a seguire un approccio alla liberalizzazione dei servizi noto come "lista negativa": l'opposto rispetto al classico approccio della "lista positiva" seguito per il GATS, l'Accordo generale sul commercio nei servizi del 1995 che costituisce una delle pietre angolari dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.

Quando si segue la "lista positiva", solo i servizi esplicitamente elencati nel trattato sono aperti alla liberalizzazione e alla concorrenza internazionale. Al contrario, con la "lista negativa" scelta per il CETA è necessario elencare con precisione quali servizi rimangono protetti: tutti gli altri vengono liberalizzati.

Il trattato che contiene una "lista negativa" rende pericolosamente difficile prevedere e regolare tutta una serie di situazioni particolari. Inoltre sono automaticamente soggetti alla liberalizzazione i servizi di nuovo genere che potrebbero venirsi a creare in futuro.

I servizi esclusi dalle privatizzazioni sono elencati nell'allegato I del CETA. L'allegato II elenca i servizi per i quali le autorità pubbliche si riservano il diritto di emanare, in futuro, norme più restrittive rispetto a quanto prevede il CETA. Tutti e due gli allegati elencano le riserve sia dell'UE sia dei singoli stati membri.

Clausole "standstill" e "ratchet"

Nel capitolo sui servizi del CETA sono incluse sostanzialmente, anche se non in modo esplicito, le clausole note come "standstill" e "ratchet". Esse rendono impossibile far diventare in futuro pubblico, rispettivamente, ciò che é stato già liberalizzato e ciò che verrà privatizzato.

In base alla la clausola "standstill", un governo non potrà diminuire il livello di liberalizzazione presente al momento della ratifica del trattato. Se ad esempio in un Paese, al momento della ratifica del CETA, è permesso che le partecipazioni straniere coprano il 30% di un servizio, in futuro il Paese in questione potrà aumentare queste partecipazioni - potrà portarle ad esempio al 40% - ma successivamente potrà semmai farle scendere solo fino al 30%: mai sotto questa soglia.

L'esistenza della clausola "standstill" si evince dal fatto che il CETA (articolo 9.7.1.c) consente di modificare le leggi nazionali solo se non diminuiscono il livello di liberalizzazione.

Con la clausola "ratchet", invece, le liberalizzazioni effettuate dopo l'entrata in vigore del CETA diventano irreversibili anche se si rivelano disastrose. Nel caso citato sopra, se un governo decidesse aumentare dal 30% al 40% la quota limite di partecipazione delle imprese straniere, a causa della clausola "ratchet" non potrebbe più tornare neanche al 30%.

L'esistenza della clausola "ratchet" deriva dal fatto che, nell'allegato I, le eccezioni alle liberalizzazioni sono riferite solo alle leggi già in vigore e non conformi alle disposizioni del CETA.

Il Parlamento europeo, nella votazione della risoluzione sul trattato internazionale TiSA (liberalizzazione dei servizi) in corso di negoziazione, si è espresso contro queste due clausole (emendamento firmato dal M5S).

Un esempio concreto degli effetti deleteri della clausola "ratchet" riguarda la società italiana Parmalat, che utilizzava una sorgente canadese (quella di Esker in Quebec) per produrre acqua in bottiglia. Quando Parmalat è fallita, in base alla clausola "ratchet" contenuta nel trattato NAFTA che lega Stati Uniti, Canada e Messico, il Canada non è potuto tornare proprietario della fonte, ma ha dovuto darla in concessione a un'altra multinazionale.


I servizi pubblici

L'allegato II inserisce i "services considered as public utilities at national or local level" ( i servizi considerati servizi pubblici a livello nazionale o locale) fra i settori in cui tutti gli Stati si riservano il diritto di introdurre normative più restrittive rispetto a quanto prevede il CETA. L'esenzione non si applica a telecomunicazioni, computer e servizi collegati.

Secondo l'analisi del CETA effettuata dal Canadian Center for Policy alternatives, un istituto di ricerca che fa parte delle voci progressiste, l'esenzione dei "servizi considerati servizi pubblici" è formulata con un linguaggio ambiguo. Alla stessa conclusione giunge l'analisi pubblicata dalla Fondazione Hans Böckler legata alla DGB, la maggior confederazione sindacale tedesca.

Inoltre i "servizi considerati servizi pubblici" sono esentati solo dall'obbligo, altrimenti sancito trasversalmente dal CETA, di permettere l'accesso al mercato agli operatori canadesi e di trattarli come gli investitori nazionali.

Alla luce delle disposizioni trasversali del CETA, questo significa che quando i servizi pubblici - come ad esempio la raccolta rifiuti - vengono affidati alla gestione dei privati, gli enti locali UE non possono istituire una "corsia preferenziale" per gli operatori locali.

Sempre nell'allegato II, l'EU si riserva il diritto di sovvenzionare con fondi pubblici i servizi sanitari e sociali. Nella sezione del CETA relativa protezione degli investimenti, Canada ed UE si riservano (articolo 8.15.5.c) la facoltà di fornire sussidi a titolo preferenziale ai servizi pubblici o locali.


Acqua. Il bicchiere avvelenato

In teoria - solo in teoria - l'articolo 1.9.1 del CETA stabilisce che l'acqua non va trattata come una merce. In pratica, lo stesso articolo precisa che il riferimento é all'acqua "nel suo stato naturale".

L'acqua potabile (o anche destinata all'irrigazione) subisce vari trattamenti prima di essere utilizzata: dunque é possibile sostenere che l'acqua potabile non é acqua "nel suo stato naturale". Inoltre il trattato afferma (articolo 1.9.3) che "se una parte permette l'uso commerciale di una fonte idrica, deve farlo rispettando l'accordo": ovvero la "fonte idrica" in questione va trattata come una merce soggetta agli obblighi stabiliti dal CETA.

Nell'allegato II, in cui Canada, UE e Stati membri elencano i servizi per i quali si riservano di definire in futuro misure più restrittive di quelle previste dal CETA, l'UE ha inserito la raccolta, il trattamento e la distribuzione dell'acqua. Le attività elencate nell'allegato II sono anche esentate dagli obblighi di "national treatment" (trattare gli investitori canadesi alla stregua di quelli europei) e "market access" (permettere l'accesso al mercato europeo dei servizi idrici canadesi).

Tuttavia la piena esclusione dell'acqua dal CETA si può ottenere solo evitando ai applicare all'acqua gli obblighi di "most favoured nation" (la clausola della nazione più favorita, con la quale si assicura l'assenza di discriminazioni nei confronti degli investitori canadesi) e soprattutto esentando l'acqua dalla "protezione degli investimenti" accordata attraverso la clausola ICS.


Esercizio dell'autorità governativa. I servizi esclusi dal CETA

Sono completamente esentati dall'applicazione dell'articolo del CETA sulla liberalizzazione dei servizi solo (articolo 9.2) i servizi finanziari (normati da articoli specifici), i servizi di trasporto aereo con l'eccezione dei servizi di terra, gli appalti pubblici non destinati alla rivendita commerciale, i servizi audiovisivi per l'UE, l' "industria culturale" canadese e i servizi forniti "nell'esercizio dell'autorità governativa", ovvero - in base alla definizione fornita dal trattato GATS13) - i servizi forniti dallo Stato che hanno base commerciale e che non sono in concorrenza con uno o più servizi forniti da privati.

Dunque non sono esentate dall'applicazione del CETA le situazioni - molto diffuse negli Stati UE - in cui servizi pubblici e quelli privati convivono fianco a fianco, sono complementari o concorrenziali.

I servizi che, al di là di ogni ragionevole dubbio, rientrano "nell'esercizio dell'autorità governativa" sono veramente pochi: ad esempio, l'esercito e l'emissione di moneta. Si può sostenere - altro esempio - che l'istruzione superiore non rientra "nell'esercizio dell'autorità governativa" perché esistono anche le università private (dunque esiste la concorrenza alle università pubbliche) e perché per iscriversi alle università pubbliche si paga una tassa, dunque il servizio che esse forniscono non é esente da una "base commerciale".

(continua...)


Testo estratto dal wiki CETA di Dario Tamburrano e Tiziana Beghin.



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15 Ago 2018, 09:23 | Scrivi | Commenti (17) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: ceta, europa, governi, liberalizzazioni, lista negativa

Commenti

 

Questo non è un "trattato" ma un vero e proprio "cappio al collo"!!! Perchè mai dovremmo firmarlo? Ci stanno puntando una pistola alla tempia??? Di cosa ci minacciano se non firmiamo??? Ci faranno arrivare terremoti con crolli di ponti e risucchi di autostrade?! Ma tanto andrebbe male ugualmente anche firmando, tanto vale morire con onore, combattendo contro questi killer economici che sono di un cinismo disumano.

Lisetta Sperindei 18.08.18 00:27| 
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RENDETE NOTO IN PRIMA TV,COSA STA SUCCEDENDO!

DATECI IL TEMPO,tramite una INFORMAZIONE PIU' SEMPLICE E CHIARA,di,EVENTUALMENTE,SCENDERE IN PIAZZA AD OLTRANZA.
Monitorate e comunicate,IN PRIMA SERATA IN TELEVISIONE.
Di questo trattato,NON NE SA' NULLA NESSUNO ed e' STRANO CHE ANCHE NOI NON NE PARLIAMO APERTAMENTE.

Luca Fini, Brescia Commentatore certificato 17.08.18 16:53| 
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La verità si dica non capisco molto di questo trattato e perchè ci si ostini tanto a realizzarlo e chi lo vuole.
Una cosa però l'ho capita molto bene si tratta della "Inculata del millennio" definitiva nei confronti del popolo.Dopo potrà esserci solo una guerra con milioni di morti.

Sentire solo il nome Ceta mi fa venire il vomito vi prego chiudete la discussione e di trattati riparlatene quando il popolo vi autorizza.
Signori ci stiamo giocando la libertà.
Spero che lo Stato italiano si tiri fuori immediatamente da questa palude.
G.Fadda

Giuseppe Fadda Commentatore certificato Commentatore che ha donato a Rousseau 17.08.18 11:11| 
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E' semplicemente assurdo firmare patti economici senza scadenza, solo accordi in difesa della dignità umana e della pace dovrebbero avere questa peculiarità. Siamo proprio in mano a brutta gente...

daniele tandura 16.08.18 20:30| 
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Ma chi s'è inventata la UE?
Questi ci stanno fottendo, altro che aiutando.

giorgio peruffo Commentatore certificato 16.08.18 10:46| 
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Se un trattato di questo tipo con clausole irreversibili,
dovesse essere accettato e firmato per l'Italia,
non resterebbe altro da fare che uscire dall' UE
uscire dall'euro
a costo di assalti alle armerie delle caserme
(contro chi lo ha firmato).

Una rinuncia totale di sovranità su beni e servizi
essenziali NATURALMENTE COMUNI PER UNO STATO CIVILE DEMOCRATICO ?

MAI !!!!

Giuseppe Flavio, vicenza Commentatore certificato 16.08.18 09:36| 
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# NO CETA!!!

Sandy***** S., Sandonaci Commentatore certificato 16.08.18 01:19| 
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PURTROPPO,saro' stupido,ma stento bene a capire,se il Ceta ci togliera' dalle mani i nostri servizi pubblici,rendendoli privati.
Ho l'impressione che una PAROLA AMBIGUA nel trattato,possa far saltare l'acqua pubblica o quant'altro.
SONO COSE TROPPO IMPORTANTI.
Monitorate e rendete pubbliche le scelte prima che esse vengano fatte ,in modo che possiamo,eventualmente,in piazza,SCATENARE L'INFERNO!

Luca Fini, Brescia Commentatore certificato 15.08.18 23:39| 
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#M5S #LEGA #FDI #EUREDERENDUM #MEDIACAROGNA ECCO ITALO LA NUOVA MONETA SOVRANA ITALIANA. BANCA D'ITALIA , POTREBBE ... "STAMPARLI"(come certificati/titoli di credito)... E CON IL DOPPIO PREZZO ESPOSTO SUI PRODOTTI IN VENDITA SI PUO' FARE..!
https://lh3.googleusercontent.com/-m_LG-xqx5Qw/W3O-Emdy28I/AAAAAAAAD5s/mofal9kd4Zw2E8VA_uCVYyYDMAGD-45EgCL0BGAs/w663-d-h469-n-rw/ITALO%2BLA%2BNUOVA%2BMONETA%2BITALIANA.jpg

Giampaolo S., Torino Commentatore certificato 15.08.18 22:19| 
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Egr. Ministro Di Maio,

Le chiedo di intervenire sul tema in oggetto, chiedendo la sospensione dei pagamenti dei pedaggi in gestione alle Autostrade per l’Italia, con data termine a soluzione completa della vicenda.

Il mancato introito dovuto alla sospensione dovrà confluire su un fondo destinato alle vittime, agli sfollati ed alla città di Genova.

Ritengo questa iniziativa, di rilevanza popolare, poiché ha impattato il buon senso di tutti i cittadini italiani che si vedono ogni giorno demolire il proprio operato, fino a rimetterci la Vita!

La mia proposta è una delle voci della Vox e Vis Populi, l’iniziativa oltre che risarcitoria deve essere portata avanti quale atto di Giudizio del Popolo nei confronti della Società in questione; anche il Popolo deve Giudicare!

La prego, intervenga come è nelle Sue competenze.

Cordialmente
Gianni Salpietra

gianni salpietra 15.08.18 21:54| 
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il mio ragionamento era rivolto a delle considerazioni logiche, dal mio punto di vista, abbiamo un Governo, i rappresentanti che presiedono come portavoce, perche essi sono e dovrebbero essere solo portavoce dei vari governi come Rappresentanti nelle direttive Politiche Economiche e Sociali come linee guida auspicate per una miglior governans mi sto chiedendo cosa ci fa il signor Tajani che espressamente nelle sue varie interviste giornalistiche e apparizioni televisive e contro il Governo Conti? chi rappresenta esso? quale trattato potrebbe ratificare?e a nome di chi? questo e il mio cruccio

Antonio L., Anzio Commentatore certificato 15.08.18 20:51| 
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il Canada e gli USA sono enormi nazioni da colonizzazioni e noi italiani siamo un centesimo quasi di territorio e siamo un popolo antico e non ha senso essere colonizzati o inglobati in un aglomerato di costumi completamente differenti dai nostri: se necessario si esce dall' europa ma noi assolutamente non dobbiamo sottoscrivere che il nostro Stato - Nazione non possa essere sovrano sul proprio territorio e sulla propria cultura e quindi identita'; formalmente solo un referedum chiaro puo' definire con maggioranza minima 75% se si vuole entrare negli accordi con le multinazionali o no. Mi sembra ci sia tanta omerta' nei portavoce italiani sul tema ed assai poca decisione del evidenziare in europa che chi comanda non sono i portavoce ma il popolo italiano.questo per lo meno era l' intento del M5S!

giampaolo gottardo Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che ha donato a Rousseau 15.08.18 20:14| 
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ma penso che tutti i trattati europei siano nulli
per la semplice ragione che chi ratifica i trattati e li sottofirma non siano leggittamate ad esprimersi senza il consenso di chi rappresenta, non hanno mai avuto autorita di rappresentazione perche mai sono stati mandati come rappresentanti interlocutori dei propri Stati membri della UE lo dimostra il fatto di Tajani che non rappresenta lo Stato Italiano ma potrebbe firmare per esso, cosa assurda in una democrazia

Antonio L., Anzio Commentatore certificato 15.08.18 17:58| 
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È chiaro che il CETA è stato progettato per cancellare le libertà dei popoli e le democrazie a vantaggio delle multinazionali e di un numero limitato di oligarchi.

Ma come è stato possibile arrivare a sottoscrivere questi contratti capestro all'insaputa dei cittadini?

Il capo dello stato, il governo, gli intellettuali, i docenti universitari, i giornalisti, non hanno nulla da dire ai nostri delegati europei che stanno svendendo le nostre libertà e cancellando la nostra costituzione?

Dovrebbero provare vergogna e dimettersi dagli incarichi pubblici che ricoprono.

giuseppe belotti, ranica -bg- Commentatore certificato 15.08.18 16:12| 
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La CETA è disastrosa per noi,rimbocchiamoci le maniche e aboliamo il suo potere sul nostro paese!!!Cio`che non va bene per il benessere dell'uomo va combattuto e cambiato.

Giacomina Murabito (), Firenze Commentatore certificato 15.08.18 15:20| 
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L'Italia, non più governata da imbecilli mai ratificherà quest'obbrobrio.

Serafino 15.08.18 13:08| 
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Da queLlo che ho letto, spiegate come lo spazio per una democrazia diretta ha sempre meno spazio. Per cui un rifiuto totale di queso Ceta.

Roberto Maccione Commentatore certificato 15.08.18 12:31| 
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