Rivediamo il codice degli appalti: guerra alla corruzione!

di Danilo Toninelli, ministro dei trasporti

Ho una notizia importantissima per tutti voi. Siamo a un primo passaggio importante sul percorso verso un grande obiettivo: rivedere il Codice degli appalti, un testo corposo da cui dipende un bel pezzo del rilancio infrastrutturale e della ripresa economica del Paese. Ieri sera è partita la consultazione online in merito a 29 punti cardine del Codice dei contratti del 2016 su cui vogliamo intervenire.

La missione è duplice: regole semplici e chiare per rilanciare le opere pubbliche, ma allo stesso tempo guerra senza quartiere alla corruzione e al malaffare. Le norme scritte dal precedente Governo hanno infatti creato grandi difficoltà a chi voleva bandire appalti pubblici, soprattutto agli enti locali. Bisogna invece difendere la trasparenza, il rispetto della legalità, portare avanti la lotta alle mazzette contro le quali il MoVimento 5 Stelle ha sempre limpidamente combattuto, ma al tempo stesso è necessario sbloccare i cantieri, eliminando impacci e pastoie burocratiche per gli imprenditori.
Lo abbiamo sempre detto: leghiamo le mani ai disonesti, liberiamo le mani alle aziende.

Fino al 10 settembre, quindi, gli operatori del settore, o chiunque voglia, potrà dirci la sua in merito alle ipotesi di intervento per migliorare questo Codice e far ripartire le opere pubbliche. Trovate la spiegazione su come fare qui

Quindi predisporremo una prima proposta urgente di modifica che porteremo all’attenzione del Paese e del Parlamento. Grazie alla consultazione, in questa fase, si ragiona in merito a questioni salienti, su alcune delle quali c’è un consenso abbastanza diffuso rispetto all’esigenza di rapide modifiche. Valutiamo, ad esempio, interventi relativi alle norme sulla trasparenza e la pubblicazione degli atti, sul divieto di appalto integrato, sulla soft law affidata all’Anac, sulla prevalenza dell’offerta economicamente più vantaggiosa (oepv) rispetto al massimo ribasso, sulle misure che riguardano la qualificazione delle stazioni appaltanti e delle commissioni aggiudicatrici, oltre che sulle regole circa il rating e la reputazione delle imprese. Grande attenzione poniamo, inoltre, alla tutela della trasparenza rispetto al rapporto tra appaltatore e subappaltatori e alla difesa dei lavoratori.

E’ un grande lavoro. Una strada che ci porterà lontano. Ma l’Italia non può aspettare. Ci sono tante risorse da rimettere in circolo in modo virtuoso per rendere più ricco, efficiente e competitivo il nostro Paese. Buona partecipazione a tutti!

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