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La demofobia: quella costante avversione alla partecipazione popolare nella storia dell'idea occidentale di democrazia

La demofobia: quella costante avversione alla partecipazione popolare nella storia dell'idea occidentale di democrazia

Author di MoVimento 5 Stelle
ore 10:02
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Già nel 400 a.c. ci si scandalizzava della partecipazione popolare nelle decisioni su cosa fosse giusto o sbagliato, bello o meno bello. Il teatro di Siracusa fu il primo esempio di questa intellighenzia scandalizzata del fatto che il popolo potesse dare il proprio apprezzamento a un opera lirica con il proprio applauso. Era la teatrocrazia.

Per fortuna il fatto che i potenti si scandalizzino della partecipazione del popolo alle decisioni della collettività non ha mai frenato il processo di partecipazione. Come oggi è normale applaudire ad uno spettacolo, diventerà presto normalità la cittadinanza digitale partecipata.


di Massimo Di Felice*

Esiste una latente contraddizione ed un vero e proprio paradosso all’interno della storia della democrazia in Occidente: l’esclusione della partecipazione diretta della popolazione ai processi decisionali.

Finanche nella antica Grecia, alle origini della civiltà occidentale, quando l’idea di democrazia ha visto la sua prima versione, la partecipazione popolare nei diversi ambiti della vita pubblica non solo non era considerata un presupposto irrinunciabile ma era spesso avversata esplicitamente da filosofi e politici. In seguito alle attività di voto, iniziate a Siracusa durante le rappresentazioni teatrali, per eleggere - attraverso il conteggio delle mani alzate del pubblico - le migliori tragedie e le migliori performance musicali, Platone fu uno dei primi a denunciare, in un passo delle “Leggi”, tale avvenimento descrivendolo come una minaccia alla stabilità politica della polis. Se un tempo le rappresentazioni e le esecuzioni musicali erano giudicate da persone competenti, nella nuova formula delle siracusane, secondo il filosofo ateniese, al contrario, era il pubblico a prendere la parola e ad eleggere le migliori esecuzioni provocando un impoverimento del giudizio e la conseguente decadenza dei valori: “Il pubblico del teatro da muto è divenuto parlante, come se potesse capire ciò che nell’arte è bello e ciò che no, invece che un’aristocrazia nella musica abbiamo una miserabile teatrocrazia” (Platone)

La teatrocrazia e la critica alla partecipazione del popolo e alle sue opinioni (δοχα) sará un argomento chiave della filosofia politica platonica tesa alla promozione della verità metafisica completamente sconosciuta alla plebe.
Contro la teatrocrazia e la partecipazione popolare Platone creerà la Repubblica, comandata dai filosofi, difesi dai guardiani e alimentata dal lavoro dalla popolazione, da lui considerata portatrice di falsità in quanto accecata dalla inautenticità del mondo apparente.

Piú che un eccesso della radicalità del pensiero dell'aristocratico filosofo ateniese, l'avversitá verso la teatrocrazia e verso la partecipazione attiva della popolazione alla vita pubblica avrá una lunga storia in occidente che passerà i secoli e arriverà fino ai nostri giorni. Così, in epoca medievale, la Chiesa Cattolica Romana si impegnò a proibire alla popolazione la lettura dei testi della Bibbia e a bruciare in piazza i libri considerati pericolosi. Nulla poté, in seguito, dinanzi alla nuova tecnologia creata da J. Gutenberg che permetteva l’impressione e la rapida duplicazione di libri e testi. Il popolo, considerato allo stesso modo incolto e incapace, andava educato e difeso dai pericoli e dalle eresie.
Anche in epoca moderna, superato l'oscurantismo medievale e avviati i processi democratici nell´ Europa post illuminista, l'atteggiamento elitista e la concezione paternalistica che vedeva la massa incolta e incapace di decidere autonomamente e bisognosa di una guida e di una “etero-conduzione”, si possono ritrovare presenti nell´idea di partito sviluppata da Lenin, inteso come l'avanguardia rivoluzionaria, nato con la funzione di guidare e “dirigere” le masse alla rivoluzione.

Con l’avvento degli stati nazionali e della democrazia di massa le cose non cambiano. Esiste un filo che lega le convinzioni di Platone, che considerava il popolo portatore di ogni male, disprezzando ogni sua manifestazione, e le posizione di J. Ortega Y Gasset, il quale, nel celebre “La ribellione delle masse”, critica la società dei media e l'avvento di una cultura di massa auspicando un ritorno al potere delle elite colte e capaci. Nella stessa direzione vanno gli argomenti di G. Le Bon descritti nel suo trattatto di pscicologia delle folle “La folla é un gregge docile e incapace di vivere senza un padrone. E' talmente desiderosa di obbedire che si sottomette instintivamente a colui che le si pone a capo”. Gli stessi pregiudizi sull'incapacità di autodeterminazione e lo stato di alienazione delle masse, fondano il presupposto teorico dell'idea di alienazione moderna, analizzato da T. Adorno e M. Horkheimer.

La lista dei nemici della partecipazione diretta della popolazione ai processi di decisione è lunga e passa attraverso le diverse epoche della storia d’occidente assumendo, cosi, più che le caratteristiche di una contraddizione o di una anomalia, quelle di una vera e propria contraddizione costante.
Oggi, con l’avvento delle reti digitali, la contraddizione che oppone l'idea di democrazia alla partecipazione popolare diretta si ripropone e nuovi Platoni e nuovi inquisitori scomunicano le forma di accesso on line e la dislocazione dei processi di decisione nelle piattaforme digitali dove, i cittadini connessi, senza più mediazioni, possono esprimersi, discutere, legiferare e decidere in rete.

*Massimo Di Felice é docente presso l'Università di S. Paulo USP in Brasile e direttore del centro di ricerca internazionale Atopos. Da diversi anni studia reti digitali ed é autore di diversi articoli scientifici e libri tradotti in diversi idiomi. In Italia ha recentemente pubblicato Net-attivismo dall'azione sociale all'atto connettivo Edizioni Estemporanee.




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28 Ago 2018, 10:02 | Scrivi | Commenti (16) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

Apprezzo molto questo post... anche perchè ... è utile al ragionamento che spesso difetta di approfondimento!!!! Grazie!

FERRONI N., ROMA Commentatore certificato 31.08.18 12:54| 
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Ottimo articolo, esplicativo e sintetico.
Aggiungerei che Platone ha fallito i suoi ''esperimenti sociologici'' a Siracusa per ben tre volte! e comunque era Platone, le nostre elite invece chi sono?
sono quegli psicopatici super miliardari, che sfogano le loro nevrosi e ossessioni accumulando ricchezze virtuali, come se potessero portarsele nell'aldilà! È gente malata come quelli che si lavano le mani continuamente in modo compulsivo o come le vittime del gioco d'azzardo. Si chiama cupidigia, sete di potere non né possono fare a meno e non gli basta mai........ vecchie mummie che non sanno fare pace con la morte...... vi ricorda qualcuno?

Il Barone Zazà 31.08.18 11:19| 
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Complimenti per l'articolo più che mai attuale. L'argomento è stato affrontato molto bene anche da K. Popper (La società aperta e i suoi nemici).
Gli "aristocratici" di oggi abitano ai Parioli e votano PD ma si fanno riprendere dai media circondati da operai.
La coscienza democratica storicamente si è evoluta "a gradini" correlati ai progressi tecnologici che hanno ampliato le possibilità di comuni azione (nell'ordine: ferrovia e trasporti in genere, radio, telefono, televisione, ora internet). In futuro la demagogia, la manipolazione e la retorica avranno sempre meno potere di influenzare le masse e si spera che i cittadini di domani sappiano scegliere per il loro reale interesse e non per portare acqua ai mulini altrui.

Mario C., ANGUILLARA SABAZIA Commentatore certificato Commentatore che ha donato a Rousseau 30.08.18 08:34| 
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Discussione

Grazie mille, prof. Massimo Di Felice; sono completamente d’accordo con Lei ed assolutamente contrario a coloro, che dicono che non siamo pronti per la democrazia diretta, che dobbiamo aspettare…..
Mi sembra che i “nuovi Platoni” e nuovi inquisitori abbiano i loro sfacciati interessi personali, per opporsi.
E’ in questo tempo che è nato Internet ed è adesso il momento in cui dobbiamo realizzare e proseguire con la democrazia diretta. Se non cominciamo ora decisamente, non saremo mai “pronti” e se indietreggiamo ora nella democrazia diretta, anche il MoVimento 5 Stelle indietreggerà.

Santo Mazzotti, Remedello Commentatore certificato 29.08.18 18:53| 
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UTOPIA
Il popolo italiano è ancora molto indietro nell'evoluzione educativa e civica e mi ci metto in mezzo. La rete è bivalente: ha molte virtù ma in mano all'ignorante diventa lobotomizzante e dipendente dalle futilità.
Il tempo sarà ancora molto lungo perchè si possa verificare la tanto sospirata democrazia, ma bisogna iniziare..... Oggi un leader deciso che condivide ma che agisce è fondamentale anche se capace di sbagliare, è da accettare e lasciar che lavori con buon senso e onestà, rispettando le leggi ma con grande dinamismo. Questo periodo potremmo definirlo DEMOCRATURA perchè è ciò che realmente serve al popolo di oggi. Più rigidità e inflessibilità, meno buonismi e educazione forte per i giovani, rispetto, coraggio e curiosità. Tanto e ancora tanto si deve fare, anche se non ne vedrò i risultati, la strada di oggi, senza flessioni, è tracciata! AUGURI al governo!

maurizio s., Biella Commentatore certificato 29.08.18 12:57| 
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Ci sono tre parole in apertura che mi lasciano un pochino contrariato: "cittadinanza digitale partecipata".
E' un concetto bellissimo, è ciò che vogliamo, ma...non è necessario "aspettare" che si realizzi in concreto attraverso il digitale. Il digitale è il futuro ma non è ancora il presente per ciò che attiene alla possibilità offerta ai cittadini di una concreta e fattiva partecipazione. Bisognerà lavorarci...ed attendere.

Ma adesso?

Adesso la partecipazione deve avvenire evidentemente con modalità diverse, dove il "contatto" fra i vari livelli di operatività non può che avvenire "de visu".

Organizziamo i milioni di cittadini che vogliono, possono e devono partecipare attraverso una organizzazione territoriale che renda visibile, concreta, efficiente l'azione del Movimento 5 Stelle.
Ora queste "necessità" elementari per i cittadini non ci sono. C'è una distanza incolmabile fra i nostri "portavoce" ed i cittadini che la voce debbono dare loro.
Una distanza incolmabile perchè manca una organizzazione elementare e pur indispensabile affinchè i cittadini non si sentano, dopo un pò, isolati ed inutili non avvertendo possibilità alcuna di "parlare" con il Movimento.

Così il Movimento rischias di perderli e consegnarli ad altri interlocutori del sistema "porta a porta".

Io dico che bisogna indicare, da parte del Movimento, un delegato in ogni comune d'Italia. Lo si può fare facendo votare gli iscritti alla piattaforma...od a cura dei portavoce con la supervisione del capo politico.
Nei comuni i cittadini del Movimento sono isolati, non sanno con chi confidarsi, con chi parlare dei loro problemi, tramire chi affidare un messaggio, un'istanza, una proposta al loro Movimento.
I cittadini che votano Movimento 5 Stelle in un Comune non sanno con chi parlare dei Comuni accanto...per un indispensabile confronto sull'area geografica in comune, sulle prospettive di sviluppo, sull'ambiente, sul turismo, sull'agricoltura, ecc. ecc.

Il M5S deve alimentare radici più profonde..

Lorenzo Lo Conte, ARIANO IRPINO Commentatore certificato 29.08.18 11:46| 
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Molto bello, molto interessante, da far leggere.
Complimenti !

Maria Luisa Vargiu, Cagliari Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day 29.08.18 10:51| 
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Grazie di questo racconto,così x ricordarci come funziona la vera democrazia.
m.l.z.

mario l., lodi Commentatore certificato 29.08.18 10:42| 
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Solo una preso di coscenza popolare da educare potra'far si che si possa arrivare ad una reale partecipazione.

Roberto Maccione Commentatore certificato 28.08.18 20:06| 
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Oggi dopo oltre 2 millenni abbiamo uno strumento eccezionale per combattere la DEMOFOBIA, tanto accessibile quanto potente: INTERNET!
Spezziamo le braccia di chi vorrebbe INCATENARLO per farlo tacere!!

Dar T., dartes Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau 28.08.18 18:09| 
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Discussione

Sulla "carta" la nostra democrazia è una delle migliori al mondo...

Purtroppo i nostri politici l'hanno modificata a loro "uso & costume"

La costituzione dice che i politici sono al servizio del cittadino,

ma nel corso degli ultimi anni ci siamo ritrovati con i cittadini al "SERVIZIO DEI POLITICI"

Spero che questo governo ristabilisca l'ordine!


Solofranco 28.08.18 16:44| 
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In questo paese il nemico numero uno della democrazia è ovviamente il pd e per fortuna gli italiani lo hanno capito.


Splendido

massimo m., Roma Commentatore certificato Commentatore che ha donato a Rousseau 28.08.18 14:07| 
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