
Facciamo vera trasparenza sui padroni delle autostrade
28 agosto 2018 alle ore 09:53•di Danilo Toninelli
di Danilo Toninelli
Ecco gli effetti dell'azione politica del Governo del cambiamento. Dopo quasi 20 anni dalla privatizzazione, dopo 20 anni di segreti e di omissis, Autostrade per l'Italia dice improvvisamente di voler fare trasparenza cercando di far apparire il proprio gesto come spontaneo e dettato da un autonomo desiderio di venire incontro all'interesse pubblico. Peccato che già venerdì scorso, come testimoniato dalla lettera allegata qui sotto, io avessi dato mandato alla dirigenza del Mit di tirare fuori tutti gli atti, gli allegati e il Piano finanziario connessi alla convenzione. E ciò malgrado le fortissime pressioni interne ed esterne in senso contrario che stavo subendo e continuo a subire, compresa la diffida inviata a suo tempo da Autostrade per l'Italia a pubblicare tutto.
L'ho fatto in modo da dare davvero trasparenza all'opinione pubblica sui numeri grazie ai quali i padroni delle autostrade si sono arricchiti gestendo beni che appartengono a tutti noi. E vi dico di più: nelle prossime ore saranno via via online sul sito del ministero tutti gli atti delle altre convenzioni.
Commenti (59)
Stefano
28 agosto 2018 alle ore 10:04 OTTIMO
pabblo
28 agosto 2018 alle ore 10:06ot
"""Il vicepremier Luigi Di Maio ostenta fiducia:
"Ci sono tutti i presupposti per la revoca, poi realizzeremo la nazionalizzazione"."
Nel M5S dicono che potreste varare subito una versione ridotta del reddito di cittadinanza, da 7-8 miliardi.
voglio realizzare subito le tre misure principali del contratto di governo: superamento della legge Fornero, reddito di cittadinanza e flat tax.
Quindi, reddito subito? Volevate prima riformare i centri per l'impiego..
La riforma si può avviare assieme alla distribuzione del reddito di cittadinanza.
In quale misura?
Io voglio una forma di reddito più ampia
possibile, non procedo in modo timido." """
bravo giggi...non essere timido che poi uno dopo si pente...
ah fossi stato meno timido quella volta..e quell'altra ancora...
e ricordate a salvini o giorgetti..che se parigi val bene una messa...
roma non può valere meno di un ex confezionatore di abiti o maglioni che dir si voglia :)
viviana vivarelli
28 agosto 2018 alle ore 10:121
L'anomalia italiana nel panorama delle autostrade europee
Solo nel nostro Paese mano libera ai privati. In Germania comanda lo Stato, forte anche nel Regno Unito. In Francia più concorrenza. E ovunque tariffe meno care o tratte gratis.
BARBARA CIOLLI
Fondate e finanziate dallo Stato, smembrate e privatizzate quasi mai con successo, anzi con grandi guai, anche se il guaio maggiore c'è stato in Italia, rinazionalizzate in extremis anche in tempi recenti, a volte riprivatizzate per sgravare lo Stato dei costi. In pochi decenni le grosse società delle autostrade in Europa hanno cambiato pelle con disinvoltura, a dispetto di chi prospetta lento e complesso il passaggio da privato a pubblico, dopo il crollo del ponte Morandi a Genova. Ma in nessun Paese dell'Ue, neanche in Francia con il modello più simile al sistema italiano delle concessioni, si è data tanta mano libera ai privati. Il controllo sui pedaggi se esistono dello Stato resta forte. Altrettanto quello sugli obblighi di manutenzione e sicurezza e non ci sono parti di contratti secretate. Anche sulle clausole finanziarie c'è piena trasparenza.
IN SPAGNA AI PRIVATI, MA CON POCHI PEDAGGI
Prendiamo la Spagna, dove non a caso i Benetton che attraverso Atlantia controllano Autostrade per l'Italia hanno dal marzo 2018 rilevato la principale concessionaria dei tratti a pagamento Albertis. Ebbene, tra gli Anni 60 e 70, Madrid ha prestato soldi ai privati per costruire la rete autostradale: quasi un unicum di deregulation, per quei tempi, in Europa. Ma poi fu costretta a nazionalizzare le tre società concessionarie andate nel frattempo in bancarotta, per infine riprivatizzarle nel 2003. Solo che da allora il sistema di pedaggio è sempre rimasto limitato in Spagna: al momento è previsto solo per il 20% della rete con un costo è definito dal ministero dei Lavori pubblici. Mentre in Italia è il solito scaricabarile: per il governo i pedaggi dipendono dal «piano di investimento delle concessionarie»,
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viviana vivarelli
28 agosto 2018 alle ore 10:132
per il governo i pedaggi dipendono dal «piano di investimento delle concessionarie», per le concessionarie dalle «direttive nazionali». E in effetti è il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ad approvare le proposte dei gestori privati. Di fatto vincolato però alle concessionarie dagli obblighi finanziari secretati dei contratti.
Anche in Francia le autostrade sono a pedaggio.
I francesi hanno aperto ai capitali privati le autostrade, creando un vero sistema concorrenziale. Non un monopolio di privati
IN FRANCIA TRASPARENZA E CONCORRENZA TRA PRIVATI
A Genova sono stati i Benetton, non lo Stato, a sospendere alla fine il pedaggio. Anche in Francia, come in Italia, c'è su tutta le rete un pedaggio in continuo aumento da anni e le autostrade sono appaltate a privati, sia per la costruzione sia per la gestione. Ma il pedaggio intanto è meno caro che in Italia. Tutti i contenuti dei contratti con le concessionarie sono poi pubblici e resi consultabili online (anche l'ex ministro italiano alle Infrastrutture e ai Trasporti Graziano Delrio lo aveva postato nel febbraio scorso, ma lasciando secretati gli allegati) dal governo. Attraverso uno specifico dipartimento il ministero francese delle Infrastrutture prepara anche una relazione annuale completa sull'operato e, non ultimo, al contrario che in Italia la liberalizzazione è stata reale. Scottati dal crac dei tre super gestori privati e costretti alla loro nazionalizzazione, dal 2000 i francesi hanno riaperto ai capitali privati le autostrade, creando un vero sistema concorrenziale. Non un monopolio di privati, come in Italia, ma 19 società per circa 9 mila chilometri.
LA GERMANIA CONSERVA IL PUBBLICO SENZA PEDAGGI
Guai a chiamare carrozzoni le grandi società pubbliche tedesche. Il ministero delle Infrastrutture fino agli anni recenti ha costruito (ex novo dal 1990 nella Ddr) gran parte dei 13 mila chilometri di autostrade in Germania, che controlla e mantiene senza pedaggi, chapeau.
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viviana vivarelli
28 agosto 2018 alle ore 10:133
Dal 2005 un sistema satellitare fa pagare solo i mezzi superiori a 12 tonnellate, cioè i camion. Mentre dal 2019 è in arrivo il contestato pedaggio per gli stranieri con un sistema di bollini (ai tedeschi quello annuale sarà scaricato dalla tassa di circolazione) che, come già per i tir, finiranno dritti in una nuova società pubblica per il finanziamento delle infrastrutture, creata ad hoc nel 2003. Per le ultime grandi opere sono stati lanciati progetti in partnership pubblico-privata, ma in forma limitata e strettamente controllati dal ministero. Soldi amministrati con grande rigore e, per i tedeschi, con fin troppa parsimonia: si chiede un piano di nuove infrastrutture e si teme il crollo dei ponti logori ma, al contrario che in Italia, è un'agenzia ministeriale a schedarli e supervisionati regolarmente.
NEL REGNO UNITO AUTOSTRADE GRATIS, SOLO I PONTI AI PRIVATI
La Mitteleuropa che ha imposto, tra le misure lacrime e sangue, privatizzazioni selvagge di beni pubblici alla Grecia e agli altri Paesi Pigs, conserva solide aziende pubbliche. Come la Germania, l'Austria ha una rete autostradale totalmente gestita da una società per azioni al 100% statale, che se ne assume da sempre ogni onere, attraverso da un sistema di pedaggio di bollini diverso in funzione di veicoli e tratte. Che il governo fosse di destra o di sinistra, le autostrade austriache sono sempre rimaste in mano pubblica. E anche nel Regno Unito del libero commercio in libero Stato, lo Stato esercita un deciso controllo sulla viabilità pubblica. Costruita con capitali pubblici, ai privati è appaltata la gestione a scadenza, ebbene sì, solo di alcuni ponti e altre strutture sui fiumi. Dal 2013 anche di altre concessioni per progetti a capitale privato. Ma la Società autostrade britannica è di proprietà interamente statale, come quella scozzese, e il compenso ai privati è vincolato alla qualità del servizio e al rispetto della sicurezza. E una sola tratta è a pagamento.
viviana vivarelli
28 agosto 2018 alle ore 10:18a
CASTAROLO
In realtà come sempre, i contratti firmati dallo stato son sempre a danno ed eccessivo onere per gli Italiani, riduzione di occupazione e perdita di qualità della stessa ed a regalia per i soliti amichetti incapaci ed arraffoni, come la telecom acquistata a debito della telecom stessa.
Uno stato che si rispetti non vende (regala) ciò che gli produce in utili ed buona occupazione e contemporaneamente fornisce servizi pubblici ed infrastrutture economiche a cittadini ed imprese, per poi anche doversi preoccupare della sicurezza, assistenza medica, sicurezza strutturale a spese sue, riducendo occupazione, annullando utili per lo stato ed caricandosi delle spese suddette, dopo aver usato le tasse per costruirle e concedendo aumenti delle tariffe ingiustificati.
Uno stato serio non incentiva e privatizza il gioco d'azzardo.
Non obbliga rc auto senza controllarne i prezzi.
Non concentra concessioni ecc. in mano di pochi.
Pubblico non sarà meglio di privato, ma sicuramente peggio di tutto é il pubblico privatizzato, i consorzi pubblico privato, le partecipate.
Finiamola di dire caz.ate.
Dove i soldi li mette il pubblico e poi il tutto si dà in mano al privato inetto ma amico del politico a suon di mazzette e regalie a fondazioni, non esiste libertà di mercato, né miglior gestione, esiste solo il furto, il peculato, il danno all'interesse pubblico, il continuo travaso di patrimonio pubblico, soldi pubblici, interesse pubblico a vantaggio di privati, l'aggiramento della trasparenza ed imparzialità, il danno erariale, l'occultamento di interessi privati e di debito pubblico, l'aggiramento delle regole di trasparenza, del controllo, dell'imparzialità, del pari trattamento dei cittadini e delle responsabilità tipici della contabilità pubblica del diritto pubblico e della funzione pubblica.
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viviana vivarelli
28 agosto 2018 alle ore 10:18b
Ciò che è pubblico fatto con soldi pubblici deve restare pubblico, ciò che è costruito finanziato realizzato dai privati solo questo può appartenere essere gestito dal privato che ne é stato capace e lo fa ad suo esclusivo rischio, ma sempre che non sia contro il pubblico interesse, poiché l'impresa privata ha diritto di esistere solo se svolge attività meritoria, non crea un danno pubblico superiore al vantaggio pubblico, non lede libertà, sicurezza e democrazia, crea lavoro, non generi danni gravi od irreversibili a salute e territorio, ne monopoli, ne occupazione eccessiva del mercato, e paghi tasse congrue al fatturato.
Se usciamo da tutto ciò, esempi banali: gioco d'azzardo, compravendita uomini donne o parti, danni ambientali e disastri, gestioni beni indispensabili, laghi, mare, acqua, aria, terra, servizi obbligati da legge (assicurazione rc) od indispensabili (elettricità, acqua, giustizia, sicurezza, salute) ecc., allora vi sarà piena incompatibilità con democrazia, libertà, giustizia, sostenibilità economica, ambientale, sanitaria sociale dello stato.
Lo si vede nelle partecipate, lo si vede nei consorzi di edilizia agevolata pubblica privata partecipata ed in tutti quei mostri pubblico privato che quotidianamente divorano risorse pubbliche, generando sperequazione di trattamento dei cittadini, privando il cittadino di strumenti di controllo trasparenza e diritto di ricorso.
Paolo Gamba
28 agosto 2018 alle ore 10:19GRAZIE
Gianpaolo Gamba
Maurizio Bag
28 agosto 2018 alle ore 10:26Avanti imperterriti!!!!
Siamo con voi!
Abbracci
viviana vivarelli
28 agosto 2018 alle ore 10:28MA QUALE GESTIONE PRIVATA???
Bruna
Sono forse stati industriali validi i Benetton, gli Agnelli,i Collanino,i 300 capitani coraggiosi di Alitalia,i banchieri che gestiscono un bene che non è di loro proprietà ma di una fondazione che non si è comprata nulla,i Riva ecc.? Siamo pieni di questi esempi
Per questi imprenditori privati lo scopo sono solo gli utili,le sovvenzioni statali,la garanzia di pagare poco gli operai e poter precarizzare sempre di più.Portano le loro società al quasi fallimento per ottenere sempre più aiuti statali che finiscono nelle loro tasche,nei loro dividenti.
Non distruggono solo il loro cono di fabbrica,ma una intera città,un intero territorio,anche una Italia intera...come nel caso degli Agnelli
C'era da piangere a Torino negli ultimi anni di Agnelli:aveva consegnato una città brutta,senza metropolitana(perché si doveva andare a lavorare in 500 vendute fallate ai dipendenti).La fabbrica al fallimento ed i conti privati gonfi,ricchi,tra le famiglie più ricche del mondo.Non era assolutamente vero che quello che andava bene per Agnelli andava bene per l'Italia.Una bufala che mi faceva venire l'orticaria ma c'era tutta una Italia che se la lasciava dire...Si è arricchito solo lui con le svalutazioni,con l'immenso debito pubblico patrimonializzato di cui deteneva i titoli ma gli interessi di quel debito lo pagavano gli operai con la fiscalità uccellata in busta paga,prima di averla in mano quella busta paga che non si arriva neanche a fine mese.Senza neanche sapere che il prelievo serviva per pagare i loro interessi.Come adesso d'altronde tutti i dipendenti verso i 2200 mld di debito pubblico patrimonializzato.Fabbriche senza innovazione, tenute per succhiare sempre di più,e poi delocalizzate.Così era il patto tra le forze politiche e gli imprenditori che garantivano i voti. 30 anni di non governo che si aggiungono ai guasti enormi della prima repubblica.
Guarda se B in uno Stato normale sarebbe così ricco! Ci ha portato via 30 anni di vita
giuseppe n.
28 agosto 2018 alle ore 10:50finalizzate e specializzate i proventi delle future nazionalizzazioni contemporaneamente ORA. Dagli incassi pubblici delle energie e trasporti, pedaggi inclusi alle energie culturali e sanitarie ( ricerca incluse)ed ai trasporti delle conoscenze,(il senso della vita e della convivenza sociale, piu' che finanziaria e delle ricchezze intubate partiticamente a pochi !). Incluso scuole, facolta', case x studenti ed insegnanti ed ospedali antisismici.
Cosi' tutti saranno costretti a tacere ! mentre parlano spocchiosamente oggi nascondendo le mani, (il cuore, la testa era altrove !), delle malapolitiche a sartoria partitica per raccogliere solo voti e rimborsi elettorali a spese dei cittadini, elettori contribuenti, (quelli veri che sono andati a votare !)
giorgio peruffo
28 agosto 2018 alle ore 10:51Ma quanti soldi ha dato, ai governi precedenti, Autostrade? Tanti.
Adesso vorrei sapere a favore di chi, i governi precedenti, facevano le leggi. Indovina un po'.
viviana vivarelli
28 agosto 2018 alle ore 10:58Giuseppe Piga.
LE PERSONE CHE NON INTERESSANO AL PD:
GLI ITALIANI.
newmail *****
28 agosto 2018 alle ore 10:59Gli italiani devono chiedere i danni a coloro che hanno privatizzato i beni dello stato, bleffando, raccontandoci che i cittsdini avrebbero risparmiato e ottenuto un servizio migliore.
Ricordate il baffino che andava in giro con lo yacht (la sua barchetta), la sua enorme tenuta, gli ulivi, i vigneti?
Che gli avranno dato i Benetton in cambio di così tanti guadagni?
E Prodi, iniziamo a guardare i beni di costoro.
Devono pagare per i danni causati ai poveri italiani.
Iniziamo a riportare a casa qualcosa, non c'è solo la responsabilità politica ma anche quella economica.
undefined
28 agosto 2018 alle ore 11:02Ottimo. Avanti con il cambiamento. Ma ora anche con la definizione della normativa sulla responsabilità dei magistrati
viviana vivarelli
28 agosto 2018 alle ore 11:14L'invasione non si esaurisce nella crisi migratoria. È in corso un'altra invasione. Non proviene da Sud ma da Oltralpe, meno visibile ma più pericolosa. E' la colonizzazione da parte dei capitali esteri che ora mirano alla banca di sistema #UniCredit
[@pbecchi]
viviana vivarelli
28 agosto 2018 alle ore 11:15Salvini ha trascorso la domenica a pescare. Ha preso due trote, un luccio, una denuncia dall' Ente tutela patrimonio ittico e una dal WWF.
[@LVIX1]
Mara
28 agosto 2018 alle ore 11:15Grazie Ministro Toninelli, sta dimostrando di avere coraggio. Il popolo è con voi e non vi farà mancare il sostegno per l'intera legislatura.
viviana vivarelli
28 agosto 2018 alle ore 11:18a
I SENZA VERGOGNA
Marco Travaglio.
Ma chi scrive i testi ai Benetton&Autostrade per l'Italia? Non contenti del tragicomico comunicato sul crollo del ponte Morandi, dei due festini a Cortina a poche ore dalla tragedia, della conferenza stampa-farsa dopo i funerali e della richiesta di danni al governo per le critiche alla loro malagestione, questi professionisti della catastrofe se ne sono inventata un'altra: per dimostrare di non aver nulla da nascondere, hanno pubblicato online una serie di documenti che tenevano segreti da anni sulle concessioni gentilmente ottenute dal 1999 al 4 marzo 2018.
E hanno spacciato il tutto per una desecretazione totale.
Purtroppo si sono scordati un paio di dettagliucci: le carte sullo scandaloso aggiornamento della concessione nel 2007 (governo B.&Lega) e sulla Gronda di Genova usata come scusa da Gentiloni&Delrio per prorogare il contratto senza gara e riaumentare i pedaggi. È il progetto che, in barba ai suoi documenti ufficiali, Autostrade gabella per sostitutivo del ponte Morandi (mentre avrebbe consentito ai Benetton di lucrare sia sulla Gronda da 5 miliardi sia sul ponte pericolante).
Poche ore dopo il ministero dei Trasporti ha pubblicato tutto, ma proprio tutto online, sbugiardando la finta trasparenza di Autostrade. Così Benetton e i loro compari politici si son dati non una, ma due zappe sui piedi.
1) Hanno ammesso che i segreti di Stato sulla concessione non avevano ragion d'essere, se non per coprire le vergogne di concessionario e mandanti.
2) Hanno confessato di essere perfettamente consapevoli dei privilegi indebiti ricevuti e di aver tentato di occultarne i dettagli più imbarazzanti fino all'ultimo, pur sapendo che il governo stava per smascherarli.
Ora Pd, FI, Lega & C. dovranno spiegarci perché garantirono quei privilegi indebiti, tenendo i cittadini (e persino l'Autorità che dovrebbe vigilare sui trasporti) all'oscuro non dei continui aumenti dei pedaggi (quelli sono pubblici), ma delle loro motivazioni.
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viviana vivarelli
28 agosto 2018 alle ore 11:19b
E d'ora in poi nessun bene pubblico tv, acqua, spiagge dovrà più restare o finire a privati con patti segreti. I cittadini hanno il sacrosanto diritto di sapere tutto della gestione dei beni pubblici, specie quando sono monopoli naturali. Non sappiamo quanto durerà la strana coppia M5S-Lega, ma bastano pochi mesi per restituire fiducia nella democrazia con una mossa semplice e a costo zero: applicare il principio di trasparenza inaugurato da Conte e Toninelli su Autostrade a tutti i settori che nascondono rendite di lobby.
E restituirci almeno l'idea platonica di un Ufo ormai disperso nell'iperuranio: lo Stato.
Alessandro Bonanno
28 agosto 2018 alle ore 14:56Quanto durerà la strana coppia M5S-Lega? Bisogna chiederlo a Salvini. All'indomani delle elezioni del 5 Marzo ero convinto del fatto che il M5S non avrebbe dovuto cedere alla tentazione di governare con nessuna delle tre forze partitocratiche, PD, FI e Lega, e loro sodali. E ne sono tuttora convinto. Il motivo è semplice: tutte e tre queste forze hanno approvato l'attuale sistema elettorale, il Rosatellum, progettato e realizzato per distruggere il M5S. Con questo sistema bisognava: 1) impedire che il M5S potesse governare da solo (e col 32% non lo si può), 2) se proprio il M5S avesse voluto governare, necessariamente con almeno una delle tre forze responsabili dello sfasciume degli ultimi vent'anni (la Lega, per come si sono messe le cose). Sarebbe stato meglio, soprattutto per il M5S, tornare a votare al più presto. La percentuale di elettori del M5S sarebbe salita ancora e non di poco. Ma le sirene della partitocrazia questa volta hanno fregato il "giovane Ulisse", troppo inesperto, entusiasta ed illuso. A dire il vero, in un primo tempo, erano riusciti a fregare pure il "vecchio Beppe", il quale disse che quelli della Lega "sembravano affidabili". Ma le sue ultime dichiarazioni circa l'assenza di una vera opposizione "esterna" al governo e la presenza invece di un'opposizione "interna" al governo, ci fa capire che il "vecchio Beppe" ha capito. Quindi, non si faccia (non facciamoci) illusioni. Questo governo non andrà oltre maggio 2019, mese in cui si terranno le europee, dopo di che il trionfante Salvini staccherà la spina. Le belle idee, i bei programmi, purtroppo non sono nulla senza una strategia politica. Se si sbaglia quest'ultima è come non aver fatto nulla. E allora, prima che sia troppo tardi per il futuro del M5S, chiediamoci se andare al governo con la Lega (men che meno col PD di Renzi o con tutto il CDX di Berlusconi) sia stata una strategia politica migliore rispetto ad andare al voto in autunno.
viviana vivarelli
28 agosto 2018 alle ore 11:20Per favore
potreste rendere di nuovo funzionanti i like e i commenti inappropriati? grazie
Terzo Orecchio (franko)
28 agosto 2018 alle ore 14:36A me funzionano entrambi.
Magari dipende dal browser... io uso Firefox.
Dante Bertello
28 agosto 2018 alle ore 11:33Le autostrade debbono ritornare ad essere gestite dallo STATO (che ne è il LEGITTIMO POSSESSORE). La ricostruzione del ponte deve avvenire sotto l'egida dello Stato, che deve essere l'unico a poterne scegliere progetto ed esecutori, tra coloro i quali riterrà esserne maggiormente idonei. I costi della ricostruzione del ponte, nonché i danni collaterali derivanti dal suo crollo, debbono essere sostenuti da coloro i quali hanno gestito negli ultimi anni le autostrade.
Antonio Interdonato
28 agosto 2018 alle ore 11:45Un bravo al PremmierConte #DiMaio e il Ministro Toninelli molto preparato le Autostrade come Ferrovie rotaie autogrill Fincantieri finmeccanica telecom riprendiamoci i guadagni le societa'con maggioranza al 60% riprendiamoci la nostra Valuta per sanare il debito pubblico e ritrattiamolo.Immigrazione UE Sorda?Il denaro pubblico per i richiedenti asilo?5000Miliardi DI defalchiamoli dall'ammontare dovuto annualmente di 20Miliardi alle casse della UE.IL ponte di Genova deve essere rimesso a nuovo dalla concessionaria dei Benetton assolutamente Grazie per attenzione Ministro Toninelli responsabile del nostro patrimonio di tutti gli Italiani Staight at head sempre avanti
Paolo V
28 agosto 2018 alle ore 11:53Bravissimi!!!
Pantomima Rossa
28 agosto 2018 alle ore 12:00Si sono finalmente svegliati e si sono accorti che non hanno a che fare con una cleptocrazia come sotto certi governi sud americani, ma in un paese democratico.
La vecchia politica e i concessionari devono prendere atto di questo e restituire il maltolto.
Per i morti del ponte Morandi spero scatti presto l'azione penale. 43 morti richiedono risarcimento ma anche giustizia.
Sandy***** S.
28 agosto 2018 alle ore 12:00Bravo danilo!!!
Roberto Maccione
28 agosto 2018 alle ore 12:14Benvenuta trasparenza! Abbiamo aspettato troppo tempo.Lunga vita! Volevo aggiungere : Si tenta in tutte le maniere di DENIGRARE IL PUBBLICO. Ma le Autostrade negli anni 60 non sono state costruite dallo Stato? Un Funzionario , Dipendente Pubblico ha interesse ad operare a regola d'arte per non avere problemi in seguito. Basta pero' che gli si si dia piu' DIGNITA' e meno SERVILIDMO.
paolo boccali
28 agosto 2018 alle ore 12:14Oramai è sotto gli occhi di tutti, per come si muovono e per cosa dicono i loro rappresentanti, che il primo vero nemico degli interessi del popolo italiano è il cosi detto partito progressista che di "progressista" non ha proprio un bel niente!
oreste *****
28 agosto 2018 alle ore 12:22Hanno rubato per una vita e si vogliono giustificare nell'interesse del Popolo Italiano!
Che schifo!
Avanti tutta a scoprire gli altarini.
Okkio però al riciclaggio!
Rottamiamo la vecchia politica e colpiamo la "banda bassotti"!
vincenzo di giorgio
28 agosto 2018 alle ore 12:33Forse sarebbe il caso di cambiare i vertici della RAI e dare una ripulita nella magistratura , dove non deve esserci nessuno che manifesti le proprie simpatie politiche .
vincenzo di giorgio
28 agosto 2018 alle ore 12:40Chiediamo a Trump l'adesione agli Stati Uniti come 51 stato .
enzo calderini
28 agosto 2018 alle ore 18:35Ma,se siamo gia una colonia usa(minuscolo voluto)
psichiatria. 1
28 agosto 2018 alle ore 12:40la fretta è una cattiva consigliera si sà
infatti sparare subito la revoca delle concessioni senza conoscerne il contenuto (così si evince) è una mossa superficiale.
mantenendo comunque l'obiettivo di revoca la procedura dovrebbe avanzare per gradi
prima cosa verificare le cause che hanno prodotto il crollo, modalità che prevede perizie specifiche e immagino non facili ne rapide tenendo presente che la rimozione forzata delle macerie per ovviamente cercare eventuali superstiti ha corrotto il sito, capisco che diversamente non si poteva fare.
per la demolizione e eventuale ricostruzione i tempi devono attendere una completa valutazione da parte della magistratura, credo, tanto da non permettere in futuro una rivalsa basata su perizie affrettate e non più confutabili (siamo in italia)
premesso il tempo per procedere con cura prima di un nuovo manufatto l'esecutore dovrebbe essere il responsabile dello stesso o il medesimo dovrebbe pagare per la realizzazione un terzo deciso dal governo su una base ora difficile da stabilire.
quindi i tempi saranno lunghi che se ne dica se si vuole fare le cose fatte bene.
infine non è detto che tutti i concessionari siano avvoltoi nella stessa misura pertanto và rispettata anche l'impresa privata che opera correttamente.
e non dimentichiamo che la nazionalizzazione potrebbe diventare un boomerang se sosteniamo il fatto che la manutenzione non è stata precisa potremmo trovarci una rete autostradale in macerie e da rifare.
solo un mio pensiero
viviana vivarelli
28 agosto 2018 alle ore 13:52Ma certo, a seguire te, tra 50 anni saremmo ancora qui a indagare le cause e magari le concessioni nel frattempo le avremmo lasciate pure ai Benetton...!
Ma andare a farti un giro alla larga da questo blog, no, eh????
giuseppe festa
28 agosto 2018 alle ore 14:00in riferimento all'ultima riga sua penso che proprio perchè potrebbe essere in pessimo stato lo stato dovrebbe prenderla in mano per iniziare un lavoro di sicurezza nazionale e......alla fine poter respirare e usare i proventi per lo stato di sfacelo nazionale
harry haller
28 agosto 2018 alle ore 14:5543 morti, ritengo siano un'ottima ragione per chiedere la revoca della concessione seduta stante; tutto il resto, sa di resa al potere di certi ambienti, di certe famiglie e personaggi, di tutti quelli che hanno freneticamente lavorato per fare a pezzi il Paese per spartirlo e divorarlo....
Francesco Falbo
28 agosto 2018 alle ore 12:46IO CREDO CHE C'E' ALTRO OLTRE A QUANTO PUBBLICATO DA AUTOSTRADA. PER QUANTO PUBBLICATO CHE BISOGNO C'ERA DI SECRETARE? DANILO FACCI SAPERE TUTTO!!!!
Patty Ghera
28 agosto 2018 alle ore 12:571^ Parte- La solita sinistra ipocrita
L'intervento di Roberto D'Agostino a Capalbio nella piazza più radical-chic d'Italia è memorabile. Sul palco, dove ha avuto corso la premiazione per l'annuale riconoscimento intitolato alla cittadina toscana, è salito il presidente della giuria Furio Colombo. Ma anziché illustrare i motivi del premio conferito al libro di Fubini "La maestra e la camorrista", Mondadori inizia a fare un comizio, visto che giocava "in casa". Un comizio contro Salvini e il caso della nave Diciotti. Colombo ha iniziato col dire cosa non gli piace di Salvini e di come è stata gestita tutta la vicenda degli immigrati "sequestrati" secondo lui- sulla nave Diciotti, a Catania. Il pubblico buonista dalla platea si è commosso Molti tra i proprietari terrieri di quell'oasi ideologica ascoltano come oro colato gli appelli alla rivolta contro il "bruto" Salvini, Quando, probabilmente per un errore del computer, viene chiamato sul palco Roberto D'Agostino.
«Ipocriti: non avete accolto 50 migranti e poi
»
Salito già in precedenza per ritirare il premio Capalbio per il suo programma Dago in the Sky, non ce l'ha fatta proprio a tollerare queste parole dalla platea di una delle località più ipocrite che l'italia possa vantare. E ha umiliato Capalbio inchiodandola alle sue contraddizioni: «E ora però vorrei dirvi anche un altro paio di cosine
La prima è questa: premesso che Salvini non piace neppure a me, un tipino che è maleducato anche quando sta zitto, ma voi con che coraggio vi indignate per la sorte riservata a quei profughi disperati su quella nave giù a Catania se qui, proprio qui, l'anno scorso vi siete rifiutati di accogliere nientemeno cinquanta migranti?».
Patty Ghera
28 agosto 2018 alle ore 12:58Fine
Colombo, come nel suo stile, si è stizzito e gli ha urlasto contro: «Questa è una fake news!». Allora Dago leggiamo sul sito di Dagospia- «invece di inchinarsi davanti a quel vegliardo che ha lottato per tanti anni a fianco di Gianni Agnelli e di Alain Elkann ha avuto un diabolico scatto: "Quella fake news l'ha pubblicata il tuo giornale, il Fatto! Non potevi scriverlo a Travaglio che era una bufala?"».
«Capalbio arrogante»
Ma non è finita qui. Ha continuato D'Agostino: «Ah, e poi: alzate il ditino dell'indignazione sulla Diciotti e quel trucido di Salvini, ma nemmeno una parola è stata spesa sulla strage di Genova: 43 morti, centinaia di feriti e oltre 600 sfollati solo perché Autostrade per l'Italia della famiglia Benetton ha dimenticato anni e anni di avvisi che il viadotto era a pezzi. Non solo: perché abbiamo dovuto aspettare 4 giorni prima di riuscire a leggere su "Repubblica" e il "Corriere" il nome di Benetton, quella cara famiglia che ogni anno sgancia sui giornali 60 milioni di inserzioni pubblicitarie? I tapini scrivevano: Atlantia. Ma cos'è Atlantia, una fiaba, un nuovo film di di Walt Disney?"». In platea prevaleva lo sconcerto. Sentirsi dire cose imbarazzanti ma vere è una rarità per un certo tipo di pubblico. A quel punto la schiacciatta finale: «E sì, certo
vi vedo un po' storditi
vi fa male ascoltare certe cose, eh? Beh, allora vi dico pure che è davvero curioso che qui, davanti a Capalbio, l'Italia sia come spezzata. Ci sono autostrade ovunque ma qui, esattamente qui, voi siete riusciti a non far stendere la minima striscia di asfalto
una botta di arroganza assoluta solo perché vi dava fastidio, vi rovinava il panorama dalle vostre ville? Massì, siamo tutti bravi a fare i fr
col sederino degli altri».
viviana vivarelli
28 agosto 2018 alle ore 14:36come al solito, manca il link
arturo archibusacci
28 agosto 2018 alle ore 15:27E' incredibile,sulla strada statale Aurelia, la strada N°1 , nel tratto Chiarone/Ansedonia per ben 14 kilometri,anche oggi l'ho percorsa, sono a doppio senso di marcia,prima e dopo ritorna a 4 corsie,tutti zitti e buoni per non disturbare i radical chic.
Mario C.
28 agosto 2018 alle ore 13:54Però caro Toninelli fatti un poco di chiarezza perché non puoi dire in pubblico che "valuteremo se procedere alla revoca della concessione ad Autostrade" smentendo quanto affermato da Di Maio che sulla cosa ha le idee chiare delle tue: nazionalizzazione!
Rinaldo A.
28 agosto 2018 alle ore 14:06Toninelli,
hai dato mandato alla dirigenza MIT di pubblicare i documenti sulla concessione ad Autostrade e prima che ciò accadesse Autostrade ha cercato di precederti ?? Non è che all'interno del MIT Autostrade gode non solo di complicità pregresse ma anche di "gole profonde" perduranti ??? Occhio, che se Autostrade per l'Italia e il gruppo Atlantia ( che tra l'altro controlla un'altra concessione che dovrebbe essere resa trasporente, Aeroporti di Roma) hanno potuto spadroneggiare a scapito della collettività, non credi che sia successo per collusioni e complicità all'interno del MIT ???
harry haller
28 agosto 2018 alle ore 14:59...più che una ipotesi, quasi una certezza; i Ministeri, sono zeppi di "eminenze grigie" in grado di influenzare e dirigere le decisioni...
Alessandro Bonanno
28 agosto 2018 alle ore 15:06Ma va? Ma tu vedi che cosa ti combinano sti ministeriali... SVEGLIA!!!! Perchè siete al centro del Colosseo insieme alle belve inferocite e ai "gladiatori" incazzati!!! Che pensavate... che vi avrebbero steso i tappeti rossi...
Mara
28 agosto 2018 alle ore 16:18Abbiamo una burocrazia anti governativa, temono di perdere il potere acquisito che nessuno finora ha mai messo in discussione, neppure Berlusconi che nel 1994 minacciava cambiamenti solo a parole, ma non aveva interesse a toccare niente e nessuno purché niente e nessuno toccasse le sue aziende. Patto scellerato.
Pasquale M.
28 agosto 2018 alle ore 15:35Avanti "alfiere del nord", è proprio dalla tua terra che partirà la conquista dei loro territori.
Aurelio Colantonio
28 agosto 2018 alle ore 16:04Caro Toninelli
Le Autostrade vanno nazionalizzate ed arrestati i presidenti dei consigli ,i ministri che hanno firmato e realizzato questi REGALI agli imprenditori loro amici.
Essi, compreso gli imprenditori dovrebbero restituire il maltolto ossia quanto hanno fatturato negli ultimi 20 anni utilizzando infrastrutture dello Stato che noi abbiamo pagato e paghiamo per averle fatte realizzate .
Dobbiamo mandare in galera i ladri di Stato ed i loro complici ,settore per settore .
un saluto
Aurelio
patrizia v.
28 agosto 2018 alle ore 17:39D'accordissimo facciamo trasparenza su tutto.
Dar T.
28 agosto 2018 alle ore 17:50Caro Danilo, grazie a te e a Luigi, (al momento i più attivi e risoluti dei 5 stelle al governo) i potenti cominciano a impallidire! Era da oltre 40 anni che aspettavo questo momento! GRAZIE di tutto cuore!
A breve però dobbiamo fare seguire alle parole i fatti! NAZIONALIZZIAMO! Non possiamo fare marce indietro e brutte figure adesso! È FONDAMENTALE l'esempio da dare ai giovani sfiduciati non votanti di tutto il Paese per riavvicinarli alla politica VERA, quella SANA e quindi uniti finalmente, in una maggioranza bulgara degli onesti, SPAZZARE VIA il marciume che ci ha tiranneggiato per così tanto tempo!
RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA ITALIA!
Maurizio Galli
28 agosto 2018 alle ore 18:15Bravi, continuate così! Tuttavia, andiamo a vedere anche la gestione delle partecipate dello stato (ENI, ENEL, ..). Probabilmente ne vedremo delle belle.
franco bertocci
28 agosto 2018 alle ore 19:59GRANDE DANILO !!!
longo giorgio
28 agosto 2018 alle ore 20:23Grazie Danilo del tuo grande impegno.
Giuseppina
29 agosto 2018 alle ore 10:24Bene!!! Ma non basta!
Con quello che si è saputo di Befera, bisogna pensare anche ai privati vessati dalle Agenzia delle Entrate. Una Vera Ingiustizia, di cui anche trasmissioni come "Striscia la Notizia" ne hanno parlato e di cui sto vivendo tutta la prepotenza di uno Stato contro il cittadino che ha rubato ai poveri, la classe media oramai scomparsa, per dare ai ricchi (che non sono le piccole aziende che al limite trainerebbero l'economia italiana verso una ripresa economica effettiva, ma a stare ad Autostrade sono le aziende quotate in borsa).
Il movimento 5 non parlava di una pace fiscale??? Quanto ancora per ristabilire uno Stato di Diritto?
Giorgio Rossi
29 agosto 2018 alle ore 13:29Grande Danilo per il tuo impegno e quello di tutto il governo a tentare di risanare questo paese ma bisognerà andare in fondo e non lasciar scappare nessuno
Paolo Barone
30 agosto 2018 alle ore 18:57 Danilo Ti presento il "NAZARENO PINOCCHIO".
E' proprio vero quelli del "Nazareno" potrebbero, tutti quanti, interpretare la fiaba di Collodi: "Pinocchio". Ecco il Cast: Renzi = Pinocchio; Maria Elena Boschi = La Fata Turchina; Berlusconi = Lucignolo; Padoan = Mastro Geppetto; Denis Verdini = Mangia Fuoco; Mulè = Il Grillo Parlante; Martina e Rosato = Il gatto e la Volpe; la C.G.L. = La Balena etcc. Che spettacolo!!!! Vai alla grande, Danilo, lascialo perdere quel Trombone di Mulè. Ma da dove lo hanno tirato fuori questo elemento, dal cilindro?
Settimo C.
31 agosto 2018 alle ore 15:46Grande Danilo e Grande Luigi!
Ok AVANTI così - Ridateci la nostra Italia: siamo fieri di Voi.
