Doppia poltrona e doppia indennità: il meraviglioso mondo di Micciché ai danni dei cittadini (Tajani, nulla da dire?)

di Ignazio Corrao, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

Doppia poltrona e doppia indennità. Il Presidente dell’Ars Gianfranco Micciché è anche europarlamentare dal 19 luglio (ha preso il posto del dimissionario Pogliese). La notizia e venuta fuori solo grazie alla solerzia di due giornalisti siciliani ed è l’ennesimo schiaffo in faccia ai cittadini. Una vergogna targata Forza Italia per la quale chiediamo il parere del presidente Tajani, sempre pronto a giudicare tutto e tutti. Cosa dice Tajiani adesso? Prova imbarazzo o no?

Quello che fa rabbia in questa triste vicenda è che se i giornalisti non lo avessero reso noto, Micciché avrebbe continuato a far finta di niente, giocando anche sul nome di Giovanni (ecco la sua pagina vuota sul sito del Parlamento europeo), certamente meno riconoscibile rispetto a quello di Gianfranco e pure in barba agli stessi regolamenti di quell’Assemblea Regionale di cui lui stesso di definisce garante. Cosa ancor più grave è la spocchia con la quale l’onorevole Micciché continua a parlare di indennità e soldi, pensando di fare uno smacco al Movimento 5 Stelle o ai suoi compagni di partito.

Ebbene, Gianfranco Micciché, lo smacco lo sta facendo soprattutto ai siciliani, mostrando loro tutto il suo attaccamento alle poltrone e alle indennità, facendo carta straccia dei regolamenti dell’Ars e della gestione dell’Aula. Insomma, votando Musumeci, i siciliani lo scorso autunno, hanno fatto un pessimo affare. Tra l’altro Micciché dovrebbe spiegare anche come mail il parlamento siciliano è uno dei meno produttivi in Italia.

Nel frattempo, l’Europa è e rimane una cosa seria e mentre gli altri Paesi, negli anni lottavano per i diritti dei propri concittadini, i partiti italiani come Forza Italia e affini, mandavano qui a Bruxelles, conduttori televisivi e starlettes. Questa pessimo malcostume non è cambiato. I deputati siciliani erano cinque ed eravamo già pochissimi. Ora siamo ancora meno perché c’è chi scherza con le tasche dei cittadini.


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