Viva gli imprenditori, abbasso i prenditori

di Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico

Nei prossimi giorni parteciperò a diversi tavoli di crisi, così come ho fatto nei giorni scorsi. È un’attività che mi sta aiutando a comprendere come ha funzionato il Sistema Italia in questi anni. Male.
Voglio raccontarvi tre casi di grandi aziende e multinazionali che, per farla breve, stanno prendendo in giro lo Stato Italiano. Queste tre storie rendono l’idea di cosa abbiamo davanti e di quello che faremo.

Una ha ottenuto circa 30 milioni di euro di cassa integrazione in cambio di una ristrutturazione dell’assetto aziendale. L’accordo era che avrebbe reinserito i cassaintegrati alla fine del processo di riorganizzazione aziendale. E invece, finiti i soldi dello Stato, li vuole mettere tutti in mezzo ad una strada. Guarda caso in questo lasso di tempo ha fatto circa 30 milioni di euro di utili.

Un’altra azienda, dall’oggi al domani senza preavviso, decide di andare via dall’Italia lasciando centinaia di famiglie senza lavoro. Anche questa si era impegnata anni fa a sostenere i livelli occupazionali, a seguito di un accordo con lo Stato italiano. Anche questa in ottima salute finanziaria. Poi una mattina gli operai si sono ritrovati la lettera di licenziamento.

La terza azienda ha deciso dall’oggi al domani di chiudere e andare in Messico, Usa e Irlanda dopo aver ottenuto dallo Stato diversi interventi con incentivi, formazione del personale e quant’altro.

Io sono e sarò sempre dalla parte degli onesti lavoratori e delle aziende che fanno grande l’Italia, pagano tasse e fanno tanti sacrifici per sopravvivere alla burocrazia e alla corruzione. Ma non sarò mai dalla parte delle aziende che si approfittano dello Stato, quelle che prendono soldi pubblici, fanno utili e scappano ai danni dei lavoratori, quelle che danno una parola al Ministro e poi la tradiscono.

I precedenti governi vi hanno abituato male, vi hanno fatto fare qualsiasi cosa fregandosene dei cittadini, dei lavoratori e degli impegni presi, ma ora è diverso. C’è un nuovo governo e con noi la musica cambia. Da oggi si porta rispetto all’Italia, allo Stato e ai lavoratori che trovate qua. Siamo felici di accogliere le imprese che vogliono investire qui e daremo sempre un valore aggiunto al nostro lavoro che trovate solo da noi in Italia. Ma non tollereremo più le prese in giro e i ricatti.

Siamo un Paese di imprenditori, i prenditori non li abbiamo mai sopportati.

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