
Torino prosegue il percorso di candidatura intrapreso, ma a determinate condizioni, secondo il nostro modello
13 luglio 2018 alle ore 19:09•di MoVimento 5 Stelle
di Chiara Appendino
Torino prosegue il percorso di candidatura intrapreso, ma a determinate condizioni, secondo il nostro modello.
Come noto, il Coni ha deliberato delle linee guida per la valutazione dei progetti di candidatura alle olimpiadi invernali 2026, tra cui quello di Torino e delle sue valli.
Durante la prossima seduta del Consiglio Comunale, voteremo in aula una delibera contenente le condizioni, già note al Coni e a tutti gli interessati, da noi ritenute imprescindibili che sono:
una analisi costi/benefici per tutte le candidature italiane.
no debito per gli enti locali coinvolti no a candidature spalmate su più territori il rispetto dei requisiti già presenti nel dossier
Il dossier che abbiamo presentato al Coni è stato ampiamente discusso con tutti i territori interessati e largamente condiviso fino ad ottenere il supporto di tutti i sindaci dell'area montana che ringrazio per l'impegno profuso e il lavoro fin qui svolto.
La delibera successiva del Coni, come ampiamente rilevato dagli organi di stampa, conterrebbe alcuni "assist" a favore di Milano.
Il punto 12, infatti, auspicherebbe una candidatura spalmata su più territori, ma Torino ha giá tutto quello che serve, impianti, infrastrutture, esperienza e, soprattutto, le montagne.
Perché mai dovremmo accettare di fare da stampella a Milano, la cui area metropolitana è situata al centro della Pianura Padana e il cui comune più d'alta quota è Rescaldina con i suoi 220mslm?
Come gestire, poi, da un punto di vista operativo, logistico, ambientale ed economico le gare di Bob e Salto a St. Moritz in uno stato extra-UE?
Perchè gestire le gare di sci a Bormio e Santa Caterina, situati a quasi 4 ore di percorrenza e 200km di strada statale dalla loro medals plaza, quando Sestriere e Bardonecchia distano meno della metà da Torino?
Qualsiasi soluzione alternativa a una candidatura compatta come la nostra, sarebbe un compromesso al ribasso che renderebbe il progetto meno credibile anche a livello internazionale e meno sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico.
Al punto 4, poi, viene richiesta l'acquisizione della delibera piena e incondizionata(!) da parte dei Consigli Comunali.
Come riportato nella delibera che porteremo in votazione, è bene sottolineare che sulla base dei principi espressi dal nostro ordinamento democratico, il Consiglio Comunale di Torino, essendo un ente democraticamente eletto dai cittadini, è sovrano nelle proprie decisioni.
La scelta definitiva, infine, dovrà essere ponderata, basata su dati completi e credibili e supportata da un'analisi costi/benefici, terza e oggettiva.
Siamo fermamente convinti che il modello proposto e che porteremo in votazione sia il migliore possibile per la nostra Città e per il Paese, perchè basato sul recupero e sul riutilizzo dell'esistente, senza consumo di suolo vergine e per tutte le ragioni contenute nel dossier presentato, inclusa la sua sostenibilità ambientale ed economica.
Valuti poi, chi è deputato a farlo, quale sarà la soluzione migliore per il Paese e la giustifichi, assumendosene ogni responsabilità, davanti a tutti i cittadini.
Commenti (10)
Pasquale M.
13 luglio 2018 alle ore 20:35Mi sembra giusto! Torino può gestire autonomamente l'evento, tra l'altro l'ha già fatto in tempi abbastanza recenti e con ottimi risultati. Si potrebbe pensare ad una qualche "pressione" politica, probabilmente di marca leghista, per fare in modo di attrarre l'attenzione internazionale su Milano che ormai esercita una sorta di monopolio di città-simbolo del produttivo nord Italia. Può essere opportuno "vederci chiaro"!
giuseppe cinquw
13 luglio 2018 alle ore 21:22tra l'altro Milano se non hai tanti soldi è squallida e alienante,si si produttivi e poi?
Francesco Talucci
14 luglio 2018 alle ore 08:18....Riportiamo il CONI, e non solo,nell'inquadramento disciplinato, che occorre, poiché; in questi ultimi anni, ha saputo promuovere, per se, una politica di centralità, anche a base di affarismi per nulla chiari....gestendo un insieme di eventi con eccessive autonomia pur vivendo di soldi pubblici; pur contestando spesso le autorità costituite, e con cariche altisonanti e stipendi da favola.....mentre il resto dei cittadini debbono essere tenuti solo come inerme supporto.....!
Roberto Maccione
14 luglio 2018 alle ore 12:32Visto che con le Olimpiadi si investono in infrastutture che servono a valorizzare il territorio forse senza EGOISMI sarebbe opportuno collaborare con le zltre candidate per maggiore equita'
Giovanni Baroso
14 luglio 2018 alle ore 16:13Le Olimpiadi 2026 di Torino hanno diviso il popolo a 5 stelle e i cittadini tutti! Inutilmente è stato chiesto ad Appendino di riflettere e di non rinchiudersi nel fortino delle decisioni. In spregio alla democrazia diretta propugnata giustamente dal Movimento come il vero cambiamento Torino ha proposto la decisione UNICA del sindaco contro il buon senso. Sarebbe stato sufficiente far decidere i torinesi! Invece il Sindaco oggi è schiavo dei voti dell'opposizione! Una occasione persa! Ricordo che nel programma di Olimpiadi non c'era menzione! Peccato ! Sto ancora cercando di capire che significa democrazia diretta !
Maria P.
14 luglio 2018 alle ore 22:38non mi pare che si rechi danno alla cttà
Giovanni Baroso
16 luglio 2018 alle ore 11:56E lo dici tu che sei di Bologna ? Ma poi i principi sono i più importanti! Quelle del 2006 hanno mandato in dissesto i bilanci. Vedi tu!
davide ruggeri
14 luglio 2018 alle ore 19:35Si, l' Appendino che ha trascinato davanti al giudice il medico Silvana de Mari , andate a leggere su questo, non votero' mai piu m5stelle , delusione totale su tutti i campi
Maria P.
14 luglio 2018 alle ore 22:36non l'hai mai votato
guido ligazzolo
18 luglio 2018 alle ore 15:00L'indicazione prospettata mi trova assolutamente d'accordo: o così o niente!
