
SPECIALE CETA: Una riforma istituzionale nascosta (parte 1)
30 luglio 2018 alle ore 09:31•di MoVimento 5 Stelle Europa
Pubblichiamo, a puntate, un approfondimento speciale dedicato al CETA, a cura del gruppo MoVimento 5 Stelle - EFDD in Parlamento Europeo
Il CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement) è un trattato fra UE e Canada. Dal 21 settembre 2017 è applicato quasi per intero a titolo provvisorio e a tempo indeterminato, aggirando così la prevedibile opposizione dei Parlamenti di vari Stati membri alla ratifica. In questo momento l'iter per la ratifica é in corso in vari Stati UE, compresa l'Italia.
Le circa 1600 pagine del CETA sono sul sito internet della Commissione Europea.
Formalmente, il CETA é un trattato di libero scambio. Dal punto di vista sostanziale si tratta di una riforma istituzionale nascosta perché subordina la possibilità dell'UE e degli Stati di prendere decisioni nel pubblico interesse al fatto che queste decisioni non comportino la creazione di nuove barriere commerciali col Canada e non limitino l'amplissimo raggio d'azione concesso dal trattato agli investitori canadesi nell'UE.
In particolare il trattato:
- istituisce una cooperazione normativa fra UE e Canada ed incarica organismi bilaterali dell'esame preventivo delle nuove norme affinché esse non creino barriere agli scambi commerciali
- fissa amplissimi spazi per l'intervento privato nei servizi (scuola, acqua, salute...) ed impegna gli Stati a non ridurli
- detta i criteri per il rilascio di permessi e licenze connesse con le attività economiche
- antepone gli interessi privati a quelli pubblici attraverso l'"ICS", la clausola sostanzialmente equivalente alla classica "ISDS" che consente agli investitori canadesi nell'UE (e viceversa) di citare in giudizio lo Stato in caso di leggi che ledano i loro interessi. L'entrata in vigore della clausola sembra tuttavia rimandata a tempo indeterminato
- lascia in bianco il paragrafo relativo alle caratteristiche che gli alimenti canadesi devono possedere per essere venduti nell'UE. Queste caratteristiche verrano definite dai burocrati del "Ceta Joint Committee". In Canada si producono e si consumano anche OGM e carne agli ormoni
- lancia un siluro al principio di precauzione incardinato nei trattati europei, che ora evita, fra l'altro, la massiccia importazione nell'UE di cibi OGM, ed inserisce un cavallo di Troia nelle norme UE relative alla sicurezza alimentare.
Il CETA ha un pesante effetto sull'agricoltura UE. Inoltre é un trattato in grado di modificare se stesso attraverso il "CETA Joint Committee", un organismo bilaterale non soggetto a controllo democratico incaricato di rivedere ed aggiornare varie parti del trattato stesso, fra cui:
- le categorie dei prodotti soggetti diritti di proprietà intellettuale
- la definizione dei trattamento "giusto ed equo" in assenza del quale gli investitori possono citare in giudizio lo Stato per danni.
Secondo la Commissione Europea, il CETA porta benefici alla gente e al mondo degli affari perché fa aumentare gli scambi commerciali fra UE e Canada e, con questo, contribuisce a generare crescita economica ed occupazione.
Tuttavia gli studi di impatto del CETA che la stessa Commissione Europea ha richiesto e finanziato prospettano un aumento del PIL europeo compreso fra lo 0,03% e lo 0,08% complessivo nell'arco di sette anni: nel migliore dei casi, lo 0,012% all'anno. Un aumento così esiguo può essere assorbito e cancellato dal margine di errore che é naturale in qualsiasi proiezione economica. Inoltre questo piccolo aumento del PIL sarebbe accompagnato da effetti collaterali indesiderabili: fra l'altro, 167.000 europei dovrebbero cercarsi un nuovo lavoro.
Uno studio di impatto indipendente tratteggia invece esiti funesti del CETA sull'UE, particolarmente acuti in Italia e in Francia: compressione salariale, diminuzione delle entrate pubbliche, perdita di posti di lavoro, diminuzione del PIL.
Dal punto di vista del libero scambio vero e proprio, il CETA:
- elimina la quasi totalità dei dazi doganali sui beni scambiati fra Canada ed UE. Questi dazi già in precedenza erano molto bassi (in media il 3,5% per le esportazioni UE verso il Canada e il 2,2% per le esportazioni canadesi verso l'UE)
- elimina gran parte delle "barriere non doganali": sono le norme, i regolamenti di conformità, gli standard e simili che dettano le caratteristiche dei prodotti. Molti di essi sono state istituiti per proteggere salute ed ambiente. Standard diversi possono impedire che una medesima merce sia venduta sia in Canada sia nell'UE
- consente alle aziende canadesi di partecipare agli appalti pubblici dell'UE (e viceversa)
- apre agli investitori canadesi i mercati UE di servizi finanziari, trasporti, servizi, energia (e viceversa, anche in questo caso).
La Commissione Europea ama dipingere il CETA come un accordo in grado di governare la globalizzazione grazie alle sue efficaci regole ("strong rules") per il rispetto dell'ambiente e per la protezione dei lavoratori. In realtà i capitoli del CETA sull'ambiente e sul lavoro contengono dichiarazioni prive di effetti pratici.
(continua...)
Testo estratto dal wiki CETA di Dario Tamburrano e Tiziana Beghin.
Commenti (28)
Franco T.
30 luglio 2018 alle ore 10:36Noi popolo eleggiamo i nostri Deputati E Senatori per rappresentarci in Europa e per governare l'Italia.
Se hanno firmato trattati sconvenienti al nostro Paese evidentemente a loro dell'italia interessa ben poco!
Anna M.
31 luglio 2018 alle ore 00:33Ma hai visto chi abbiamo mandato al parlamento europeo???
Cosa vuoi sperare???
maria c.
2 agosto 2018 alle ore 10:33Sapeste quanti strani personaggi girano nel Palazzo della sede Europea, quando c'è da votare qualche mozione che interessa le lobby di certi settori commerciali. Vanno avanti ed indietro ad offrire denaro o altre agevolazioni ai deputati che dovranno votare . Quanti di loro guardano all'interesse proprio momentaneo, al benessere che gli verrà dal votare una cosa che alla fine non ha nemmeno letto per sapere cosa starà votando, e dei concittadini che dovrebbe rappresentare non gliene frega men che niente. Nemmeno dei suoi figli o nipoti gliene frega. morti loro morti tutti. Per questo dovremmo ben pensare chi votiamo e mandiamo a rappresentarci. A riveder le stelle.
fabio
30 luglio 2018 alle ore 11:04CETA é il classico cavallo di Troia. Offre l'Europa, (noi, una massa importante di centinaia di milioni di persone cui viene tolto il diritto di decidere sui propri interessi) su un piatto d'argento al mondo intero. Chi vuole utilizzare questo cavallo di Troia, basta che apra una piccola filiale in Canada, restando protetto in casa propria . All'Europa, noi, viene invece aperto un mercato insignificante, il Canada appunto. TTIP è il fumo negli occhi, serve a far credere che sia quello il trattato grosso, e a indurre la gente a tralasciare CETA, che é il vero, grandissimo obiettivo!
Angelica Gattoni
30 luglio 2018 alle ore 11:59Ho capito bene ? La grande UE vuole infliggere a se stessa la stessa sorte che ha finora inflitto ai Paesi del Sud Europa ! Roba da patologia autolesionista Chiamate in massa psicologi e psichiatri . Noi a fare gli schiavi migranti in Canada e gli africani a sostituire gli europei .
Ma questi signori dei
Mercati si vogliono sostituire a Dio !
Marcello
30 luglio 2018 alle ore 12:06Bravissimi! Occorre la lettura e "traduzione" per i cittadini delle ben 1057 pagine del trattato. Le insidie sono tante in un testo così lungo e possono essere comprese solo da attenti (e onesti) specialisti.
Franco T.
30 luglio 2018 alle ore 12:12Ma i nostri politici "EUROPARLAMENTARI" pagati profumatamente cosa stanno facendo a BRUXELLES??
Francesco Gullì ()
30 luglio 2018 alle ore 12:24...il CETA è il cavallo di Troia col quale la mafia(reale detentrice del potere in Canada),scaricherebbe in Europa tutte le porcherie delle multinazionali americane che diversamente non sarebbe possibile. Ce anche da dire, dati gli intrecci economici tra USA e Canada, che il TTIP diventa inutile.
maurizio
30 luglio 2018 alle ore 12:30il CETA deve essere eliminato!!!
marco grasso
30 luglio 2018 alle ore 15:53E' sacrosanto, se non ci foste voi sarebbe già operante...
davide di noia
30 luglio 2018 alle ore 12:37Chiodo schiaccia chiodo. Oltre ad eliminare sprechi e trattati capestro per l'economia italiana, bisognerebbe subito programmare una nuova alternativa, una controproposta. Alla fase di riorganizzazione segue quella propositiva con realizzazione altrettanto importante. In pratica con questo CETA fanno quello che vogliono per garantire l'economia del Canada, quasi in previsione di crisi interne alla loro economia. Come svuotare un vecchio magazzino industriale di prodotti senza regole e controlli. Ci impongono merci e regole che UE contrasta. Le regole in Italia le decide l'Italia che ha la responsabilità diretta verso la sua economia e verso i suoi cittadini.
davide di noia
30 luglio 2018 alle ore 12:53Ma quante ne ha combinate in 10 anni questa UE ? Tutto quello fatto, trattati, nuove regole, miliardi per le banche ecc... non ha cambiato il corso naturale della crisi europea, ricordiamolo, innescata da un uso spregiudicato della finanza americana. Una montagna di debiti sulle spalle degli Stati europei che hanno dovuto tagliare le risorse economiche rivolte a sviluppo e walfare. In pratica un congelamento al ribasso delle nostre economie. Persi 10 anni. I risultati ? Li stiamo ancora cercando con la lente d'ingrandimento.
Sandro Scapaticci
30 luglio 2018 alle ore 13:05Mi raccomando, non molliamo sul CETA, è fondamentale, anche se molta gente non capisce a causa della disinformazione continua di RAI, Mediaset e Sky, altro che fake news.
Gaetano Di Domenico
30 luglio 2018 alle ore 15:46Sì, non molliamo sul CETA e sui Vaccini, entrambe a ledere la libertà di scelta!
marco grasso
30 luglio 2018 alle ore 15:48Sono completamente in accordo a non firmare un accordo incompleto e che renderà possibile comperare carne piena di ormoni e grano al glifosato ad un prezzo inferiore di oltre il 50% del nostro. Le lobby canadesi hanno già sondato il terreno dei funzionari europei. Di una altra cosa vorrei vi interessaste, e cioè che un Governo non possa prendere decisioni importanti per il futuro della nostra Nazione. Mi riferisco all'aumento di tempo per sfruttare la gestione alla società delle autostrade elargita dal Governo Gentiloni il quale si è beccato il "grazie" imponendo un obbligo che a tutti ormai sembra una rapina agli italiani! Le autostrade devono essere gestite dal governo come in tutti i paesi democratici, e i lavori relativi alla loro manutenzione eseguiti non da società di proprità dei proprietari delle autostrade.
Un consiglio: leggetevi "I signori delle autostrade" di Giorgio Ragazzi. un saluto marco.
giuseppe femia
30 luglio 2018 alle ore 15:59Presidente Conte,ora,dopo quello sull'aeroplanino di Renzi , togli il segreto di stato su tutta la documentazione finanziaria per la quale il Popolo italiano dovrebbe a J.P. Morgan oltre tre miliardi di euro a titolo d'interessi, di commissioni o come altro diavolo si chiamano ed il cui titolo a supporto della pretesa , la dott.ssa Maria Cannatà , dirigente del ministero che stipulò il titolo c. d. DERIVATO , si è sempre rifiutata di consegnare o solo mostrare , alla commissione parlamentare d'inchiesta che ne faceva legittima richiesta, adducendo la copertura dal segreto di stato.Abbiamo il DIRITTO di sapere chi è la COSCA :chi il CAPO ,chi i SODALI che si sono RUBATI i nostri soldi quelli dei nostri figli e dei poveri che non sanno cosa mangiare.TACERE sarebbe COLLUSIONE.
ROSARIO FAZZELLO
30 luglio 2018 alle ore 16:10non ratificate .....questo è un accordo capestro per l'italia, dobbiamo rinunciare alla sovranità per un misero 0, MAI NON RATIFICATE.....NON VENDETE L'ITALIA alle multinazionali
claudio bellesia
30 luglio 2018 alle ore 16:38Non facciamo l'errore di firmare accordi che intralciano la democrazia e la sovranità popolare, come abbiamo purtroppo fatto con l'europa, che invece di farla nascere sulla solidarietà anno scelto la moneta.
Roberto Maccione
30 luglio 2018 alle ore 20:26Se i termini sono quelli del blog, e' da condannate in modo asdoluto. Dove ci sono Mega trattati, accordi, i controlli si dilazionano inevitabilmente.
Antonio D.
30 luglio 2018 alle ore 22:55Senza dubbio è un trattato da eliminare non conta il pil quando ne va di mezzo la salute dei cittadini e la perdita della sovranità democratica di una nazione a favore di interessi Delle solite multinazionali che al posto del cuore hanno un pezzo di mattone come la nostra Confindustria visto che è favorevole al trattato
Anna M.
31 luglio 2018 alle ore 00:29Ho fiducia in questo governo di persone CORAGGIOSE e MOTIVATE. Difendiamo la nostra bella (e perduta) Italia e facciamo sì che i nostri figli possano godere di questa nostra Patria unica ma bistrattata.
Franco T.
31 luglio 2018 alle ore 01:17Speriamo in queste nuove istituzioni!!
.... E che finalmente dopo tanti anni di ruberie e malgoverno mandino definitivamente in pensione la vecchia classe dirigente!!
sa &di
19 agosto 2018 alle ore 17:28Pagina Web
FERRONI N.
31 luglio 2018 alle ore 11:01vorrei poter rispondere in modo circostanziato e puntuale a questo articolo... chi mi può aiutare?
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/12774-di-maio-firma-il-jefta-e-gli-impegni-elettorali.html
Franco T.
31 luglio 2018 alle ore 12:50Ho letto l'articolo e i suoi link!
per poterlo "interpretare" bisogna essere un ottimo economista ed avere la visione completa del trattato!!
Ma pur non essendo LEGHISTA come ho già scritto in altre occasioni SALVINI 1 cosa giusta l'ha detta!!
Andiamo in Europa e sediamoci a parlare!!
Non andiamoci soltanto a ritirare i compiti da fare a casa come è stato fatto finora!
Ora il cittadino medio non può comprendere simili trattati internazionali, e come mi sembra di aver capito alcuni addirittura SECRETATI!!!
Bene fa' finalmente un governo serio a rimettere le cose in discussione e dire che piaccia o non piaccia L'ITALIA è un paese SOVRANO.......
Anche se i nostri "governi" arretrati per incapacità o per una loro convenienza "PERSONALE" Hanno firmato di tutto!
H
Pasquale G.
1 agosto 2018 alle ore 13:50Finalmente un "ce lo chiede l'Europa" spiegato facile.
maria c.
2 agosto 2018 alle ore 10:19Assolutamente NO, NOI NON DOBBIAMO FIRMARE UN ACCORDO CHE CI TAGLIEREBBE MANI E PIEDI. La nostra libertà non deve essere sottoposta al vaglio di nessuna potenza straniera. I nostri prodotti certificati saranno richiesti millle volte di più di quelli omologati senza possibilità di capire da dove vengono e come sono stati coltivati.L'acqua, la scuola, il commercio, ogni Paese deve poter decidere come e cosa farne,senza bisogno di ceertificazioni da parte di stati e convenzioni di altre nazioni. Difendiamoci da questi attacchi orribili che ci vincolerebbero in maniera totale e perenne, Prima gli Italiani, per gli italiani, e poi ancora, GLI ITALIANI. Non sono leghista, ma vorrei che veramente queste parole fossero messe in pratica.
Franco T.
2 agosto 2018 alle ore 13:14Vorrei ricordarti che l'italia è un PAESE di contraddizioni da sempre!.....
--- Abbiamo tolto il NUCLEARE,
e compriamo energia nucleare Francese, con centrali costruite in prossimità dei confini italiani "ovviamente"
----E' vietato fare qualsiasi tipo di formaggio con il latte in POLVERE,
ma nei nostri negozi e supermercati si comprano FORMAGGI ESTERI fatti con latte in polvere di dubbia qualità!
In agricoltura è vietato l'uso di alcuni concimi e pesticidi ritenuti pericolosi!
Ma nei nostri mercati ortofrutticoli c'è frutta e verdura di tutto il mondo.. compresa la CINA!
....... si potrebbe continuare a scrivere per ore!.........
