
Sicuri in città, la rivoluzione della mobilità a misura di persona
18 luglio 2018 alle ore 09:53•di MoVimento 5 Stelle
di Diego De Lorenzis, vicepresidente della Commissione Trasporti alla Camera dei deputati
La cronaca e la narrazione politica di questi ultimi anni, mesi e settimane ci parlano di città insicure. C'è una forma di insicurezza su cui non si concentra l'attenzione nonostante i numeri impietosi. Una strage si consuma silenziosa tutti i giorni ed è quella dei pedoni e dei ciclisti che perdono la vita travolti dai veicoli a motore mentre circolano sulle strade cittadine. I dati ufficiali non distinguono tra le vittime che guidano mezzi a motore e quelle che invece sono in biciletta, ma le collisioni che coinvolgono pedoni e ciclisti sono da anni un autentico bollettino di guerra.
Ciò nonostante è palese il grande errore di percezione del pericolo, ma se non vediamo il problema non cerchiamo le soluzioni. Non ci potrà mai essere alcuna città sicura, bella e vivibile, come quelle che spesso ci piace visitare all'estero, senza una diffusione dell'uso capillare e quotidiano delle biciclette, che non sono soltanto il mezzo di trasporto sostenibile per eccellenza, ma sono anche il mezzo per attuare questa rivoluzione.
Per rendere davvero le nostre città più sicure dobbiamo discutere di come si può e si debba cambiare la mobilità urbana e migliorare la qualità della vita: per avere una mobilità nuova, intesa come servizio e non come possesso di un mezzo o come status sociale, bisogna dimezzare le auto e ridurne drasticamente la velocità.
Non ce lo chiede l'Europa, ma le migliaia di famiglie che perdono una persona cara a causa di una collisione con le auto in città e i milioni di italiani di tutte le età che hanno il diritto a spostarsi in città ogni giorno senza doversi proteggere con una corazza di acciaio da 1.000 kg per fare pochi chilometri.
Per raggiungere questo obiettivo sono necessarie regole diverse, che fanno tesoro delle numerose buone pratiche già sperimentate in Italia e all'estero. "Sicuri in città. Interventi per una mobilità a misura di persona" è il titolo del convegno che si svolgerà presso la Sala della Regina della Camera dei deputati (Piazza Montecitorio) lunedì 23 luglio dalle ore 14. Al convegno parteciperà, tra gli altri, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha annunciato l'imminente presentazione di un pacchetto di misure per favorire la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale.
Parleremo delle modifiche al codice della strada che aspettiamo da anni e delle altre soluzioni utili per rendere l'Italia un Paese europeo, un Paese ciclabile, quindi un Paese realmente più sicuro. Questo convegno, insieme alle misure che il governo si accinge a varare, sono il segno tangibile del nuovo corso che stiamo inaugurando anche in materia di mobilità e sicurezza stradale.
Per partecipare è necessario iscriversi entro le ore 13.00 di giovedi 19 luglio al seguente link: bit.ly/SICURIINCITTA.
Commenti (23)
Ilio C.
18 luglio 2018 alle ore 10:14Bravissimo, finalmente. Continuate a dare risalto a queste iniziative.
Antonio lupis
18 luglio 2018 alle ore 11:12Scusate ma dobbiamo smetterla di vedere le cose dal punto di vista dei soli pedoni e ciclisti, cosa che siamo tutti oltre che automobilisti, iniziamo ad allontanare dalle strade adibite all'uso dei motoveicoli e automobilisti le biciclette ed i pedoni, inoltre pensate che portare a 30 km i limiti sia una cosa utile? Magari come si fa a Milano dove strade larghissima sono state ridotte ad una corsia e mezza che riesce a far litigare tutti. Sia automobilisti tra loro sia automobilisti con ciclisti, vedi quotidianamente perso e che non sono in grado di guidare anche a 20 km orari altri che si credono Ayrton senna e guidano con il telefono all'orecchio, ma ci sono anche ciclisti indisciplinati ai quali tutto é dovuto, non scendendo dalla bici sulle strisce e credendo di avere precedenza, che tagliano il lungo una strada, che viaggiano affiancati in mezzo alla corsia, pedoni che si GETTANO letteralmente sulla strada senza nemmeno guardare, ma chi volete/vogliamo difendere? Mi sembra che si dia sempre e solo la colpa alle automobilisti che sono sempre più tartassate, se mi fornite dei mezzi pubblici o alternativi per giungere al lavoro in tpi decenti/simili ai tempi medi di una vettura allora condivido, ma diversamente non si può sempre dare colpa al veicolo più in uso e più tassato e martoriato che esista! Le piste ciclabili devono essere lontane dalle strade e i pedoni pure!!! Le strade sono fatte per le auto e le moto!in altri paesi così avviene, solo in Italia ciò non succede, a date in Thailandia e provate ad attraversare una strada di Bangkok, vedrete come cercheranno di investirli puntando su di voi, questo perché i pedoni non attraversano la strada ma vi sono ponti e sottopassi appositi!!!!
Ema R
18 luglio 2018 alle ore 14:37Tesoro, se vivi a Milano, sai bene che ne hai migliaia di alternative all'uso dell'auto. Certo, anche a Milano si può ancora fare molto (e molto si sta facendo, con la costruzione della quinta linea della metropolitana)... ma lamentarsi di Milano, dando per di più colpa alle bici, mi sembra folle. Fatti un giretto per Roma, a qualsiasi ora del giorno e della notte... poi ne riparliamo ;-)
Ema R
18 luglio 2018 alle ore 15:05Dimenticavo una cosa: a Londra nella maggior parte delle strade del centro, il limite è stato portato a poco più di 30 km/h (20 mph, circa 32 km/h). Ciò ha portato a una drastica riduzione degli incidenti mortali (http://content.tfl.gov.uk/digital-speed-limit-map.pdf). Il problema è che voi automobilisti (perché sono stracerto che tu non usi la bici per andare a lavorare) non avete la consapevolezza di avere un'arma impropria sotto il culo. A 15 km/h se io sbaglio al limite rompo una gamba al pedone che ho investito. Se tu sbagli a 15 km/h lo ammazzi. Questa è la differenza.
Ema R
18 luglio 2018 alle ore 15:11Ne dimenticavo un'altra... è che hai scritto così tante sciocchezze che non me ne basterebbero dieci di post per risponderti.
Non mi pare che Bangkok sia un esempio di mobilità sostenibile... sei mai stato a Copenhagen, a Amsterdam? ... francamente mi sembrano posti un po' piu' civili, da questo punto di vista, rispetto a Bangkok ... o preferisci il delirio della capitale Thai ... se è così, contento tu :-D
Giovanni Velato
18 luglio 2018 alle ore 11:20Si tratta sicuramente di un'ottima iniziativa che renderà ancora più performanti in progetti di #MobilitàIntegrataSostenibile. C'è tanto bisogno di infrastrutture che rendano l'uso della Bici per spostamenti di prossimità molto più sicuri e fruibili.E'importante evidenziare che bisogna evitare di perdere la visione d'insieme frammentando i finanziamenti tra sicurezza e cicloturismo. Immagino che non sia "vietato" realizzare una pista ciclabile "turistica" che ha origine in un punto di scambio e possa essere utilizzata anche per la mobilità quotidiana. Mi viene sempre in mente il GRAB che con il suo tracciato, almeno quello che ha ottenuto i finanziamenti, evita accuratamente di essere utile per la città.E' preoccupante che siano stati stanziati (confermati) 320 milioni di Euro da parte del Ministro Toninelli con la seguente dichiarazione «un piano trasversale, condiviso e sostenuto da diverse forze politiche, e finalmente attuato», perché evidenzia come non si sia ancora compresa che la strategia condivisa non è altro che un il modo con cui il precedente governo ha minato il percorso della transizione energetica verso le rinnovabili. Disarticolare e "scollegare" la Mobilità e della Logistica dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN2017 è parte di questa strategia come il continuare a sostenere lo sviluppo della #Emobility basato sulla "piantumazione di colonnine. Per essere più chiari. Con il Piano Enel di 14.500 punti di ricarica per il 2022 si potranno far circolare al massimo 200.000 Veicoli Elettrici ben lontani dal 1.000.000 scritto nel programma. Quindi è auspicabile che il M5S affronti in modo nuovo le Tematiche Energetiche e quelle della Mobilità. Ben vengano iniziative come questa, ma bisogna ricondurle all'interno di un piano strategico complessivo su cui sono più che pronto a dare un contributo
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18 luglio 2018 alle ore 11:39Una riflessione va fatta anche sulla maleducazione dei ciclisti a Torino (la mia città):
Vanno contromano mettendo a repentaglio la loro sicurezza e facendomi prendere grandi spaventi al volante.
Viaggiano sul marciapiede a velocità sostenuta.
Superano le auto da destra mettendo a repentaglio la loro sicurezza e facendomi prendere grandi spaventi al volante.
Luca Fini
18 luglio 2018 alle ore 12:14Il tutto SI TRADUCE SEMPLICEMENTE nel dare alle BICICLETTE LA PRIORITA' DELLA CIRCOLAZIONE,con PISTE CICLABILI PRIORITARIE E CAPILLARI.
Un PIANO DI RISTRUTTURAZIONE DELLA VIABILITA URBANA ED EXTRA URBANA.
E' questione PRIORITARIA.
Ampliare le zone pedonali e ciclabili del cento storico con una raggiatura molto piu' ampia e sevizi metro tram bus piu capillare e che sopperiscano al traffico auto che NON DEVE AVERE PIU' ACCESSO AL CENTRO E PERMESSI EMESSI NON PER FAVORITISMI PARTICOLARI MA SOLO CON FORTE MOTIVAZIONE FUNZIONALE.
CORAGGIO!
Ema R
18 luglio 2018 alle ore 14:44Caro Luca, sono assolutamente d'accordo con te. Peccato che negli ultimi venti anni non abbia visto a Roma (la città in cui vivo) un solo provvedimento nella direzione da te (e da me) auspicata... non uno. Attualmente l'unica ciclabile che funziona a Roma e per la quale c'è un minimo di manutenzione (ma proprio minimo, eh...) è la ciclabile sul Tevere. Che tuttavia è nella stragrande maggioranza dei casi utilizzata a solo scopo ricreativo (ci vanno le persone ad allenarsi, in bici o a piedi). Ma lo scopo ricreativo nulla ha a che vedere con la mobilità sostenibile. E' rarissimo vedere su quella ciclabile persone in borghese che la utilizzano per andare a lavorare. Eppure taglia Roma da nord a sud e potrebbe essere utilizzata per un sacco di spostamenti casa-lavoro. Ho parecchi dubbi che il problema sia riconducibile ad una mancanza di sicurezza.
CIRO SORIA
18 luglio 2018 alle ore 12:41IMU A POMEZIA SUI DEPOSITI E MAGAZZINI PRIMA DI MONTI PAGAVO 17.800 E CERCAVO DI FARLA ABBASSARE
DOPO MONTI HO INIZIATO A PAGARE 32.400 COSA VERAMENTE DA PAZZI E CONTINUA TUTT'ORA CON QUESTA CIFRA ASSURDA DI BEN 2.900.00 AL MESE E NON CI SOLE LE FOGNATURE E FINO A DUE ANNI OR SONO NEANCHE L'ACQUA SI DICEVA CHE DOPO UN PRIMO MOMENTO SI TORNASSE IN DIETRO MA NON E' AVVENUTO
CIRO SORIA 340.370.7799
massimo m.
18 luglio 2018 alle ore 14:15Amo molto andare in bici per vari motivi: mi ricordo di avere un corpo e tante sue parti che, se non si usano più per molto tempo, non funzionano (https://www.youtube.com/watch?v=aOwYqGq0RrU).
Passo per stradine interne mai percorse, ponti sul fiume e tratti della natura su cui le macchine non hanno accesso. Scopro sempre passaggi insospettati e angoli della mia città mai notati prima.
Mi godo senza alcuna fretta il vento sulla pelle, il panorama, qualche bella donna a passeggio...cosa impossibile dall'abitacolo di una macchina sempre in corsa e pressata da clacson e improperi solo se si accenna a rallentare. Si riscopre un mondo nuovo, diverso, più umano.
Ma c'è tanto da fare in termini di sicurezza, di traffico sovraccarico e di aria irrespirabile. Per questo il vostro lavoro sarà molto prezioso. Grazie Diego.
Ema R
18 luglio 2018 alle ore 14:56Sono un ciclista urbano. Vivo a Roma e non possiedo un'auto. Quindi posso francamente dire che conosco bene i problemi legati alla mobilità in bici. Ebbene, credo che la mancanza di piste ciclabili sia solo una parte del problema, e a mio avviso neanche la più importante. In altre parole, non credo che le persone non vadano in bici perché non ci sono piste ciclabili. Io credo che, molto più banalmente, le persone non vanno in bici perché non ci sono mai andate. La sicurezza in bicicletta non dipende dalla pista ciclabile, a meno che non sia totalmente protetta (cosa impossibile da realizzare su larga scala in qualsiasi contesto urbano: le piste ciclabili a Copenhagen non sempre sono protette, sono semplicemente delle delimitazioni molto evidenti tra lo spazio riservato alle auto e lo spazio riservato alle bici. Stop). La sicurezza in bicicletta dipende dalla capacità di muoversi in bicicletta. Sembra banale, ma è così. Ad esempio, non sei più sicuro se stai appiccicato alle auto in sosta (spesso in terza fila, peraltro)... sei più sicuro se stai ad un mezzo metro abbondante dalla fila di auto parcheggiate. I neofiti non lo fanno mai, e rischiano molto di più. Ne potrei fare decine di esempi di questo tipo. Quindi, se vogliamo più bici e meno auto, dobbiamo ... cominciare ad andarci, in bici :-D ... insegnare ai nostri figli ad andarci ... farci vedere ... la strada è un nostro diritto. Prendiamocelo.
davide di noia
18 luglio 2018 alle ore 15:26Ogni città o paese in proporzione alla sua superficie e numero di abitanti dovrebbe avere per legge una percentuale di viabilità obbligatoria per cicli e aree pedonali. Possibilmente interconnesse per creare un puzzle di viabilità ampliabile nel tempo e di facile utilizzo dei cittadini. In questi percorsi di possono aggiungere piccole aree di sosta, giardini, fontane e chi più ne ha più ne metta. Spazio alla fantasia. Per i costi intercettare le aziende locali come sponsor triennale. W M5S.
Paolo R.
18 luglio 2018 alle ore 15:44Alcune piste ciclabili a Padova sono grottesche.
Uno STOP ad ogni incrocio, anche con stradine di accesso a proprietà private come box!
poveracci in Comune, la logica, il buon senso, non sono il loro forte.
Persino moto e auto si fermano per lasciar passare i ciclisti! pur avendo la precedenza!
è demenziale una pista ciclabile siffatta!
conviene pedalare sulla strada in mezzo ad auto, autobus e camion.
Alfredo
18 luglio 2018 alle ore 16:46Mobilità sostenibile.1)Piste ciclabili che portino realmente in centro storico (sacrificando magari qualche parcheggio inutile o porzioni di marciapiede non utilizzabili).2)Fare una legge per colmare il vuoto normativo dettato dal fatto che a) le biciclette non sono identificabili; b) Non tutti i conduttori di biciclette conoscono il codice della strada. Alzi la mano chi non ha mai visto una bicicletta percorrere una strada contromano o sul marciapiede riservato ai pedoni ( i quali sono costretti a scendere e dunque a correre il rischio di essere investiti). Vogliamo parlare dei semafori rossi bucati dalle biciclette? Fermo restando la totale condivisione dell'articolo e dei commenti di tutti, mi preme sottolineare che molti incidenti si potrebbero evitare se le biciclette si conducessero in modo più appropriato. Perciò urge (gratuitamente si intende cioè niente bollo e nemmeno assicurazione) 1)Creare qualcosa che identifichi la bicicletta. 2) Il proprietario della bici identificata deve avere un piccolo attestato che accerti la sua conoscenza di base del codice della strada (semafori, sensi unici, piste pedonali eccetera). E' chiaro che per chi ha la patente non è necessario in quanto il codice della strada lo conosce già ma un piccolo ripasso non farebbe male..
PIO Z.
18 luglio 2018 alle ore 21:29si certo ! con la tassa e la controtassa e la legge apposita ed il regolamento attuativo e il cip inserito sotto le pelle non vogliamo aggiungerlo ?? ma insomma ! siamo davvero in italia : vogliamo robotizzarci in tutti i nostri atti ?? ma sparatevi !! gente rigida e senza un minimo di anima cardiaca.... certo serve davvero la cultura per conquistare l'elasticità mentale e permetterci una sana consapevolezza; per questo non servono ulteriori catene che i poveri di spirito reclamano a gran voce, ma aprire la mente ed il cuore !!!!!!!!
gaetano raffa
18 luglio 2018 alle ore 16:58sono stato in spagna, appena un cittadino guarda le strisce gualsiasi mezzo si ferma,in germania appena vedono un pedone avviarsi verso le strisce
cominciano a rallentare,il comportamento di noi Italiani rappresenta il nostro modo di vivere sia come cittadini che come automobilisti.Io da giovane o ripetutu tre volte lesama teorico ,oggi
la patente viene rilasciata facilmente anche a persone negate alla guida,avete fatto caso che guasi tutti non alzano la freccia non rispettano lo stop e passano col rosso come se rispettare le regole e una dimostrazione di debolezza OPPURE DI ESSERE SUPER FURBI.Saluti gaetano raffa
Alfredo
19 luglio 2018 alle ore 07:48Il suo commento lascia spazio ad una riflessione. Lei dice che in alcuni paesi c'è una profonda osservanza delle regole civiche. In altre parole li le persone pensano che le leggi siano il riassunto di regole comuni e non imposizioni normate dall'alto. Dunque tutti (o quasi) le rispettano in quanto prescrizioni di buon senso e di vita migliore. Dunque: C'è più apertura mentale quando si vive in un paese dove tutti seguono regole generali oppure dove le leggi le fanno pochi eletti e vengono per lo più sentite come norme che non servono a niente, se non a tediare il povero cittadino oppresso?
Gloria Visani
18 luglio 2018 alle ore 17:04Non potrò partecipare perché sono lontana da Roma . Vorrei portare all'attenzione di tutti che nella discussione qc dovrà ricordarsi di sottolineare l'importanza delle LUCI nella bicicletta. ..ormai dimenticate da tutti i ciclisti. .. basti pensare che oggi le vendono SENZA. Non solo faretto bianco avanti e rosso dietro ANCHE I CATADIOTTRI NELLE RAZZE perché siano visinili sulle strisce pedonali mentre ti attraversano DAVANTI . Solo con le luci non si vedono. GRAXIE. Vorrei essere li con voi. GLORIA VISANI. 3478002293. FORLI.
Raimondo M.
18 luglio 2018 alle ore 18:40Nessuno che chieda di diminuire la velocità delle auto. Perchè sempre sulla repressione. ma le strade sono sicure o moltissime fanno schifo come ad esempio le curve errate e centrifughe o bordi di catrame illogici. Ma tante, tante altre cose. Tutto ciò mentre le merci utilizeranno droni. Oppure dobbiamo andare tutti in bicicletta. Eppoi ove le strade statali sono inesistenti, secondo voi che succede. Parlare di mobilità e suoli, così come si fa, mi sembra più una moda che un pensiero logico.
Marta Buscioni
19 luglio 2018 alle ore 09:50Come lo stop al consumo di suolo, anche l'incremento (in alcuni casi introduzione) della mobilità dolce è un'assoluta priorità (la mia città, Pistoia, che si attraversa a piedi o in bicicletta in un baleno, è assediata dal traffico, in particolare da Suv cafoni - perfino mimetici! - che non hanno mai visto una strada sterrata), ma anche qui temo non sia facile convincere la Lega...
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19 luglio 2018 alle ore 20:49Ma si andiamo tutti in bicicletta restringiamo le strade delle auto e i camion non facciamolo entrare nelle città neanche i furgoni via tutti spazio alle biciclette voglio vede ai negozi alimentari , ai supermercati che trovate da mangiare i rocchetti delle biciclette i copertoni in brodo o due pedaliere alla brace hahaha invece di migliorare la circolazione per chi vi rende la vita più completa e vivibile ha tavola si fanno le strade per le biciclette. Chi muore sulle strade non sono solo ciclisti ma anche chi usa l'auto,il camion , la moto , le bici le usavano in Cina adesso vanno in auto invece di andare avanti si ritorna indietro meditate gente metidate
Giorgio Misuri
22 luglio 2018 alle ore 16:28C'è anche la costante ruberia di biciclette il che costringe a usare biciclette vecchie, senza luci e scomode.
Perché non pensare un'assicurazione obbligatoria poco costosa per le biciclette con indicazione del numero di telaio della bici. Nell'acquistare una bici usata si può controllare se è assicurata e quindi conoscere la sua origine fraudolenta.