
Sì al sindacato dei militari e basta silenzi sull'uranio impoverito!
11 luglio 2018 alle ore 15:13•di MoVimento 5 Stelle
di Elisabetta Trenta, ministro della Difesa
Sì al sindacato dei militari e basta silenzi sull'uranio impoverito. Ne ho parlato oggi in una lunga intervista pubblicata sul quotidiano Avvenire, in cui ho affrontato due temi molto importanti per le nostre Forze Armate e sui quali la politica e i precedenti governi non hanno mai avuto il coraggio di intervenire. Noi si, il MoVimento cambia passo e per la prima volta c'è qualcuno che ha realmente a cuore i diritti dei nostri militari. Ebbene sì, diritti, insieme ovviamente ai doveri.
Nei mesi scorsi la Consulta si è pronunciata in un modo molto chiaro, aprendo la strada alla possibilità che anche le Forze Armate possano organizzarsi in sindacato autonomi, entro limiti specifici.
Come ministero daremo pieno appoggio al progetto. E, parallelamente, tutto il sostegno tecnico a cominciare dal mio consigliere giuridico. Io ci sono, il mio ministero c'è, ma il vero via libera dovrà essere quello del Parlamento e la mia speranza è che si arrivi a un sì condiviso capace di unire maggioranza e minoranze. Serve un'intesa larga perché i diritti non hanno un colore politico. Un sindacato sarà una conquista perché saprà rappresentare in maniera autonoma e indipendente i nostri militari.
Riguardo all'uranio impoverito ho letto le conclusioni della commissione parlamentare d'inchiesta. Ho letto la denuncia degli «assordanti silenzi» generalmente mantenuti dai precedenti governi. Bene, ora io quei silenzi assordanti voglio cancellarli. E per farlo voglio proprio partire dai risultati di una commissione. Non sarà una caccia alle streghe, ma lavoreremo per arrivare a una verità completa. E i generali capiranno, nonostante qualcuno dica il contrario, perché loro per primi hanno a cuore la vita di ogni soldato.
Infine c'è il tema dei ricongiungimenti familiari. Ricevo molte lettere dei nostri militari. Mi chiedono aiuto. Mi raccontano le loro vite complicate: la famiglia in Sicilia, la caserma in Friuli. Non posso incidere sul singolo caso, ma il problema c'è e va affrontato politicamente e io ho il dovere di dare un indirizzo.
Commenti (27)
Luca fini
11 luglio 2018 alle ore 15:51MINISTRO!
Lei che sa' tutto..legga qui e ci dica a CHIARE LETTERE COSA FA' FINMECCANICA TUTTI I GIORNI,COSA COSTRUISCE E SOPRATTUTTO A CHI VENDE!
VENDE ARMI IN AFRICA?
http://www.fondazionenigrizia.org/notizia/la-lobby-armiera-attacca-la-185
Rosario Gilardi
11 luglio 2018 alle ore 17:19Ma come creiamo una nuova lobby? Non ci sto! Le lobby andavano abolite. I 5s hanno sempre affermato che i sindacati come effettive te è sono un potete a favore del potere e non dei lavoratori e voi ne create altri?
Maria P.
12 luglio 2018 alle ore 07:47questo si chiama parlare per dare aria alla lingua
Pasquale M.
11 luglio 2018 alle ore 17:46Signora ministro, quello militare è un mondo tutto da scoprire; ancora troppo celato e spesso occluso agli occhi dei cittadini. Un comparto importantissimo anche per un paese di pace come l'Italia. Un sindacato rappresentativo di questo settore potrebbe far emergere tanti problemi e dare voce a quelle categorie "più deboli" che spesso vengono ignorate. Una strada nuova, più democratica, sicuramente un passo avanti. Faccia attenzione però, la particolarità del settore, non potrà mai essere equiparata agli altri, ci sono peculiarità del tutto specifiche dalle quali, a volte, non si può derogare.
Comprendere a fondo questo mondo richiederà del tempo, avanti per gradi e senza forzature, questo il mio consiglio.
In bocca al lupo!
Renzo Riva
11 luglio 2018 alle ore 17:50Populismo certificato.
Maria P.
12 luglio 2018 alle ore 07:43e quindi?
Biagio C.
12 luglio 2018 alle ore 17:29La cosa più grave è che per dire ste minchi4te ti sei iscritto e certificato TU.
martamaria
11 luglio 2018 alle ore 18:55E' stato sempre un mondo a parte, quello militare, di cui si conosce pochissimo, per cui mi astengo da ogni commento. Un mondo in cui bisogna obbedire e non discutere gli ordini ricevuti dai superiori quindi è in antitesi con la democrazia diretta, a mio parere.
Pier Franco Gnesotto
11 luglio 2018 alle ore 20:10Non essendo militare non posso essere in grado di intervenire ma dico la mia.
Se Sindacato inteso come organo che difende il diritto al rispetto della persona e tutto quello che ne consegue compreso il superamento del "segreto militare" ad ogni costo e per quanto possibile svelare quei misteri tanto cari ai cosiddetti "baroni" mi può star bene.
Se Sindacato come Lobby del potere NO.
Comunque Onore alla Signora Elisabetta Ministro Trenta che ha il coraggio di sdoganare questo ed altri problemi.
E non poteva che essere così da un appartenente al M5S. B R A V A !!!!!!!
Valentino Diana
11 luglio 2018 alle ore 20:43Io sono un Graduato della Esercito e rappresentante di categoria del mio Reparto.
Il sindacato è l'unica strada percorribile per far uscire la mia categoria dal pozzo nero che è diventato negli anni l' Esercito!
Grazie Ministro...e speriamo il prima possibile di vedere risultati!
Donato V.
11 luglio 2018 alle ore 21:28penso che lei ministro della difesa sa molto bene cosa ci vuole x migliorare,ho seguito una sua intervista .la sua 1 ,Li ho capito che lei è al posto giusto.e sono sicuro che farà grandi, riforme x il bene della nostra difesa. Sono sicuro, che farà grandi innovazioni e anche giusto di fare giustizia x l'uranio impoverito. auguroni x la sua riuscita cara ministra
massimo m.
11 luglio 2018 alle ore 21:42Grazie Elisabetta, grazie infinite.
francesco bruschi
11 luglio 2018 alle ore 22:04eccellente ministro condivido totalmente quanto da lei rappresentato , entrando nel merito bisogna fare piena luce sulle numerose cause di morte dei nostri soldati a causa di malattie riconducibili all'uranio impoverito stante le zone d' ombra che fino ad oggi hanno perseverato nel negare il nesso tra i decessi e la le cause che hanno determinato le morti . Ho piena fiducia nel suo operato . Buon lavoro .
Cristina andriani
11 luglio 2018 alle ore 22:14Brava elisabetta!!!
newmail *****
11 luglio 2018 alle ore 22:18L'adozione di sindacato anche per i militari è un punto del programma del m5s. Nello stesso programma abbiamo messo lo stop al pagamento per gli F35, a che punto siamo, riusciamo a recuperare queste destinazioni per altri scopi?
Abbiamo pure previsto che i militari impegnati in conflitti al di fuori dei nostri confini, vengano richiamati in patria e utilizzati per le nostre necessità nazionali, riusciamo ad ottenere questo?
Domenico moschiano
11 luglio 2018 alle ore 23:25Buona sera volevo chiedere come mai noi dell brigata ariete sono un militare non possiamo rinnovare la delega (prestito)ma fanno rinnovare solo la cessione?io sono solo che lavoro ho due figli ho avuto un po di problemi ,mi servono questi soldi per vivere no per comprare la macchina ho fare la vacanza. Per favore aiutatemi non so come fare
Poi non siamo una caserma che parte spesso in missione.per favore
Carlo .
12 luglio 2018 alle ore 00:14alla prima uscita della legge sulla rappresntanza dei soldati ('78) il Colonello Comandate al CAR aprì subito ( era uno sportivo olimpionico di tiro volo se ben ricordo, persona aperta e valida) ma il capitano rivolgendosi ai tre squadroni disse : Bene tu , tu e tu siete i nuovi rappresentanti come piace al Signor Colonello !!
la democrazia funziona quando la mente è aperta !!!
Pietro Milano
12 luglio 2018 alle ore 10:10Perfetto! Non si può ignorare quanto ha accertato la commissione parlamentare. Il ruolo dello strumento militare è inequivocabilmente fondamentale per la nazione ne deriva pertanto che altrettanto fondamentale garantire la miglior "performance" della risorsa essenziale: quella umana, ovvero del lavoratore militare.
Mi permetto di suggerire, in qualità di profondo conoscitore dell'organizzazione e delle dinamiche in materia, che bisognerebbe ripartire dall'organizzazione della sanità militare in modo che si faccia garante, con autonomia, delle performance della salute (nuovo concetto di salute dove l'attuale letteratura scientifica la correla a nutrigenomica, epigenetica, attività e metabolismo circadiano=resilienza). Risposte che non possono essere date con gli attuali schemi se non con una profonda trasformazione, che dovrà passare necessariamente dall'equiordinazione dei ruoli delle professioni sanitarie alla realizzazione del corpo unico della sanità militare (e.i.+a.m.+m.m.+c.c.+g.d.f.) e indipendente dai relativi stati maggiori. Utopia? No! Sogno possibile... da anni atteso e l'attuale deriva... è conseguenza della mancata attuazione.
Grazie Ecc.mo Sig.ra Ministro.
Carlo S.
12 luglio 2018 alle ore 11:53Grazie mille Egregio Ministro
Siamo orgogliosi di voi!
undefinedGianni DEL BEATO
12 luglio 2018 alle ore 12:29Interessante l'intervento sul sindacato militare, sul ricongiungimento e sull'uranio impoverito. .....ottima strada da percorrere fino in fondo
Luca Fini
12 luglio 2018 alle ore 13:35STARE ANCORA NELLA NATO PER?
Roberto Maccione
12 luglio 2018 alle ore 18:04Come si fa a non d'accordo. Il Silenzio Assordante di cui Lei parla e' costato la vita se non patologie invalidanti. Oggi lo Stato ha il dovere di prostrarsi difronte alle vittime. E spero chi ha responsabilita' paghi serizmente e non all'Italiana!
friso r.
12 luglio 2018 alle ore 22:08Si percorra la strada dei diritti e delle tutele, soprattutto quando i nostri militari vengono coinvolti in operazioni internazionali, ma si vigili perché il diritto non si trasformi per il lavativo in una cultura che contagia l'ambiente in un lassismo etico e morale. A mio avviso i militari vanno tenuti possibilmente operativi, con mansioni pratiche nel territorio, evitando di limitare il loro impiego dentro il perimetro di una caserma, se non sono ad incarico amministrativo.
Il militare per sua natura è obbedienza al corpo di appartenenza ma anche azione, per questo è fondamentale che i vertici siano competenti, capaci, e vorrei dire creativi.
E' importante poi, come sottolinea il Ministro, che vengano alla luce i risvolti che hanno portato i nostri militari a diventare vittime ignare della contaminazione dell'uranio utilizzato nelle armi da fuoco. Quanto accaduto, e le conseguenze che si sono riversate nelle famiglie e nella società, è inaccettabile.
AVANTI TUTTA CON IL MINISTRO TRENTA E IL GOVERNO DEL DOTT. CONTE.
Italo Marrocu
13 luglio 2018 alle ore 04:54Era ora che si affrontasse seriamente questo problema ,sempre esistente ma altrettanto trascurato perché le gerarchie hanno tutto l'interesse affinché le cose non cambino e loro continuino a fare il bello e cattivo tempo senza che vengano mai chiamati a rispondere dei loro atti .Finalmente un Ministro serio .
Enrico Botta
13 luglio 2018 alle ore 20:04O MARE NON RENDERMI LE MIE NAVI,NON RENDERMI I MIEI MORTI...MA RENDIMI LA GLORIA Questo è il motto del'Ardito (o dei Lagunari). Chi non se la sente può fare un altro mestiere. E' vero siamo in tempo di pace e chi va in missione di pax-keeping sa quello che rischia. Quindi il soldato di carriere o trova una famiglia che lo segue nelle varie destinazioni (accade in tutto il mondo incluso) o cambia famiglia o a fine ferma cambia mestiere. Diverse invece sono gli infortuni sul lavoro o le conseguenze di essere esposti ad agenti nocivi: devi avere le giuste indennità oppure se muori per motivi di servizio la tua famiglia deve ricevere un decoroso sostentamento da parte dello Stato
antonio sepe
14 luglio 2018 alle ore 15:42Quì si fanno troppe chiacchiere! Si risarciscano le famiglie che hanno perso un figlio,come nel mio caso,o un proprio congiunto,a causa dell'URANIO IMPOVERITO!Sono trent'anni che lo Stato non riconosce le morti causate dall'URANIO IMPOVERITO e finge di non sapere,nonostante le reiterate informative inviate al MINISTERO DELLA DIFESA da parte del PENTAGONO, sulla pericolosità di questo materiale,mentre i militari impiegati nelle cosiddette" missioni di pace" continuavano a morire, a causa di svariate tipologie di cancro che hanno spento,con moltissima probabilità, la vita a circa 300 militari,tutti reduci da missioni "cosiddette di pace",come erano reduci da missioni di pace gli oltre TREMILA malati di tumore, fortunatamente ancòra in vita, ma con sofferenze nell'anima e nel corpo che solo chi le subisce le può capire!Tutti coloro che ne parlano(tranne gli scienziati che hanno studiato a fondo su questo maledetto metallo),conoscono benissimo i vari mutamenti biochimici, quando vie esploso un proiettile all'URANIO IMPOVERITO, contro una corazza di acciaio di un carrarmato, raggiungendo la temperatura d'impatto di circa TREMILA GRADI centigradi. Alcuni politici di altri Governi ignoranti o in mala fede,asserivano che l'URANIO IMPOVERITO non era nocivo,dal momento che, con questo metallo,si producevano racchette da tennis e oggetti vari,senza ricordare che, l'URANIO IMPOVERITO, quando viene esploso e raggiunge la temperatura d'impatto di circa TREMILA GRADI,passa dallo stato solido a quello aeriforme(cioè gassoso)e,quindi,tutti i militari presenti in quelle zone di conflitto,inevitabilmente lo inspiravano, e, attraverso i polmoni, entrava nel torrente circolatorio, insinuandosi, nel contempo, negli organi vitali dei militari,con le conseguenze che tutti possiamo immaginare!
70 tribunali(CASSAZIONE COMPRESA),Hanno condannato il MINISTERO A risarcire i danni cagionati alle vittime,ma si continua a NEGARE!
Biagio C.
13 agosto 2018 alle ore 12:45Ma invece inizia ad avallare la proposta di Salvini sulla leva obbligatoria: altro che "pensate anacronistiche e romantiche"...
