Quel pasticciaccio brutto della procedura di gara dell’Ilva

di Luigi Di Maio

Ieri sera l’Anac ha consegnato al ministero dello Sviluppo Economico una lettera in cui rispondeva ai rilievi segnalati. Ricordo che c’era chi ci prendeva in giro dicendo che stavamo perdendo tempo a studiare 23.000 pagine. Beh, abbiamo fatto bene: l’Anac ha confermato che tutte le criticità che avevamo segnalato erano fondate. E meno male che quelli di prima erano i competenti! Vi espongo in breve le criticità che avevamo segnalato e che Anac ha confermato.

1) La procedura di gara è stata un pasticcio. Lo rileva l’Anac nella lettera che ci ha mandato. Il primo rilievo riguarda il fatto che le regole del gioco sono state cambiate in corsa. Quando è stata bandita la gara, il 5 gennaio 2016, chi voleva partecipare alla procedura di gara per l’Ilva doveva fare un’offerta che prevedeva di attuare il piano ambientale entro il 31 dicembre dello stesso anno. Capirete bene che risanare il territorio attorno all’Ilva in meno di 12 mesi sarebbe stata un’impresa titanica e quindi poche imprese hanno potuto partecipare. Il punto è che dopo che sono scaduti i termini, il 30 giugno 2016, il termine di attuazione del piano ambientale è stato postiticipato. Prima di 2 anni e poi di ulteriori 5. Quindi alla fine c’era tempo per risanare il territorio fino al 2023: 7 anni. Se questo fosse stato previsto dal bando iniziale avrebbero potuto partecipare molte più imprese e proponendo offerte molto più pertinenti e di livello più alto. Infatti in base alla lettera dell’Anac si deduce che in questo modo è stato leso il principio di concorrenza e anche la qualità delle offerte proposte ne ha risentito in termini ambientali, occupazionali ed economici. In sintesi: avremmo potuto avere molte più offerte e tutte migliori, compresa quella di Mittal. Questo avrebbe significato
– Più Salute per i cittadini di Taranto
– Più tutela per l’ambiente
– Maggiori garanzie occupazionali per i lavoratori

2) A causa di questo primo pasticcio l’azienda che ha vinto, ossia Mittal, sembrerebbe non abbia rispettato alcuni termini ambientali intermedi inizialmente previsti. Questo, se confermato, di per sé sarebbe bastato a escludere l’azienda dalla procedura di gara, come rilevato dall’Anac.

3) I pasticci non finiscono qua. L’Anac ha rilevato che nella procedura di gara il tema dei rilanci era scritto male, in maniera confusa: da una parte era scritto che si poteva fare, ma dall’altra non si spiegava come. Insomma non si capiva nulla di come si sarebbero dovuti fare questi rilanci e in che maniera dovessero essere valutati. Ed è inspiegabile che nessuno se ne sia accorto e che sia rimasto tutto sotto silenzio.
Le due offerte che sono state presentate erano una di 1 miliardo 800 milioni (MITTAL) e l’altra di 1 miliardo 350 milioni (ACCIAI ITALIA). La seconda anche se più bassa era migliore in termini ambientali e occupazionali, ma si dava un punteggio maggiore all’offerta economica, piuttosto che a quella ambientale e occupazionale. Solo l’offerta economica pesava per la metà del punteggio complessivo e quindi ha vinto la prima. Acciai Italia allora ha rilanciato aumentando l’investimento economico a 1 miliardo 850 milioni, ma in maniera incomprensibile questo rilancio non è stato nemmeno considerato e alla fine la procedura è stata chiusa accettando la prima offerta di Mittal, evitando la presentazione di altre offerte migliorative in termini ambientali e occupazionali. Un comportamento inspiegabile.

Queste criticità sono molto gravi. Questo governo e io in primis non possiamo continuare a fare finta di niente come è stato fatto per troppo tempo.
Chiederò quindi immediatamente:
1) chiarimenti ai commissari dell’Ilva
2) l’avvio di un’indagine interna al ministero
3) Un parere all’avvocatura di Stato

Qui si sta giocando con la salute delle persone. Queste criticità riguardano la salute di tanti cittadini della provincia di Taranto. Se si è fatta una procedura di gara che non ha messo al centro il massimo delle tutele ambientali, delle tutele per la salute, allora politicamente, chi ha fatto ciò ne dovrà rispondere.
Vorrei ricordare che le segnalazioni fatte non vengono solo da questo ministero, ma anche da un governatore che non è certo vicino a questo governo (il governatore della Puglia, Michele Emiliano), da tante associazioni.

Quando guardo questa procedura di gara e guardo la lettera dell’Anac che è arrivata ieri penso a tante persone che in questi anni hanno segnalato queste cose.
Riuscire a decifrare questi atti non è stato semplice, ma ne è valsa la pena. Adesso, per me sul tavolo rimangono sempre le questioni occupazionali e ambientali, e come governo ho detto ad Arcelor Mittal che il loro piano di attuazione ambientale e il loro piano occupazione non è soddisfacente, e devono farci una controproposta che pare arrivi nelle prossime ore. Ma prima della tutela ambientale, prima della tutela occupazione, viene la legalità. E andremo fino in fondo per capire chi non ha sorvegliato su queste criticità e chi si ostina a dire che è tutto in regola.

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PS: Adriano Varrica è il nuovo vicepresidente del gruppo MoVimento 5 Stelle Camera, in sostituzione di Giuseppe Brescia eletto Presidente della Commissione Affari Costituzionali.

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