
PMI, a Strasburgo il MoVimento difende la spina dorsale dell'economia italiana
7 luglio 2018 alle ore 09:26•di Dario Tamburrano
di Dario Tamburrano, EFDD - MoVimento 5 Stelle Europa
Il tentativo di modificare la definizione UE di piccole e medie imprese avrebbe danneggiato una miriade di aziende fondamentali per il nostro Paese. Lo abbiamo sventato. Quando si tornerà a votare la legislazione cercheremo di eliminare ogni residua minaccia.
Era un attacco alle PMI, la miriade di piccole e medie imprese che rappresentano la spina dorsale dell'economia italiana. Mercoledì 4 luglio, al Parlamento Europeo, il M5S ha contribuito in modo decisivo a far sì che questo attacco diventasse molto, molto meno pericoloso. Prossimamente con ogni probabilità si dovrà votare di nuovo sull'argomento e cercheremo di eliminare ogni residua minaccia per il nostro Paese.
La richiesta di cambiare la definizione di PMI. Mettere i pesci piccoli in concorrenza con quelli più grossi
Mercoledì l'assemblea plenaria di Strasburgo era chiamata a votare una risoluzione nata da un'iniziativa del PPE tedesco che sembrava costruita attorno agli interessi nazionali della Germania.
La risoluzione chiedeva alla Commissione Europea di modificare l'attuale definizione di piccole e medie imprese, con lo scopo di includervi soggetti imprenditoriali ben più grandi. In questo modo anch'essi avrebbero avuto accesso più facile ai finanziamenti; avrebbero potuto contare su politiche dedicate (Small Business Act), su procedure amministrative più rapide e meno costose (SME Test) e su agevolazioni nazionali. Praticamente le vere piccole e piccolissime imprese fondamentali per l'economia italiana avrebbero fatto la fine dei pesciolini messi in una vasca insieme a pesci ben più grossi.
La strategia del M5S ha fatto perdere alla richiesta gran parte del suo veleno
Grazie alla strategia che il M5S ha adottato al momento di votare in aula, il testo approvato a Strasburgo ha perso gran parte del suo veleno. E' sparita l'esortazione a definire le piccole medie imprese anche tramite criteri quali l'elevato volume di esportazioni rispetto al numero di dipendenti, la gestione diretta da parte dei proprietari, l'alto coefficiente di fondi propri. E' sparita dal testo finale anche l'esortazione a "affrontare le problematiche specifiche" delle imprese a media capitalizzazione (mid caps).
La strategia che ci ha permesso di ottenere questo risultato si chiama "voto separato" (in aula abbiamo fatto votare separatamente dal testo principale uno dei paragrafi più problematici, ed è stato bocciato) e "split vote". In questo caso abbiamo spezzettato un altro paragrafo inaccettabile in più parti affinché ciascuna di esse fosse votata separatamente: tramite questo escamotage il Parlamento Europeo ha potuto cancellare alcune parole, capovolgendo il senso della frase. Per chi vuole saperne di più vedasi in fondo a questo post gli "ulteriori dettagli".
La mozione approvata a Strasburgo ed i pericoli residui
Nella risoluzione approvata a Strasburgo sono però rimasti alcuni passaggi indigeribili sia per noi sia per le autentiche piccole e medie imprese italiane ed europee: la Commissione Europea è comunque invitata a rivedere la definizione; si auspica attenzione verso le imprese a media capitalizzazione; si accusa non troppo velatamente che le PMI rinuncino a crescere per non perdere le agevolazioni legate al loro status. L'ultima frase costituisce un invito implicito per chiedere di allargare la definizione di piccole e medie imprese. Dunque, nonostante abbiamo sventato la minaccia maggiore, abbiamo ugialmente votato "no" al testo finale e siamo pronti ad essere vigili, e nel caso a dare di nuovo battaglia, quando la Commissione Europea procederà a rivedere la definizione delle PMI.
La attuale definizione UE di "piccole e medie imprese"
Nell'UE, come recita l'introduzione della mozione approvata a Strasburgo, le piccole e medie imprese sono 23 milioni. Rappresentano il 99% delle imprese europee, impiegano due terzi della popolazione attiva in Europa, assicurano 90 milioni di posti di lavoro.
L'attuale definizione UE di "piccole e medie imprese" facilita la vita alla stragrandissima maggioranza di queste aziende. Essa è contenuta in un allegato di una raccomandazione della Commissione Europea che risale al 2003: le piccole e medie imprese son quelle che occupano meno di 250 persone e hanno un fatturato annuo fino a 50 milioni di euro e/o un bilancio annuo fino a 43 milioni di euro. All'interno di questa categoria sono comprese le piccole imprese (meno di 50 occupati; fatturato o bilancio annuale fino ai 10 milioni di euro) e le piccolissime imprese con meno di 10 occupati e fatturato annuale o bilancio annuo fino ai 2 milioni di euro.
Ulteriori dettagli
Paragrafo 12 prima dello split
Invita la Commissione, oltre a dare la priorità alle misure politiche dell'Unione per le PMI, a esaminare il varo di un'iniziativa destinata alle imprese a media capitalizzazione che non sia semplicemente speculare alle misure per le PMI, ma affronti le problematiche specifiche delle mid-cap e che, avvalendosi esclusivamente di nuove risorse finanziarie, riguardi l'accesso alla cooperazione nel campo della ricerca, le strategie di digitalizzazione, lo sviluppo dei mercati d'esportazione nonché la flessibilizzazione delle norme in materia di protezione dei dati, ove opportuno e pienamente giustificato;
Paragrafo 15 approvato dopo lo "split vote"
Invita la Commissione, oltre a dare la priorità alle misure politiche dell'Unione per le PMI, a esaminare il varo di un'iniziativa destinata al finanziamento che riguardi l'accesso alla cooperazione nel campo della ricerca, le strategie di digitalizzazione e lo sviluppo dei mercati d'esportazione;
Paragrafo cancellato dal voto: criteri aggiuntivi nella definizione di PMI
Su richiesta del M5S (e dei Socialisti) di "voto separato" è stato cancellata la seguente parte di testo. Noi a differenza dei Socialisti abbiamo anche chiesto il RCV ovvero la registrazione di come e chi ha votato a favore o meno (vedasi qui a pag 60 e 61)
Invita a la Commissione ad analizzare i vantaggi di criteri aggiuntivi, tra cui quelli di "impresa fortemente esportatrice" (volume di esportazioni elevato rispetto al numero di dipendenti), "gestita in larga misura direttamente dalla proprietà" e "ad alto coefficiente di fondi propri", di cui tener conto nel classificare le imprese salvaguardando nel contempo la chiarezza e la coerenza delle norme, e a trarre da tale analisi le debite conseguenze;
Commenti (11)
Nicola Ciulli
7 luglio 2018 alle ore 10:26Se continuate con coerenza anche il mio sostegno sarà coerente ed incondizionato. Sarebbe interessante una ipotesi di tetto alla ricchezza, parliamone.
Gianantonio Marino
7 luglio 2018 alle ore 10:37Ma che ca zzo ci stiamo a fare in un'europa del genere,meglio starne fuori
Tiziano Meneghello
7 luglio 2018 alle ore 11:00Ottimo. Però attenzione perché in Italia ci sono la stragrande maggioranza Delle micro con meno di 10 occupati e fatturare anche sotto il milione ma che producono la qualità del prodotto italiano.
Finalmente qualcuno che agisce a livello europeo. Forza M5S.
Renzo Marrucci
7 luglio 2018 alle ore 11:11SE DOBBIAMO CONTINUAMENTE DIFENDERCI DA QUESTE DELIBERAZIONI A FAVORE DELLE ECONOMIE PIù GRANDI MI DOVETE SPIEGARE PER QUALI MOTIVI CONTINUIAMO ASTARE IN QUESTA EUROPA DI PESCI CARNIVORI...QUESTA NON è UNA EUROPA SOCIALE è SOLO UNA EUROPA GEOGRAFICA E NON HA NESSUN INTERESSE A DIVENTARE SOCIAL E UMANA. STIAMO PERDENDO TEMPO!!!
Renzo Marrucci
7 luglio 2018 alle ore 11:16SI DEVE TENERE CONTO DELLE RISPETTIVE ECONOMIE NAZIONALI E TERRITORIALI NON SI PUò UNIFORMARSI A QUELLE PIù EVOLUTE O PIù VORACI. IN QUESTO MODO SIAMO UTILI A QUESTE ECONOMIE E MESSI SULLA DIFESA CONTINUA QUALE è IL PREGIO DI APPARTENERE AD UNA EUROPA DI QUESTA RAZIO ? FINIAMO PER DIVENTARE SERVI IN CASA NOSTRA PER FARE ATTONERE QUALCHE PRIVILEGIO A QUEI POCHI GRUPPI ECONOMICI NAZIONALI
CHE ABBIAMO ??? SIAMO CIOè CARNE DA SACRIFICO ??? PENSATECI GENTE COSì NON VA BENE.
stefano viola
7 luglio 2018 alle ore 11:56GRAZIE A VOI TUTTI CI STATE RENDENDO ORGOGLIOSI DI ESSERE ITALIANI, RESTITUENDOCI LA DIGNITA'.
STEFANO UN CITTADINO
David Catalano
7 luglio 2018 alle ore 12:10Finalmente è arrivata l'estate che aspettavamo, da tanti anni, in Sicilia ci dovete lavorare abbastanza, perché la corruzione politica è massiccia, sviluppare modelli produttivi contro le corruzioni politiche/mafiose/sociali, siete voi il futuro politico onesto e produttivo al favore del cittadino italiano di cui l'Italia è oggi il tempo di svolta alla fine delle lezioni private economiche contro il sistema creato da falsi politici e i loro meccanismi che nel vostro sviluppo onesto efficiente porterà alla loro resa dei conti.
andrea a44
7 luglio 2018 alle ore 14:42per adesso in sicilia hanno vinto quelli che gli sta bene cosi' un domani chissa'.
Dar T.
7 luglio 2018 alle ore 17:41Ragazzi cari se non ci foste voi in euro parlamento a guardarci le spalle noi saremmo già stati fritti e mangiati!
In una Europa fatta di Paesi egoisti e lobbies di squali mangiatutto a noi restava solo di fare la fine del topo. Grazie di esserci!
franco bazzani ()
9 luglio 2018 alle ore 12:54SONO 30 ANNI CHE IN VARIO MODO LA SINISTRA HA COMBATTUTO LE _PMI_HA MESSO SALE SUL TERRENO FERTILE DELL'IMPEGNO E DELLA CREATIVITà.ora ci si accorge che senza-pmi-si muore sia economicamente che sul piano della qualità di vivere!!!!!!!
friso r.
9 luglio 2018 alle ore 23:43IL PULPITO HA PARLATO
Draghi: "Dall'Italia aspettiamo fatti, per ora solo parole"
Immagino che Draghi si riferisca ai fatti non corrisposti con quelli che servivano all'Italia in causa ai precedenti Governi; ma quelli, caro Draghi erano fatti funesti procurati dalle politiche dei tuoi banchieri in cricca con i politici corrotti. Dopo di che, il sig. Draghi aspetti pure serenamente fatti diversi, ma se non si distoglie dal torpore non può accorgersi che in pochi mesi i fatti siano già all'opera. Del resto quello che Draghi ha saputo fare in termini di politiche di finanza con gli organismi da lui controllati, in intesa con la vecchia nomenclatura politica, è sotto gli occhi di tutti, e lo hanno toccato con mano e sulla loro pelle i risparmiatori italiani e tutti quegli imprenditori che per forze di cose devono lavorare suo malgrado ogni giorno con questo sistema bancario.
Credo che se il navigato di Draghi avesse il comprendonio collegato, dovrebbe solo tacere per fare un minimo di dignitosa figura, e riflettere piuttosto sul suo operato (vedi il suo vergognoso bail-in), e non tanto riservarsi su chi ha preso in mano un Paese devastato da inetti, ladri e impostori. 17 milioni di Italiani non dimenticano e si ricordano benissimo di chi c'era nella saletta dei comandi dentro e fuori dal nostro paese quando facevano saltare le nostre banche per truffare i risparmi: altro che fare il prezioso e le paternali agli altri: questo signore ha stancato un continente intero con la sua politica dell'accomodato d'uso agli amici e agli amici degli amici politici: tutto in piena sua regola con i soldi degli italiani e del nostro Stato.
