
Non vogliamo giornalisti amici, ma giornalisti liberi
6 luglio 2018 alle ore 10:14•di MoVimento 5 Stelle
Di seguito la risposta di Vito Crimi al direttore Calabresi pubblicata oggi su Repubblica
Garantire il pluralismo dell'informazione e la libertà di espressione, non solo nei media tradizionali ma anche e sopratutto in rete, sono e saranno nostro obiettivo primario, ma questo non significa necessariamente inondare il mercato di soldi pubblici come é stato fatto finora.
Come si può vedere dalla tabella allegata solo di contributi indiretti negli ultimi sedici anni sono stati erogati quasi 3 miliardi e altrettanto di contributi diretti.
Gentile Direttore,
La ringrazio per le sollecitazioni da lei esposte che mi permettono di chiarire ulteriormente alcune questioni.
Innanzitutto lei stesso fa notare che il Movimento 5 Stelle fa dell'abolizione del finanziamento pubblico ai giornali un suo cavallo di battaglia. E lo fa da oltre 10 anni. Cosa si aspettava, Direttore, ora che siamo al governo? Che cambiassimo improvvisamente idea, come le banderuole alle quali la politica dei partiti degli ultimi decenni ci ha abituati? La nostra, Direttore, si chiama coerenza. E voglio sperare che non sia stata proprio la nostra coerenza a scandalizzarla.
Se è vero che il finanziamento pubblico diretto all'editoria si è ridotto all'osso, è altrettanto vero che nel tempo ha avuto modo di trasformarsi ed assumere varie forme indirette: iva agevolata, tariffe postali agevolate, credito d'imposta, sostegni ai prepensionamenti e alle ristrutturazioni aziendali, energia elettrica, carta, spese telefoniche e molto altro. Tutte forme di agevolazione di cui anche il suo giornale, direttore, ha fruito e fruisce ancora oggi. Incentivi che tuttavia non sostengono il sistema industriale dell'editoria, ma vanno a finire nelle attività private degli editori. Anziché rilanciare l'editoria sono serviti in taluni casi a risanare i bilanci e in altri hanno contribuito a dividendi milionari.
Dal 2001 sono stati stanziati finanziamenti indiretti all'editoria (di cui hanno fruito tutti i giornali) per un ammontare di oltre 3 miliardi di euro, senza contare l'iva agevolata al 4%.
Nei commenti e nelle interviste che ho rilasciato finora, ho sempre parlato di "efficacia" del finanziamento pubblico all'editoria. È indubbio che in questi anni ci sia stato un finanziamento diretto a pioggia, una pratica che non ha fatto bene. Per un periodo c'è stato il diritto soggettivo ad accedere ai finanziamenti: non c'era un tetto massimo e gli editori lavoravano in funzione del numero di copie e della tiratura, non dell'informazione da corrispondere ai lettori. Una chiara aberrazione nel sistema, che ha contribuito a "dopare" l'industria dell'editoria.
È vero: oggi il finanziamento diretto ai giornali è stato ridotto al minimo. Ma esiste ancora, ed esiste non solo per quegli innumerevoli periodici che rappresentano le loro comunità locali e che senza un sostegno pubblico vedrebbero le loro voci spegnersi, ma esiste anche per quei due/tre diretti concorrenti del suo giornale che drenano il 15% - 20% delle risorse complessive assegnate. Ecco, da lei mi sarei aspettato piuttosto un apprezzamento nei confronti di chi (come noi e tanti altri) sostiene il diritto del suo giornale di poter svolgere la propria attività alla pari dei suoi diretti concorrenti.
Sostenere il pluralismo dell'informazione non significa sostenere gli editori. Significa sostenere la libera circolazione e il libero accesso a contenuti, verità, fatti. Significa sostenere quel diritto, costituzionalmente garantito, di informare ed essere informati. Purtroppo, ed è innegabile, per decenni questo diritto è stato interpretato esclusivamente come sostegno per risanare i bilanci e curare i tornaconti di chi produce informazione con l'obiettivo del profitto ad ogni costo, e non come sostegno all'intero sistema che dovrebbe garantire ai cittadini il diritto ad una corretta, imparziale, libera informazione.
Caro direttore, non è certo responsabilità di questo governo o della mia persona, se l'informazione tradizionale su carta sta a poco a poco morendo per lasciare il posto ad un'informazione diretta, istantanea e in grado di diffondersi in rete o tramite strumenti tecnologici innovativi e senza filtri (indipendentemente dalle conseguenze positive o negative che ciò può determinare). Siamo dinnanzi ad un mutamento epocale, inesorabile e velocissimo, un fenomeno che accade e accadrà a prescindere dalla resistenza che qualcuno potrà opporgli. Un fenomeno dal quale non possiamo farci travolgere, ma che dobbiamo anzi governare: è in questo senso che vanno interpretate le mie parole, le idee e le proposte delle quali ci siamo fatti portavoce. Se il governo deve garantire il diritto all'informazione, la libertà ad informare ed informarsi, deve farlo accompagnando e sostenendo queste nuove tecnologie, e non mantenendo in vita un sistema di comunicazione obsoleto che è destinato a scomparire.
Quanto all'obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di pubblicare gli avvisi di gara sui giornali, si tratta di una norma obsoleta e anacronistica. Un obbligo assurdo, se pensiamo che gli avvisi di gara sono già pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale Europea ed Italiana, e se guardiamo agli strumenti tecnologici disponibili oggi per imprese e professionisti, al tempo di internet, dei social network, dei servizi di messaggistica istantanea e di tantissimo altro. Eppure gli stessi editori hanno fatto di tutto perché l'obbligo di pubblicazione non venisse abolito quando si è tentato di sopprimerlo. E si tratta, va detto, di un finanziamento indiretto di cui usufruisce anche Repubblica.
E ancora, le sembra corretto che una Pubblica Amministrazione addebiti all'aggiudicatario di un bando di gara, impresa o professionista che sia, la spesa per la pubblicazione, che l'impresa non è in grado di conoscere prima di partecipare al bando? E che l'impresa ancor prima di vedere l'ombra di un quattrino debba già rimborsare quella spesa?
Quando parlo di trasparenza in materia di inserzioni pubblicitarie, intendo la necessità di rendere facilmente accessibili (e senza un intenso lavoro di ricerca) i dati relativi agli investimenti che gli inserzionisti destinano ai giornali. In passato abbiamo assistito, nostro malgrado, a intimidazioni da parte di alcune grandi aziende che hanno ridotto fino ad annullare le proprie inserzioni su una specifica testata giornalistica perché questa non parlava bene della stessa azienda. Questo non fa bene al giornalismo. Anche questa è intimidazione, forse perfino di tipo "mafioso", ed avviene ogni giorno, con maggiore frequenza rispetto alle intimidazioni provenienti dalla criminalità organizzata.
Qui non né mai stata in discussione la libertà d'informazione. Il Movimento 5 Stelle la ritiene da sempre un diritto e un valore sacrosanto. Ancora prima che parole scritte in Costituzione, dovrebbe essere un sentimento comune, presente e vivo in ognuno di noi. Il Movimento al quale appartengo non dovrà avere alcun potere sui giornali e sui giornalisti, così come non deve averne il governo di cui fa parte o i governi che verranno. Liberare l'informazione dal finanziamento pubblico, significa liberare l'informazione dal potere esecutivo temporaneo. Se vogliamo davvero che oggi l'informazione sia libera, allora dovremo lavorare per garantire il libero accesso ai nuovi strumenti che oggi consentono di fare informazione.
Concludo ribadendo quanto ho detto nei giorni scorsi, che non si è ricordato di citare nel suo editoriale: "Non vogliamo giornalisti amici, ma giornalisti liberi".
Commenti (55)
massimo piacere
6 luglio 2018 alle ore 10:43Tagliate tutto e tagliate in fretta..e' ora di finirla con i distinguo e con i faremo..fatelo e basta..e poi non capisco perche' non tagliate le riduzioni tariffarie telefoniche, non alzate l'iva agevolata che e' al 4 %, tutte misure surreali che in altre aziende non vengono concesse. State regalando milioni , altro che tagli
Luigi Onorato
6 luglio 2018 alle ore 10:57Molto modestamente, penso che lei non abbia capito un tubo di quello che ha voluto ricordare Crimi ai giornalai.Dorma sogni tranquilli, comprando ancora carta da WC.
massimo piacere
6 luglio 2018 alle ore 11:38Caro signore io capisco benissimo, forse e' lei che non legge i report del dipartimento editoria, i 5stelle devono tagliare senza distinguo i fondi, ma per ora solo annunci, e inoltre i finanziamenti del 2017 sono stati erogati in data 12 giugno per il 42% , e le richieste per le agevolazioni telefoniche a tv e radio sono ancora in essere e in scadenza al 30 settembre. Io ho votato 5stelle per vedere demolire i privilegi come questi che in altre aziende non sono concessi.Se non lo fanno, non li voto piu'.Informarsi dei reali processi in essere, e non limitarsi agli annunci del blog, e' un dovere anche suo http://informazioneeditoria.gov.it/it/notizie/anticipo-dei-contributi-alle-imprese-editrici-di-quotidiani-e-periodici/
Salvatore Cannatà (salvo niketeras)
6 luglio 2018 alle ore 10:53UN PAESE DEMOCRATICO E CIVILE COME L'ITALIA HA BISOGNO E CHIESE GIORNA LISTI PROFESSIONISTI LIBERI , NON PREZZOLATI !
SE COSÌ NON È PERCHÉ FINANZIARLI ?
A ME SEMBRA CHE CI TROVIAMO IN UN PAESE , "DAL VOLTO BUONO" MA CON PROFILO DA REGIME , QUELLO DELLE GRANDI FINANZE , DELL'EDITORIA ADUL CORATA, DELLA CORRUZZIONE, DEL MALAFFARE, DELLA INSULSA PARTITOCRAZIA ASSERVITA AD INTERESSI DI PARTE , NON CERTO DEL PAESE.
ELIMIMIAMO DAVVERO I PRIVILEGI, LE CASTE, I VITALIZI, LA CORRUZONE , I FINANZIAMENTI AI PARTITI E ALLA CARTA STAMPATA .
L'ITALIA, GLI ITALIANI, I CITTADINI TUTTI NON CE LA FANNO PIÙ !
DIAMOCI DA FARE . OCCORRE PURE INIZIARE IL PROCESSO DI CAMBIAMENTO.
Vittorio Maurino TOSI
6 luglio 2018 alle ore 11:37Ben risposto. Mai come negli ultimi anni sono stati richiesti ai normali cittadini sacrifici e/o rinunce; ogni euro che può essere risparmiato, in qualsiasi settore, deve essere risparmiato. Tanto più dove crea privilegi occulti.
osvaldo chiarelli
6 luglio 2018 alle ore 11:44Bravo CRIMI!
LIBERA STAMPA IN LIBERO STATO
I GIORNALI SI DEVONO MANTENERE IN BASE ALLE COPIE VENDUTE E QUINDI ALL'APPREZZAMENTO DEGLI ELLETTORI E NON AI CONTRIBUTI PUBBLICI
W IL M5S
Osvaldo Chiarelli
M5S Firenze
rolando c.
6 luglio 2018 alle ore 11:48Cambiamento dell'impostazione giornalistica, sarà dura ma col tempo...
Tommaso Giannitrapani
6 luglio 2018 alle ore 12:07quanti sono i finanziamenti diretti ai giornali?
Roberto .
6 luglio 2018 alle ore 12:38I soldi, i scribacchini della casta politica e...Calabresi, con la sua repubblichina delle...banans che è diventata il c..azzettino ufficiale dei pidioti, invece di prenderli dalle tasche degli italiani, li andassero a prendere dalle tasche dei loro sponsor anche se sappiamo che è difficile rubare in casa dei...ladroni!
Roberto .
6 luglio 2018 alle ore 13:07Se è "democratico" che l'editoria è libera di esprimere le proprie opinioni è "dittatoriale" che prenda soldi pubblici da chi non condivide quelle opinioni e quindi cominciamo a restituire agli italiani i soldi dati in modo "dittatoriale" all'editoria, lasciando liberi gli italiani di dare contributi all'editoria, come avviene per qualsiasi altra donanzione volontaria.
Manuela Albizzati
6 luglio 2018 alle ore 13:18Quello che ho letto è encomiabile, complimenti, avanti così
giorgio peruffo
6 luglio 2018 alle ore 13:20E' un problema, avere giornalisti liberi, intendo.
Non è un problema solo italiano, riguarda, con la stessa intensità, sia l'Europa che gli USA.
Sembra che l'attuale Informazione "mainstream" sia focalizzata a raccontare, a quelli che ancora ci credono, le panzane più assude (=fake news) e più sono assurde e megagalattiche e meglio è.
Grazie Crimi per non sprecare denaro pubblico con i divulgatori di panzane.
mzee.carlo
6 luglio 2018 alle ore 13:26non preoccupiamoci dei giornali come la repubblica, bisogna andare avanti procedendo all'eliminazione di tutti i finanziamenti diretti ed indiretti.
Paolo Graziosi
6 luglio 2018 alle ore 13:38L'italia è il paese delle corporazioni per le quali il libero mercato vale per gli altri non per loro. Le corporazioni vogliono privilegi e agevolazioni....
Giuseppe R.
6 luglio 2018 alle ore 14:51Bravo, bella risposta
Giuseppe Totaro
6 luglio 2018 alle ore 15:07Analisi impeccabile, dieci e lode. Subito il provvedimento.
marco bollin
6 luglio 2018 alle ore 15:10Ottima risposta Crimi! Avanti così
Flavio Guglielmetto-Mugion
6 luglio 2018 alle ore 15:23BYOBLU DOCET.
vando f.
6 luglio 2018 alle ore 15:34crimi certo lei fa dei ragionamenti complessi e interessanti. Solo una domanda qaunto guadagnava e che mansioni ricopriva come dipemdente pubblico.
Certo aveva poco tempo da dedicare al blog ma comunque con la sua eloquenza è statio eletto complimenti
lucy
6 luglio 2018 alle ore 15:46si è stata la vostra coerenza a scandalizzare l'editoria. Non si è mai visto prima d'ora un governo che mantenesse le promesse elettorali. e proprio dopo aver mantenuto le promesse elettorali che sarete nuovamente rieletti. perché se qual' cosa non si sia fatta in tempo ad eseguire così avrete altri 5 anni. SI.SI. SI. SI. SI. SI. SIIIIIII. NON VEDEVO L'ORA. dottor Crimi vi seguo da tempo e aspettavo questo momento co ansia.i giornalisti Vadano a ZAPPARE LA TERRA visto che non sanno fare il loro mestiere ma solo i servitori del potere. i giornalisti non devono avere colore politico ma devono essere precisi recensori al servizio del popolo sovrano.
Roberto Maccione
6 luglio 2018 alle ore 15:57Mi sembra un eccesso di Democrazia dover spiegare ad un direttore di giornale le iniziatiVE che il GOVERNO vuol intraprendere a sanare delle anomalie nell'editoria. Ancor se quest'ultima adopera atteggiamenti prevaricatrici.
Paolo Andreozzi
6 luglio 2018 alle ore 16:12I giornali strumento obsoleto di comunicazione?!
Roberto R.
6 luglio 2018 alle ore 16:26In formato cartaceo sicuramente sì, come dimostra, ormai da qualche anno, l'andamento delle vendite di tutti i principali quotidiani.
giova31
6 luglio 2018 alle ore 16:47A Mario Calabresi tutta la nostra solidarietà per la disgrazia del padre quando aveva due anni!
Siamo felici della sua carriera professionale che l'ha portato a diventare direttore di Repubblica che è stato e continua ad essere filo-PD/dc ed ANTI-M5* ed ANTI-GOVERNO DI CAMBIAMENTO!
I finanziamenti all'editoria, come tanti altri elargiti dai partiti ai loro amici e parassiti, NON devono essere, come i vitalizi e pensioni d'oro, DIRITTI ACQUISITI che non sono esistiti solamente per i lavoratori COLPITI DALLA LEGGE FORNERO e JOB ACT!
Perchè le caste, come l'editoria ecc.., devono avere privilegi che altri non hanno?
Il senatore VITO CRIMI ha detto quello che lei NON ha MENZIONATO volutamente? nel suo articolo su Repubblica di oggi:
"NON VOGLIAMO GIORNALISTI AMICI, MA GIORNALISTI LIBERI"!!!!!!!!!!!!!!!!
Se lei pensa e crede di essere "libero", le parole di Crimi NON erano dirette a lei e gli altri LIBERI come LEI!
Saluti da tutti i liberi ed onesti d'italia!!!
scipione SCAPATI
6 luglio 2018 alle ore 16:50Bravo Vito, ottima risposta. W il M5S.
Giovanni M.
6 luglio 2018 alle ore 17:11Una sola parola: G R A N D E!!!!!!
Laura Bottaro
6 luglio 2018 alle ore 17:56...e dalla politica e da tutte le varie lobby
Liberta' di pensiero e d'espressione. No a bavagli che impediscano la libera circolazione delle notizie e delle verita'.
Liberta'per tutti quei giornalisti vittime di una ingiustizia politico/sociale che lede la dignita'ed ogni principio di diritto Umano. Near...around the world.
Attraverso internet siamo interconnessi e ogni cosa puo'essere alla luce del sole. Internet nasce per essere libero.
L'indifferenza per cio'che accade attorno a noi ci conduce in un sentiero buio che sarebbe meglio non attraversare.
Giuseppe Flavio
7 luglio 2018 alle ore 17:26Beh, quanto a bufale anche in rete se ne trovano eccome!!!
Non sarei così ottimista.
La gran parte dei giornalettisti della carta, vive sull'abitudine che ha la gran massa dei lettori: sapere cosa si dice delle partite, o dell'incidente stradale , o chi è morto ieri.
Piuttosto vorrei sapere se le agenzie tipo ANSA, Reuters, e simili ricevono fonti pubblici o no.
Se sì, vanno senz'altro aboliti, perché esse danno le stesse notizie e gli stessi commenti ed interpretazioni, quasi sempre servi del potere.
undefined
6 luglio 2018 alle ore 18:13C'è poco da dire:
Avanti tutta, ragazzi!!!
silvana .
6 luglio 2018 alle ore 18:32pia pesa incarta e porta a casa direttore calabresi
Santo Mazzotti
6 luglio 2018 alle ore 18:43Purtroppo non sono riuscito a trovare l'articolo del direttore Calabresi, a cui si riferisce questa risposta del portavoce Vito Crimi, per capire compiutamente il "minipost".
Comunque, se da un parte sono giuste le agevolazioni fiscali alla stampa libera, dall'altra non è giusto continuare a finanziare i padroni dei giornali.
Dar T.
6 luglio 2018 alle ore 19:01Mi sorprende molto che un vice ministro con delega all'editoria scriva a un direttore di giornale (e che giornale...) quasi giustificandosi per divergenze d'opinione. SONO ANNI che il M5s afferma di voler ABOLIRE il finanziamento pubblico ai ricchi padroni di giornali (in questo caso De Benedetti tessera n.1 del PD!) e lei parla ancora di finanziamento ridotto più numerose agevolazioni?
Scusi ma non si può più tergiversare! Questo è il tempo di fare i fatti! La pregherei di presentare una legge al riguardo in Parlamento.
IL F. P. VA ABOLITO AL PIÙ PRESTO!!!
COME È STATO GIÀ MOLTE VOLTE IN PASSATO PROMESSO!!!
francesca Marcellino
6 luglio 2018 alle ore 19:29ABBASSATE L'IVA AI DISABILI AL 4% COME ERA PRIMA LORO HANNO PENSIONI BASSISSIMI
gianpiero m.
6 luglio 2018 alle ore 19:39Ottima risposta.
Anche qui abbiamo un bel gruzzolo di soldi da aggiungere agli altri risparmi, per finanziare i vari punti del Programma di Governo.
Questo in faccia a coloro che dicevano che non ci sono le coperture.
G.Mazz.
massimo m.
6 luglio 2018 alle ore 21:21Splendido Vito.
Dall'Olio Ermes
6 luglio 2018 alle ore 22:01Sono cose già viste in passato,i Tram a cavalli erano sostituiti da quelli elettrici e la "vecchia guardia" non voleva rendersene conto. Il mondo va avanti e non hanno ancora capito che l'abitudine di acquistare 1 euro e 50 di giornale al giorno non funziona più, e poi dopo acquistato cosa leggiamo? Il 90% viaggiano a reti-unificate e i commenti politici non si attengono alla realtà ma li scrivono OPINIONISTI di Partito (a pagamento). Sig.Crimi li vuole accontentare veramente i Giornali con un finanziamento? Ecco un sistema Marxista-leninista che funziona; Si chiede alle Edicole o altri punti vendita quante copie vendono al giorno e di quali giornali, si depennano poi le copie gratis, quelle che vanno al macero e quelle nei cassonetti dell'immondizia, poi il Governo potrà procedere a dare un aiuto in "strettissima relazione" alle copie vendute. Facciamoli contenti dai!!
francesco bruschi
6 luglio 2018 alle ore 22:02ottimo questi sono privilegi che non hanno più motivo di esistere , bisogna spostare queste risorse sulle categorie disagiate tipo disabili ecc. .
Freeman
7 luglio 2018 alle ore 00:37Repubblica è praticamente il giornale del pd, ovviamente non è libero. Purtroppo i giornalisti liberi sono pochi, ma per fortuna esiste Internet...
lorenzo r.
7 luglio 2018 alle ore 01:35SONO ANNI CHE DICO QUANTO HA COMUNICATO, CON CHIAREZZA E COMPETENZA, CRIMI. LE SUE PAROLE SONO INEQUIVOCABILI , COMPRENSIBILI ED ASSOLUTAMENTE CONDIVISIBILI. GRAZIE E BUON LAVORO.
Marcello
7 luglio 2018 alle ore 01:42ABOLIRE L'ORDINE DEI GIORNALISTI O RENDERLO ACCESSIBILE A TUTTI. CONFLIGGE CON L'ART. 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.
Freeman
7 luglio 2018 alle ore 08:44Si può abolire eccome, basta una legge. L'art. 21 non parla affatto di ordine dei giornalisti, che è tutto italiota.
friso r.
7 luglio 2018 alle ore 02:31ULTIMISSIME, ULTIMISSIME
"Renzi trasloca nella tv di Berlusconi: "Uno speciale su Firenze contro le barbarie della politica"
Con la comparsa di Renzi in un programma televisivo dagli studi del magnate pregiudicato, è evidente l'impiego di Propaganda Due (P2) in un preliminare pubblico che consenta poi di motivare l'unione delle due logge (quella di Silvio e di babbo Renzi) per presentarsi assieme ad una terza, la loggia di Verdini, dando così vita ad un soggetto politico, che chiameranno coalizione di centro, e affrontare le prossime elezioni in veste di avversari di M5S e LEGA. In realtà si tratterà di una coalizione di massoni di estrema indefinita che coagulerà attorno a se realtà minori in cerca di casa sulla tipologia del partito della Bonino, della Lorenzin ecc.. ecc...
IL VENDITORE TELEVISIVO DI PENTOLE, DETTO IL BOMBA, ALLA RIBALTA DOPO IL RIBALTONE.
Dorel N.
7 luglio 2018 alle ore 03:37Salve Sig. & Sig.ra
Faccio prestiti a privati che vanno da 2000 à 10.000.000, concedo investimenti tra privati ed ogni tipo di prestito. Inoltre, faccio prestiti a corto, medio e lungo termine. Le mie transazioni sono assicurate da una banca che fornisce una sicurezza di quest'ultime, tutto ciò con un tasso d'interessi del 2%.Se siete interessati, contattatemi, per tutte le vostre richieste e proposte riguardo il tasso d'interesse ed i pagamenti secondo le vostre capacità.
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Raffaele Strazzera
7 luglio 2018 alle ore 09:33L' informazione non deve essere monopolio di nessuno. È una delle colonne portanti di una vera democrazia.
giovanni .
7 luglio 2018 alle ore 09:38LA REPUBBLICA
sappiamo tutti che questo giornale è politico ed è filo PD. Come può essere libero un giornale se è grossolanamente tifoso di un partito politico? Calabresi non faccia il furbo, se vuole vendere copie la smetta di parlare di alberi che cadono e di buche e faccia un'informazione seria.
Giorgio P. (stellato)
7 luglio 2018 alle ore 11:06Togliere subito il finanziamento pubblico ai giornali e il canone rai, che entrambi sono al guinzaglio e pilotati dalla vecchia casta politica.
primo m.
7 luglio 2018 alle ore 16:46La risposta di Crimi ai giornalisti prezzolati è eccellente,avanti senza tante polemiche,con chiusure di contributi all'editoria di parte,e finanziando le nuove forme di comunicazione.Mettere mano al più presto anche in RAI.A riveder le stelle.
Giuseppe Flavio
7 luglio 2018 alle ore 17:11Un'altra cosa da tener presente e che mi fa sussultare ogni volte che le vedo è a sponsorizzazioni varie che istituzioni pubbliche sosengono dovinque in periferia.
Mi spiego meglio:
Le IPAB gestiscono vari enti assistenziali e sono quasi sempre a corto di risorse per cui: l'aumento del personale OPERATIVO
Giuseppe Flavio
7 luglio 2018 alle ore 17:56Mi è saltata la rete e non ho potuto terminare...
Giuseppe Flavio
7 luglio 2018 alle ore 17:52Due altri argomenti che mi fanno pensare.
a) In una città - p.es. di 100-120mila abitanti - dove qualche anno fa c'era un'azienda municipalizzata unica che gestiva trasporti, luce, acqua, gas,ed altro, ovviamente con bilanci sempre al lumicino, da qualche tempo hanno smembrato tutto e sono ragioni sociali separate.Ovviamente con aumento vertiginoso del numero delle cariche/funzioni apicali.
È cosa ragionevole?
b)Generalmente le Aziende pubbliche partecipate spesso - se non sempre -non mancano di farsi pubblicità: annunci sulla carta stampata; sponsorizzano manifestazioni varie, talune anche di notevole impegno economico.
Secondo voi, con le buche nelle strade,i cumuli di rifiuti, i parchi pubblici degradati e ridotti a pisciatoi per i giovanotti di colore, non sarebbe meglio impiegare tali risorse nele funzioni proprie delle partecipate stesse?
Per non dire delle sponsorizzazioni ai Corpi e Associazioni delle FF.AA.???
Mauro Gheller
7 luglio 2018 alle ore 18:48Basta finanziamenti ....adesso devono tutti campare da soli....troppo comodo incassare per raccontare balle e cazzate...altrimenti apro un giornale anchio e mi faccio un buon stipendio....e cosi che funzioma e non credo al contrario....vergogna
giova31
7 luglio 2018 alle ore 19:34L'imbecille "scemo giannini del sud", al secolo il giornalaio Enzino MAGISTA' di "TELENORBA tvSHIT", prestituto e servo dei poteri mafiomassonici del sistema corrotto del PD/dc dei PITTELLA e dei decaro, sul giornalino "fax" ha offeso e vilipeso NUOVAMENTE BEPPEGRILLO per il suo commento sulla BUFALITE DELLA XYLELLA!
L'imbecille magistà capisce, interpreta e critica come e ciò che PIACE E CONVIENE A LUI!
Dell'indecente SCANDALO "PITTELLA" non ne fa parola nè sul giornalino fax tantomeno nel suo stupido editoriale mattutino sul TGnorbashit!
Addirittura resta sgomento chiedendosi "in che mani è finito" riferendosi al governo M5*-Lega!
NON se l'era mai chiesto quando governavano i suoi padroni PD/dc-FI che hanno distrutto l'italia, gli italiani ed ANCHE LA PUGLIA anche con il suo vile collaborazionismo alla DUDU' di berlusconi!
COSA DOBBIAMO CHIEDERCI NOI BARESI, PUGLIESI ED ITALIANI?
NELLE "MANI DI QUALI GIORNALAI E PENNIVENDOLI QUAQUARAQUA", come magistà, giannini e tutta la marda e putrida gentaglia mediatica è finita la disonorata e vergognosA INFORMAZIONE ITALIANA?
Se all'imbecille magistà è rimasta un pò di dignità, spero che domani faccia il suo commento sullo SCANDALO PITTELLA, tutto il suo PD/dc e vermi collegati lucani, pugliesi ed nazionali. VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!
Forse dirà che la colpa delle PORCATE del PD/dc PITTELLA e soci è da addossare a BEPPEGRILLO, alla sindaca RAGGI, al M5* ed a TUTTI gli UNDICI MILIONI DI ITALIANI del M5* e non ai vili e puzzolenti elettori, simpatizzanti e servi mediatici, come lui ed altri che continuano a votare i partiti dei mafiosi e massoni PD/dc-FI e vermi associati!
A magistà, fatti un'esame di coscienza e CHIEDI PERDONO agli ONESTI SALVATORI DELL'ITALIA:
BEPPEGRILLO, IL MOVIMENTO 5***** e UNDICI MILIONI di PENTASTELLATI!!!!!!!!!
Raimondo M.
8 luglio 2018 alle ore 09:39Ancora Bravo. Risposta sensata e incontrovertibile. Ancora più bravo appena quella legge sarà cancellata.
raffaele
9 luglio 2018 alle ore 13:41Bravo. Son contento di aver votato M5S. adesso veloci. Prima si fà, meglio è per tutti.
Alberto Ventura
10 luglio 2018 alle ore 20:49....abolire tutte le lobby. Rendere le professioni libere. Avanti tutta.
