No agli sciacalli della Sanità Pubblica

di Alfonso Bonafede, Ministro della Giustizia

Ruberie e raggiri in un’azienda sanitaria su quattro. Danni per circa 6,4 miliardi di euro. Quella nella sanità è una delle forme più spregevoli della corruzione, perché lucra sulla salute dei cittadini. Si bara sulle spese per beni e servizi, sulla realizzazione delle opere e sulle assunzioni clientelari. Si gonfiano le fatture per mense, lavanderie, riscaldamento e beni in genere. Si acquistano senza gara dispositivi medici che non servono, come ha sottolineato anche il Tribunale dei diritti del Malato. E seppure tante strutture pubbliche hanno provato ad arginare il fenomeno – adottando codici di comportamento aggiuntivi a quelli per i dipendenti pubblici, con regolamentazioni più stringenti e trasparenti delle procedure e l’introduzione del whistleblowing – i piani anticorruzione sono spesso rimasti più degli adempimenti formali che sostanziali. Del resto, i 110 miliardi circa di spesa pubblica sulla sanità fanno gola a molti.

Esiste una definizione in natura per queste persone: sciacalli. La legge anti-corruzione del MoVimento 5 Stelle conterrà tutti gli strumenti per combattere questo fenomeno. Perché la corruzione è grave di per sé, toglie risorse ai servizi per i cittadini e comprime copiosamente gli investimenti, ma se questa avviene sulle spalle della nostra salute, impedendo magari a qualche cittadino di guarire e vivere bene, allora è ancora più grave e odiosa. Del resto il Governo si è già impegnato a sganciare le nomine in sanità dalla politica: un modo per prevenire in nuce la corruzione. E se questa deve stare lontana dai luoghi pubblici, a maggior ragione non deve esistere laddove il cittadino si rivolge allo Stato per bisogno, chiedendo semplicemente di guarire.


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