
La lotta all'azzardopatia non si ferma con i ricorsi
15 luglio 2018 alle ore 11:00•di Virginia Raggi
di Virginia Raggi, sindaco di Roma
La nostra lotta all'azzardopatia va avanti e faremo il possibile per arginare una piaga sociale che sta impoverendo tanti cittadini, mettendo a rischio la loro salute.
Un'associazione che rappresenta gli operatori del gioco ha fatto ricorso al Tar contro la mia ordinanza che limita le fasce orarie di funzionamento delle slot e delle altre apparecchiature da gioco negli esercizi commerciali o nelle sale dedicate. Il Tribunale per il momento ha respinto la richiesta di sospensiva dell'ordinanza. È una prima vittoria ma attendiamo rispettosamente che i giudici si esprimano nel merito.
Quel che conta è ribadire che non ci fermeranno i ricorsi o l'opposizione di chi afferma che a Roma non ci sia un fenomeno rilevante di dipendenza patologica dal gioco d'azzardo. Noi continueremo a tutelare la salute e la qualità della vita dei cittadini e delle loro famiglie.
Commenti (19)
Cristina andriani
15 luglio 2018 alle ore 11:35Brava virginia!!!
Vincenzo C.
15 luglio 2018 alle ore 11:54Benissimo, Sindaco.
La strada è quella giusta, quindi, avanti senza se e senza ma.
Le lobby del gioco dovranno farsene una rapida, inevitabile ragione e cominciare a cercarsi un'altro lavoro.
oreste *****
15 luglio 2018 alle ore 12:20Come al solito questi MAIALI frappongono sempre ostacoli al buon andamento dell'Amministrazione.
Ma che dio vi fulmini!
In Italia ci sono ancora troppi STRONZI!
PIO Z.
15 luglio 2018 alle ore 12:38e a chi piange (da ipocrita qual è) la perdita di posti di lavoro, gli si ricordi (ma lo sa) la morte di tante persone rovinate dal gioco d'azzardo !
Chi rimane senza lavoro può rifarsi prima o poi, mentre chi è morto dopo aver rovinato se stesso e la famiglia rimane sulla coscienza di questi cosiddetti IMprenditori dell'azzardo..
Gli orrifici BASTARDI e FALSI che ora piangono e fanno i ricorsi, sono dei banditi di strada senza pudore; ladri matricolati al soldo di tante forme di mafia se non mafiosi loro stessi anche se col colletto bianco degli 'affari'; e si chiamano 'affari' lo spremere fino al midollo tutti i cittadini italiani e non, che capitano fra le loro grinfie prensili !
ora che qualcuno cerca nel cambiamento di controbattere questa delinquenza. sono fuoco e fiamme, ma non ci tireremo indietro...
VIVA il CAMBIAMENTO ! VIVA il MOVIMENTO 5 STELLE ! VIVA la LIBERTA' !
Armando
15 luglio 2018 alle ore 12:42Dare tempo 24 max. 36 mesi per chiudere tutte la sale da gioco presenti in città e provincia (ce ne sono centinaia) e autorizzare l'apertura di una unica struttura (casinò), magari in zona litorale, polifunzionale che sia non accessibile ai residenti di Roma e provincia e che abbia il divieto di ingresso per i minori di 21 anni
Maurizio Rizzi
15 luglio 2018 alle ore 12:43Provvedimenti giusti. Gli italiani si aspettano questo.
Pasquale M.
15 luglio 2018 alle ore 12:43Fanno il loro gioco Virginia. Tu non mollare e vai avanti per la tua strada, ci proveranno sempre e comunque, gli affari non si fermano davanti a nulla, neanche a vite e famiglie distrutte dal gioco!
angelo miccinilli
15 luglio 2018 alle ore 12:45giocare per scommettere una vincita è di fatto un atto irrazionale se ripetuto più volte , denota la psicologia del perdente , l'illuso , che trova conforto nel gioco , accorgendosi troppo tardi che è solo un' illusione , la collettività dovrà farsi carico delle problematiche di queste persone , e lo Stato è un' irresponsabile continuando a plagiare milioni di persone in un modo cosi meschino , se poi ci sarà qualche migliaio di posti di lavoro in meno , sempre meglio dei milioni di malati psichici da curare
scipione SCAPATI
15 luglio 2018 alle ore 13:32Brava Virginia
Roberto C.
15 luglio 2018 alle ore 13:44Non facciamoci intimidire !!!
Il gioco d'azzardo è nelle mani di evasori fiscali e di mafiosi che trovano accoglienza presso i vecchi Partiti : vi ricordate quando alcuni Comuni volevano proibire le sale gioco vicino alle scuole? Una deputata di Forza Italia ha presentato una proposta di legge per ridurre a quei Comuni parte dei contributi statali.
Stupidità o sostegno alla mafia del gioco d'azzardo?
Spazziamoli via tutti
gianpiero m.
15 luglio 2018 alle ore 14:05A questi personaggi bisogna attaccarli sul piano della legalità. Mandiamo una visita fiscale e finanziaria per verificare la loro attività e come hanno accumulato la ricchezza. Solo con controlli capillari possiamo pulire la ns società. Brava Virginia. G.Mazz.
FRANCO BERTOLINI
15 luglio 2018 alle ore 14:31Invece di cercare regolamenti che ne dite di proibire nei bar il gioco d'azzardo come si faceva fino a pochi anni fa. Altri discorsi o distinguo sono solo fuffa. Sarete valutati anche per questo.
Alfredo
15 luglio 2018 alle ore 15:06Ottimo il senatore Endrizzi questa mattina a omnibus sull'azzardo:
https://www.youtube.com/watch?v=5qAzOeVyufM
FABIO B., bologna
15 luglio 2018 alle ore 15:09digli che si preparino
-
al prossimo giro , le eliminiamo del tutto.
FABIO B., bologna
15 luglio 2018 alle ore 15:11questi bastardi-
patrizia v.
15 luglio 2018 alle ore 17:35Brava Virginia, saluti da Cagliari
undefined
15 luglio 2018 alle ore 20:26Brava Virgina.
Devono chiudere!!!
Babak
16 luglio 2018 alle ore 07:10GIOCO D'AZZARDO UN'OPPORTUNITÀ PER LE MAFIE
Il gioco d'azzardo, oltre che risorsa fiscale, è una risorsa per le mafie. Lo dimostra anche la notizia odierna, circa l'utilizzo fatto dalla 'ndrangheta del Superenalotto, come strumento di riciclaggio. Un altro esempio di come mafia e gioco d'azzardo siano legati.
L'ultimo numero di Narcomafie - mensile edito dal Gruppo Abele - entra nel dettaglio di queste relazioni pericolose. Sorprendenti i numeri dell'inchiesta: dal 2003 si è assistito a un incremento della spesa delle famiglie destinata al gioco: dai 17,3 miliardi del 2003 ai 54,4 del 2009, il 2010 60 miliardi.
Un'industria del calibro di Fiat, Telecom e Enel, con un fatturato che nel 2009 ha raggiunto il 3,7% del Pil ma di cui solo 8,8 miliardi di euro sono tornati all'erario. La crescita delle entrate dello Stato è inversamente proporzionale allo sviluppo del gioco: si è vista una riduzione del prelievo erariale dal 29% nel 2004 sino al 16% del 2009. Le newslot - videopoker e simili - , capaci di raccogliere nell'ultimo anno oltre 25 miliardi di euro, raccolgono il doppio della cifra, ma gli altri 25 miliardi sfuggono alle registrazioni.
Il business delle macchinette alterate riguarda 300 mila postazioni, ed è quasi impossibile controllarlo. La regolazione del gioco in Italia è talmente contraddittoria che la criminalità organizzata non si preoccupa neppure di imbastire un sistema di gioco d'azzardo illegale: le basta infiltrarsi nei circuiti legali. Sono stimati in 2 miliardi e mezzo gli introiti della "mafia da gioco" nel solo 2009. Basta guardare al numero di Procure impegnate su questo tema nell'ultimo anno, ben 12, in ogni parte d'Italia. Un business che sembra non conoscere confini..
È nuovo record per l'azzardo in Italia 2016 "giocato" ben 95 miliardi di euro: 260 milioni al giorno, 3.012 euro al secondo. Malgrado crisi e problemi economici, o forse proprio per questo, c'è stato un aumento di 7 miliardi, l'8% in più rispetto agli 88 miliardi
ROBERTO MUSCO
18 luglio 2018 alle ore 08:43Brava Sig.ra Sindaco. Questa lotta al gioco d'azzardo va fatta su tutti i fronti. Grazie per il vostro Impegno.
