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Il futuro della democrazia e del parlamento: un prezioso contributo

Il futuro della democrazia e del parlamento: un prezioso contributo

Author di MoVimento 5 Stelle
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Il futuro della democrazia è una questione importante. Il dibattito sul tema, nato dalla recente intervista di Davide Casaleggio, va coltivato e ampliato. Le posizioni ideologiche e pregiudiziali non servono al confronto. Quelle che aggiungono elementi alla discussione sono invece molto preziose. Oggi consigliamo la lettura di questo pezzo di Roberto Arditti su Formiche.

di Roberto Arditti su Formiche.net

Lo dico subito, così partiamo in modo chiaro. A mio avviso Davide Casaleggio ha ragione quando, sul piano dell’analisi di prospettiva dei sistemi istituzionali, dice che la stagione del Parlamento come luogo centrale della democrazia volge al termine. D’altronde ciò è esattamente quello che osservano con i loro occhi i frequentatori del Palazzo, che non a caso concordano da anni sull’ormai ruolo residuale delle Assemblee Elettive. Vale in Italia, vale in Europa e vale in giro per il mondo, perché, come è noto, su questi temi le tendenze non possono che essere globali. Facciamo però un semplice esempio per capirci, pensando al ruolo che svolgono oggi (e figurarsi domani) i nostri "device" (quelli che una volta chiamavamo telefonini).

Ebbene essi sono oggi gli strumenti e gli attori principali della nostra vita economica (da lì gestiamo il conto corrente e paghiamo le tasse), della nostra vita sociale e culturale (viaggi, spettacoli, amicizie), della nostra vita sentimentale e familiare (con tutte le evidenti storture, ma anche le grandi opportunità). In fondo da lì passa anche la nostra dimensione politica, poiché il cittadino moderno si informa, si esprime ed agisce essenzialmente nella sua versione “digitale”, tanto è vero che oggi le campagne elettorali si vincono sui social network e non certo attaccando manifesti.

Ebbene tutto accade lì ma poi dobbiamo andare a votare al seggio, in nome di una ormai anacronistica e ridicola pretesa di segretezza del voto cartaceo che invece sta diventando solo un repertorio da museo (se cedo a un gestore la password del mio conto corrente come posso aver paura di dire a un database per chi ho votato?). Insomma siamo di fronte ad una straordinaria tradizione, quella del Parlamento come luogo primario della democrazia, che non regge il ritmo del tempo moderno già a partire dal meccanismo d’elezione, non a caso sempre più snobbato dai giovani.

Poi però c’è la vita dei Parlamenti, ormai concentrati quasi sempre su leggi di settore ad elevata concentrazione di aspetti tecnici, del tutto incomprensibili non solo si cittadini ma molto spesso ai membri stessi dell’assemblea. È quindi abbastanza evidente che dobbiamo pensare un futuro diverso, onde evitare che una democrazia vera solo in modo formale diventi in realtà preda di una oligarchia ferocemente impegnata a difendere i propri interessi (nazionali e non). Certo, anche Casaleggio vede la fine del vecchio mondo ma fatica a comprendere con cosa dovremmo sostituirlo.

È però chiaro che dovremo andare verso forme di consultazione on line, capaci di reggere il ritmo della vita moderna ed al tempo stesso di rendere utile l’opinione dei cittadini. Dovremo farlo sapendo che maneggiamo il bene più prezioso che abbiamo cioè la democrazia. Essa però deve essere trattata come un progetto in perenne evoluzione, capace di sorprendere sempre i suoi nemici storici, cioè l’oligarchia economica, la divisione religiosa o etnica, la tendenza naturale dell’uomo alla sopraffazione del più debole. Aiutiamolo dunque il ragionamento di Casaleggio, anziché strillare alla luna.

Chi non lo capisce ha smesso di pensare (o forse non ha mai cominciato).



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26 Lug 2018, 10:10 | Scrivi | Commenti (19) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: davide casaleggio, democrazia, democrazia diretta, democrazia parlamentare, fine del parlamento, futuro della democrazia

Commenti

 

le reazioni dei pidini ai pareri espressi da Davide Casaleggio sono irrilevanti ed inascoltabili: reazioni incontrollate e paranoidi da soggetti inaffidabili socialmente che reagiscono ad ogni cosa come fossero stati morsi da una tarantola. in questi giorni si assiste a sceneggiate pazzesche di gente pidina e berluschina con la bava alla bocca che spaccia grandi boiate per essenziali verità in quanto enunciate da loro stessi.
in verità ci sono diverse migliaia di persone che installate e fissate in numerosi posti chiave, portano avanti un discorso CONTRO tutto ciò che viene dal Movimento 5 Stelle comunque,
anche palesemente impopolare e con grandi contraddizioni.
perché, e questo e proprio da capire, questa gente è assolutamente convinta che in italia c'è il popolo bue ed imbecille che non capisce nulla e sono loro (pidini e berluschini) gli Unti dal Signore che dirigono il gregge, i pastori e cani da guardia che sanno dove il gregge deve andare e cioè... al macello.
Per questa gente pidina e berluschina è tutto un gioco un poco beffardo, per loro è solamente buffo che i cittadini si siano eletti un governo dalla loro parte ed è un divertimento attaccare il governo ed essere contro tutte le proposte a favore dei cittadini italiani; ne ridono, fanno gli spacconi, spacciano dati come spacciano droga... per stordire, irretire, mandare fuori strada la coscienza comune, creare confusione...
Loro difendono biecamente solo i loro interessi, ma sono convinti di difendere gli interessi di tutti i cittadini, in quanto non ci sono altri interessi se non i loro interessi; non conoscono gli interessi degli altri, non se ne interessano nemmeno in quanto considerano tali cose inesistenti, facenti parte di una nebulosa lontana da loro come la morte di cui non si deve nemmeno parlare..
pidini e berluschini : appartengono al passato, spettri e zombi che sono poveri di tutto, mangiano/maneggiano soldi x impoverire materialmente tutto il mondo a cui sono aggrappati.. SONO GIA'MORTI.

PIO Z., Trento Commentatore certificato 28.07.18 01:33| 
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Il governo deve essere al servizio del popolo sovrano, questo è il principio fondamentale della democrazia. Buon lavoro al governo del cambiamento

Freeman 27.07.18 14:46| 
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La digitalizzazione delle nostre vite, a mio parere, non è la soluzione ai problemi della falsa democrazia in cui viviamo ma solo uno strumento, un mezzo.
Non pensate che "i ricchi e potenti della terra" restino a guardare senza far nulla, senza organizzarsi di nuovo per mantenere il controllo su tutto e tutti, troveranno altre forme.
Il punto è strutturare una nuova società, compatta negli ideali e nei valori (e questo lo si fa a scuola, non sui social network e nemmeno coi cellulari) ed è importante farlo ora che ne abbiamo l'opportunità e poi mantenerla nel tempo, in maniera attiva e costante.

Un aspetto che nessuno valuta relativo alla tecnologia è il consumo di corrente elettrica: una volta che saremo "tutti digitalizzati" e avremo una "vita domotica", non basterà coprire tutti i tetti delle case d'Italia per produrre la corrente necessaria al fabbisogno e allora, ma soltanto allora, ci si renderà conto che l'unica risorsa per poter mantenere tutto questo sarà l'energia nucleare.
Io ho paura dell'energia nucleare e spero che si troveranno vie alternative all'uso smodato di queste tecnologie energivore e avrei gran piacere se qualche tecnico e politico del movimento valutasse questa cosa nel concreto e ce ne rendesse conto (della sua sostenibilità) in una prospettiva futura di un "Italia digitalizzata".
Grazie

Giacomo 27.07.18 12:04| 
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RIFLESSIONI SULL'INTERVISTA A "LA VERITÀ" Davide Casaleggio;

IL CAMBIAMENTO DELL'ASSETTO ISTITUZIONALE DEL PAESE parte I

1- Non è un attentato alla democrazia, come fa credere qualcuno da parte del Pd, ma una riflessione importante nata in base ai cambiamenti in atto, dovuta alla necessità e alla possibilità di avere strumenti necessari per poterla realizzare: tutti i cittadini perlomeno sui temi più importanti, possono decidere direttamente in larga scala con costi minori ed anche più velocemente; la vera partecipazione è la democrazia diretta senza intermediari. Ovviamente le "resistenze" da parte della "burocrazia" e la mentalità conservatrice e mummificata saranno il primo ostacolo da superare.

2- Pensiamo al percorso del parlamento dal dopoguerra ad oggi, non solo come organo di produzione delle leggi: se il parlamento è fatto dai rappresentanti degli elettori dal 1948 ad oggi con la crescita e il dominio dei partiti è diminuito il potere del popolo: nella scelta dei deputati e senatori è aumentata l'influenza dei partiti che ha creato di fatto, non solo con leggi elettorali sempre più complesse da Porcellum&Mattarellum&Rosatelum, delle liste "bloccate" per cui il popolo sostanzialmente non sceglieva chi mandare al Parlamento ma sono i partiti a scegliere chi deve rappresentare loro, non il popolo.

Shir akbari 27.07.18 06:28| 
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RIFLESSIONI SULL'INTERVISTA A "LA VERITÀ" Davide Casaleggio;

IL CAMBIAMENTO DELL'ASSETTO ISTITUZIONALE DEL PAESE parte II

3- La qualità del parlamento è importante, ed è inquietante quando l'anti-cultura dominante mira a distruggere la cultura, vista come il nemico del potere; in questo modo il potere non ha bisogno di cultura e teste pensanti, promuove i perfetti idioti e i pupazzetti obbedienti, che non domandano e non pensano. Dal 25 giugno 1946 l'Assemblea Costituente con Benedetto croce, Emanuele Orlando, Walter Binni... siamo caduti in basso con Cicciolina e Razzi... il peggioramento della qualità dei parlamentari scelti dai partiti ha tolto la fiducia dei cittadini, lasciando il comando del paese in mano alle persone palesemente ignoranti spacciati per competenti. Un parlamento dove poche persone nella direzione dei partiti decidono il destino del paese non potrà avere la fiducia dei cittadini.

4- Ogni sistema elettorale deve essere studiato e adattato in base al paese che deve regolare, ecco perché non avrebbe senso utilizzare un sistema elettorale Francese o Olandese. Il sistema elettorale migliore è quello che risulta più adatto per uno Stato in base alla sua politica, popolazione, territorialità ed alla sua forma di Stato e Governo.

Shir akbari 27.07.18 06:26| 
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RIFLESSIONI SULL'INTERVISTA A "LA VERITÀ" Davide Casaleggio;

IL CAMBIAMENTO DELL'ASSETTO ISTITUZIONALE DEL PAESE parte III

5- Con questa visione bisogna approfondire la proposta di Davide Casaleggio: oggi è possibile superare la democrazia rappresentativa con la democrazia partecipativa, che potrebbe essere adottata in molti altri ambiti. la Rete è uno strumento di partecipazione straordinario che restituisce il potere decisionale al popolo.

6- Il parlamento deve garantire che il volere dei cittadini venga tradotto in atti concreti. perciò non serviranno più la Camera con 630 deputati e il Senato della Repubblica con 350 senatori: basta un'assemblea con metà dei parlamentari scelti dai cittadini non dai partiti, le persone preparate e competenti, in materia di politica come garanti. Solo in questo modo possiamo garantire la qualità del parlamento che dipende della qualità e livello culturale dei parlamentari stessi e riavere la fiducia dei cittadini alla politica.

LA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA E IL PARLAMENTARI VERI ESPERTI I N POLITICA COME GARANTE

Shir akbari 27.07.18 06:25| 
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1) Ottimo Post.

Il nostro Davide si è semplicemente posto il problema. Splendido!
La consapevolezza schietta e disinteressata del presente e lo sguardo sempre rivolto a futuro sono ottimi presupposti per il successo. “Un problema ben enunciato è un problema mezzo risolto”.

La mia idea è quella condivisa da sempre con un grande amico, scomparso ma sempre presente come un grande cuore celeste che non vuol proprio smettere di pulsare: Non possiamo non prendere atto, se siamo onesti con noi stessi e con gli altri, dei mezzi che oggi abbiamo a disposizione, i quali possono FINALMENTE aiuterci a bypassare l’atavica oligarchia esiziale e onnipresente in ogni settore del nostro Paese. Oggi con la Rete avremmo la possibilità di unificare, non solo sommare, l’intelligenza collettiva di ogni cittadino e di portare la democrazia digitale diretta al cuore della vita politica del nostro paese!

E l’oligarchia, con i suoi annessi e connessi, che ne dice? Cerca di pensare a ieri, di terrorizzare i cittadini alla sola parola “cambiamento”, di svilire il problema, di dirottare l’obiettivo, di mentire per sopravvivere in un secolo che, però, già non c’è più.

“Non puoi avere un domani migliore se continui sempre a pensare a ieri.

C’è progresso e progresso, certo. Spesso esso stesso è stato monopolizzato dai soliti pochi a nostra rovina. E certo cambiare può essere a volte anche pericoloso; ma per chi? Sicuramente per chi non lo fa suo e sicuramente se quel progresso non vede i cittadini come protagonisti diretti; e sopra tutto per chi ha paura di abbandonare un presente che ormai è passato remoto e soddisfa solo lui e i pochi dinosauri come lui che continuano a blaterare: oggi stiamo tutti bene…le pizzerie sono sempre piene…

Scrolliamoci di dosso le paure, noi almeno possiamo farlo. Poniamoci il problema e non aspettiamo la sua soluzione. Usiamo la nostra immaginazione, la nostra intuizione, la nostra intelligenza, il nostro cuore. Tentiamo, falliamo…vinciamo insieme!

massimo m., Roma Commentatore certificato Commentatore che ha donato a Rousseau 26.07.18 20:12| 
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2) “Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di 9.000 tiri.

Ho perso quasi 300 partite. Per 36 volte i miei compagni si sono affidati a me per il tiro decisivo... e l’ho sbagliato.

Ho fallito tante e tante e tante volte nella mia vita. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”
(Michael Jordan).

massimo m., Roma Commentatore certificato Commentatore che ha donato a Rousseau 26.07.18 20:12| 
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Tanto scandalo per un'ipotesi o una previsione, non certo un insulto alla democrazie come i detrattori di tutto hanno cercato di definire. Il vero insulto alla democrazia sono le liste calate dall'alto, non candidature meritate per attività locali da gente conosciuta come possibile vera rappresntante di genti e luoghi.Un parlamento che serve solo gli interessi di partito è già morto.

Luigi Cosivi 26.07.18 18:53| 
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GIUSTO UNO SGUARDO INNOVATIVO AL FUTURO.
Ma non corriamo troppo.
Prima si RENDONO CONSAPEVOLI I CITTADINI,partendo dalla scuola,con UNA EDUCAZIONE CIVICA ETICA,che ha bisogno,partendo oggi ,di 30 anni,poi gli si da' una POSSIBILTA' DI SCELTA DIRETTA.
Tutti dovrebbero SAPERE COSA E' CDP,FMI,WTO,BCE,COSA VUOL DIRE VOTARE LE CARICHE IN FINMECCANICA,COSA E' REALMENTE IL PARLAMENTO,COSA E' LA COSTIUZIONE.
HO fatto solo degli esempi.
Vogliamo fare un sondaggio su questi argomenti cosi ci facciamo 2 risate?
CALMA!

Luca Fini 26.07.18 18:29| 
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Davvero penosa e ridicola la reazione alla dichiarazione di Casaleggio che esprimeva un mero parere ! E se avesse detto che lui stava brigando per far chiudere il Parlamento, che avrebbero fatto, la rivoluzione!!! Certo che, vivendo di autosuggestioni, una volta "stabilito" d'autorità che Casaleggio è il manovratore del Movimenrto 5 Stelle, la tesi non puo' che essere : Il movimento vuole abolire il Parlamento!!!

Giuseppe Satriano 26.07.18 13:10| 
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Personalmente ritengo che l'uso della tecnologia sia fondamentale per abbattere costi della politica ed accelerarne anche i tempi, nel senso che non sarebbe necessario in caso di elezioni o referendum attivare centinaia di seggi e aspettare poi lo spoglio tradizionale per conoscere i risultati. Credo però che prima di poter giungere ad una vera democrazia diretta, quindi la vera rivoluzione democratica sia necessario rieducare all'uso tecnologico. È vero infatti che molti giovani usano smartphone tutto il giorno, ma per far cosa? Idiozie per lo più. Mi spiego meglio: un tempo per poter fare una ricerca usando enciclopedie, bisognava prima aver sviluppato capacità intellettive idonee. Non bastava ricopiare ma bisognava rielaborare concetti. Quindi la democrazia in rete necessita di guide che insegnino a sfruttare davvero le potenzialità della rete. Se un ragazzo è disinteressato alla politica non basta dirgli "usa la rete per capire meglio certe cose", bisogna prima spiegargli che la rete non è solo youtube con video cretini di gatti che fanno scemenze, e che Facebook non serve solo a pubblicare selfie. Insomma, bisogna prima assicurarsi che più persone possibili imparino a sfruttare le grandi risorse della rete. Insomma, educazione alla rete che solo i poveri umanisti di nuova generazione disoccupati di questo paese potrebbero realizzare. Quelli che hanno usato la rete durante gli studi universitari e ai quali poi è stato detto di non aver alcuna competenza per entrare a far parte del mondo del lavoro.

Angela C., Barletta Commentatore certificato 26.07.18 13:00| 
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Se risultasse vero ciò che ha scritto Salvo Intravaia su Repubblica nell’edizione palermitana, questo Governo che aveva promesso regolarità, trasparenza e, soprattutto, onestà decide di accordarsi con i sindacati, ben sapendo che le deroghe alla 107/15 hanno penalizzato tanti precari storici lasciandoli privi di mezzi di sostentamento favorendo chi percepisce un reddito per 12 mesi, in continuità con il governo precedente. Ci chiediamo se questo sia il Governo del cambiamento o sia un sistema in continuità con le logiche clientelari dei sindacati prontafirma e di pseudo-movimenti che operano per i propri interessi personali a scapito, soprattutto, degli studenti diversamente abili” (Rudy Guzman- Comitato Nazionale Docenti iscritti in GaE).....Si può capire meglio???

daniele Murgia 26.07.18 12:46| 
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È giusto con i nostri device potremo votare leggi direttamente ma appunto come scrive un altro lettore bisognerà aspettare qualche anno forse 20 pensando ai nostri anziani.
Intanto però quando ci sono le emergenze come gli incendi in Grecia bisognerebbe che la Protezione Civile possa inviare una allerta a tutti tramite sms. Così fanno in Australia.

Ingrid Pezzoni, Roma Commentatore certificato Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 26.07.18 12:16| 
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IL POPOLO IL MIGLIORE INTERLOCUTORE PER LA DEMOCRAZIA

francesca Marcellino, roma Commentatore certificato 26.07.18 12:08| 
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In sintesi per me: 1) Parlamento luogo centrale sì ma non unico della rappresentanza democratica; 2) ai parlamentari dare forme vincolanti di sostegno al loro ruolo con referendum propositivi online, proposte di legge popolari con firme e con precedenza di discussione; 3) elezioni elettroniche al seggio per non perdere contatto con la partecipazione democratica collettiva e i rappresentanti eletti ( preferenza dopo le primarie) . Potranno seguire altre riflessioni. Sempre a disposione del movimento. Prof. Barba cell. 3492309259 - Scandicci.

Francesco Barba 26.07.18 11:32| 
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Benissimo sono d'accordissimo...ce solo il piccolo problema degli anziani ( che sono maggioranza) che non hanno dimestichezza con la tecnologia...

rolando c. Commentatore certificato 26.07.18 11:21| 
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Penso sia doveroso pensare ad un "cambiamento" e ad una evoluzione delle regole democratiche a fronte dei veloci cambiamenti culturali e sociali che stanno avvenendo. Ma stiamo molto attenti, siamo un paese dove spesso la "facile" cultura e informazione del web spinge le persone a non pensare, a non elaborare i propri pensieri e le proposte altrui e a delegare a facili "click" di una tastiera, consensi che meriterebbero ben più approfondite disanime.

Massimo Pellegrini 26.07.18 11:20| 
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Concordo ! Magari in sede locale potremmo provare a studiare sistemi di partecipazione rapidi e innovativi e quindi dare un senso pratico alla partecipazione!!!

Giovanni Baroso, Torino Commentatore certificato Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 26.07.18 10:36| 
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