
E' tempo di affrontare il problema dei rifiuti in plastica
21 luglio 2018 alle ore 08:54•di Piernicola Pedicini
Intervento di Piernicola Pedicini, eurodeputato MoVimento 5 Stelle Europa/EFDD, su EndsEurope.
La presidenza austriaca svolgerà un ruolo cruciale nella conclusione di importanti fascicoli legislativi prima della fine della legislatura. Ho grandi aspettative che questa Presidenza riesca a portare avanti un ambizioso programma ambientale e concludere dossier chiave per la protezione dell'ambiente e della salute umana.
In particolare, l'Austria ha sempre sostenuto lo sviluppo dell'economia circolare e si è impegnata per un'ambiziosa strategia europea sulla plastica, in particolare sulla riduzione dell'inquinamento da plastica e microplastica.
Stiamo parlando di 150.000-500.000 tonnellate di rifiuti di plastica che finiscono negli oceani ogni anno nell'UE e sempre nell'UE ogni anno vengono rilasciate nell'ambiente tra 75.000 e 300.000 tonnellate di microplastiche. L'ONU avverte che se non implementeremo una strategia efficace per affrontare questo problema, entro il 2050 ci saranno più materie plastiche negli oceani che pesci.
Queste cifre mostrano che un'azione urgente deve essere intrapresa a livello globale. L'UE deve giocare un ruolo leader a livello internazionale e aprire la strada ad una strategia globale sulla plastica nel quadro della 24esima Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP24), che sarà organizzata in Polonia nel dicembre 2018.
Una strategia efficace può essere implementata solo se eliminiamo tutti i sussidi ai combustibili fossili che aiutano a mantenere basso il prezzo della plastica vergine, ostacolando allo stesso tempo lo sviluppo di un mercato secondario della plastica.
Le politiche ambiziose di prevenzione e riduzione, nonché le misure per promuovere il riutilizzo di materiali e imballaggi, sono fondamentali per ridurre la quantità di rifiuti di plastica prodotta. E soprattutto dovremmo eliminare gradualmente il conferimento in discarica e l'incenerimento della plastica, sia negli inceneritori che nei cementifici come combustibili solidi secondari, poiché queste pratiche sono contrarie ai principi dell'economia circolare.
Commenti (30)
ANDREA S.
21 luglio 2018 alle ore 09:49In Svezia hanno finito i rifiuti da reciclare.. devremmo prendere esempio da quello che hanno fatto loro
https://www.facebook.com/Curioctopus.it/videos/808348132698203/
Attilio Disario R dam
21 luglio 2018 alle ore 09:58Vuoto a rendere
il più' grosso problema riguardo alla plastica in Italia sono senza dubbio le bottiglie in plastica visto il vastissimo consumo che ne si fa'
25 centesimi a bottiglietta come in Olanda penso sia una buona soluzione.
Saluti.
Domenico Callegari
21 luglio 2018 alle ore 10:03Vorrei sapere quando comincerete a mettere mani ai contratti di lavoro degli operai e i stipendi degli operai
ENRICO ROSSINI
23 luglio 2018 alle ore 22:20la domanda andrebbe posta ai sindacati , non certo al governo il quale può decretare su diritti, sicurezza ecc ma non sui contenuti dei contratti di lavoro
Gianluigi Lazzarini
21 luglio 2018 alle ore 10:10Buongiorno giustissimo occuparsi della plastica,il problema è sotto gli occhi di tutti,vorrei però ampliare il discorso all'inquinamento prodotto dalle navi ,20 navi da 300 metri inquinano come tutti i veicoli del pianeta e di queste navi ce ne sono 60000 un'attenzione particolare la meriterebbero.
Rosario Longo
21 luglio 2018 alle ore 11:14Anche gli aerei non scherzano, nessuno osa mai contestarli, i divieti di circolazione delle auto ormai è all'ordine del giorno.
gi s.
21 luglio 2018 alle ore 11:33fino agli anni 90 , l'acqua minerale era nella bottiglia di vetro e quando restituivi il vuoto ti veniva detratto il deposito ,poi perchè non smettere, ( anzi proibire) i vassoi di polistirolo per carne e formaggi?
GAETANO ESERCIZIO ()
21 luglio 2018 alle ore 12:02La strada e' in salita. In Italia individui non differenziano (2018) l'umido (scarti vegetali) dal secco......Io acquisto acqua in vetro pago la cauzione e cautelo ambiente e salute. Fallo capire a 60 milioni di Italiami
Freeman
21 luglio 2018 alle ore 12:05http://gestione-rifiuti.it/smaltimento-plastica
Massimo Zuccaccia
21 luglio 2018 alle ore 12:17Tutto bene: più vetro, meno plastica....però ne abbiamo usata tanta, e lo vediamo nei mari; tanta ne produrremo e ne useremo ancora...riciclare va bene ma non si risolve il problema. La natura ci offre degli esempi che dobbiamo raccogliere e modernizzare: dobbiamo incrementare la ricerca scientifica in questo campo. Ne vogliamo parlare?
Daniele Leoni
21 luglio 2018 alle ore 12:46La plastica non riciclabile va assolutamente bruciata a temperature superiori a 800°C. Altrimenti, prima o poi, finisce di nuovo in mare.
"L'incenerimento della plastica, sia negli inceneritori che nei cementifici come combustibili solidi secondari sono pratiche contrarie ai principi dell'economia circolare" è una affermazione priva di senso!
francesco s.
21 luglio 2018 alle ore 14:37Ti sembra privo di senso morire per mancanza di ossigeno?
Daniele Leoni
21 luglio 2018 alle ore 18:19Hai mai sentito parlare di fitoplancton, di fotosintesi clorofilliana e di asfissia del mare per colpa della plastica?
Roberto Maccione
21 luglio 2018 alle ore 12:54Se avessi potuto decidere forse avremmo meno problemi ambientali. Sono 38 Anni che differenzio. Ed in piu' dallo stesso periodo coltivo in biolkgico. Se avessero seguito l'esempio di pochi avremmo molti meno problemi.Speo si faccia in tempo.
francesco s.
21 luglio 2018 alle ore 14:35Per risolvere il problema plastica basta colpire alla fonte . Provate a pensare come quando non esisteva ,si deve premiare chi torna a distribuire senza elementi in plastica e tassare quelli che la preferiscono In pochissimo tempo la plastica sparirà dal commercio
Luca Fini
21 luglio 2018 alle ore 14:47CONDIVIDO
simonetta r.
21 luglio 2018 alle ore 20:11Eppure una decina di anni fa avevano cominciato a mettere la ricarica dei detersivi in modo da usare solo un contenitore ed in alcuni supermercati si cominciava a vendere alla "spina" quello che era liquido. Poi non so cosa sia successo, non se ne è parlato proprio più. Evidentemente qualche lobby si è risentita. Sarebbe un gran passo avanti.
Francesco Turcato
21 luglio 2018 alle ore 15:08Basta copiare dalla Germania in modo che i supermercati si attrezzino con il riuso per esempio delle bottiglie di birra e di riciclo di lattine in alluminio e plastica,paghi la cauzione, loro gestiscono i vuoti ,tu li riconsegni e tramite un codice a barre sulle bottiglie e lattine calcola la cauzione rilasciata con un buono sconto spendibile all'interno del supermercato o rimborsabile. Semplice, ma bisogna obbligare i centri commerciali a farle si creerebbero molti posti di lavoro.
Rosa Angela Romeo
21 luglio 2018 alle ore 16:20Metterei fine all'uso dei sacchetti biodegradabili del ns. "amico" Renzi! Ci sono troppi sacchetti in più da smaltire visto che la raccolta dell'umido in molte città non decolla. Tal sacchetti non reggono nemmeno la spazzatura perchè si rompono prima di arrivare a casa! Bisognerebbe usare i sacchetti di carta per frutta e verdura anche nei supermercati. E, perchè no, riutilizzarli portandoseli dietro finchè reggono; bere acqua dal rubinetto (lo faccio da anni, facendola decantare in frigo qualche ora), formaggi e salumi dal banco del servito, quindi basta vaschette in polistirolo. Basta alimenti in busta tipo insalate ecc. costano 4 volte lo sfuso e riservano anche sorprese!. Tanti piccoli gesti fatti da milioni di italiani uniti ai provvedimenti mirati del governo porterebbero a grandi risultati. Il resto verrebbe da sè. Insegnare educazione civica nelle scuole! (L'esempio si da partendo dai piccoli). Ritornare ai piccoli gesti educativi quotidiani non ci fa tornare indietro ma ci farà fare molti passi avanti!!
newmail *****
21 luglio 2018 alle ore 17:00Ok eliminate i sussidi ai combustibili fossili dirottandoli alle aziende che producono materiali degradabili, facilmente recuperabili nel ciclo dell'economia circolare.
Giuseppe Borretti
21 luglio 2018 alle ore 17:21Se non siamo capaci di pensare ad autonome soluzioni al problema dell'inquinamento ambientale o al riciclo dei rifiuti possiamo letteralmente copiare da chi ha risolto il problema. Vedi la Svezia o anche la stessa Bolzano che con i rifiuti produce il fabbisogno di energia elettrica per l'intera città. CHI CE LO IMPEDISCE?
antonella g.
21 luglio 2018 alle ore 22:02Penso che si riuscirebbe a levare un po' di plastica, vetro e lattine (che sono ovunque per strada in questo sporco paese) facendo in modo che ogni tot di peso venisse corrisposta qualche piccola cifra. Penso che quelli che frugano nei cassonetti potrebbero essere interessati.
Io spesso nella mia strada e in spiaggia lo faccio gratis, ma sono sprecata per questo Paese (e in mezzo a buona parte della sua popolazione).
Marta Buscioni
22 luglio 2018 alle ore 03:21Sì! Eliminiamo da subito i sussidi ai combustibili fossili, e insieme tassiamo gli imballaggi non ecologici, in modo da renderli sconvenienti, reintroducendo anche la buona pratica del vuoto a rendere (per la cronaca già esiste nel supermercato NaturaSì per alcune acque nel vetro e anche per un ottimo latte bavarese, sempre nel vetro)!
mauro marenghi
22 luglio 2018 alle ore 11:51Per risolvere il disastro provocato dalla plastica si devono mettere in atto da subito leggi e comportamenti sani tesi a ridurre drasticamente lo spreco di plastica, a partire dagli involucri inutili, usa e getta, che troviamo oramai ovunque. I consumatori consapevoli hanno capito che, in anticipo agli accordi delle Nazioni Unite, si devono rifiutare ovunque possibile, consumi con scarti esagerati di plastiche che risultano utili solo a chi la spaccia. La distruzione del materiale plastico attraverso gli inceneritori è dannosa per la salute più della sua produzione. Per fermare lo scempio ambientale delle tonnellate di plastica riversate nei fiumi e nei mari, si deve immediatamente ridurre la produzione non necessaria. Altrimenti fra poco tempo nei supermercati ai reparti alimentari troveremo pesci di plastica avvolti in ammaliante ''Provocative plastic dress''
Giorgio
22 luglio 2018 alle ore 13:53Cominciamo a copiare dai paesi che fanno meglio di noi, come la Germania dove ho visto gente girare con un sacco e raccolgono bottiglie di plastica, vetro e lattine per poi portarle nei supermercati che ti rimborsano, ovviamente la cifra recuperata si versa all'acquisto del bene.
elio d'annunzio
22 luglio 2018 alle ore 18:15concordo sul fatto che basterebbe copiare quello che accade in Germania per ridurre l'uso della plastica..
mia figlia vive lì da anni e quando viene in Italia rimane orripilata dalla incredibile quantita' di plastica che ad esempio accompagna ogni acquisto al supermercato.
copiare le buone azioni è bene...
arturo archibusacci
22 luglio 2018 alle ore 19:35In questi ultimi trent'anni si è fatto troppo uso di contenitori usa e getta sia di plastica, di cartone e di vetro. Materiale che in gran parte si può riciclare ma che crea comunque in fase di smaltimento dei problemi.
Giusto guardare a quello che stanno facendo le Nazioni più virtuose.
Anna M.
23 luglio 2018 alle ore 00:36Faccio la differenziata.
Ogni 2 giorni ho una scatola piena di carta e cartoni e una busta nera piena di plastica e vetro.
Lavo i barattoli in vetro e l'acqua mi costa.
Perdo molto tempo a separare i materiali...
mi faccio 'il culo' a portarli fino ai bidoni... e PAGO UN SACCO DI SOLDI di spazzatura!
Ma io la subisco! Perchè cazzo la devo pagare io e non chi la produce, tutta sta 'monnezza' inutile???
Umberto Sivieri (santommaso)
23 luglio 2018 alle ore 18:36Posso solo essere solidale con quello che lei ha scritto! Di fatto quelli che come noi operano la raccolta differenziata sono puniti. Sono puniti perché nessuno ti porta o ti offre i sacchetti per l'umido e per le altre raccolte. Infatti li comperiamo oltre a pagare una tassa salatissima sulla spazzatura. Si vuole incentivare così la raccolta differenziata? Oltre al danno la beffa.
sandro s.
23 luglio 2018 alle ore 19:34Sono tornato dalla Germania, sono andato in un supermercato e li ho trovato la maggior parte di confezioni per frutta, uova, verdure etc. realizzate in cartone pressato, perfettamente riciclabile.
