Dl terremoto, restituiamo dignità alle comunità colpite dal sisma. Anche con i tagli alla casta

di MoVimento 5 Stelle

Era l’11 giugno quando Giuseppe Conte attraversava le aree terremotate del Centro Italia. Non è un caso che abbia scelto di fare visita alle popolazioni colpite dal sisma per muovere, letteralmente, i suoi primi passi da presidente del Consiglio del Governo del cambiamento.

Non era lì per fare promesse né passerelle. Il Movimento 5 Stelle non ha mai fatto né le une né le altre. Insieme al Presidente Conte abbiamo ascoltato, studiato e oggi, grazie al decreto terremoto appena convertito in legge, abbiamo agito, con un primo pacchetto di proposte che semplificano la vita a tante delle persone che sopportano le conseguenze di crolli e danneggiamenti ma non mollano e restano a vivere nei loro territori.
Partendo da un decreto che – con le relative coperture economiche – era stato predisposto dal passato governo, in pochissimo tempo abbiamo fatto un grande lavoro di squadra. Partivano da un solo articolo e al Senato ne abbiamo approvati ben 22. Alla Camera invece abbiamo preferito andare spediti e non apportare nuove modifiche, ma abbiamo fissati i paletti per la nostra azione futura.

Nel rinnovare lo stato di emergenza, abbiamo stanziato oltre 300 milioni e oggi il Parlamento ha deciso di destinare alle popolazioni terremotate del Centro Italia altri 80 milioni di euro frutto dei nostri tagli anti-casta. Ancora una volta abbiamo dimostrato che la riduzione dei costi della politica può produrre risultati importanti in favore dei cittadini!
Ma la nostra azione non si è fermata a questo. La vera emergenza nelle aree del sisma è quella dei cantieri fermi. Ebbene, d’ora in poi e per merito del Movimento 5 Stelle i cantieri potranno partire!

Con il nostro decreto “sblocca-cantieri” la ricostruzione è realtà. Semplifichiamo le procedure per i lavori fino a un importo di 258.000 euro offrendo così nuove opportunità alle piccole e medie imprese locali. Salvaguardiamo coloro che hanno realizzato lavori con piccole difformità edilizie e quanti hanno costruito o installato casette accanto alle abitazioni crollate o lesionate. Perché penalizzare proprio quei cittadini che pur di non abbandonare i propri luoghi hanno realizzato in autonomia un riparo d’emergenza? Basterà toglierli quando la ricostruzione sarà terminata e potranno entrare nelle loro case! Per questo stanziamo anche 10 milioni per aiutare chi ha avuto la seconda casa distrutta dal sisma: ora potrà tornare in vacanza usando aree camper attrezzate nei pressi di quei luoghi.

A che serve, altrimenti ricostruire, se poi le aree terremotate non avranno più abitanti? Ecco perché con queste nuove norme abbiamo deciso di facilitare la vita di cittadini, amministratori locali e imprese, accogliendo tante loro istanze, a partire dalla proroga del pagamento delle rate dei mutui per privati e Comuni.

La ricostruzione che vogliamo noi parte dalle persone e si estende ai luoghi. Con questo primo provvedimento il Movimento 5 Stelle si prende cura della dignità di entrambi, perché nessuno resti indietro. Il viaggio è ancora lungo ma il sentiero è tracciato. E le comunità terremotate del Centro Italia sono tornate al centro dell’agenda politica.


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